sabato 1 ottobre 2011

Io credo nel «don't be evil»© di Google, davvero

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Sì, sono convinto che Google non venda i nostri dati a terze parti. Non ne ha bisogno, e ve lo dimostrerò.

Riallacciandoci al discorso del post di pochi giorni fa (il morbo di Facebook), vorrei porre l'attenzione su Google e sul suo motto "Don't Be Evil". Quello che state per leggere è un appunto sparso che ho scritto per chiarire la differenza tra il modo in cui i nostri dati vengono trattati da Facebook e da Google.

Sapete, "Don't be Evil" è un motto controverso, che fa discutere. Poiché dovete sapere che sul Web le persone si distinguono in due gruppi, da una parte quelli paranoici che portano un capello ornato fatto di carta stagnola in testa, gente pronta ad urlare "stanno cospirando!!" per qualunque cosa; e poi ci sono quelli a cui non frega un cazzo. Fino a pochi giorni fa appartenevo ai primi, ora ho semplicemente tolto la carta stagnola. Per non dare nell'occhio.

Ho deciso di non affrontare la questione "identità virtuale" e "privacy" assieme a tutte le conseguenze che potrebbero comportare perché a tal proposito ho scritto un articolo che dovrebbe uscire lunedì, quindi se vi interessa restate nei paraggi :). Detto ciò:

Perché Goggle non vende i tuoi dati a terze parti:


Qual'è la differenza tra Google e Facebook (per ora)? Che big G include un pacco servizi non indifferente: Gmail,, Youtube, Picasa (per le foto), Google Talk (a breve sostituto di Skype per il VOIP), Google Maps, Google Traduttore, e via possiamo andare avanti per ore. Adesso ha un social network. Per non parlare del fatto, sottinteso ormai, che è il servizio per eccellenza all’ora di indicizzare le nostre ricerche.

Google sa, e sapere – per dirla con Focault – è potere.

Non ha bisogno di vendere dati a terzi, semplicemente li fagocita, li usa per sé. Mentre Facebook elabora dei grossi database, coi nostri gusti, i nostri dati personali, le nostre chat e i siti che visitiamo, per poi venderli al miglior offerente, Google si tiene tutto per sé ed elabora le statistiche allo scopo di migliorare i suoi servizi, che se messi insieme comprendono metà della rete. Non sono le aziende di marketing che comprano database a Google, è in contrario, è Big G a vendere il servizio di pubblicità "adsense" a queste aziende.

Facciamo un esempio. Se ho un negozio di scaffalature e voglio promozionarlo in internet, utilizzando adsense io pagherò a Google per farmi pubblicità, è G si occuperà di piazzarla davanti agli utenti che cercano scaffali, che discutono di comodini nelle loro chat e mail e che guardano video di come costruire qualcosa col legno. Diverso è il discorso di Facebook. In quel caso una multinazionale di scaffalature, metti IKEA, potrebbe comprare a Facebook un intero database di informazioni per poi fare studi di marketing da sola. Quindi, se questo "Don't be evil" è riferito al trattamento dei nostri dati, c'è da crederli, ne va del loro guadagno.*

Non so cosa sia più inquietante. Paradossalmente la prospettiva di Google è più “sicura”, se non fosse che prima o poi cambierà padrone, e se un sapere simile cade nelle mani sbagliate – a patto che non lo fosse/sia già – saremmo tutti in scenari orwelliani.

Cosa potrebbe succedere, mi chiedo, se un giorno Google stipulasse un accordo con i governi per dare a loro tutte queste informazioni? Ormai sia Facebook e Google sanno il tuo vero nome, e le tue informazioni, dopotutto, sono "merce" ai loro occhi. Ma di questo ne parleremo nel prossimo articolo. A presto :)

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Edit: Come specificato nel commento 3, io credo nel "don't be evil" ma non significa che mi fidi e che per questo io debba dare tutti i miei dati a Google, anzi, un potere ed un controllo talmente grossi non fanno presagire niente di buono.

12 commenti:

  1. Io non mi preoccuperei molto di un eventuale acquisizione di Google. Credo che l'unica società al mondo che abbia abbastanza liquidità per comprarsela sia Apple che non sembra avere il minimo interesse ad entrare in quel mercato.

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  2. Concordo in tutto. Ho rifiutato Facebook dal primo momento. Ho avuto sin dall'avvio della Beta la casella email con Gmail e l'ho usata per comunicare in modo massiccio anche di questioni mie personali, ormai Google mi conosce e quindi, a maggior ragione, continuo a fidarmi. Mi sono sempre fidato di Google perle tue stesse motivazioni, e credo non verrò disilluso a meno che non si prospetti uno scenario apocalittico Orwelliano; per adesso il Grande Fratello esiste ma è pacifico e ha soltanto il pallino per il marketing.

