lunedì 17 ottobre 2011

Plata Quemada - #15ott

Cos'è svaligiare una banca rispetto al fondarne una?” 
- Bertolt Brecht

In giro ne sento di tutti i colori, c'è quello che esalta le sommosse successe in questi giorni ma poi dice che c'erano degli "infiltrati", c'è quello che condanna la violenza ma mesi fa applaudiva le rivolte in Egitto e chiedeva di farlo anche qui. Come se potessimo, tra l'altro, paragonare l'Italia all'Egitto. Poi ci sono gli indignati degli indignados, il colmo.

Un conto è essere una persona pacifica, un'altra pacifista. La violenza serve, se incannatala. Serve se usata per cacciare i governanti di un governo che non è democratico, serve per difendersi dai soprusi. Serve se si usa per uno scopo preciso, non per esprimere incazzatura a fin di sfogo.

Tutti parlano del senso di questa manifestazione. Io ancora non l'ho capito, non in pieno. C'è chi si ispira al cacerolazo successo in Argentina. Lo ritengo sbagliato, per i motivi che elencherò e perché in quel ocasione si protestava a causa di un fattore scatenante ben preciso. Come ho scritto sabato (Cogito ergo #15ott ; #indignati dovete conoscere il vostro manifesto) io sono del parere che questa manifestazione vada contro tutto il sistema capitalista, ed è per questo motivo che l'appoggio. Tuttavia il sistema in cui viviamo comprende i partiti che ne fanno parte, cosa che pochi hanno capito, meglio così, perché siamo in Europa e non appena lo capiranno non verranno a manifestare.

Argomenti a favore del #15ott citando l'Argentina ce ne sono a bizzeffe, ma si scordano che America Latina è un continente del terzo mondo. Non si può pretendere di manifestare contro il sistema capitalista mentre con una mano alzi la tua bandiera rossa e con l'altra twitti dal tuo iPhone, 500 euro, Apple Store. No. Non puoi. Neanche con il tuo HTC, Cristo.(*Edit chiarimento in fondo)

E poi è facile dissociarsi delle violenze, che ci vuole? È facile dire che c'erano dei blekblocckk e che erano inviati dalla polizia. Ci sono cascato anch'io nel giochetto violenti/non violenti. Certo che c'erano degli infiltrati, ma dai video io ho visto pure tanta gente incazzata. E fare confluire tutte quelle persone verso un unico posto è un macello.

Quello che voglio dire è che esiste sì una differenza tra le manifestazioni in Italia e nel resto del mondo. Qui si è scelto di far andare tutti a Roma, mentre la tendenza mondiale è "occupy everywhere". Sembra una differenza insulsa ma non lo è.

Argentina 10 anni fa

Nel 2001 mi trovavo in Argentina quando è partito il corralito, banche bloccano i conti, cacerolazo, ministro di economia e presidente fuggono in elicottero. Vittoria? Dipende.

Quel giorno me lo ricordo benissimo, nonostante avessi all'incirca 14 anni. Stavamo finendo la cena, la TV era accesa e all'improvviso il ministro Domingo Cavallo - a cui avevano concesso più poteri del solito, lo chiamavano il ministro dei "superpoteri" - compare in tv nazionale, il che significa che interrompeva qualunque trasmissione (anche quelle della rete privata) per annunciare che da quel giorno in poi non potevi togliere i tuoi soldi dalle banche.

Certo, a me della situazione economica del paese non mi fregava niente, a quell'età figuriamoci, ma quando all'improvviso inizi a sentire dei rumori strani per strada, che vengono dalle case, a quel punto inizi a preoccuparti.

Vorrei porre molta attenzione su qualche fattore fondamentale:
  1. hanno toccato le tasche della - se pur in minoranza - classe media del paese (e anche della piccola aristocrazia). La classe operaia, povera, era già messa come il porco da tanto tempo.
  2. la reazione è stata totalmente spontanea.
  3. è successo ovunque.

