venerdì 30 settembre 2011

La differenza tra comprendere e giustificare, o come Ubuntu ti prende per il culo

ubuntu-one-windows
È appena uscito Ubuntu One for Windows. Stando a fonti più autorevoli di me, ossblog sostiene che «Gli sviluppatori hanno sentito il bisogno di giustificarsi per la realizzazione di un client su Window» facendo giustamente notare che «Ubuntu One "ha deciso di essere multi-piattaforma" al punto da ignorare proprio le altre distribuzioni di Linux»

È questa una giustificazione legittima?

Mo insomma, legittima? secondo me no. Anzi, non è per nulla giustificabile. Già il fatto che loro abbiano sentito il bisogno di giustificarsi la dice lunga. Se mai è comprensibile, perché Canonical è un'azienda che deve far profitto.

Io mi chiedo, signori, dove sia finito il loro fatidico "bug #1" e menate varie, se fa un client per windows e snobba perfino le sue derivate come Kubuntu, per non parlare delle altre distro. Tanto c'è la "comunità" di rincoglioniti che farà il lavoro per loro e porterà unity e ubuntu one su altre distro. Già.

Vogliamo pure parlare del fatto che tutti gli utenti desktop stanno fungendo da betatesters per una interfaccia che in realtà, inutile negarlo, è dedicata ai tablet? (Sì, Unity è pensata per i tablet). Svegliati utente ubuntu, ti stanno prendendo per il culo.

25 commenti:

  1. concordo pienamente. io ho abbandonato ubuntu da poco, sconfitto da unity (mai riuscito ad utilizzarla) e dall'evidente svolta "politica" (e quest'ultima è clamorosa), anche se forse ad essere un po' più smaliziati la si poteva cogliere già molto prima, se non da subito (canonical c'è sempres stata, no?)

    Andrea

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  2. Mah! io lo uso (raramente) proprio con Windoze. Sono atipico? Sono atipici il ~95% degli utenti che frequento?

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  3. @Juhan
    certo che sei atipico Juhan, ma io ti vorrò bene lo stesso.

    PS: non metto in discussioni le scelte personali, critico le scelte dell'azienda. Se a uno va di usare ubuntu non ho niente in contrario, anzi sempre meglio di Windows. Certo se ti va di fare il tester per un'interfaccia dedicata ai tablet.. =P

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  4. Mah... guarda che aprirsi verso il mondo Windows sarà un richiamo molto forte. Tra i vari servizi di storage online con demone che sincronizza tutto in automatico UbuntuOne è quello con la capacità iniziale maggiore e anche questo sarà un richiamo consistente; poi vedere ogni giorno sul desktop un'iconcina che recita "Ubuntu" di un servizio che ci rende una comodità rende meno prevenuti gli utenti quando poi si troveranno di fronte un'installazione di Ubuntu.
    Io non sono più Ubuntiano da un pò e ripeto quella che è la mia idea: Ubuntu ha il grande compito di catalizzatore di attenzione verso il mondo Linux. Finchè è e sarà una distro Linux (si, magari filosoficamente c'è qualcosa che lo allontana ma si usa nello stesso modo di tutte le altre) non farà altro che favorire il passaggio degli utenti dal mondo Closed al mondo Open. Quando il suo modello si sarà differenziato a tal punto da non essere una distro linux sarà comunque un grande ponte verso Linux.
    Un nuovo utente linux solitamente installa Ubuntu e poi ha due strade davanti: 1. restare con Ubuntu a vita 2. sentirsi prima o poi limitato e passare ad altra distro: dove va a parare il mio ragionamento?
    Meglio tirare 2000 utenti verso Ubuntu di cui 500 prima o poi finiranno col cambiare distro e rigenerare le schiere anche di Debian, Arch, Fedora ecc ecc piuttosto che lasciarli tutti su Windows e Mac e far invecchiare la comunità Linux che sarebbe destinata ad estinguersi senza approvigionamenti di carne fresca dall'esterno.
    Di quei 2000 utenti che saranno approdati su Ubuntu quanti sanno scrivere codice? 100? Bene, anche se restano tutti su Ubuntu a meno che non inizino a contribuire a programmi made in Canonical finiranno col dare contributo a progetti che hanno vita e sono supportati da tutto il mondo Linux... magari scriveranno codice per Firefox, per Libreoffice, per VLC o per un qualsiasi altro programma. Ergo anche la gente che arriva in Ubuntu e vi ci resta ha il suo ruolo all'interno del vasto mondo dell'opensource.
    Con ciò non discolpo Shuttleworth dalle scelte strambe che ha fatto e che fa ma non posso neanche togliergli il merito di aver tirato su qualcosa che sta aiutando il mondo desktop Linux.

