giovedì 6 ottobre 2011

RIP Steve Jobs (discorso controverso) ;)

rip-steve-jobs-apple-capitalism
Sì sapeva che sarebbe morto, purtroppo ancora non c'è una cura per il cancro, men che meno per quello che attacca al pancreas (uno dei più tosti). Sì sapeva perché aveva lasciato la sua carica e l'aveva lasciato intendere fra le righe. Ora è successo.

Se sia o non sia stato un genio, un innovatore, un uomo di straordinaria saggezza lascio ai posteri il verdetto. Credo che tutto ciò sia discutibile.

Indubbiamente Jobs è stato una persona intelligente, visionario e se dobbiamo definirlo “genio” allora mi sento di dire che egli è stato un genio del marketing.

Perché se esiste un posto in cui Jobs ha innovato indiscutibilmente, quello non è nel software, nella tecnologia o nell'informatica. La sfera in cui Apple è riuscita ad innovare è stata la sfera del Marketing, sul mercato tecnologico.


Certo è brutto e non convenzionale dire che lui ha apportato idee innovative nel marketing, è per questo che - suppongo - si dica che lui innovò la tecnologia.

Dovete considerare che, una delle “innovazioni” che Apple ha portato sicuramente nel marketing è stata veicolare e creare l’idea di “leggerezzadell’azienda, la chiusura - non solo del software, ma sopratutto strutturale - che l'azienda porta con sé le ha permesso di farlo.

Esempio: dal di fuori sembrava che l’unico che lavorava, che progettava ed inventava fosse Steve Jobs. L’azienda ha fatto evaporare tutto il resto, così il cliente rimaneva a stretto contatto con il marchio. Mi ricorda la scuola filosofica di Pitagora, dove ogni invenzione veniva attribuita al maestro, tant’è che oggi non possiamo sapere che il teorema che porta il suo nome sia stato scoperto da lui o da un suo allievo.

Ancor prima di nascondere i casi della FoxConn, loro nascondevano il processo produttivo, meccanico e intellettuale di Apple, di tutta l'azienda.

Detto ciò. Steve Jobs era innanzitutto una persona, con pregi e difetti e, certo, va stimato come tale. RIP.

Steve God?

Perché la gente lo idolatra? credo che il discorso si ricolleghi per forza di cose a quello del Feticismo Digitale, su cui i Wu Ming hanno scritto un post che avevo già linkato nell'articolo precedente, e consiglio ancora la lettura (Feticismo della merce digitale e sfruttamento nascosto) perché colpisce in pieno la questione.

Il feticismo digitale è appunto il modo in cui i Wu Ming chiamano l'attuale feticismo della merce, descritto da Marx. La cosa interessante è che facendone una rilettura ai giorni nostri ci sono tanti paragoni che ci fanno capire quanto i rapporti tra gli esseri umani e le cose non siano così diversi, non è tutto corretto quel che si dice al riguardo: “Jobs ha cambiato il modo in cui ci confrontiamo con la tecnologia”. Anche perché, nonostante i tempi che corrono, Apple ha sempre sfruttato il "narcisistico torpore" dei suoi clienti, concetto illustrato da Marshall McLuchan nel 1964 (vedasi l'articolo: "Perché Apple incanta la gente?")

Lo idolatrano perché, come ho twittai questa mattina, “in assenza di un oggetto di culto alcuni se lo devono trovare/creare/appropriare, e così lo proiettano in lui.” (cercano qualcosa da fare)

Il rischio, allora, è che ne facciano una religione (come sta succedendo). Anziché limitarsi ad una condoglianza sincera e ricordarlo come una persona, Jobs diventa icona e simbolo di filosofo dei tempi moderni, viene citato come un guru spirituale, "Stay hungry, Stay Foolish".

A questo proposito, se vedete che qualcuno lo eleva al di sopra degli uomini, provate dirgli che quella frase non è sua (cosa vera), e provate ad usare un tantino di ironia, proponendoli la traduzione "siate affamati, siate folli", e dicendogli infine che forse era un modo di Steve per dirti che per restare affamato e fare una follia dovresti "comprarti un iPhone e pagarlo a rate" :)


Fonte foto: Cinismo Ilustrado

EDIT 10/10/11: riguardo alle dichiarazioni che fece Stallman due giorni dopo aver pubblicato questo post: Veltroni e l'ipocrisia nella morte.

