lunedì 3 ottobre 2011

Quando c'era Orwell i maiali ti spiavano di rado

facebook-timeline-identità-digitale
Se usi Google come una persona normale è probabile che tu abbia il tuo vero nome sull'account di posta, se poi non ti limiti ad usare soltanto Gmail allora probabilmente hai le tue foto su Picasa. E a questo aggiungi il fatto che forse sei entrato - o entrerai - su GooglePlus. Allora è fatta: Google sa il tuo vero nome e cognome, in base alle tue mail (che controlla con dei programmi) sa anche quando stai per laurearti, per andare in vacanze e per sposarti. Conosce pure i tuoi maggiori interessi, per non parlare delle cose che cerchi. Trovi conferma di tutto ciò dalle pubblicità che compaiono sui siti dove navighi.

Poco fa mi sono comprato un netbook, giorni dopo averlo acquistato le pubblicità non riguardavano più i laptop, ma le custodie. Non so se rendo l'idea.

Ok, tu dirai: è il modo in cui guadagna Google, indicizza, ci offre un servizio, e nel frattempo si avvale di capire cosa cercano le persone per agevolare sia le aziende, che ci vogliono vendere qualcosa, sia noi che forse siamo interessati ai suoi prodotti. Ci può stare.

Anzi, potresti tranquillamente ribadire che ogni volta che uso la mia carta di credito data, ora e importo vengono registrati dalla banca/poste. E ogni volta che porto il cellulare con me l'azienda telefonica può rintracciarmi, è vero. Ed è anche vero che se finisco in galera o mi accusano di un crimine questi dati potranno tornare utili alla polizia. E va bene così, dici, perché aiutano la giustizia ad agevolare il loro operato. Perché, in fondo, se non stai facendo niente di sbagliato, non hai niente da nascondere.

Ecco, è chi che ti volevo. :)

La falsa dicotomia

Chi ragiona in base al suddetto "se non fai niente di male, non hai niente da nascondere" sta usando una falsa dicotomia, anche chiamata fallacia della falsa scelta, una tecnica retorica che si usa spesso per forzare chi hai davanti: "o sei con me o contro di me". Esso pone l'interlocutore davanti ad una scelta che prevede solo 0 e 1, ma la realtà è ben più complessa di un sistema binario.

Ad esempio, posso non star facendo niente di male e tuttavia vergognarmi, perché è qualcosa di estremamente personale. Potrei pure decidere di scrivere qualche critica legittima all'azienda in cui lavoro, ma non posso farlo con il mio vero nome e cognome, altrimenti rischierei il posto. Non basta a convincerti?

Facciamo finta che io abiti in Cina, o in un posto dove internet sia controllato tassativamente dallo Stato, dove io non sia libero di dire come la penso. Direi che criticare l'operato del governo come critico Berlusconi non è fare del male, e invece se non avessi il diritto all'anonimato non potrei farlo. Perché per il governo cinese ciò è sbagliato, e potrei finire in galera.

Esiste qualcosa più inquietante di Google? Dovete sapere che per tanto tempo ho pensato che il Grande Fratello fosse il collosso di Mountain View, e invece il vero Big Brother è Facebook.

Mein Zuckerberg


Se avete un account Facebook potete cliccare "mi piace" qui sotto, verso la fine del post. È normale, così facendo direte ai vostri conoscenti che il post vi è piaciuto, e ciò comparirà sul vostro profilo. Ma quello che forse non sapete, è che se non cliccate sul mi piace, Facebook registra lo stesso il vostro "essere qui". Ovvero: da qualche parte FB registra la cronologia dei siti in cui navigate e che hanno il "mi piace". E non serve slogarsi per evitare il problema. La notizia sta facendo il giro della rete in questi giorni, eppure è qualcosa su cui Richard Stallman ci aveva avvertito tempo fa. (in fondo a questo articolo spiego una possibile soluzione)

Come scritto anteriormente, grazie a questa tecnologia la piattaforma di Zuckerberg ha appena avviato un modo per tenere sotto controllo - sfruttando le nuove applicazioni che verranno sviluppate - qualunque cosa tu faccia. Vale a dire, se ti trovi leggendo un post, se lo commenti, se stai vedendo un video, se stai ascoltando una canzone, tutte queste informazioni verranno incluse nella tua "timeline".