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  5. È esattamente, parola per parola ciò che ho pensato stamani, appena ho saputo. Sul notebook uso Kubuntu e aspettavo un client per U1. La tentazione di passare ad altra distro adesso è molto più forte di prima.

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  6. @Diego G
    Direi che a livello base siamo d'accordo. Come ho risposto a Juhan, a me le scelte personali non mi riguardano, e di certo Ubuntu è sempre meglio di Windows. Quindi se qualcuno mi dice che passa da Windows a Ubuntu mica mi arrabbio. Certo se mi chiede consiglio andrei su altre distro, magari con kde, ma questo è un'altra faccenda.

    Qui il discorso che faccio è interno alla comunità Gnu/Linux. Tutto quello che tu hai detto tra l'altro è un pregio ad un fattore collaterale. Di certo non è nelle intenzioni di Shuttleworth attrarre persone a Gnu/Linux senza un tornaconto, se queste persone vanno poi via da Ubuntu il suo tornaconto non cresce, non ancora.

    E da quel che mi sembra di capire tu stai giustificando Canonical per un risultato collaterale. È proprio questo il problema, Canonical va capita, ma non giustificata.

    Oltretutto Shuttleworth non ha tirato su un gran che. Lui ha radunato dei soldi, ha creato Canonical in un territorio in cui non paga le tasse, e poi ha attirato tanti sviluppatori grazie alla particolarità del fenomeno Ubuntu. Ovvero: Non c'è una versione community e una enterprice. Con le conseguenze che ciò possa comportare (più info le trovi nel link).

    Quello che voglio dire è che da come la metti sembra che se non fosse per Canonical noi non saremmo stati qui a discutere, e invece questo è un falso mito per due motivi: primo, se non ci fosse stato Ubuntu avremo, e ci sono, tante altre distro user-friendly. Se poi queste non hanno progredito tantissimo è perché molti dev si sono dedicati giustamente alla distro con più seguito. Possiamo dire che forse Canonical ha velocizzato i tempi, sì questo lo ammetto, può essere: grazie Canonical. Ma non sopravalutiamo il "velocizzare i tempi", molti pensano ad esempio che grazie a Ubuntu abbiamo un supporto driver, ecco il secondo falso mito: se vogliamo ringraziare qualcuno per il supporto driver dobbiamo farlo alla Linux Foundation, perché i driver si trovano nel kernel. Fondazione supportata da aziende come Intel, IBM e così via, il che significa che avrebbero aggiunto il supporto driver lo stesso.

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  7. questo articolo è molto bello: http://blog.martin-graesslin.com/blog/2011/09/fighting-the-schism-of-free-software/

    PS: sull'essere beta tester starei attento: non vale per tutta la comunità di Fedora e, in fondo, indirettamente un po' per tutti (io ad esempio uso debian wheezy che poi poi canonical si cucca e poi mint etc etc.?)

    Andrea

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  8. @Santiago
    Santiago direi che siamo in linea su tutto: avrei dovuto scrivere troppe cose per elencare tutti i punti che hai affrontato, ovviamente ho tralasciato.
    Hai inteso però il mio discorso in senso troppo allargato... io volevo restingerlo al semplice: "Canonical rispetto ad altre distro ha un buon marketing perché ha più soldi a disposizione (dovuto a ciò che è dovuto, tralasciamolo per adesso), bene, sfruttiamo il marketing che fa Canonical"
    Io credo che la comunità Linux sfrutti già questo marketing in modo indiretto: Canonical fa un'opera di "filtrare" gli utenti perché di solito solo i più sgamati e chi vuole più flessibilità dal suo OS cerca e prova altre distro col vantaggio di creare, in quelle dove approda, un ecosistema abitato solo da gente più scafata.
    Riguardo all'accelerare i tempi non so se Canonical abbia effettivamente accelerato i tempi per merito suo o per l'effetto "reclutamento" che accennavo prima.
    Mai detto che grazie a Canonical siamo qui e senza di lei non sarebbe stato così: ho iniziato su una Mandrake nel 1998 e ricordo quanti disordini per installare un driver per il modem e ho assistito all'evoluzione di un Linux ostico fino al 1999 poi mi sono scocciato e ho ripreso a sprazzi con Suse, RedHat, Gentoo, Knoppix e la cosa che notavo è che più passava il tempo meno cose dovevo fare dopo aver finito l'installazione (quindi ho sperimentato in prima persona l'avanzamento dei driver) fino a riapprocciarmi definitivamente a Linux grazie ad Ubuntu con la 9.10 che ho abbandonato poco più tardi della 10.10 buttandomi definitivamente su Debian e sfogando le mie repressioni con Arch ma se non fosse esistita Ubuntu con il suo seguito, con la mole di articoli generata dall'hype che si porta attorno io non avrei mai più ripreso Linux in mano. Possiamo fare varie ipotesi del tipo "se non ci fosse stata Ubuntu il suo ruolo l'avrebbe fatto Fedora" ma sono solo ipotesi e non c'è concretezza, analizzando la situazione attuale Canonical ha il suo ruolo e mi da molta noia che qualsiasi progresso si faccia in campo open venga attribuito a Ubuntu dimenticandosi del tutto Debian che ritengo senz'altro superiore.
    Altra cosa per cui Ubuntu merita il ruolo che ha è Launchpad che permette di creare un repository con 4 clikkate... a prova di fesso. Peccato io ritenga AUR molto ma molto superiore.
    Insomma le cose da dire sono tante e ho perso il filo (spero che ciò che ho scritto non sia tropo incasinato).
    Fatto sta che Ubuntu sta procedendo nel diventare a prova di babbeo non per gli strumenti che si sviluppano in casa Canonical (Suse è anni luce avanti) ma per il lavoro che si svolge altrove e che lei assembla in maniera non c'è malaccio diffondendo al contempo un'onda di hype tipica della mela morsicata.

