lunedì 4 aprile 2011

Italia non ha fame

politica-italia-bugie-rivoluzione
Leggendo questo splendido post del Nichilista intitolato "se il paese crede alle bugie", mi sono soffermato su un pensiero nella conclusione:

"Gli esseri umani, spesso, non utilizzano le informazioni che possiedono. Agiscono assecondando la menzogna anche quando la riconoscono come tale."

Trovo che sia tutto vero. I casi che cita nel post - che vi consiglio di leggere - ne danno conferma. Basta usare l'esempio di Wikileaks, che dopo aver divulgato tante informazioni confidenziali e importanti: "il materiale ha fatto rumore, certo, ma non sono rotolate teste. E non ha avuto le profonde conseguenze in termini di reazione della società civile che Julian Assange aveva immaginato.".
Anzi, bisognerebbe aggiungere che l'unica vittima è stata Bradley Manning ancora trattenuto in condizioni disumane.

Oppure possiamo fare anche l'esempio della situazione italiana, nella quale i politici mentono più di una volta, ma vengono votati. Sembra che sia proprio così, l'informazione a prescindere della sua verità e portata, non provoca movimento o reazioni talmente grandi da fare smuovere la massa, ed è forse il motivo per cui il popolo si beve le menzogne come se stesse bevendo uno sciroppo amaro.

Tuttavia, secondo me, c'è un pezzo del puzzle che manca. Tutto il ragionamento è logicamente valido, ma c'è un fattore che differenza l'Italia, o i paesi occidentali, dal resto del mondo in cui succedono queste menzogne. La fame.

Possiamo fare tanti esempi, basta guardare gli ultimi avvenimenti in Libia o Egitto con i ribelli. Ribellati perché la situazione era diventata insostenibile. Insostenibile, appunto, dalla fame. Non tanto dalla dittatura. Ghedaffi, Mubarak &co si tenevano in piedi grazie al fatto che riuscivano a garantire la sussistenza economica ai suoi abitanti. Ma quando, negli ultimi mesi, i prezzi dei cereali sono cresciuti del 40% e quelli dello zucchero del 70% - assieme a tanti altri cibi - la rivolta prese piede.

Credo, a questo punto, che l'informazione vada usata come "catalizzatore" per il popolo, ma solo se la situazione è propizia. Non serve se la situazione è stagnata, come in Italia. Non serve che Repubblica rilasci un video in cui Berlusconi racconta una barzelletta definita "volgare", vecchia e che conoscevo già poiché rispecchia il 70% delle barzellette che si raccontano normalmente. Le persone non usciranno a fare la rivoluzione per questo. E ci sono altri numerosi motivi per cui in Italia non è pensabile che succeda una rivolta.

Italia è un paese ricco. Finché i giovani potranno permettersi di guardare Grande Fratello, di fare il loro aperitivo al bar e poi uscire a fare la serata mentre i suoi genitori, lieti dopo cena, saranno seduti a guardare la televisione - e incluso io stesso potrò continuare a scrivere su questo computer, in questo blog, senza sentire fame, quel bisogno viscerale che è sintomo di "povertà" - beh, finché sarà così, le cose non cambieranno.

Non ci sarà neanche un briciolo di rivoluzione, i politici continueranno tranquillamente a fare i loro intrallazzi con le mafie e nel mondo, l'occidente - la parte ricca - continuerà a lodare le proprietà rivoluzionarie di Twitter ed Internet - a proporlo come "nobel per la pace" e sinonimo di libertà (è libero?) - senza tenere conto che la rivoluzione non parte soltanto dalla testa ma anche dallo stomaco, dal basso.

Anzi, mi balena in testa il pensiero che, forse, l'informazione e la trasparenza sono utili in base al grado di "soddisfazione materiale" che ha la popolazione.


PS: Intervista ad un attivista del gruppo "Anonymous", hackers difensori della libertà di espressione nella rete
Ti capita mai di pensare che Internet non sia abbastanza e che si debba scendere in strada?

