mercoledì 16 febbraio 2011

Il Femminismo, il Software Libero e i pensieri di mia nonna, l'anarchica Antonietta

Come suol dire mia nonna: le rose sono #ffa5f5 e le viole sono #ad00bd.
Vabbè. Dovete sapere, carissim*, che nella mia, brevissima, carriera universitaria ho anche fatto "Studi di Genere".

donne-femminismo-software-liberoPer dirla in parole povere, gli Studi di Genere si occupano di studiare la società e la cultura con un approccio o uno sguardo diverso dal solito, cercando di evidenziare i diversi concetti di sessualità e di identità di genere nel corso degli anni.

L'ho spiegato un po' alla boia, diciamo che il corso era una revisione storica secondo il pensiero femminista.

Certo voi vi starete chiedendo: perché cazzo sei andato a studiare "femminismo"?
Chennesò, a dire il vero sì lo so, il ramo di Economia mi ispirava ben poco. Per cui ho scelto il percorso che conteneva Antropologia. Tra l'altro le lezioni erano piene di belle ragazze e insomma mica male se (vabbe la smetto che per motivi personali non mi conviene andare avanti :D )

Riot Grrrl e il DIY

Trovandomi costretto a fare una tesina per passare l'esame ho inciampato nel sottogenere musicale:  Riot Grrrl. Un insieme di gruppi di donne che aderivano alle idee dell'anarcopunk, da cui, in parte, derivano adesso le etichette indipendenti e la musica libera. Non solo si opponevano alle major discografiche ma condividevano in pieno la filosofia DIY: Do It Yourself (Fallo da te).

Questo movimento è caratterizzato dall'idea che possiamo riparare, costruire e migliorare le cose da soli e senza richiedere l'aiuto di esperti. È nato negli anni 50 e spesso viene associato al bricolage. Ma è diventato molto di più, e la filosofia che porta dietro, nel corso degli anni, si è espansa fino ad arrivare alla musica, all'arte, alla cultura hacker e all'informatica.

Cosa mi viene in mente: credo che non sarebbe azzardato dire che Stallman si è ispirato un minimo a queste idee quando gli dissero che non poteva più usare il SO come voleva e lui decise di farselo da solo, il sistema operativo. :) In fondo il movimento del Software Libero nasce dalle stesse motivazioni, sconfiggere le regole ingiuste, chiuse, tutto ciò che va contro la libertà.

Basi in comune

Una delle branche del femminismo che più mi ha incuriosito è quella del Anarco-Femminismo. Forse perché tutto quello che porta il prefisso anarco attira la mia attenzione :D (Stallman e l'anarchia nel Software Libero).

L'anarco-femminismo nasce a metà del XIX secolo e, come suggerisce il nome, esso si opponeva a qualunque forma di "potere". Tuttavia, andava ancora più in là del semplice anarchismo, perché non solo si opponeva al potere politico delle istituzioni, ma anche al potere patriarcale della società.

Ora, sono abbastanza convinto che questo potere "patriarcale", questa visione maschilista, si rifletta nell'economia odierna. Il capitalismo invasivo in cui viviamo non è altro che un sistema gerarchico in cui vige la massima "io sono più forte, ergo domino", la gerarchia patriarcale è stata - in un certo senso - trasportata in economia.

Andare contro al sistema economico attuale - o per lo meno, cercare di cambiarlo - significa andare contro al pensiero che ha caratterizzato l'umanità occidentale lungo tutti questi anni. Ed è per questo che il movimento anarco-femminista sembra ancora più rappresentativo di una voglia di uguaglianza assoluta, perfino tra uomo/donna, di un pensiero libero di gerarchie, di cose imposte. Libertà.

Conclusioni

Il pensiero del software libero non si discosta dalle premesse o le intenzioni che porta(va?) avanti il pensiero femminista. Tutti e due vogliono una società più aperta, più emancipata e meno "patriarcale". Certo le sfere in cui "combattono" sono molto diverse, ma le idee sono simili.