34 commenti:

  1. Stamani ho scritto un post che arriva alla stessa conclusione «Steve Jobs era un genio, non tanto del design [...] quanto del marketing». Ciò che ha fatto Jobs è stato, come dice nel megacitato discorso di Stanford, demolire i dogmi (esempio scemo: da oggi i cellulari non devono più avere una tastiera fisica); ma la cosa geniale è che dopo aver effettuato questa demolizione, con un colpo di mano, contraddittorio ma coerente, Jobs ha sostituito nei suoi clienti quei dogmi con i suoi, con la religione Apple. In questo è stato geniale: rinnegando le sue stesse parole in cui però credeva, Jobs ha dimostrato di non essere, appunto, un guru, bensì un normalissimo, spietato dirigente d'azienda.

    Poi i suoi prodotti, analizzandoli con occhi critico, sono certamente di altissima tecnologia, ma nulla di veramente nuovo (la GUI l'ha inventata la Xerox, l'iPod non era certo il primo lettore Mp3, l'iPhone faceva un po' meglio le cose che già facevano telefoni, ma li faceva senza tastiera - come già facevano altri dispositivi da una trentina d'anni, dopotutto).

    Anzi, a dirla tutta, il recinto digitale che ha creato con i suoi "iRotto" sa terribilmente di vecchio.

    Jobs va certamente studiato, ma in una scuola di marketing, non di design, men che meno di filosofia.

    RispondiElimina
  2. E di chi è la frase state folli e state affamati?

    RispondiElimina
  3. @Alessandro Meis: http://en.wikipedia.org/wiki/Whole_Earth_Catalog#Impact

    RispondiElimina
  4. Finalmente un articolo degno di nota.fuori dal gruppo. condivido!! Tanto di cappello a chi sa ancora pensare con la propria testa senza farsi abbindolare dalla massa e dall'osannante pensiero comune.
    Steve Jobs ha innovato davvero pochino, ha semmai, imbellettato ciò che c'era. Un grandissimo (e furbissimo) uomo di marketing.
    Rispettabile e ammirabile, per carità, ma molto lontano dall'aura che sapientemente si era creato.
    Evitiamo l'intruppamento e il patetico incensamento.
    Come diceva qualcuno: think different! ;)
    Forse è proprio il modo migliore per rendergli omaggio.

    RispondiElimina
  5. Sig.Rezzonico07/10/11, 00:00

    La cosa verognosa e che ho la bacheca di facebook piena di suoi discorsi(a dirl la verità il discorso e sempre quello) sue foto e link con cazzate del tipo "Tre mele hanno cambiato il mondo: quella di Adamo e d'Eva, quella di Newton e quella di Steve Jobs" e in televisione ne han parlato tutti e gli faranno speciali ecc ecc, la cosa schifosa e che quando sono morti Wangari Maathai e Ralph Steinman(2 premi nobel, uno morto qualche giorno prima di riceverlo), gente che per il nostro pianeta e per l' umanità ha veramente fatto qualcosa, nessuno ha detto niente, e su facebook nessuno ha postato loro video o foto e non ne hanno quasi parlato nei telegiornali, e questa e una cosa che MI FA INCAZZARE, e mi fa capire che mondo di MERDA e il nostro!

    RispondiElimina
  6. "Stay hungry, Stay Foolish" non mi sembra questa gran perla di saggezza.

    Quel "foolish", poi, è ambiguo. WordReference lo traduce:

    1. sciocco, ingenuo
    2. stupido, scemo
    3. insensato, assurdo (riferito a decisioni, domande e osservazioni)

    "foolish act" è follia, ma impropriamente, nel senso di "azione assurda"

    "look foolish" = sembrare stupido, fare brutta figura

    bah, le solite "americanate"...

    RispondiElimina
  7. Come spesso accade, non posso che concordare con te. Ho sempre pensato che la sua abilità fosse il marketing (rispettabile, per carità, ma diamo a Cesare quel che è di Cesare) più che l'innovazione tecnologica. Se proprio vogliamo questa andrebbe attribuita agli ingegneri di Apple ma come spesso è accaduto (ultimo caso quello di Siri, l'assistente vocale) Apple si è limitata solo a comprare le aziende che hanno avuto le idee invece di "inventare" nel senso stretto del termine.

    Mi scuso per eventuali errori di battitura o di sintassi ma sono dal telefono e sono piuttosto stanchino :P

    RispondiElimina
  8. si dice che quando la volpe non arriva all'uva dice che è marcia. :) Se dietro al marketing non c'è la sostanza (e la qualità del prodotto) non vai da nessuna parte. Si può discutere sull'eccessiva personificazione e idolatria indotte – e cavalcate, per carità, anche ad arte – su SJ, ma bisogna anche non fare la figura di chi indica il dito e non vede la luna.