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  9. @Anonimo
    grazie appena posso leggo il post ;)

    Riguardo all'essere un betatester, ammetto senza problemi che il discorso si può estendere a KDE (quando rilasciò la 4.1 ci fu un macello e tanti utenti che passarono a Gnome), e anche per Gnome, che rilascio GNOME Shell, secondo chi l'ha usata "non pronta". Ora sembra che con la versione 3.2 sia migliorata tanto.

    Ma c'è una differenza sostanziale: Gnome e KDE sono delle fondazioni. Canonical è un'azienda, e come tale la sua gerarchia è diversa, tant'è che la scelta di mettere Unity di default per la prossima versione 11.10 è stata decisa dall'alto, senza dare ascolto alla sua comunità. I problemi sono causati da questo, e se la comunità di Ubuntu non è più "attiva" come prima è perché forse si stanno rendendo conto che Canonical non è RedHat.

    Se io abilito il repo testing su Arch, o installo un pacchetto che è ancora in beta, sono un betatester, ma per scelta propria. Così come te usi Wheezy avendo la possibilità di usare Debian Stable, e via discorrendo. Diverso è installare Ubuntu e trovare una interfaccia dedicata ai tablet. Questo si chiama presa per il culo. Se invece mi dicono che unity è pensata per il desktop, mi sento doppiamente preso per il culo. Come la mettiamo? :D

    PS: sulla comunità di Fedora il discorso si rilancia a quel che dicevo a Diego G. RedHat sviluppa il sistema operativo ma rilascia una versione Community, gratuita e libera, ed una versione Entreprice. Red Hat guadagna da quest'ultima versione, mentre la comunità di Fedora guadagna perché ha il controllo della distro. Cosa che Canonical non lascia fare, perché avendo solo una versione in cui unifica sia gli sviluppatori privati, sia la sua comunità, poi per forza di cose dà più potere decisionale al suo staff, e quindi succede che la comunità di ubuntu è subalterna a Canonical.

    @Diego
    "Possiamo fare varie ipotesi del tipo "se non ci fosse stata Ubuntu il suo ruolo l'avrebbe fatto Fedora" ma sono solo ipotesi e non c'è concretezza.."

    Sì questo è vero, è un limite che non possiamo scavalcare, solo argomentare. E vale lo stesso per il discorso contrario "se non fosse per ubuntu, molti di noi non saremmo qui". Questa è una cosa che si può dire personalmente, come infatti hai raccontato te in prima persona, ma non estenderla al generale, purtroppo in giro, non te, ma molti argomentano quella posizione.

    "Fatto sta che Ubuntu sta procedendo nel diventare a prova di babbeo [...] per il lavoro che si svolge altrove e che lei assembla in maniera non c'è malaccio diffondendo al contempo un'onda di hype tipica della mela morsicata."

    eh, è quest'onda di hype che mi preoccupa. Più che preoccuparmi non mi piace, per una questione di principio. E quest'ultima è una posizione personale, il marketing della Apple genera quel che i Wu Ming recentemente hanno chiamato il Feticcio digitale: http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=5241

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  10. Santiago faccio solo un'ultima riflessione: potrebbe un'azienda inutile, inesistente rispetto a Microsoft e Apple ma con l'intento di sostituirsi a esse o, nel migliore dei casi, rubare più quota di mercato possibile ai competitor affrontare questa "lotta" in altro modo?
    E poi credo che in ambiente nerd un approccio del genere va a nozze: chiunque è fanboy della sua distro, è sempre stato così fin da quando conobbi il modno Linux attraverso due ragazzi: due fanboy che litigavano per la superiorità di Slackware su Debian e di RedHat su Slackware... Apple ha semplicemente copiata anche in questo settore.