Post-conclusione, ricapitolando. Forse Stallman in realtà è femmina, le donne, oltre ad essere belle, ci controllano la mente mentre noi restiamo ignari di tutto ciò, e basta, va bene così. Ripassi. 

(questo post vuole essere uno spunto di riflessione, probabilmente ha molte imperfezioni, ma va bene così :)

16 commenti:

  1. Questo blog ha appena guadagnato un lettore! :D

    Già che ci sono segnalo le Poison Girls, gravitanti intorno alla scena anarcho-punk inglese che si formò intorno ai Crass un pò di anni or sono...anche il solo fatto che il gruppo venne fondato da un'ultraquarantenne "ispirata" dai figli merita la segnalazione...

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  2. bellissimo post :D PS: W le puppe! (effetti del controllo mentale N.D.R)

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  3. Non c'è da stupirsi: le basi della programmazione le ha gettate una donna in epoca Vittoriana.
    Si chiamava Ada Augusta Byron, e incoraggiò Babbage per la sua "Difference Engine".

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  4. Vorrei sapere tutto della Nonna! La foto è stupenda... e io faccio patchwork

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  5. Grazie dei commenti e degli apporti a tutti ;)

    @Fra tastiera:
    non conoscevo la storia di Augusta e il primo computer, non male!

    @Facocero:
    lieto che ti sia piaciuto! mi ricordavo molto le Riot Grrrls, forse per il nome veramente fico :D però il nome Poison Girls non mi è nuovo!

    @picchiopc
    va là ho visto il tuo tumblr! ahhahah direi che ti controllano la testa eh! :D

    @Spippola
    attenta, quella foto patchwork purtroppo non l'ha fatta mia nonna! mi dispiace se ci hai creduto, forse è la prima volta che passi di qua, ma quelli che mi leggono sanno che sparo delle balle nelle foto! Come la volta che ho postato una casa e ho scritto che era la casa di fini a montecarlo.. :D

    se ti serve ecco la fonte!
    http://blog.craftzine.com/archive/2010/05/lilypad_arduino_survey_researc.html

    ;)

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  6. sarà che sono di parte ma un pò in molti ambienti ora è il contrario, un pò di sano maschilismo ci vorrebbe XD

    e poi troppo donne grazie a 2 rotondità hanno preso più di me agli esami grrr

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  7. "...le donne, oltre ad essere belle, ci controllano la mente mentre noi restiamo ignari di tutto ciò..."
    QUOTO A MANETTA!!!

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  8. zio bastardo17/02/11, 23:53

    Molto interessante, anche se sul DIY ho una visione pesantemente cinica: è applicabile solo in certi ambiti, posso certamente costruirmi una sedia (ma mi conviene?) ma altrettanto certamente non posso costruirmi un'auto nè un cellulare, ergo tranne rari casi (vedi software libero) è fondamentalmente uno spreco di denaro.

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  9. Perlomeno nella mia esperienza, con il DIY posso costruirmi un portafoglio (con la camera d'aria forata di una bicicletta, di cui vado fiero ;)), posso dipingere felpe o magliette, posso registrare o stampare un lavoro...
    Nel caso di qualcosa di più elaborato, credo subentri la possibilità della "gift economy", dello scambio fra persone con capacità e competenze differenti secondo il paradigma del "io ti cucino i biscotti, tu mi ripari il computer" :D (con i dovuti limiti, lo ammetto).
    Per dare qualche spunto di discussione o approfondimento:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Gift_economy
    http://en.wikipedia.org/wiki/Really_Really_Free_Market
    http://en.wikipedia.org/wiki/Free_store

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  10. io la trovo una filosofia molto interessante, è qualcosa che rimanda un po' alle origini dell'uomo. Ovvio non si tratta di dire "torniamo alle caverne", però in linea di massima teorica il DIY ha tutte le carte in regole per funzionare. Credo che la filosofia del Software Libero sia un esempio perché sono convinto che alla base contiene idee del DIY.