    Io posso parlare per il mondo Mac (non possiedo iCosi) e le innovazioni, il lavoro sull'interfaccia, la progettazione e simbiosi HW+SW le vedo tutte. Sì, anche, *anche* il design (l'estetica): fa parte di tutto il pacchetto e non è la *sola* ragione d'essere della Mela. Sono anche utente GNU/Linux da anni.

    Invece qui mi sembra che spariate sentenze senza mai aver messo le mani su prodotti Apple, se non di sfuggita. Ripetete le solite frasi fatte "è tutta moda", "è tutto marketing" senza possedere l'oggetto della "contesa" per poter valutare obiettivamente la sostanza, poca o tanta che sia.

    Nel discorso di Stanford è Jobs stesso che cita il «Whole Earth Catalog»; poi come al solito i TG riprendono quelle frasi a pene di segugio attribuendo tutto al "mitico" Steve, per brevità e concisione. I coccodrilli fotocopia, poi, rientrano nella finissima qualità profusa dal giornal(ett)ismo italiota. E ovviamente per "foolish" si intende il significato 3), non ci vuole uno scienziato o un linguista per arrivarci. :)


    P.S. Il «Si» pronome non va scritto con l'accento, solo il «sì» affermazione!
    So' rompicoglioni, lo so, perdonate un miscredente. :DD

    RispondiElimina
  9. Genio sicuramente si...innovatore non penso proprio.
    Pace all'anima sua.

    RispondiElimina
  10. intanto vi segnalo che i ragazzi di Canonical esprimono commozione per la partita di una persona che li fecce "amare ed essere orgogliosi" dei computer. Andiamo bene...
    http://design.canonical.com/2011/10/thanks-steve/

    @Tooby
    "Jobs ha sostituito nei suoi clienti quei dogmi con i suoi, con la religione Apple. In questo è stato geniale: rinnegando le sue stesse parole in cui però credeva, Jobs ha dimostrato di non essere, appunto, un guru, bensì un normalissimo, spietato dirigente d'azienda."
    Esatto, diciamo che quando è arrivato su si è comportato tale quale i suoi antichi rivali.

    "Poi i suoi prodotti, analizzandoli con occhi critico, sono certamente di altissima tecnologia, ma nulla di veramente nuovo (la GUI l'ha inventata la Xerox, l'iPod non era certo il primo lettore Mp3, l'iPhone faceva un po' meglio le cose che già facevano telefoni, ma li faceva senza tastiera - come già facevano altri dispositivi da una trentina d'anni, dopotutto)."
    E aggiungerei pure che il concetto di tablet è stato teorizzato anni prima in qualche film di fantascienza, non dico titoli perché ho paura di sbagliare. ;)
    Per quanto riguarda questo discorso dell'innovazione, l'ho affrontato sul post linkato che si chiama "Perché Apple incanta la gente?"

    Dopo leggo anche il tuo post ;)

    @Sig.Rezzonico
    io ne ho lette di tutti i colori, vogliamo parlare di chi si "emoziona" e dice che è come perdere un padre? "grazie Steve, grazie per aver vissuto così", "mi hai dato un motivo di vita", Cristo santo, grazie di cosa?? il miglior commento che ho letto è stato quello di Blepiro, un autore di spinoza: E ora un minuto di raccoglimento per tutti i nerd per ricordarci che è morto un cazzo di capitalista.

    Poi continuai a leggere ste cose da striscio, finché ad un certo punto mi sono rotto e ho sentito il bisogno di scrivere questo post, che non è altro che una ricompilazione di mie considerazioni sparse tra blogs e discussioni varie durante la giornata.

    @Francesco
    esatto, date a cesare quel che è di cesare mi sembra la cosa più corretta da fare in questo momento.

    "più che l'innovazione tecnologica. Se proprio vogliamo questa andrebbe attribuita agli ingegneri di Apple"

    esatto, il punto è che neanche questo capita, perché come ho scritto più sopra, Apple ha fatto di tutto per nascondere la presenza degli ingegneri e del lavoro interno all'esterno, ai suoi propri clienti. Per questo l'unica faccia che vediamo è quella di Steve, per questo sembra che tutto il lavoro di design sia stato fatto, progettato e ideato da lui e basta.

    RispondiElimina
  11. @Fab
    "Se dietro al marketing non c'è la sostanza (e la qualità del prodotto) non vai da nessuna parte."

    Questo lo pensavo anch'io, finché non ho studiato un minimo di marketing, obbligato a scuola, corso che poi abbandonai di volontà propria perché - pur essendo bravo - non mi piaceva l'idea di vedere le persone come "target". Quasi quasi mi sono pentito avrei dovuto continuare per vedere fino a che punto ci si può difendere.
    Tanto per farti un esempio, i conquistadores hanno scambiato specchietti di colori per oro con gli indigeni di america latina.