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  11. LOL
    diretto e deciso come sempre....

    Dimmi però: Esistono utenti che usano linux, magari su un netbook (e a tal proposito ho ritirato oggi 5 netbook asus 1215nonsocosaquelliconl'adesivoubuntucerticated, discrete macchine, economiche e senza l'obolo x MS) ma hanno anche winzozz (non so esigenze lavorative, tipo gestionali, cad, fotoritocco ecc)?
    A questi non potrebbe interessare sincronizzare contatti, preferiti (anche se io non riesco), documenti (esempio file excel da riaprire sul netbook)?

    Detto questo ti consiglio di non giudicare le scelte di un'azienda che comunque bene o male sviluppa codice aperto e che deve fare entrare soldi se vuole continuare a farlo...

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  12. Comunque sul fatto dell'essere un beta tester per un'interfaccia dedicata ai tablet...in effetti in parte hai ragione però anche gnome shell lo è...e non c'è dietro canonical...
    E comunque, purtroppo per noi normali utilizzatori di pc, sembra che quella di ideare interfacce per tablet sia ormai usanza comune...e se gnome shell e unity lo sono in parte non parliamo dell'interfaccia di windows 8...che, se già windows era inutilizzabile prima, ora diventerà una barzelletta...

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  13. che faccia ubuntuone per windows non ci vedo niente di male, ma che non lo faccia per le sue derivate fa capire quanto molti sbagliavano definendo mark un filantropo

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  14. @Phoenix Fire

    Guarda che UbuntuOne funziona perfettamente sia su Kubuntu che su Xubuntu.

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  15. Forse è il caso di ripetere che il client di UbuntuOne è open source e che chiunque può prendere il codice e adeguarlo per la proprio distribuzione. Le derivate di Ubuntu, sono appunto delle derivate mantenute, rispettando certe direttive, da comunità non necessariamente legate strettamente a Canonical. Nessuno vieta ad uno dei loro sviluppatori di creare i pacchetti necessari. Inoltre Ubuntu lavora su base gtk, così come xubuntu, lubuntu, che non avrebbero nemmeno bisogno di chissà quale lavoro di adeguamento.

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  16. Sulla questione "apertura di UbuntuOne": il Client Ubuntu One è open source, quello che non è open è la parte che gestisce il server. Praticamente è come Dropbox, solo che ha il client (la parte che usa l'utente, open). Io trovo che se il programma è fatto da due parti ed una di queste è chiusa, per motivi oltretutto ben chiari, non possiamo dire che quel programma sia open source. Viola oltretutto le 4 libertà di Stallman, per cui lo considero alla stregua di un closed.

    Kubuntu io la considero un'altra distro, derivata però ufficiale di Ubuntu, accettata da Canonical, non usa GTK, e da quel che ne sapevo lo sviluppatore che stava portando avanti il progetto per integrare UbuntuOne alla distro ha gettato la spugna, e c'era un pezzo polemico che ora non ho voglia di cercare, in cui spiegava perché l'aveva fatto.

    @Barra

    La tua domanda fa riferimento sempre alla sfera personale degli utenti. Non mi interessa quale distro usi la gente, ci terrei a chiarire questo. Non si tratta di giudicare chi usa un programma.

    La questione sopratutto ricade sulla scelta di una azienda che per anni disse ai suoi clienti, allo zoccolo duro di sviluppatori, operai open, che decisero di aiutarla, che Ubuntu nasceva per uno scopo: il bug #1
    e ora cosa fa? un programma con codice closed a livello server che vende un servizio e naturalmente è "multipiattaforma". Ha tutto questo coerenza? No. Trova comprensione, capisco perché lo fa, ma non la giustifico.

    E ovviamente il mio non giustificare è personale, per cui mi sfugge perché tu mi consigli di non giudicare l'azienda in questione. A parte il fatto che fondamentalmente non sto giudicando ma criticando, continua a sfuggirmi perché mi consigli di non farlo.