Sì personalmente sento che quello che sto facendo non è abbastanza e che devo scendere in strada con altre persone per mettere in atto una vera protesta, ma penso che non sia molto pratico andare ovunque queste proteste stiano avvenendo. Noi incoraggiamo comunque la gente a prendervi parte attivamente.

25 commenti:

  1. LightCastle04/04/11, 12:39

    Condivido ed aggiungo: secondo me siamo tutti troppo impegnati ad inseguire i falsi miti del produttivismo e del progresso, siamo risucchiati da questi ritmi non più a misura d'uomo ma del sistema stesso, schiavi del nostro stesso tempo, per seguire queste quisquilie.
    "Ma non importa adesso torno al lavoro".

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  2. @LightCastle
    Più che schiavi del tempo, direi che si è schiavi della tecnica. Ma il benessere resta, nel senso che Italia è ancora un paese benestante. Perché la gente non reagisce alle menzogne dei politici? Perché evidentemente sta, tutto sommato, "bene". Anche se in effetti, come fai notare, la gente vive esasperata.

    Grazie del commento :)

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  3. "...Finché i giovani potranno permettersi di guardare Grande Fratello, di fare il loro aperitivo al bar e poi uscire a fare la serata..."
    È una frase che ho usato spessissmo per cercare di spiegare la situazione di menefreghismo generalizzata.
    Purtroppo finchè ci sono i soldi nel telefonino, la benzina nella macchina e un pò di contante per la birretta in Italia va tutto bene...chi se ne frega.

    @Santiago
    Ti capita mai di pensare che Internet non sia abbastanza e che si debba scendere in strada?
    Sono convinto che Internet non sia abbastanza...bisogna essere anche "fisicamente attivi". Speriamo solo che non ci tolgano anche la RETE.

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  4. ottimo post (vado a fare merenda)

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  5. Bel post :)

    Non so se basta la TV e il cellulare a spiegare la mancanza di reazione. Forse c'e' anche una diffusa convinzione dell'inutilita' di ogni reazione, dell'impossibilita' di fare cambiamenti, sia da soli sia organizzandosi in gruppi. Se non si puo' fare nulla allora perche' preoccuparsi? Meglio non pensarci. Purtroppo la pensiamo tutti cosi', chi piu' chi meno. E quando ci sentiamo in colpa per pensarla cosi', curiamo la nostra coscienza con azioni abbastanza inutili, che finiscono per confermare quanto pensavamo e continueremo a pensare. E invece forse manca proprio la volonta' ferma e sincera di cambiare le cose e fare qualcosa perche' questo possa avvenire.

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  6. @idl3
    Forse in effetti bisognerebbe addirittura chiedersi perché questa volontà manca. Sono sempre più convinto che uno degli interessi dei mafiosi di turno sia mantenere lo status quo, per continuare a governare senza rivolte.

    @Neoben, forse se ci tolgono la rete peggiorano le cose per loro, e noi che stiamo scrivendo saremmo in strada. :)

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  7. @Santiago
    Spero di non vedere mai il giorno in cui Internet cesserà di essere "libero"...almeno in Italia.

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  8. @Neoben
    Per fortuna è strutturato in un modo tale da rendere molto difficile la censura. Tuttavia può capitare tranquillamente quello che è successo in Egitto poco fa.

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  9. Aggiungo un tot di cose:
    dove i popoli si sono ribellati non c'erano governi "democratici".
    Qua invece in molti sono convinti che siano loro a comandare, attraverso il sistema elettorale, e dunque non ci sia un qualcuno di specifico contro il quale ribellarsi.
    La "democrazia" è un moderno oppio dei popoli, per molti versi. Agisce cioè come inibitore di rivolte di massa e probabilmente anche di piccoli movimenti insurrezionali.

    Inoltre è possibile che la gente non si ribelli, per il semplice fatto che la ribellione costa cara ai singoli: si rischiano botte, galera, povertà e anche la vita. Viene in mente l'analogia della rana, che se messa a cuocere viva ma in acqua fredda tollera l'aumento della temperatura fino alla morte.