Noi accettiamo tutto ciò quando ci iscriviamo, così come accettiamo che la Posta registri i miei movimenti ogni volta che faccio una transazione o pago nel supermercato. Ma le cose sono paragonabili? direi di no.

Innanzitutto quel che faccio con i miei soldi non viene sbandierato ai quattro venti, beh almeno ancora nessuno ha fatto l'app per la timeline di FB, chissà forse in futuro sulla mia timeline potrebbe comparire in tempo reale: "Santiago ha sottratto X soldi dal suo account bancomat in via Bizet al numero 5, Rimini. Se sei un ladro approfittane". Diciamo che per adesso questa cosa resta tra me e le Poste, e se lo Stato ne ha bisogno lo chiede. Diverso è il fatto che questi dati vadano ad una azienda che risiede all'estero, che per lo stato in caso di bisogno non sarebbero di aiuto e che sono utilizzati per studi di marketing.

Facebook li vende, Google probabilmente non lo fa (io credo nel "don't be evil"), ma tutte quante trattano i tuoi dati come "merce". E come fanno notare i Wu Ming nel post che trovate linkato nelle fonti, tutti gli utenti di Facebook stanno lavorando per arricchire le tasche di Zuckerberg. È una cosa da tenere bene a mente.

Tuttavia, di tutto ciò ad un utente tipo frega ben poco. Facebook, Google e tanti social continueranno a proliferare in pace. È una soluzione snobbare questi servizi? ne dubito. Forse una validissima alternativa, a farci caso, è Diaspora. Ma il punto è un altro. Non si tratta di cercare alternative, si tratta di capire quanto il web stia cambiando.

Il valore di un Nick Name

Le nostre informazioni, oramai, sono in mano a terzi incomodi, e intanto ci scordiamo che abbiamo diritto ad una sfera privata, non verso i nostri amici con i quali possiamo condividere un link in qualunque social network e con un nick proprio, ma parlo della privacy verso queste aziende, verso lo stato, verso il tuo capo, di cui dovresti poter parlare delle cose che fa in libertà, senza rischiare il tuo posto di lavoro.

" […] è essenziale, perché la gente possa esprimere le sue idee, perché molti temono di dire quel che pensano, temono reazioni dal loro capo o dallo Stato, allora l’anonimato è un servizio imprescindibile. Propongo di rifiutare ogni servizio di comunicazione che esiga di utilizzare il tuo nome proprio"
- Tradotto da Intervista a Richard Stallman sulla radio Rock&Pop, Argentina, 14/09/11

Volete sentire un paio di esempi veri ed inquietanti? Poco fa, sul blog dei Wu Ming (link nelle fonti) si discuteva in proposito e Uomoinpolvere ha raccontato che mentre affittava un appartamento in Amsterdam gli è stato chiesto un account Facebook per accertare la sua identità. Sembra che dare per scontato che tutti abbiano, o debbano avere un account FB non sia un caso isolato, ho scoperto che un blogger denuncia indignato una richiesta di lavoro che richiede persone con un account Facebook.


Recentemente Eric Schmidt, CEO di Google, ha spiegato perché su Google Plus si deve inserire un nome reale. Tra le risposte di spicco lui sostiene, stando alla fonte, che Google Plus è un servizio di identità e quindi per garantire un servizio "trasparente" con più "controllo" e "sicuro" non va bene mettere un nickname. Stessa posizione di Facebook.

Servizio di identità. Solo a me suona una roba del tipo: "autoschedati"?? Se un giorno la DIGOS dovesse cercarvi per qualcosa, avrebbe metà del lavoro fatto, anzi avrebbe 90% del lavoro fatto perché saprebbero i tuoi gusti, le cose che ti piacciono fare, le manifestazioni nelle quali ti hanno taggato con le foto e risvolti del tuo carattere che 3 o 4 anni fa si sognavano di sapere a meno che non ti avessero beccato e portato in caserma, interrogato e messo un manganello in culo, per scoprire così cose che neanche tu sapevi della tua sessualità. Tipo che ti piace che ti mettano un palo in culo, roba pazzesca.

Voglio dire, la tendenza che cerca di spingere tutti gli utenti ad usare il loro vero nome e cognome è quel che più mi spaventa, così facendo l'utente si frega da solo, offre in pasto la propria identità a FB e Google, e aiuta a far sì che in futuro questi "servizi" privati diventino una nuova carta di identità, con la la piccola particolarità che, a differenza dello stato non operano gestiti da nessuna collettività, non prevedono un sistema democratico, non c'entrano niente con un ipotetico sistema di diritti di un cittadino, che sia quest'ultimo virtuale o reale.