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  11. zio bastardo21/02/11, 01:39

    @facocero e santiago:
    appunto, molto carino in teoria, un pò più complicato in pratica, io ti cucino biscotti e tu ripari il computer funziona, io ti cucino i biscotti e tu mi costruisci la casa mica tanto, non perchè i biscotti siano cattivi, ma perchè è semplicemente antieconomico.
    Il "fatto in casa" non può competere con le potenze industriali proprio sul fattore costi, 15 anni fa uno comprava i componenti e si costruiva in casa un amplificatore per lo stereo, oggi semplicemente lo compra al mediaworld e spende metà.

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  12. Dunque, ovvio che i biscotti non si comparano con una casa, però se uno ha lavorato come muratore per anni può farsi la casa da solo e anche questo rientra nella logica DIY. Non fa parte della Gift Economy, perché quest'ultima fatica a funzionare mano a mano che i beni costino di più. Qui hai ragione.

    Per quanto riguarda lo stereo, temo che quello che si è abbassato siano stati i costi di produzione. Se la produzione è fatta in massa la mediaworld può vendere uno stereo a pochi soldi. Questo, assieme ad una globalizzazione che ha omologato la competitività, rende possibile che siano in pochi (poche marche conosciute) a contendersi il podio di venditori di stereo. Ed è il motivo per cui ormai nessuno porta a riparare il suo stereo ma preferisce buttarlo e comprarsene un'altro.

    Ora, posso dirti solo che se sai ripararti lo stereo, o sai creare qualcosa con le tue mani, farlo da te è molto più soddisfacente. Potrei anche dire che risparmi dei soldi, ma giustamente si può rispondere che i soldi risparmiati sono esponenziali al tempo impegnato, per cui preferisco vedere la questione del DIY sotto un punto di vista più personale, etico o di scelta propria.

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  13. zio bastardo22/02/11, 14:12

    @Santiago: indubbiamente hai ragione il DIY da molte soddisfazioni, su questo non si discute, certamente non è un modello "sostituibile" in toto all'attuale appunto perchè i costi di produzione della grande industria sono inarrivabili per il singolo o il piccolo gruppo, è invece un modello vincente, o quantomeno funzionante, nel mondo del software libero.

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  14. Per caso, passando dal forum di Ubuntu, sono capitata in questo blog, ed essendo stata una femminista negi anni 70, oltre che una fautrice del faidate, non potevo non soffermarmi.
    La società è molto maschilista, anche se è vero che spesso "troppe donne grazie a 2 rotondità hanno preso più di me agli esami" come dice Phoenix.
    Ma non è una cosa sana e auspicabile, per le donne.
    Ho un'età per cui l'avvenenza ormai è passata, ahimé, sono oltre i 50 abbondantemente, ma, a dire il vero, non l'ho mai usata, è un'arma a doppo taglio, sempre per le donne.
    Il paragone tra il femminismo e l'Open Source mi è piaciuto, sono un'amante dei programmi liberi (uso Inkscape), e vorrei un mondo meno capitalistico e più "open": Utopia? Certamente, ma se sono rimasta idealista alla mia quasi "veneranda" età, è perché sono viva, vitale, non un cadavere ambulante come molti miei coetanei!

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  15. @Marina
    "vorrei un mondo meno capitalistico e più "open": Utopia? "

    Idem :)
    Forse è un'utopia, ma ho ancora la speranza che in futuro tutto sarà più "open" - al di là dell'informatica o i programmi -, si spera, altrimenti così non possiamo andare avanti.

    Grazie del commento :)

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  16. Se ti interessa c è un' altra parola interessante che inizia per "anarco" e ha molto a che fare con l' informatica ;)

    http://www.alfabeta2.it/2012/05/16/nellacquario-di-facebook/

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