    Infine c'è anche da considerare che da noi ci sono eserciti e polizia potenzialmente molto più estesi e determinati, in quanto "fedeli allo stato" e non a un dittatore specifico.

    Ricapitolando: in italia c'è meno motivazione, perchè come dici te si mangia ancora, ma anche più rischio e più convinzioni ideologiche astratte.

    Il voto ripetuto è anche psicologicamente abbastanza comprensibile, quando non è dovuto a semplice propaganda o informazione errata, durezza di comprendonio o proprio voto clientelare. Tra l'altro non si sa neanche se ci sia tutto questo gran voto ripetuto, magari la gente oscilla da un partito all'altro.
    Io ad esempio ho sempre cambiato (e sempre sbagliato, in retrospettiva), mentre i miei genitori sono sempre rimasti sul classico e la mia teoria è che si tratti di un misto di "fede" nel processo democratico e nella bontà delle istituzione, disinformazione e quel tipico dispiacere che da il dover cambiare idea, in quanto si ammette implicitamente di aver sbagliato e poi sbagliato ancora.
    Anche la "fede" nelle istituzioni è forse spiegabile come semplice fuga dall'angoscia che si avrebbe ammettendo una società controllata di fatto da pochi enormi poteri.

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  10. @Santiago
    La censura e sì molto difficile, ma non impossibile...vedi quello che succede in Cina, Cuba o Egitto come hai detto tu.
    Qualche giorno fa parlavo con un ragazzo iraniano che mi spiegava i controlli morbosi che ci sono su qualsiasi cosa...dai libri occidentali agli accessi alla RETE.
    Dovremo sostenere sempre un www che sia il più libero, variegato e diffusso possibile.

    @Andrea R
    "Ricapitolando: in italia c'è meno motivazione, perchè come dici te si mangia ancora, ma anche più rischio e più convinzioni ideologiche astratte."
    Aggiungerei anche che c'è una sorta di ignoranza diffusa.

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  11. D'accordo su tutto Andrea R. La democrazia in questo caso funge da anestetico e da scusa per sostenere il governo. "mi ha scelto la maggioranza" è l'argomento più utilizzato. Che po', a pensarci bene, democrazia non è sinonimo del volere della maggioranza, ma tant'è.

    "Anche la "fede" nelle istituzioni è forse spiegabile come semplice fuga dall'angoscia che si avrebbe ammettendo una società controllata di fatto da pochi enormi poteri."

    questo è più complesso. Non saprei. C'è da dire che il mito e il fanatismo in politica sono fattori ricorrenti e ancora utilizzati. Basta pensare al "partito dell'amore". A tal proposito vi segnalo un post interessantissimo: La politica come mitologia.

    @neoben:"Dovremo sostenere sempre un www che sia il più libero, variegato e diffusso possibile."

    Su questo non ci piove. Per fortuna i politici italiani di internet non capiscono una sega, le riforme che propongono sono infattibili :D

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  12. @Santiago
    con "fede" nelle istituzioni volevo intendere il credere di almeno il 60% della popolazione che questa forma di governo sia 1: corrispondente alla teoria che ce ne danno e 2: effettivamente portatrice di benessere per tutti.
    La chiamo fede perchè, nessuno le ha mai viste queste cose nella realtà e neanche dimostrate scientificamente.
    Basta provarci, con un pezzo di carta e un po' di scenari semplici a progettare una democrazia: si finisce a scoprire che non è furba e non se ne trova un esempio in realtà.

    Non è rilevante che i partiti usino questa o quest'altra tattica per rubarsi i voti a vicenda. Vabbè qua ci vorrebbero ore. Bisognerebbe che se stessi dalle mie parti (Torino) e ci si facesse una birra.

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  13. @Andrea R
    magari! purtroppo mi trovo dalle parti di Rimini, quindi proprio su l'altra sponda :/ ma se vengo al salone del libro senz'altro ti farei sapere :)

    "con "fede" nelle istituzioni volevo intendere il credere di almeno il 60% della popolazione che questa forma di governo sia 1: corrispondente alla teoria che ce ne danno e 2: effettivamente portatrice di benessere per tutti."

