domenica 30 gennaio 2011

Miti da sfatare: Internet è libero?

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Recentemente il governo di Egitto chiuse i rubinetti di internet, i naviganti rimasero senza acqua, Twitter, Facebook e rete telefonica di cellulari spenta. Black Out.

In Egitto sta succedendo un macello perché, al contrario dell'Italia, la popolazione si è ribellata al loro presidente Mubarak. Lui ha fatto fuggire la famiglia, ha sciolto l'esecutivo e ha formato un nuovo governo autoproclamandosi premier. Insomma non vuole cedere, ma la folla brama e non ne può più.

Capite come in un contesto del genere, internet sia fondamentale per stare al tanto su ciò che succede, sia per comunicazioni ufficiali sia per testimonianze di persone che manifestano. Il governo egiziano lo sa.

Reazioni europee

Le reazioni in rete non si sono fate aspettare. Per di più tutti siamo d'accordo che sia uno schifo, che non va bene, che è sbagliato. Ma bisogna capire il perché ed oltretutto è necessario iniziare a ragionare senza banalizzare.

"Come? internet! quel bastione di libertà e democrazia è stato oscurato! vergogna!"

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Ecco, bisogna iniziare a sfatare qualche mito, a riflettere su una questione che di questi tempi - purtroppo - sembra scontata. Poniamoci la domanda: Internet è veramente libero? è democratico?

Il Mito di Neo nella Caverna

Avete presente il film Matrix? In una scena Neo si trova collegato nella Matrix assieme ai suoi compari. Si stano divertendo, stano combattendo il male insieme tutti uniti. Finché ad un certo punto non iniziano a cadere uno ad uno, senza ragione o motivo alcuno. Come se svenissero all'improvviso, rimanendo senza vita.

Successe perché erano stati traditi, da un loro compagno che dal mondo reale inizio a staccare la spina ad ognuno. Proprio come ha fatto il governo d'Egitto. Solo che questa volta è successo sul serio, e ha staccato la spina a tutti gli internauti.

Internet è Pace, Democrazia e odora di mirtilli

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L'anno scorso è sorto un appello per dare a Internet il premio Nobel della Pace. Grandissima stronzata, anzi meno male che non gliel'hanno dato. Il fatto che qualcuno pensi che internet sia un posto di pace e armonia di per sé è già sorprendente. Vuol dire che non ha mai visitato uno di quei tanti forum razzisti, come quello della lega, o un siti porno hardcore come quello appena nato: yousilvio.com :D

Altra stronzata: Internet è un posto democratico. Ma dove?! Perfino su questo blog io posso cancellare i commenti quando mi pare e piace. Dov'è questa democrazia e libertà di espressione? certo chiunque potrà farsi un blog e dire la sua ma resterà pur sempre padrone di quel posto.

Vale lo stesso per un forum. I forum sono i posti più gerarchici che esistono in internet, c'è l'admin, ci sono i moderatori e poi ci sono gli utenti. E queste cariche non sono scelte in base ai voti degli utenti, mai.

Se vogliamo dare una categoria politica alla natura di internet, io penso che esso sia a livello generale anarchico, perché ognuno può aprire i siti come e quando vuole, ma a livello privato è composto da tante sfere, ed è cosi che trovi siti o forum dispotici, siti collettivi, siti meritocratici e siti democratici a seconda dei casi.

Tornando a Neo

Con l'avvento del Web 2.0, Internet ha smesso di essere soltanto uno strumento per comunicare ed è diventato un luogo. È diventato un luogo quasi eterno, in cui puoi fare di tutto. È diventato la Matrix. Ed io credo che - così come è successo a neo e i suoi amici  - molti si sono scordati che c'è sempre uno che può staccare la spina.

In tanti si sono ormai scordati dell'elemento materiale che tiene accessi i computer, i server. (Tranne i ragazzi di Wikileaks, che hanno scelto bene di usare i server in un bunker nascosto)

Ovviamente anche qui le aziende hanno da guadagnare, perché possono farsi portatrici di democrazia. "internet per tutti" recitano Totti e sua moglie in TV, ma poi la stessa Vodafone non ci pensa 2 secondi a chiudere tutto quando il governo di Egitto glielo ordina.

E certo, la Vodafone è una multinazionale, non penso che le freghi molto degli abitanti di Egitto, se mai le frega delle loro tasche, anche se grazie al marketing la società per azioni sembra una portatrice di ugualianza.

Sconfiggere gli agenti di borsa?

Voglio essere dissacrante: In Europa c'è chi all'improvviso si indigna e va bene, è legittimo. Ma io mi chiedo, vi rendete conto che indignarsi perché Vodafone ha staccato la spina così facilmente è paragonabile a sperare che diano a internet il premio nobel per la pace? Sono la stessa illusione che vede Internet un posto libero. Un illusione che stano trasmettendo multinazionali e campagne mediatiche fatte da Wired e i suoi amici.