    @Diego
    sì, poteva affrontare le cose in un modo più corretto, dando più spazio decisionale alla sua comunità ed allo stesso tempo lavorando ai suoi bisogni, ma per fare ciò c'era bisogno di una versione enterprice ed una comunità, come Suse/OpenSuse o RedHat/Fedora. Ovviamente Shuttleworth scelse di accorciare i tempi, e ora per forza la comunità di Ubuntu è sottomessa.

    Direi che il tuo ragionamento sui fanboy si applica a qualunque cosa, nel senso, non solo al mondo nerd, perfino una squadra di calcio ha i suoi fanatici. Personalmente preferisco stare lontano dai fanatismi.

    @Jobu
    Sì, è vero, anche Gnome Shell, e in precedenza KDE ci usarono come Betatesters, ma trovo che in quel caso la cosa sia giustificabile perché - come ho risposto ad andrea nel commento 9 - a differenza di Canonical, Gnome e KDE sono delle fondazioni, non delle aziende. Fanno free software senza rincorrere il profitto.

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  17. Unity è per tablet?

    Dai, siamo seri, Unity mette in difficoltà il mio notebook con un core i3.

    Su un tablet non si accende nemmeno.

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  18. @Santiago

    Quel pezzo dello sviluppatore Kubuntu che tentava di fare il porting di ubuntuone, se hai 3 secondi e me lo linki te ne sarei molto grato.. dovrebbe essere molto interessante.

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  19. @Strae
    Sì, proprio appunto, Unity ancora non è pronta, è pensata per i tablet, ma hanno bisogno di beta testers e contributi, quindi dicono "no, è fatta per il desktop" e in questo modo te la schiaffano di default e ti usano. Poi tra un po' uscirà per i tablet e diranno "Unity vuole essere multi-piattaforma" :D

    Ho cercato il pezzo dello sviluppatore ma non l'ho trovato, dovrebbe essere o tra i commenti di qualche vecchio post, o su una discussione su Pollycoke, oppure perso tra i meandri di internet, comunque poi faccio mente locale da qualche parte ne avevo discusso al riguardo.

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  20. @Strae
    cazzi a te Strae se non mi ringrazi, ho trovato una versione che include un riassunto esaustivo: http://tech-foo.blogspot.com/2011/01/ubuntu-one-madness.html

    :)

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  21. @Santiago
    veloce veloce che poi si sveglia la bimba e la devo portare al nido....d'accordo sul fatto che il controllo di comunità è migliore di quello aziendale, ma quando, magari indirettamente, il, chiamiamolo col suo nome, capèitale, si appropria comunque delle innovazioni comunitarie, non è sempre la stessa fregatura???

    Andrea

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  22. Ho scoperto da poco questo blog e ho letto tutta questa serie di post che mi hanno demolito un mito: e io che pensavo veramente che ubuntu fosse linux 4 human beings..va bè.
    In verità mi trovo ancora bene con Ubuntu Lucid sul mio vecchio portatile Dell,ma quando vidi la famigerata interfaccia Unity su un altro blog la prima cosa che pensai fu:"macchè me ne faccio di un interfaccia del genere stile IPhone,senza per giunta avere uno schermo touch-screen?".Se con l'upgrade alla prossima long term release di ubuntu (oneiric ocelot) mi ritrovo con la suddetta interfaccia probabilmente cambierò distro.
    Ultimamente riflettevo anche sul fatto che ormai gli ambienti grafici si stanno più o meno tutti orientando al "touch": forse ci stiamo avvicinando al momento in cui PC/laptop e tablet diventeranno "different devices for different purpose"...?

    L.

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  23. @Santiago
    "Poi tra un po' uscirà per i tablet e diranno "Unity vuole essere multi-piattaforma" :D"

    Non ci sei andato per nulla lontano:
    http://www.ossblog.it/post/8573/ubuntu-per-smartphone-tv-e-tablet-ecco-i-piani-di-mark-shuttleworth

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  24. @Masque
    Ah ho visto. Tra l'altro continuo a pensare che chi ora sta usando Unity non è altro che un beta tester per un sistema dedicato ai Tablet. Alcuni se ne rendono conto e cambiano interfaccia, altri invece si abituano. Penso sia la cosa peggiore che possano fare. Insomma, il software libero nasce dal bisogno di adattare il programma alle proprie esigenze. Non esiste che uno si debba adattare al programma. Ci sono i compromessi, ok, ma non così tanti.

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Caro troll. Se proprio devi trollare, fallo con stile: Niente insulti personali, niente giudizi sugli altri, niente ordini. La critica è bene accetta, la merda invece verrà moderata. E ricorda, non bestemmiare, fa come Coniglio: miscredi.