    Non avevo capito allora cosa intendevi prima. Ma effettivamente direi che questa "fede" ce l'ha più del 60% di persone, e non solo in Italia.

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  14. santiago scusa se vado offtopic.ma il Pm che ho lasciato sul forum di Arch a linux@to lo hai visto?Mi servono un paio di consigli urgenti :D

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  15. Ci sono parecchi spunti interessanti, sia nell'articolo che nei commenti, ma non li condivido tutti:
    - parlare di rivolte africane e fame è corretto (in parte) per Tunisia ed Egitto, ma per quanto riguarda la Libia la questione è completamente diversa (e, a mio parere, estremamente oscura). In primis perché una popolazione con un reddito medio di 10000$ (diecimila dollari) al mese non può avere fame, a seguire perché non è stata la popolazione ad iniziare la rivolta, ma l'esercito (non credo che un civile impari a guidare un carroarmato, come ci è stato fatto vedere in TV, in pochi giorni). Infine, se pensiamo che l'esercito si sia mosso per uno "slancio democratico" (in uno Stato senza nessuna tradizione di questo tipo - e i militari non sono certo studenti universitari che tornano dall'erasmus vogliosi di libere elezioni) siamo ancora fuori strada. Ancora una volta piuttosto che la fame bisogna seguire i soldi, come ci suggeriva Falcone (e aggiungerei anche che per avviare le trattative per la ricostruzione bisogna prima cominciare a buttare giù qualcosa..);

    - questione Italia: mi piace molto il discorso della "narcosi democratica". Dire "ci ha votato la maggioranza" da un lato rafforza i propri sostenitori, dall'altro fiacca e deprime gli altri (quante volte ho pensato, e ci siamo detti fra amici, "possibile che siano tutti così imbecilli!?").
    Mi ha svegliato di recente Beppe Grillo, con un intervento ad Annozero, in cui faceva un paio di conti provocato dalla domanda "perché gli italiani continuano a votare Berlusconi?". Eliminando gli astenuti, i le schede bianche e le nulle e i voti dati a Futuro e Libertà e alla Lega si trova che circa 4 milioni di persone sono stati i votanti effettivi di B. A voi la conclusione su cosa sia la "maggioranza" :)

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  16. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  17. Ecco cosa pensano i nostri politici dell'internet libero:

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/05/internet-libera-anche-in-italia-non-proprio/75417/

    @Santiago
    Scusa se ho cancellato il commento precedente,ma avevo sbagliato ad inserire il link.

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  18. @Anonimo
    Grazie del commento anche a te ;)

    Per quanto riguarda la questione africana, io credo che anche Libia - se pure non ai livelli di Egitto e Tunisia - sia da considerare un paese che passa più fame dell'Italia. Però confesso che in un inizio avevo in mente le rivolte in Egitto, ma ho nominato anche Libia perché è stato il caso più recente di "rivolta". Grazie del chiarimento.

    In proposito linko due post interessanti da cui ho preso spunto - e probabilmente sono stato influenzato -, sono vecchi da un mese o più, ma sempre utili:
    - Qualche riflessione su Egitto, Tunisia… e noi
    - Il pasto del tiranno

    (quante volte ho pensato, e ci siamo detti fra amici, "possibile che siano tutti così imbecilli!?").

    Questa domanda me la sono fatta anch'io e a tutt'oggi non mi sono dato una risposta. A questo punto però non so se si tratti di imbecillità. Probabilmente è più una sorta di ignoranza, quello di confondere la democrazia con il governo di maggioranza.


    "Mi ha svegliato di recente Beppe Grillo, con un intervento ad Annozero, in cui faceva un paio di conti provocato dalla domanda "perché gli italiani continuano a votare Berlusconi?"."

    Anch'io ho visto quell'intervista! Mi facevo le stesse domande da un po', quante persone l'hanno votato effettivamente? Solo che non avevo mai avuto voglia - né modo - di fare i conti. Stando a quel che ha detto Grillo, sì, si direbbe che la loro "maggioranza" è un tantino esigua.