    Non metto in discussione il significato della frase, che mi sono limitato a dire "non è sua". Infatti come chiarimento adesso aggiungo che è stato lui stesso a dirlo, lo prendevo però per sottinteso, perché molti hanno visto il suo discorso.

    Per quanto riguarda il ripetere le solite cose non sono d'accordo, il messaggio di questo post, innanzitutto, era per dire che è morta una persona, senz'altro intelligente, importante per il mondo tecnologico, ma che non era né un filosofo, né un guru di vita. Poi, un conto è dire che è stato un innovatore tecnologico - cosa che ritengo discutibile ma legittima da dire se, però, includiamo tutto il lavoro aziendale dietro degli ingegneri di Apple (discorso della scuola pitagorica) -, e un altro conto è dire che era una persona che ha cambiato il modo di vedere il mondo, innalzandolo al livello di filosofo dell'umanità (questa è una sciocchezza). Quest'ultima cosa è un sintomo della società della tecnica in cui viviamo.

    RispondiElimina
  12. Quoto fab.
    L'idolatria non va, su questo siamo d'accordo.
    Il feticismo della merce nemmeno, ma penso che questo sia un male molto ben radicato che affligge tutti (chi non ha un oggetto a cui è caro? conosco persone che andrebbero a letto con l'ultima distro di Linux se potessero...). Non è una giustificazione, è solo un'osservazione.

    Detto ciò, questo genio ha sapientemente usato il marketing per diffondere idee a volte nuove a volte "migliorate" rispetto alla tecnologia esistente. Io ho Mac, Windows (in dismissione) e Linux. Il Mac funziona, non fa una piega. Non c'è niente da dire. Mi ha fatto un kernel panic una volta in 4 anni.
    Stesso discorso per Linux (e in più è gratuito), ma bisogna prestarci più attenzione (non entro nei dettegli).
    Che il marketing sia forse uno dei campi più battuti da Jobs è indubbio. Lo stesso iPod è stato lanciato non perché prima non esistesse un modo per ascoltare gli mp3, ma con l'idea di creare il dispositivo di riferimento per la musica. Con pregi e difetti (la perfezione non esiste ecc ecc...). Ma indubbiamente qualcosa che il suo lavoro lo fa egregiamente. Idem per l'iPhone. Fa le stesse cose, ma meglio. Come mai quando uso Android penso e sento spesso dire "bello, ormai sono quasi arrivati all'iPhone". Perché la gente è idiota? In parte, ma perché è stato creato uno standard.

    Steve non era Dio, era uno che il suo lavoro lo sapeva fare bene. Come tanti altri in passato. Ma per lo meno quello che tanto "pompava" col marketing, le promesse le manteneva (al contrario dello slogan Microsoft di qualche anno fa che recitava "you potential, our passion" riferendosi ad un sistema operativo che non funzionava e non aveva uno straccio di programma compreso per sviluppare il proprio "potenziale")

    RispondiElimina
  13. Apple vende iTelevisioni:

    http://dariocavedon.blogspot.com/2010/09/le-itelevisioni-di-apple.html

    Magari adesso che lo "Spietato Pifferaio" (la definizione non è mia) non suona più, è il momento giusto per svegliarsi dalla sua musica amaliante, e vedere le cose come sono realmente.
    Non so se i tecno-fighetti (qesta definizione è mia) ci riusciranno.

    RispondiElimina
  14. Segnalo quella che, probabilmente in maniera involontaria, è secondo me la dedica più "genuino" che abbiano mandato a SJ:

    "Grazie, Steve, per aver inventato cose di cui non sapevamo ancora di aver bisogno"

    Per il resto, niente da aggiungere: è morto un uomo, RIP.

    RispondiElimina
  15. Ho sempre pensato che uno come Jobs non fosse così diverso da Stallman.
    Entrambi, pur su fronti opposti, sono mossi (Jobs non più, ormai) da una determinazione incrollabile nel perseguire i propri obiettivi/sogni fregandosene, tutto sommato, di quel che pensano gli altri.
    Solo che Jobs su quei sogni ha fondato un impero miliardario che ha inciso in modo tangibile (i suoi prodotti) nella vita delle persone, Stallman forse non riuscirà nemmeno a vedere il frutto del proprio lavoro, ma non è detto che le sue idee non possano esplodere da un momento all'altro e incidere profondamente nella vita della gente tanto quanto uno smartphone, una tavoletta o un personal.
    Genio? Non ho mai pensato al genio come ad un "inventore".
    Il genio è uno che pensa trasversalmente e riesce a collegare sorprendentemente gli studi sociali con la "legge di Avogadro".
    E in questo campo Jobs ha dimostrato che si può progettare un computer e farne un fenomeno di costume.
    Scusate se è poco.