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  3. Io, nel dubbio, me ne resto su Diaspora* ;)

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  4. aspettate, vorrei chiarire una cosa. Io credo nel "don't be google" ma questo non significa che mi fidi ciecamente di Google, anzi tutto il contrario, un controllo come quello che ha Google fa aver paura. Leggittima quindi la posizione del commento 3, Diaspora è l'unico social network che sembra non essere interessato ai nostri dati.

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  5. Google e Facebook, sono aziende e come tali perseguono un unico obiettivo, il profitto.

    Certo e che Google mi da qualche cosa anche senza chiedermi nulla, infatti potrei collegarmi alla rete da un cd live usufruire del motore di ricerca, del traduttore, di google maps e di tanti altri servizi senza essermi neanche registrato, togliere il cd live ed essere in pratica un fantasma.

    Facebook, fosse per me non avrebbe neanche senso di esistere, lo chiamano socialnetwork io lo chiamerei cetonetwork, un posto dove tu spiattelli i cazzi tuoi al mondo, dove cerchi persone di cui molto probabilmente non te ne frega una sega, dove avere 50.000 amici ti fa sentire piu figo, dove la gente si spaccia per quello che non e "Sono alto biondo figo e super dotato", un posto che le forze dell' ordine (e fanno bene !!!) scandagliano per beccare quei delinquentelli da 4 soldi che pensano di farla franca, Prova andare a fare un colloquio, la prima cosa che fa una azienda (e fanno bene !!!) e andare a vedere quanto sei stronzo sul libro delle facce, e si perchè sul libro delle facce tutti si lasciano andare pensando di nascondersi dietro il monitor del pc.
    la Grande idea di Zuckerberg non e stata quella di creare un socialnetwork ma quella di creare un cetonetwork dove tutti vogliono spiare dal buco della serratura e mascherarsi da quello che non sono.
    Grande Mark hai fatto i soldi nella maniera migliore, sfruttando uno dei lati peggiori della natura umana, l'esibizionismo, e se sfrutta anche un pochino i dati di chi fa il cazzaro sul suo sito in fondo in fondo e quello che gli utenti si meritano, perchè in pratica e come se lo volessero.
    Detto questo, non dico che sia giusto farlo, anzi e deplorevole che a milioni di persone venga venduta la vita per analisi di mercato e quant'altro.

    Comunque sia Google vs Facebook 10-0

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  6. Post interessate quindi google dovrebbe inviarmi pubblicità di ragazze vogliose perché nelle mie email...a no aspetta lo fa già! Mitico!

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  7. Sono d'accordo, soltanto "qual è" è un troncamento, non un'elisione. :)

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  8. OT: il progetto diaspora non potrebbe autofinanziarsi vendendo dati statistici anonimi?

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  9. @Strae
    se lo fa allora tanto vale usare facebook, diaspora nasce proprio per essere un social network "puro". O per lo meno così l'ho inteso

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  10. @Santiago

    Bhè se vendessero i miei dati in formato anonimo, senza poterli collegare a mio nome e cognome non vedo cosa ci sia di male..

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  11. @Strae
    ma io credo che anche Facebook venda i dati degli utenti in modo anonimo. Tanto venderà interi database con gusti di persone, scinderà tra età, sesso, ecc... cosa le interessa all'azienda in questione del nome e cognome delle persone se dovranno usarlo per studi di marketing, statistiche.

    Quel che vedo di male è che trattino i miei dati come "merce", non siamo noi che stiamo usando un servizio, ma sono loro che si stano avvalendo di noi. Credevo che Diapora nascesse proprio per colmare questa mancanza, ma forse sbaglio eh, alla fine sono pareri personali. Dopo mi informerò meglio.

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  12. @Santiago
    Mhà, personalmente, se i dati vengono trasmessiin modo del tutto anonimo, con la sicurezza al 100% che nessuno potrà mai risalire al mio nome e cognome, onestamente non ci vedo niente di male, che a farlo sia Fb, G+ o Diaspora..

    Noi riceviamo un servizio, loro se lo devono finanziare, stop.

    Resta il problema, neanche poi così relativo, di vedere se realmente sono anonimi e se realmente poi non risalgono ai nomi e cognomi reali di chi ci stà dietro (che su G+ sei obbligato a usare il nome personale).


    p.s: cmq diaspora era un esempio, che io sappia non vendono dati..

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