Il terzo punto è importante perché il fatto che sia successo in qualunque città del conurbano bonaerense, e non soltanto in "Capital Federal" (la nostra Roma) ha permesso a persone come me, ragazzi di 14 anni, di recarsi al centro e vedere cosa succedeva. Quando Wu Ming 1 fa enfasi sul "occupy everything" ha ragione sì, poiché così facendo la violenza non scoppia subito. Infatti, le sommosse in Argentina sono successi i giorni dopo, c'è stato un climax, nonostante la tempestiva "Provocazione Culturale" successa nella stessa sera. Mi spiego subito.

Quella che io chiamo Provocazione Culturale è legata al punto due. Sebbene la gente fosse uscita in modo spontaneo, i mezzi di comunicazione, sopratutto la TV registravano l'umore generale, insomma la notizia era "vediamo come l'ha pressa la gente". Quando inizi a vedere che tanta gente incazzata nera esce per strada battendo delle pentole dai la notizia e questa azione si propaga per tutto il paese. Cosa fa il governo, in particolare il Presidente? (che da noi è premier e presidente insieme, ha pieni poteri esecutivi)

Il genio di De La Rua dichiara "Estado de sitio", una legge che vieta alle persone di circolare in gruppi per strada, non più di 3 se non sbaglio. Piccola provocazione insomma, se non fosse che questa legge non veniva messa in atto dai tempi dei militari. Ecco, perché la chiamo "Provocazione Culturale", perché cercare di calmare le acque usando un richiamo ad un periodo ancora sensibile, ancora tabù, non era una gran strategia. Quello è stato come soffiare sul fuoco, e se lo scopo era aizzare la folla potete starne certi che ci è riuscito in pieno.

Chi era rimasto in casa si è unito, una pentola in mano e dritti al centro, della propria città. È così che è iniziato, ma è finito in modi che nessuno si aspettava. Dopo un anno hanno sospeso il pagamento del debito verso il FMI, la Banca Mondiale, certo, ma perché le conseguenze sarebbero state pressapoco uguali se lo si faceva, perché il paese in base agli interessi l'aveva già pagato più di una volta. In Italia è diverso, questo è un paese - ancora - "ricco".

Qui la gente pensa che il cacerolazo è stata una manifestazione pacifica, ma non sa che lo è stata finché i bambini e la gente pacifica era rimasta per strada. Perché il bambino ad un certo punto si stanca, lo porti a letto e il giorno dopo alle medie. Il giorno dopo, la manifestazione ha iniziato a confluire verso un unico punto: La Casa Rosada (il nostro Montecitorio).

Ecco, il giorno dopo è stato un macello, saccheggi, morti, rivolte, polizia che reprimeva senza motivo seguendo ordini dall'alto, si alternarono 7 presidenti in pochi mesi. Un paese rimasto devastato, che il mese successivo continuava a mettere i soldi nelle banche, che continua ancora oggi a votare partiti populisti, i Peronisti, ora in vesti di sinistra (piena di demagogia). Dopo quel casino segui l'inevitabile, la svaluta monetaria, la crisi che colpi talmente forte da lasciare per strada tante persone. Tra cui mio padre, ed ecco il motivo per cui sono in Italia.


Ora, tornando ai giorni nostri. Mi resta ancora un interrogativo, ci vuole la fame per mobilitare il popolo? (Italia non ha fame) Sembra di sì perché da quel che vedo l'indignazione è la risposta occidentale alla famelica voglia di rovesciare tutto che il terzo mondo ha messo in atto.

Non dico che non ci sia bisogno di "indignazione borghese" per fare la rivoluzione, anzi c'è bisogno di tutti, delle mamme e dei bambini che occupino Wall Street, perché i tempi, per rivoltare tutto, non sono ancora arrivati. Non fraintendetemi, condivido in pieno l'acampada e le manifestazioni di occupy everything, ma lo faccio poiché le vedo come un mero inizio, come l'inizio di qualcosa di più grande, che deve ancora arrivare.

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Questo post è nato come un commento per la discussione portata avanti dai Wu Ming (Qui la diretta della manifestazione a Roma) ma poi si è espanso da solo, così ho deciso di farci un post :)

* mi rendo perfettamente conto di essere provocatorio, dopotutto il mio nokia non ha lo stesso prezzo del iPhone ma sicuramente lo stesso "valore". Non metto in discussione l'uso della tecnologia, anzi va benissimo che si utilizzi per coordinare, la mia era una provocazione diretta verso chi è confuso, verso chi non sa di cosa si protesta.