Il fattore preoccupante è che quel che è successo in Egitto possono farlo ovunque, lo possono fare perché finché non ci saranno reti veramente libere, come quella rete telefonica sviluppata nel Burning Man, o l'ancora acerbo progetto netsukuku, saremmo sempre più controllati, sempre di più. Con Google, con Facebook, con lo stesso Internet che al giorno d'oggi no è libero. Che possiamo fare? non lo so.

Bisognerebbe fomentare leggi che garantiscano che quel che è successo in Egitto non possa succedere con tanta facilità, ma per cimentarsi prima è necessario smettere di credere che Internet sia libero e democratico.

Inoltre penso che in questo contesto, appoggiare il software libero e progetti come Diaspora e Wikileaks, siano il minimo che uno possa fare. E non basterebbe.

19 commenti:

  1. Ciao Santiago.

    Internet è libero?
    No. Lo hai evidenziato con questo post.

    Noi siamo liberi?
    Certo che no. Siamo controllati e giudicati, crediamo di essere liberi perché gli fa comodo farci credere che lo siamo. A chi? A chi governa e alle multinazionali, noi siamo le loro mucche da spremere e finché possono lo fanno. Poi se quella massa di carne si muove e si ribella gli possono sparare coi militari (vedi Egitto). Finché riempiamo le loro pance, i loro portafogli e i loro garage di macchine rosse da 1 milionme di euri non abbiamo niente da temere. Siamo al sicuro. Siamo un po' (troppo) come Neo, ma non vogliamo ribellarci finché va tutto bene.

    Fino a quando andrà bene?
    Chi lo sa. C'è chi aspetta i Maya, chi aspetta gli alieni e chi aspetta il meteorite che ci spazzerà via.

    Facciamo bene a parlarne?
    Sì, perché il nostro pensiero è l'UNICA cosa che è ancora veramente libera. Ma alcuni non lo sanno e magari non pensano oppure pensano quello che vuole qualcun altro.

    Ciao!

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  2. @YattaTux
    "Facciamo bene a parlarne?
    Sì, perché il nostro pensiero è l'UNICA cosa che è ancora veramente libera. Ma alcuni non lo sanno e magari non pensano oppure pensano quello che vuole qualcun altro.
    "

    Sì, questo non l'ho evidenziato ma concordo. Il guaio è quando i pensieri iniziano ad essere tutti uguali :(

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  3. se sono tutti uguali ma giusti allora non è un problema, (anzi è un problema per chi ci controlla) ma ad oggi non è così, per questo siamo schiavi.

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  4. Non voglio dire che il mio pensiero è assoluto, anzi, magari sbaglio, ma è il mio. E penso anche che il mondo non si può cambiare e che la libertà vera l'avremmo solo quando ci andremmo a riposare sotto-terra. :)

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  5. Cippaciong30/01/11 16:07

    Ottime riflessioni, credo che al giorno d'oggi servirebbe che tutti avessero un po' più chiare in testa le possibilità che offre ma anche i limiti che ha internet.

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  6. Dici bene! Del resto, nessuno comprerebbe dalla Vodafone se lo spot dicesse:
    "Internet per Totti! Limitato, come me!". =)

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  7. No internet non e libero, sono d'accordo con te e anarchico !, in esso si trova tutto e il contrario di tutto,il vero il falso il buono e il cattivo, ma dentro alla rete si trovano anche sacche di libertà, persone che scrivono persone che pensano, persone che si scambiano opinioni in piena libertà forse anche in luoghi controllati come i forum, ma ricordiamoci che una volta che il seme di un idea e stato piantato cresce e più a nulla serve cancellare uno scritto un commento, se quell'idea e stata letta e ormai libera, libera di crescere nella nostra mente libera di essere di nuovo diffusa attraverso un altro post un altro articolo di i un'altro paese di un altro stato, forse la libertà di internet risiede nel fatto che non ha confini esso e un mondo non delimitato, oggi puoi staccare la spina al Cairo ma la tempesta può ripartire dalla Norvegia, internet non e libero, ma libera le persone da un informazione statica e passiva portandole in una realtà informativa dinamica e scalabile (cerchi tu quello che ti interessa e se vuoi puoi approfondire).Oggi senza internet, senza linux, senza la mia curiosità non sarei qui a parlare di libertà di parola e del rispetto delle parole altrui.

