sabato 30 aprile 2011

È una idea così malsana?

Non lo so, ditemi voi. Eccola:
La giustizia si occupa di far rispettare la legge, ma ciò non implica che le leggi siano giuste.
Sono sicuro che l'ho assimilata molto tempo fa, probabilmente leggendo Savater, ma quello che vorrei fare oggi con voi è riflettere su altre idee che questa frase mi spinge a pensare.

Stando a Platone, nella sua Repubblica, coloro che potevano governare dovevano essere i filosofi. Poiché, semplicemente le leggi sono sancite da persone, in particolare dai governanti. Ed è utile aggiungere a questo punto che essere giusti significa andare oltre la giustizia.

Nel Mercante di Venezia, Shylock chiede con insistenza la sua libbra di carne, "perché così c'è scritto sul contratto". Ma questo non lo esime dall'essere "giusto", ovvero immettere il buon senso nel suo giudizio, per capire che togliendo una libbra di carne al suo debitore, quest'ultimo morirebbe.

Allora, se nella Venezia del XVI secolo la giustizia prevedeva che Shylock potesse uccidere un uomo sulla base di un singolo contratto, e se ai nostri giorni la giustizia prevede che il presidente del consiglio possa avere una prescrizione breve, che per spiegarla con la Littizzetto:

è dire che da domani tutte le TAC devono essere fatte entro 10 giorni. Chi non riuscirà a farla verrà considerato guarito. 

Come la mettiamo? Decidiamo che soltanto una ristretta cerchia di persone possano fare queste leggi? e se sì in base a cosa? come si fa a capire chi ha buon senso e chi no? Sopratutto in questa nuova politica mediatica.

Ecco, il problema di tutto ciò è che in quella frase che ho scritto all'inizio, io trovo un forte retrogusto antidemocratico, ma la condivido e penso che non sia poi così sbagliata. O forse sono nel torto.

17 commenti:

  1. La "prescrizione breve" ha una certa assonanza con l'impunita'. Bisognerebbe, invece, allungare i tempi di prescrizione per tutti i reati e ridurre i gradi di giudizio da tre (primo grado, appello e cassazione) a due (primo grado e cassazione). Quanto alle leggi, esse hanno sempre un certo grado di ingiustizia; una buona legge e' una legge che ha il minimo grado di ingiustizia possibile...

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  2. "una buona legge e' una legge che ha il minimo grado di ingiustizia possibile..."
    mi piace, questa è una frase interessante a cui non ci avevo pensato :)
    Grazie

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  3. Non sbagli caro Coniglio: le leggi razziali del regime fascista erano leggi in senso stretto ed era la giustizia a doverle farle rispettare. Inutile sottolineare l'aberrazione di questa cosa...

    Platone aveva visto giusto: modernizzando il concetto il problema di fondo è la preparazione dei legislatori ed in una democrazia rappresentativa e mediatica come quella moderna, è un parametro che non si riesce a tenere sotto controllo.

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  4. A prescindere dal fatto che sono assolutamente d'accordo con la tua prima affermazione e che il nostro simpaticcissimo sorrisone Ilvio detto anche il sarto (perche si fa le leggi su misura !) ti vorrei far notare che purtroppo la giustizia, perlomeno nel nostro paese prima interpreta la legge e poi la fa rispettare, in alcuni casi si potrebbe addirittura creare il paradosso di una legge giusta ma male interpretata, danneggiando anche chi nel giusto potrebbe essere.

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  5. LightCastle02/05/11, 01:26

    Come insegnano a ogni studente di giurisprudenza la giustizia non ha nulla a che fare con ciò che è giusto.

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  6. Santiago, ti vedo pronto per leggere qualcosa di semantica. Ti darà uno strumento per avanzare parecchio il tuo pensiero.

    Io ti consiglio "Tiranny of words" di Stuart Chase, l'inglese è un po' difficilino, ma tanto sei poliglotta. L'autore era un personaggio molto acuto, un pensatore che a un certo punto si è reso conto che se voleva comunicare e influenzare il mondo, doveva padroneggiare un po' meglio la parola ed il significato. Ha studiato semantica e poi scritto quest'opera divulgativa, nella quale inoltre analizza alla luce delle nuove conoscenze tutta una serie di materie, tra cui diritto, economia, filosofia, politica.