PS: se hai apprezzato questo articolo mi farebbe piacere che leggessi il frammento di una mia piccola tesi universitaria che ho pubblicato sabato scorso :)



Fonte foto

16 commenti:

  1. diceva Gramsci: "la crisi è quando il vecchio muore e il nuovo ancora non può nascere". Slavoj Zizek è andato a Wall Strett a dire qualcosa di analogo (http://www.versobooks.com/blogs/736-slavoj-zizek-at-occupy-wall-street-we-are-not-dreamers-we-are-the-awakening-from-a-dream-which-is-turning-into-a-nightmare) (vale la pena legerlo non fosse altro per la barzelletta della germania est). A me sembra che si sia a questo, non è molto, ma è meglio di niente. per il resto condivido quasi tutto quel che dici ma attenzione alla questione sugli affamati. Se Lenin diceva che la rivoluzione si fa dove il capitale è più debole e l'operaismo italiano ha ribaltato la prospettiva (la rivoluzione si fa dove il proletariato è più forte) oggi siamo in una nuova fase e ancora non sappiamo chi farà la rivoluzione.

    Andrea

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  2. @Anonimo
    Sì mi rendo conto che dire che la rivolta nasce soltanto dalla fame è riduttivo, e condivido anche quando dici che ancora non si sa bene chi farà la rivoluzione. Mi leggo il post linkato ;) grazie del commento

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  3. "...ci vuole la fame per mobilitare il popolo?..."
    A mio parere ci vuole cultura e consapevolezza visto che, come ho detto spesso (forse anche in questo blog), il popolo italiano (probabilmente non solo quello italiano) è fondamentalmente ignorante e menefreghista!
    Il mondo di molti finisce se hai la benzina nella macchina, credito nel telefonino e soldi per le sigarette...non iteressa sapere cosa succede nei palazzi di governo, non importa leggere un giornale, non importa capire come funzionano le cose.

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  4. qualche piccolo appunto
    -"la violenza serve, se incanalata" mi sta bene se serve a spiegare la differenza delle rivoluzioni arabe con la violenza inutile di Roma, ma non in pochi a questo mondo hanno tentato di predicare la non-violenza sempre e comunque e mi risulta che qualcuno sia anche riuscito a dimostrare la sua efficacia.
    Riguardo la differenza con le rivoluzioni arabe aggiungo solo che lì le manifestazioni pacifiche non gliele lasciavano nemmeno fare, noi qui di modi per manifestare il nostro pensiero ne abbiamo per fortuna!

    -Riguardo l'iPhone capisco la provocazione, ma sono sicuro che non avevi voglia di approfondire ;) perchè in realtà comportamenti scorretti in questo ambito ci sono eccome.
    Sprechi, consumismo, poca consapevolezza di cosa si compra, software proprietario, mode, e ancora...sprechi!

    -Quelllo dell'occupy everywhere non considerato nella manifestazione italiana assieme a un modo di manifestare ormai vecchio che deriva direttamente dai classici "sciopero e vado a Roma a manifestare contro il governo" è sicuramente un vero peccato. Però non può essere l'unica scusa, anche a Madrid erano veramente tanti e nonostante ciò non è successo niente di grave.

    -Riguardo la questione delle rivolte, che nascerebbero solo dalla fame, potrebbe essere l'inizio di una nuova sfida per i popoli delle nazioni più sviluppate. Non più fare leva sulla fame che colpisce lo stomaco, ma sulla fame di conoscenza, giustizia e uguaglianza. Tanto quanto la società si è sviluppata economicamente tanto si dovrebbe sviluppare intellettualmente. Dopotutto il "panem et circenses" era un modo di tenersi buono il popolo di 2000anni fa.
    Ma a differenza tua credo che ci sia un nuovo modo di manifestare, non l'abbiamo visto ancora in Italia, ma in USA e in Spagna soprattutto io credo di si. Particolare effetto mi hanno fatto le prime immagini (cos'era...maggio?) degli indignados che occuppavano spazi pubblici dove manifestavano il senso di comunità, di autogestione e di aiuto verso il prossimo con azioni collettive come tirare un telo antipioggia a coprire tutta la piazza o organizzare una mensa comune autogestita con tanto di orti coltivati improvvisati. (e tante altre cose, qui il video http://vimeo.com/24680188 )