    Ciao :)

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  8. avevo in mente di scrivere le stesse cose di burt, dannato mi hai anticipato XD

    che altro aggiungere.....
    si lo so
    seguiamo tutti il coniglio (anonimo) bianco che forse usciamo di qui

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  9. Minchia quoto in pieno tutto quello che hai scritto. Scusate per la parola iniziale ma ci voleva :D

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  10. @Lightuono

    anticipo il coniglio dicendo
    non ti preoccupare della parola iniziale è abbastanza miscredente da essere accettata :D

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  11. hahahhaha bravo Phoenix è proprio così, finché non si usano per insultare, direi che vanno bene... e che cazzo.. :D

    Scusate se ultimamente non rispondo ai commenti ma sono sotto esami, farei meglio a non pubblicare niente ma mi distraggo e inizio a scrivere. Grazie a tutti dei commenti di già :)

    @Burt
    Interessante il tuo punto di vista, non l'avevo preso in considerazione mentre scrivevo questo post. Però sì, diciamo che in un certo senso è libero perché ci da il vantaggio di arrivare ovunque, senza frontiere. Ed è anche vero che una idea quando si propaga non ci puoi fare niente. Il problema è stato che in Egitto, spegnendo i server, non hanno lasciato propagarsi nessuna idea lì per lì sul momento. Ma ciò non toglie che quello che dici è giusto.

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  12. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  13. Contento di aver posto una visione differente, alla tua attenzione, nel caso specifico degli egiziani, speriamo che non finiscano dalla padella nella brace, nei paesi mussulmani purtroppo c'è sempre il fortissimo rischio di confondere stato e religione (qui si potrebbe tornare ad uno dei tuoi vecchi post), che dire spero per loro che chi si debba esporre lo faccia in prima persona, senza nascondersi dietro bei discorsi, parlo di intellettuali e premi nobel vari.

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  14. è una mania umana confondere la religione con altro, vedi mussulmani (ma anche gli ubuntucult :D). Da credente spesso viene voglia di prendere a crick sulle gengive chi cerca di unire religione con tutto il resto del mondo

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  15. i server non si possono spegnere, caso mai sono gli isp (cioè i provider) che si possono temporaneamente spegnere. Non è una differenza da poco. Secondo me Internet è democratico: prova a postare un messaggio su Usenet e poi dimmi se qualcuno può cancellarlo!

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  16. @Fabrizio
    Ciao Fabrizio, mi sono informato meglio al riguardo e hai ragione, ho confuso server con provider. Però, correggimi se sbaglio, se il web è come una autostrada di dati allora i provider stano ai caselli stradali come i server al cemento che compone l'autostrada.

    Loro non hanno fatto esplodere l'autostrada ma hanno chiuso le porte, che ai fini pratici l'effetto sarebbe lo stesso, ovvero: niente traffico, dalla base.

    Non nego comunque che internet non abbia posti o luoghi veramente democratici, ma sono sfere. Voglio dire, io credo che certi siti garantiscano libertà e democraticità, ma altri no.

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  17. @Coniglio:
    "L'anno scorso è sorto un appello per dare a Internet il premio Nobel della Pace. Grandissima stronzata, anzi meno male che non gliel'hanno dato. Il fatto che qualcuno pensi che internet sia un posto di pace e armonia di per sé è già sorprendente. Vuol dire che non ha mai visitato uno di quei tanti forum razzisti, come quello della lega, o un siti porno hardcore come quello appena nato: yousilvio.com :D"

    Una precisazione: il motivo più basilare per ritenere questa candidatura una blasfemia non è tanto il fatto che è un mezzo utilizzato per parlare di pace ma anche razzismo, populismo, gnocca eccetera, quanto il fatto che è un mezzo.
    Dietro a questa candidatura si nasconde ancora quel processo di personificazione del Web che si riscontra tante volte e tante volte è utilizzato a scopi ben precisi.
    Dire che il Web organizza le rivolte è come dire che il Bar Italia di Corso Mazzini è l' Uomo dell' anno perchè dentro al Bar Italia la gente tiene assemblee per organizzare manifestazioni, per dio!
    Personificazione che viene utilizzata anche a scopi precisi, vedasi un post referendum sui Beni Comuni in cui Repubblica afferma la vittoria del "Popolo della Rete" anzichè avere il coraggio di dire, che per una volta, il POPOLO ITALIANO vi ha fatto il culo.

    A proposito di reti e libertà, oltre le iniziative da te citate mi permetto di segnalare questa, alla quale partecipo attivamente: http://www.eigenlab.org/progetti/progetto-wireless
    E leggetevi anche questo: http://it.wikipedia.org/wiki/Wireless_mesh_network

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    Risposte
    1. Hai ragione sui secondi fini. E interessante la rete mesh, io conoscevo il progetto Netsukuku che però non ha avuto le aspettative che si auspicavano.

      Se ti interessa ho anche scritto un racconto riguardo al motivo per cui volevano candidare internet al Nobel per la Pace.
      Essendo un'opera di narrativa la realtà e la finzione vengono mischiate ma tanto ne sarai abituato se hai letto questo blog :D
      http://anonimoconiglio.blogspot.it/2012/04/volevo-fare-la-startup-la-maledizione.html

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Caro troll. Se proprio devi trollare, fallo con stile: Niente insulti personali, niente giudizi sugli altri, niente ordini. La critica è bene accetta, la merda invece verrà moderata. E ricorda, non bestemmiare, fa come Coniglio: miscredi.