    So che è sgradevole alle volte, quando ti consigliano libri da leggere, perchè si tratta di soldi e tempo da spendere, ma in questo caso credo ne valga la pena.

    Io lo considero uno dei più preziosi della mia libreria.

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  7. Anche se alcuni leggi non sono giuste (o non sono considerate tali) ritengo che sia fondamentale rispettarle.
    Se poi un malumore generale (e ripeto generale non di poche persone o addirittura una) viene fuori dall'applicazione di alcune leggi, si potrebbe ragionare sul modificare tale leggi con un consenso più ampio possibile, meglio se vicino all'unanimità.

    @Santiago
    Vedo che negli ultimi tempi ci siamo dedicati ad articoli politicamente impegnati....bene...mi piacciono!

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  8. in italia, oltre ai sarti, il problema sono certi giudici che andrebbero presi a crick sulle gengive.
    Quando il ministro Bruschetta (aka Brunetta) ha inserito la legge contro gli assenteisti e intensificato i controlli, sono saltate un pò di teste.
    I giudici, giustamente, hanno parafrasato la legge e fatto riassumere alcuni di questi anche quando questi non se lo meritavano.È noto il caso di 4 impiegati licenziati perchè uno di loro timbrava anche per gli altri 3 che non si presentavano mai, senza scendere nei dettagli, i sindacati hanno fatto causa per i licenziamenti e un giudice ha voluto far riassumere i 3 assenteisti ( e già qua merita l'operazione dentale detta in precedenza) e non il lavoratore che almeno si presentava. Vi Sembra una cosa normale?

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  9. @Phoenix Fire

    Tipico caso di legge giusta mal interpretata, se vuoi ho due vecchi cric da tir e ti do una mano

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  10. Rieccomi! ok mi avete convinto di una cosa: La frase non ha un "retrogusto antidemocratico". Se mai sono io che gliel'ho dato. burt ha ragione quando fa notare che la legge a volte è giusta ma viene interpretata male, e per quanto riguarda le leggi ingiuste (di cui parla Neoben), il problema sta nel rispettarle o no. Se non le si rispetta è un casino, o per lo meno è quel che Socrate insegna, al costo della propria morte. :/

    @Andrea R:
    Quel titolo c'era nella lista "libri da leggere" :) l'aveva già nominato un mio prof ad un corso o di semantica o di antropologia. Quindi ti ringrazio per il consiglio. Oltretutto l'argomento è interessantissimo e se ne trovano tanti esempi.
    "In principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era un dio"
    Non a caso - stando alla bibbia - Dio chiede ad Adamo di dare un nome ad ogni animale. Tornando a cose più terrene basta pensare a Silvio e le tecniche mediatiche utilizzate per il consenso, la parola "libertà" è stata la prima ad essere presa di mira per una risemantizzazione. Modificandogli il significato a suo comodo, per adattarlo al pensiero dei suoi elettori.

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  11. Io aggiungo, decisamente più vicino a noi e "comunista" (Berlusconianamente parlando), Sulla Lingua del Tempo Presente, di Zagrebelsky :)
    Il problema, comunque, si pone su molti livelli:
    semantici, quando Giustizia la si vuole intendere in senso "statale", ad indicare tutto il corpo di leggi dello Stato, con la successiva applicazione;
    logici (e filosofici) quando si vuole arrivare a una definizione di Giusto.Ci hanno provato le varie religioni rivelate, in maniera dittatoriale ("comportati in questo modo poiché Dio lo ordina") ma con fini, per certi versi, lodevoli (ritengo che la religione sia necessaria nella fase "infantile" e "di crisi" di ogni cultura, per mantenere un certo ordine), ci hanno provato vari filosofi, fra cui Kant nella Critica del Giudizio (se non ricordo male), ora se ne occupa la gente sbagliata.