    @Neoben, non ti preoccupare per i pasticci con i commenti ;)
    avevo visto quel post! La dice lunga su come quei dinosauri concepiscono il concetto di Web. Ma prima o poi dovrebbero togliersi dalle palle no? (anche se tante persone l'avranno pensato di Andreotti e invece =P)

    @Lazy
    ho visto il messaggio privato. Non so, avevi scritto "se sei disponibile fammi sapere". Se non ti ho fatto sapere evidentemente non sono disponibile. Pensavo che a qualche ragionamento logico ci arrivassi, no?

    PS: comunque una risposta più carina di questa te l'ho già inviata alla tua mail =P

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  19. Pensavo che con tutti sti nomi che hai avevo sbagliato persona :P

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  20. Santiago,
    come promesso ti commento :)

    Concordo al 99% con la tua analisi, e quell'1% che manca è proprio qualcosa che manca, nel tuo post.
    Oltre alla panza piena, c'è un'altro fattore che inibisce la possibilità di una rivoluzione da noi in Occidente,
    che i potenti hanno saputo instillare e coltivare:

    -la solitudine.

    Riempiendoci di cose da guardare in tv da soli, di cinema in cui assisti passivo e muto insieme a 200 persone con cui non ti scambi neanche il saluto, e altro entertainment di questo tipo,
    spingendo molto sull'individualismo (promuovendo anche, vedi il Grande Fratello, il protagonismo e l'esibizionismo), hanno sradicato dalle "nostre" menti un concetto che tanto sentiamo ripetere nel mondo del software libero:

    -il concetto di comunità.

    La gente parla sempre di meno con gli altri, dopo lavoro si chiude nel suo nucleo familiare o pochi intimi,
    e se è amareggiata della società, comunicando poco con gli altri NON si accorge che anche gli altri sono amareggiati e vorrebbero il cambiamento, ci si sente soli impotenti e forse anche un po' matti, a desiderare che le cose siano diverse.

    Ci sembra che a tutti vadano bene le cose così come stanno, mentre se solo si comunicasse di più si scoprirebbe che siamo un potenziale "esercito" di insoddisfatti, e forti della forza dei numeri, le cose sarebbero ben diverse!

    ps. visitate il mio blog eheheh ZOMG Linux!

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  21. @MrMars
    penso che la solitudine e l'egoismo che denunci siano tipici del "primo mondo". Infatti la mia teoria stramba è che più potere acquisitivo hanno le persone, meno queste sono "calde" o si relazionano col prossimo.

    PS: in bocca a lupo per il blog ;)

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  22. @Santiago
    «"mi ha scelto la maggioranza" è l'argomento più utilizzato. Che po', a pensarci bene, democrazia non è sinonimo del volere della maggioranza, ma tant'è.»
    Oclocrazia, governo della massa. La democrazia è il governo basato sul consenso (es. 75% dei cittadini) e sul rispetto dei diritti individuali (nonostante a volte sia antitetico al consenso, ma le regole su cui si basa la democrazia son queste). Poi venne fuori il concetto di 'maggioranza'... Ma se il 51% vuole una cosa e il 49% vuole l'opposto, l'ordine sociale è comunque in pericolo. E poi oggi: la maggioranza non si conta più sul 50%+1 del totale, ma sul 50%+1 di quelli che sono andati a votare (meno quelli che hanno subito lo sbarramento)... Quindi governa una massa (di minoranza) che si è imposta sulle altre masse. Non c'è dialogo, non c'è consenso, non c'è neppure un briciolo di democrazia.

    Come hanno già detto centinaia di letterati, scrittori e studiosi: in Italia ciò che spaventa è il modo in cui cambia il significato delle parole.

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  23. beautiful pictures..italy flag~

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  24. @geram
    Thanks! however that picture is not mine, I found it here: 9gag

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Caro troll. Se proprio devi trollare, fallo con stile: Niente insulti personali, niente giudizi sugli altri, niente ordini. La critica è bene accetta, la merda invece verrà moderata. E ricorda, non bestemmiare, fa come Coniglio: miscredi.