Fonti (vi consiglio di leggerle sono parecchio interessanti):
What They Know (illustra in un modo accurato quanto sanno di noi)

Fonte immagini:

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PS: per far si che Google, Facebook e Twitter non registrino la tua cronologia di navigazione ho trovato una soluzione per Firefox. Basta installare Priv3, nel link verrà spiegato che quella estensione blocca i cookies spia dei servizi, a meno che non lo richiediamo. Quindi potrete ancora vedere i pulsanti di condivisione nei siti, ma il cookies non registrerà la vostra posizione a meno che non scegliete di interagire con quella pagina, si attiverà solo per i post che condividete, com'è giusto che sia.

EDIT: nei commenti è stato segnalato un post interessante che fa capo a questo "Chi sono i padroni della Rete" e anche un altro servizio da abbinare a Priv3: Ghostery

26 commenti:

  1. ciao, complimenti per l'articolo, ormai leggo più questo blog del sito del corriere....su facebook sottoscrivo tutto, ho più debbi su google (tra l'altro nell'ultimo numero di internazionale c'è un servizio sulla manager di facebbok che viene da google...stesse pratiche per gli stessi obiettivi...http://www.internazionale.it/sommario/) anche per lo sfruttamento che fa del software libero con android, e pure con chromium...sono Andrea, quello dei dubbi pure su Fedora....a proposito, nell'articolo di Wu Ming 1 che hai usato come fonte ci sono un po' delle argomentazioni che mi conducono a tutti questi dubbi...il fatto è che io nel potenziale liberatorio del free software ci credo, ma può reggere solo se si combatte l'invadenza del capitale, sia se questo adotti pratiche di controllo diretto (da google a Canonical) sia se, più subdolamente ma non meno incisivamente, adotti via indirette e magari più democratiche (quello che per me fa Red Hat con Fedora).

    ps: io per proteggermi dai siti spia uso ghostery (https://addons.mozilla.org/en-US/firefox/addon/ghostery/) oltre ai vari adblock etc. etc.

    Andrea

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  2. @Anonimo
    Ciao! grazie dei complimenti e del commento, non conoscevo Ghostery, mi sa che installo pure quello :D

    In effetti il discorso che fai sull'invadenza del capitale lo condivido, tante volte Stallman disse che la questione del software libero è politica ed etica, l'informatica c'entra poco. Quelli che vogliono restare capitalisti con software libero chiamano tutto "open source", è per questo motivo che non usano il termine "free software".

    A pensarci bene, se un paese volesse sottrarre il monopolio alle aziende, potrebbe prendere il codice sorgente e fare un sistema libero (vedi Venezuela, Cuba, Russia), senza dover rincorrere a Canonical, a Google o a Red Hat. Se non lo fanno è perché ci sono interessi economici dietro, le aziende fanno accordi, vedi "lavagnette elettroniche di Microsoft" e Brunetta.

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  3. Ciao,
    mi è stato segnalato come link nei commenti ad un post di sabato scorso. Evidentemente il problema è sentito ma non è percepito da tutti allo stesso modo. Il tuo post è una integrazione/completamento a questo:
    http://nuvolealvento.wordpress.com/2011/10/01/chi-sono-i-padroni-della-rete-e-chi-sono-gli-sfruttati-nella-rete-e-dalla-rete/

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  4. Caro coniglio,
    sembra quasi che la mia risposta al tuo post precedente abbia in parte ispirato questo articolo, che condivido e trovo molto molto interessante. Ciao

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  5. In realtà è solo che mi scoccia non potermi chiamare "Sciuscia" con l'accounto che uso per il blog.