    Càzzo! Stavo per scrivere una marea disorganizzata di minchiàte, meglio se mi fermo adesso :)

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  12. C'è poco da dire...il Parlamento ha il diritto ed il dovere di fare le leggi, quale rappresentante del popolo democraticamente eletto...MA:

    Art.1 della Costituzione Italiana:

    L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
    La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

    Il barbatrucco sta tutto lì, in quel "che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione."
    Nemmeno il sovrano, e di conseguenza i suoi rappresentati, godono di un potere assoluto ed illimitato: il suo potere è subordinato al rispetto di quel gioiellino che è la Costituzione Italiana. Quella breve frase, in soldoni, è ciò che ci salverebbe e renderebbe illegittime delle leggi razziali come quelle fasciste che richiama Alfiere.

    Detto questo, un appello, o meglio, due: mandate a fanculo chiunque vi parli di riforma della Costituzione (qualsiasi riforma, perchè le riforme ci possono anche stare, ovviamente non dei principi fondamentali come qualche servo propone, ma non ci possono essere in questo momento storico in cui la classe politica non ha dimostrato la maturità necessaria per un compito così grave) e andate a votare il 12 Giugno!

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  13. secondo me la costituzione andrebbe riformata in molte cose (certo non dalla classe politica di adesso). Si i valori fondamentali rimangono, ma è un insieme di leggi di 50 anni fa, non tutto è ancora adattabile

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  14. In merito di leggi e del giusto ti consiglio la lettura del saggio di Thoreau, "La disobbedienza civile". Provo a riassumerne l'idea di fondo: i veri cittadini non sono coloro che osservano le leggi, ma coloro che osservano la loro coscienza (ossia il giusto). Una legge che va in conflitto con la propria coscienza (come per Thoreau poteva essere quella che sanciva la schiavitù dei neri o il pagare le tasse per finanziare la guerra al Messico) è una legge ingiusta e bisogna disobbedirgli, se si vuole essere giusti. Una frase che mi ha colpito molto (e che qui parafraso perché non la ricordo a memoria) è: «in uno stato ingiusto, l'unico posto degno di un cittadino giusto è la prigione».

    Io credo che il problema di questo Paese è che il suo popolo si è abbassato a sopportare le ingiustizie sotto forma di legge. Si è abbassato a credere che ciò che è legge è giusto, che al massimo può essere cambiato ma che nel mentre va sopportato (anche se insopportabile). Fammi sapere cosa ne pensi :)

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  15. Ha ragione Milo, bisogna mandare a cagare sonoramente chi vuole riformare la costituzione in questo momento. :D

    @Nedanfor
    Grazie del consiglio mi appunto anche questo libro :)
    Quel che hai scritto è molto interessante, mi ha fatto ricordare a quel che è successo a Socrate, finito appunto in galera e morto pur di rispettare la legge :/

    Riguardo alla tua ultima considerazione, sono d'accordo. Però penso che bisogna anche valutare una questione di "sfondo culturale!. Ovvero, all'epoca quante persone pensavano che la schiavitù dei neri era qualcosa di sbagliato? Oppure quando scoprirono America, quanti pensavano che lo sfruttamento degli indigeni era una cosa da evitare? La maggior parte non li considerava esseri umani. Come in Grecia non consideravano cittadini gli schiavi, quindi potevano votare solo i cittadini ma non gli schiavi.

    Perfino Voltaire, a cui viene attribuita - con alcuni dubbi - la frase "non sono d'accordo con quello che dici ma darei la vita perché tu possa farlo", riteneva gli africani inferiori. E allora bisogna andarci piano, perché potrei dire che era un razzista, ma molti lo difendono dicendo che era il pensiero a quel tempo, che la cultura e certi sfondi culturali lo fecero crescere con questa concezione. Se le leggi rispecchiano anche le concezioni culturali dell'epoca in cui viviamo, non è così sorprendente che le persone si limitino a rispettarle pensando che quel che è legge è giusto.

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  16. @Santiago

    Vabbè adesso non allargarti e non lanciarti in citazioni colte solo perchè hai letto una frase sulla lattina del chinotto :D

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  17. mi sono accorto di non aver commentato questo bellissimo post :D

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Caro troll. Se proprio devi trollare, fallo con stile: Niente insulti personali, niente giudizi sugli altri, niente ordini. La critica è bene accetta, la merda invece verrà moderata. E ricorda, non bestemmiare, fa come Coniglio: miscredi.