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  5. Ciao Santiago. Il tuo discorso può andare bene per il resto del mondo, ma non per l'Italia. In Italia la gente non si ribella per la fame (non l'ha mai fatto). Si ribella per lo straniero. Due piccoli esempi: nel regno delle due sicilie, con i Borboni, la gente viveva in condizioni di fame e miseria, a discapito di pochi Signori che possedevano tutto. Nonostante questo il popolo del sud non si è mai ribellato (in modo significativo) ai Borboni. Ha però preso in mano le armi con l'arrivo dei Piemontesi, che a quel tempo erano considerati dei veri e propri stranieri venuti ad invadere la propria terra (e alcuni li vedono ancora come tali).
    Durante il fascismo il popolo aveva fame ed era privato di tutti i suoi diritti, ma non è stato capace di prendere le armi fino all'8 Settembre, con l'ufficializzazione dell'armistizio e l'occupazione Nazista dell'Italia. Naturalmente potrei sbagliarmi, ma la storia, per quanto riguarda l'Italia, dice questo: potete toglierci la libertà, il pane, il lavoro e la dignità (che è un po quello che stà accadendo oggi, tralasciando sul pane), ma non permetteremo che arrivi l'invasore. Speriamo tanto che qualche potenza imperialista veda nell'Italia una possibile succursale...

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  6. Sig.Rezzonico18/10/11, 00:02

    Concordo ilMistico e con Neoben l'Italiano medio e ignorante e menefreghista,finchè ce gente che cambia cellulare ogni 6 mesi e spende minimo 100€ a serata in discoteca non si farà mai una rivoluzione, soprattutto se pensate che molti si informano solo guardando "telegiornali" come studio aperto questo dice tutto,poi conosco comunisti che dicono "lottiamo contro il capitalismo"con scarpe nike, e iphone in tasca e questa e una cosa che lascia me indignados.
    ilMistico un invasore c'è di già' l'extracomunitario che secondo la lega vengono qua a rubarci il lavoro, a uccidere e a spacciare(che tristezza partiti come la lega non dovrebbero nemmeno esistere).
    La storia dei poliziotti black block e una grande stronzata io ho un amico ultras e mi ha detto che gli hanno chiesto di andare a Roma a fare casino penso che la maggior parte di bb che c'erano erano ultras.
    Per finire mi piacerebbe una volta vedere una manifestazione pacifica anche con i poliziotti(che anche loro sono dei morti di fame come noi) e senza bandiere di partiti ma solo con il tricolore.
    P.S: coniglio ma con tutte le nazioni dove potevi andare, perchè mai hai scelto l' Italia?

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  7. concordo con te. L'italia non è l'argentina di dieci anni fa, ne quella di ora.
    Mi infastidisce una cosa, nei paragoni vari, con le varie rivoluzioni, o movimenti-sommovimenti che stanno scuotendo il mondo. IL fatto di voler copiaincollare tutto il pacchetto. Nel senso: l'unità di intenti, per un movimento che critichi alle radici l'idea stessa di capitalismo, non vuol dire decontestualizzare le pratiche. L'idea di fondo, la spinta deve e può essere la stessa.
    Ma dobbiamo fare i conti con il contesto nel quale siamo. Io mi stupivo molto, quando nella prima metà dei duemila, in Itaia la gente scendeva in piazza con le pentole. mi pareva uno scimmiottamento quasi offensivo nei confronti di una situazione molto diversa, che stavano (stavate) vivendo in Argentina. e a quel tempo anche l'unità di intenti non era proprio la stessa. ( a casserolare in italia spesso erano sinistri-riformisti)..
    Gli esempi di pratiche alternative, che possono risultare vincenti in altri contesti, vanno si, studiate e conosciute, ma smontate e rimontate a seconda delle necessità del "dove ti trovi veramente". Con questo non voglio dire che gli scontri e le pratiche radicali di sabato siano state uno scimmiottamento o imitazione di chicchessia. Pur non essendo a Roma, ma parlando con cari che erano la, quella, (come il 14 dicembre), mi è sembrata rabbia vera. Qualcuno secondo me inizia ad aver fame.

    polpettide

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  8. - Qualche chiarimento e/o ammissione di colpa. Sulla considerazione riguardante i cellulari mi sono sbagliato. Il mio scopo non era tanto provocare ma mettere in luce una contraddizione, solo che l'ho fatto in modo sbagliato. La contraddizione di cui parlo è la stessa che illustro nel post scorso, quando dico che non si può manifestare verso il capitalismo con un cartello che faccia un richiamo forte all'iphone e a tanti prodotti capitalisti. Ecco, così è più chiaro e mi permette di dire che questa contraddizione deriva da tanta confusione.