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  6. gran bel post coni'. mi permetto giusto un commento: ma noi accettiamo tutto quando ci iscriviamo? sì e no. noi ci siamo iscritti a facebook, per dire, 3 anni fa, ovviamente non leggendo le condizioni d'uso etc etc e pure col dovuto scetticismo, però non credo che nelle condizioni d'uso ci fosse scritto "ogni 3 mesi introdurremo un nuovo servizio per spiarti meglio". (per dire, la novità della subscription e della timeline laterale - che tu utente non puoi controllare, devi chiedere ai tuoi amici di disiscriversi loro dai tuoi aggiornamenti - io la trovo agghiacciante, e no non l'ho accettata all'iscrizione) (fermo restando che già all'atto dell'iscrizione c'era abbastanza da dire su privacy etc.)
    ciò detto, sono sulla via della polverizzazione del mio account facebook, a google+ ho fatto la guerra dal primo giorno, penso di salvare solo twitter e diaspora. in due parole, mi sono scassata la minchia.
    ah, il link di priv3 non va.
    hasta il funghetto siempre (=
    benze

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  7. ciao
    complimenti per il post, molto ben argomentato.
    ora ho una domanda da farti :)
    cosa si può fare per mantenere i contatti con le persone tramite web (è innegabile che FB abbia facilitato tutto ciò) e non "calarsi le braghe" rivelando tutto e di più a FB e grande G?
    Per dire, io ho un account gmail di google, uso google reader (sono abbonato a questo sito e a altri 70..), ho un account su FB sul quale però non pubblico nulla e fornisco pochissime info/niente foto personali.
    Cosa potrei fare per tutelarmi? cambiare indirizzo email (e quale prendere)? chiudere FB?
    grazie, ciao e ancora complimenti per il blog, mi piace come scrivi e soprattutto cosa scrivi :)
    (sono un ubuntu user...)
    mark lenders

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  8. parallelizzare cribbio! oggi le risorse hardware dei personal computer permettono di utilizzare più browser contemporaneamente, più account, al limite anche più sistemi operativi virtualizzati. E ancora vi chiedete con chi aprire un account email (ma usando sempre il vostro nome reale!!).
    Impostate i vostri browser per cancellare i dati alla disconnessione, usatene uno per la mail di lavoro, uno per i social, uno per il porno. Piccole ma necessarie operazioni se proprio volete usare fb!

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  9. @nuvolealvento non avevo letto il tuo post, ma l'avevo visto tra i ping back del post dei wu ming. Condivido la conclusione: "Sarebbe buona cosa usare sempre i nickname. I vostri amici sanno chi siete e questo basta."
    Sottoscrivo! aggiungo anch'io il post alle fonti ;)

    @Burt
    in realtà sì e no, perché questo post l'ho scritto prima di aver pubblicato quello di sabato, è frutto di riflessioni e discussioni fatte nel post del Wu Ming (che penso troveresti molto interessanti) :) ad ogni modo, sì, le sensazioni e i pareri che abbiamo al riguardo sono molto simili

    @la roscia
    che fai mi cambi nick per il tuo vero nome? sapevo che ti chiamavi la roscia, come quel pugile famoso! La Roscia Roscia. Sto delirando.

    Riguardo Facebook non posso che darti ragione, noi accettiamo però anche la clausola che specifica "accettando il seguente contratto, accetti di conseguenza tutti i prossimi cambiamenti, che potrebbero non essere comunicati", è questa la cosa micidiale e disonesta.

    Priv3 fino a poche ora fa andava :( per ora lo lascio sperando che ritorni

    @Mark
    fai la domanda del milione, in parte quello che ti è stato risposto. Non so è un problema però dover usare diversi browser, si tratta di "stare dentro in modo conflittuale". Ad esempio prima non mettere il tuo vero nome, usa un nick, disabilita la possibilità di usare applicazioni, è qualcosa che pochi fanno/sanno. Così facendo non potrai cliccare mi piace al di fuori di facebook, ma forse quel cookies spia non potrà essere utilizzato. E infine usa pure servizi che disabilitino come Priv3 o quello citato nei commenti. E infine parallelizzando.

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  10. @Santiago ah quindi c'è la clausola? non l'ho letta. avrei accettato lo stesso eh. ma non cambia la sostanza.
    certo che il mio vero nome è La Roscia Roscia, quello che ho su FB è uno pseudonimo.

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  11. Post eccellente, dal titolo alle fonti... Trovo molto opportuno tornare alle analisi marxiane sul feticismo delle merci, oggi soprattutto immateriali. Proprio in questi giorni sto rileggendo La società dello spettacolo di Debord. Pubblicato nel 1967, da allora ha trovato solo conferme...

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  12. @Humani Instrumenta Victus

    concordo e consiglio di leggere e/o rileggere quello che diceva Marx nel frammento sulle macchine dei grundrisse, dove si parlava chiaramente (nel 1857!!!) di rete e free software....