    Detto ciò, come fa notare polpettide sembra che qualcuno la fame inizi già a sentirla, e se non è fame è una rabbia molto simile, scatenata per altre cose. Dopotutto in Argentina la gente ha reagito dopo che le hanno messo le mani in tasca, nelle banche. Forse: si sono visti arrivare la fame e hanno reagito prima.

    Sul discorso dello straniero, bisogna stare attenti perché sebbene storicamente Italia ha sempre combattuto lo straniero, l'argomento "ci tolgono il lavoro, sono invasori" è vecchio come Maometto. Prima erano Barbari, già nell'antica Roma, in letteratura latina si trova, più di uno scrittore sosteneva questa tesi.

    Mi soffermo molto su quel che ha detto monossido, effettivamente c'è un nuovo modo di manifestare e bisogna ammettere che il corteo è vecchio. È molto preferibile accampare in santa pace occupando tutto, ma è solo l'inizio di qualcosa di più grande, si spera. Italia iniziano a fare i primi tentativi, quello di Roma, come sostenuto anche nella discussione dei Wu Ming, non ci sarà mai più un corteo nazionale gigante e pacifico. Bisogna cambiare il modo di manifestare.

    PS: polpettide non sapevo che anche in Italia avevano cercato di fare un cacerolazo nel 2001 :D sì direi che è un po' ridicolo se si compara ad Argentina, magari avevano le loro ragioni..

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  9. ho l'impressione che molti eccedano di ottimismo per quel che riguarda le manifestazioni attuali e manifestino, invece, troppo scettiscismo su un popolo che in passato ha sfiorato almeno tre volte (biennio rosso; resistenza; anni 70') la rivoluzione e che è sempre stato sconfitto a suon di controrivoluzioni (dal fascismo al neo-liberismo post marcia dei 40 mila)...come ho già detto al commento 1 sono convinto che questo non sia il momento in cui una rivoluzione possa esserci...e quindi? per ora avanti così: difendersi in ogni modo e poi studiare studiare e studiare.

    ciao,

    Andrea

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  10. Complimenti Coniglio, uno dei tuoi articoli più maturi, meglio argomentati e documentati.

    commento al commento del Mistico:
    non sono d'accordo con la tua analisi storico-sociale :) i popoli d'Italia, così come quelli di tutto il mondo pre-industriale, si sono sempre (con pochissime eccezioni) ribellati per fame e poco altro. Il principe, il feudatario, il "padrone" di turno, che viveva gomito a gomito con i contadini, questo lo sapeva e, nei limiti delle sue capacità, agiva di conseguenza. Questo vale anche per la Sicilia dei Borboni, che si è ribellata ai garibaldini in parte e per motivi vari, ma quasi mai collegati alla "difesa dallo straniero".
    Anche durante il fascismo la Resistenza c'è stata, sia nelle campagne (ben documentata) che nelle città: gli storici stanno cominciando a delineare il quadro solo da poco tempo, ma dai documenti pare che non ci sia stato quel grande silenzio fra azioni gappiste e 8 settembre, ma un continuo di assalti e reazioni, una sorta di Far West che mieteva una cinquantina di persone al giorno.

    In sintesi, io sono più disposto a credere al Guicciardini, che già nel '500 aveva capito che "o Franza o Spagna, purché se magna".
    E che, se nel mondo pre-industriale il discorso della rivolta per fame ha senso (in fin dei conti, il benessere era infinitamente superiore), in questa situazione l'equazione non è più così semplice.

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  11. Io non intendo lo straniero come "colui che viene per prendersi il posto di lavoro" (una stronzata assurda tra l'altro: non vedo la fila di Italiani volenterosi di andare a fare le badanti o a lavorare sotto il sole cocente della Sicilia a raccogliere le arance, giusto per fare un esempio). Per straniero intendo colui che occupa con la forza la tua terra, portando cambiamenti che potrebbero anche essere positivi, ma che vengono visti dal popolo come qualcosa di strano, anormale, non conforme alla tradizione.
    Se ci fate caso, difatti, entrambi gli esempi che ho riportato combaciano a quello che penso: i briganti iniziarono i loro movimenti quando le truppe di Garibaldi e di Dixio cacciarono con la forza il Re borbone ed imposero con la forza alcune pesanti novità, come la leva militare obbligatoria. Questa era vista da molti, secondo quello che ho potuto notare da alcune fonti, come una perdita di risorse umane: la popolazione del sud era infatti per lo più contadina e i figli davano una forte mano ai padri nel coltivare la terra. Con la leva obbligatoria questa mano veniva a mancare, essendo impegnati per l'appunto nella leva. Se a questo aggiungiamo l'aumento delle tasse, la perdita di potere della chiesa e il non riconoscimento della stessa della legittimità del Regno d'Italia il quadro è compiuto.
    Durante il fascismo è vero che diversi movimenti di rivolta si crearono, anche durante il ventennio stesso. Tuttavia non fu nulla di veramente significativo: solo con l'arrivo dei Tedeschi, infatti, gli uomini e le donne che mal sopportavano l'arrivo dello straniero e la fuga del Re, presero le armi e andarono in montagna, dando inizio ad un fenomeno che per certi aspetti può essere simile al brigantaggio.

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  12. zio bastardo27/10/11, 01:03

    Mah, veramente non capisco come si possa essere contro il capitalismo, di fatto è l'unico modello economico che finora ha resistito alla prova dei fatti.
    Certo non è perfetto e ovviamente in situazioni come quella che stiamo vivendo ora si vedono i limiti della sua deriva selvaggia ma la soluzione è porre dei paletti e non cercare di ideare l'ennesima utopia che, come quelle che l'hanno preceduta, semplicemente non funzionerà.

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  13. @zio bastardo
    Ciao. A dire il vero io credo che le utopie, a patto che siano tali, servano. Se non fosse per le teorie di Marx il capitalismo non sarebbe durato molto. Quello che voglio dire è che il capitalismo è stato modificato drasticamente, si è adattato. E questi adattamenti spesso vengono fatti in base alle critiche più grosse che il sistema possa ricevere. Secondo me Marx gli ha pure fatto un favore al capitalismo. Purtroppo (?) :D
    Comunque per adesso il capitalismo sopravvive, poi in futuro non lo so. Prende una piega sempre peggiore, il divario fra ricchi e poveri. Certo finché ci sarà avidità non esisterà un sistema molto diverso.

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  14. zio bastardo27/10/11, 09:29

    @Santiago
    Capisco il tuo punto di vista, il problema è che troppo spesso l' utopia la si vuole realizzare, con conseguenze catastrofiche, vedi comunismo et similia.
    Riguardo all'avidità: è insita nella natura umana, un mondo senza avidità non è popolato da esseri umani.

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  15. Beh, dipende. Ad esempio ci sono esseri umani che non sono avidi. Siano essi monaci buddisti, con personalità mite, ecc, ecc, ma sono pur sempre esseri umani. E poi i primi tentativi di socialismo hanno funzionato, vedi i primi anni della rivoluzione cubana e quel che ha fatto Lenin. Poi su come l'ha mandato a puttane Stalin e come è diventata Cuba oggi è un discorso diverso.

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  16. zio bastardo27/10/11, 16:29

    @Santiago
    Vabbè ma un conto è dire "esistono persone buone", altra cosa è pensare che lo sia la maggioranza, perché di questo ha bisogno un'ipotetico socialismo per funzionare: che tutti siano onesti.
    Per lo stesso motivo insisto che il socialismo non esiste, è una teoria economica che parte da presupposti falsi.

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Caro troll. Se proprio devi trollare, fallo con stile: Niente insulti personali, niente giudizi sugli altri, niente ordini. La critica è bene accetta, la merda invece verrà moderata. E ricorda, non bestemmiare, fa come Coniglio: miscredi.