    Ciao, Andrea

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  13. @Anonimo
    Vero! Il General intellect... ma anche Ibn Rushd e lo stesso Spinoza con l'intelletto infinito. Io purtroppo non sono un informatico e non posso trarre delle conclusioni realmente pratiche da questi concetti :-(

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  14. Bello corposo questo post :)

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  15. ...e stavolta un riferimento più moderno....http://www.carmillaonline.com/archives/2011/09/004045.html...il capitale digitale ha compiuto in pochi anni un salto di qualità incredibile, imparando ad appropriarsi del lavoro gratuito di milioni di persone....

    andrea

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  16. Devo dire che sono un pelo deluso... dipingete G+ e FB come l'anticristo (nota: non ho detto che non lo siano) e come 'soluzione' si propongono add-on per firefox che limitano le loro funzioni, ma continuando quindi a usarli.

    Quando facevo il cameriere (cristo come rimpiango quel lavoro) tutte le sere c'era qualcuno che prendeva antipasto, 2 primi, secondo, dolce, e poi mi chiedeva il dietor per il caffè perchè Sa, sono a dieta.. più o meno state facendo la stessa cosa..


    Potrei pure decidere di scrivere qualche critica legittima all'azienda in cui lavoro, ma non posso farlo con il mio vero nome e cognome, altrimenti rischierei il posto.
    Vero, ma ti focalizzi su un effetto del problema, non puoi trovare un rimedio se la causa è altrove.
    Se lavorassi in un luogo dove per una critica (posta in modo cordiale e costruttiva) potrei perdere il posto di lavoro o venire penalizzato, a mio avviso la privacy dovrebbe essere l'ultimo dei tuoi problemi, non la 'soluzione'

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  17. @Strae
    questo è vero ma credimi conosco chi lavora su trenitalia e avrebbe mile critiche da fare alla sua azienda, solo che su facebook evita di farle perché potrebbe venir licenziato.

    Comunque la vera soluzione, come ho elencato nel post, sarebbe Diaspora, è un social network che nasce per stare lontano dai principi di pubblicità e database di dati per marketing. Poi se mi chiedono come "minimizzare" o ridurre il problema io consiglio pure i plugins, però non li propongono come una vera e propria soluzione.

    Il problema è che sono social network, e hanno una funzione male che vada. Quello che non va bene è il trattamento dei dati, e poi c'è tutto il discorso sulla privacy interpersonale, ma quella è una faccenda sempre personale, ognuno la può gestire come meglio crede.

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  18. @Strae


    ...ma il problema più importante non è che G+ e facebook se vai sul loro sito ti tracciano, il problema è che lo fanno su una miriade di altri siti, senza, peraltro distinzioni di orientamenti: dal corriere al fatto quotidiano, da punto-informatico a distrowatch fino a diaspora (!!) che usa piwik, che grazie a ghostery posso dire essere: PiWiK is open source analytics software. Similar to Google Analytics, Piwik uses a simple javascript embed to collect data and can be hosted independently on a separate server. Real-time reports include data on web site visitors, search engines, keywords, language and popular pages.

    ciao,
    Andrea

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  19. Io uso adblock plus, con sottoscrizione ad Antisocial. I bottoni di facebook nelle pagine non li vedo e il tutto funziona bene.

    Voglio inoltre sottolineare che si potrebbe assolutamente implementare un bottone con meno funzionalità, ma che non traccia chi non clicca.

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  20. refuso: "falsa DICOTOMIA", non "falsa discorsiva"

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  21. @Anonimo
    ah mi sa che hai ragione, grazie :)

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  22. Nel caso ti interessassero delle alternative a Google come motore di ricerca, ti consiglio DuckDuckGo, Ixquick e Scroogle.
    Io uso DDG e mi trovo molto bene. Ne avevo scritto due righe qua:
    http://neuroneproteso.wordpress.com/2011/02/04/duckduckgo/

    Sempre riguardo a Google, se non lo conosci già, ti consiglio la lettura del libro "Luci e ombre di Google". Scaricabile liberamente.
    http://neuroneproteso.wordpress.com/2010/01/03/luci-e-ombre-di-google/

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Caro troll. Se proprio devi trollare, fallo con stile: Niente insulti personali, niente giudizi sugli altri, niente ordini. La critica è bene accetta, la merda invece verrà moderata. E ricorda, non bestemmiare, fa come Coniglio: miscredi.