    RispondiElimina
  16. @blacksmith1984
    "Il feticismo della merce nemmeno, ma penso che questo sia un male molto ben radicato che affligge tutti (chi non ha un oggetto a cui è caro? conosco persone che andrebbero a letto con l'ultima distro di Linux se potessero...). Non è una giustificazione, è solo un'osservazione."

    qui mi trovi d'accordo, è per questo che mi piace far notare pure i feticisti di Ubuntu (non che non esistano fanatici di ArchLinux, ma sono meno)

    @kurtz77
    "Genio? Non ho mai pensato al genio come ad un "inventore".
    Il genio è uno che pensa trasversalmente e riesce a collegare sorprendentemente gli studi sociali con la "legge di Avogadro".
    E in questo campo Jobs ha dimostrato che si può progettare un computer e farne un fenomeno di costume.
    Scusate se è poco.
    "

    Scusa la franchezza. Il tuo discorso fila liscio, ma io proverei a farlo agli operai della FoxConn. Indubbiamente se devo prendere una parte, scelgo di stare dalla parte di Stallman. Per una questione politica, per non lucrare o godere di cose che sfruttano la sofferenza altrui. E qui il discorso si fa etico per forza di cose.

    RispondiElimina
  17. Caro Santiaguccio mio, aspettavo il tuo post e pensavo sarebbe stato più o meno cosi come lo hai scritto ;)

    Innanzi tutto devo farti i complimenti per un articolo controverso, ma mai offensivo o denigratorio.

    Sul contenuto dell'articolo mi trovo invece d'accordo in parte, se ho tempo e voglia (sono pigro) cercherò di spiegare il mio punto di vista in un post di risposta al tuo :-)

    RispondiElimina
  18. Coniglio come al solito incarni il mio pensiero in ogni parola (sono un leccaculo).

    Valentino :)

    RispondiElimina
  19. @fab

    "E ovviamente per "foolish" si intende il significato 3), non ci vuole uno scienziato o un linguista per arrivarci. :)"

    Siate insensati? Siate assurdi? Continuo a vederci ua frase priva di senso. Non ci vuole uno scienziato o un linguista per arrivarci. :)

    RispondiElimina
  20. @Santiago
    E il fatto che Acer non abbia segnato la vita di alcuno giustifica l'acquisto dei suoi prodotti che sfruttano la medesima manodopera?
    Pensi che la politica dei prezzi si faccia semplicemente aumentando i volumi di produzione?
    Diesel, Nike, Armani, piuttosto che Pepsi Cola, MacDonald's o Nestlè non prosperano delocalizzando la produzione/manifattura dei loro prodotti (rivenduti a caro prezzo) nei paesi in cui la manodopera è a costo più basso e con ritmi di lavoro massacranti?
    L'etica vale solo per il software oppure è un problema che può essere esteso anche ad altri ambiti della vita di un uomo?
    Cosa indossi? Cosa mangi? Con quali scarpe cammini? Lo sfruttamento del prossimo è prima di tutto un problema di opportunismo culturale. Non ho mai visto nessuno impuntarsi ad una cassa del centro commerciale e pretendere di pagare il doppio per sostenere le famiglie degli operai sottopagati della foxconn, ma ho visto gente far la fila e prendersi a pugni per portarsi a casa un portatile HP a 200€.

    RispondiElimina
  21. Ho fatto questo tuo discorso ieri, identico, a una mia collega. TVB coniglio. E TVB non lo scrivevo almeno dal III superiore.

    RispondiElimina
  22. @kurtz77
    "Diesel, Nike, Armani, piuttosto che Pepsi Cola, MacDonald's o Nestlè non prosperano delocalizzando la produzione/manifattura dei loro prodotti (rivenduti a caro prezzo) nei paesi in cui la manodopera è a costo più basso e con ritmi di lavoro massacranti?"

    Bravissimo! hai colto il punto a cui volevo arrivare :)

    Rispondo alla tua domanda: Sì, tutte quelle aziende lo fanno, rappresentano in pieno lo spirito capitalista, il sistema basato sulla pietra miliare che sostiene "se uno guadagna l'altro perde".

    Il punto qui è che se domani morisse il creatore di MacDonald's, della Nestlè o della Nike nessuno si sognerebbe di paragonarli ad un visionario, ad un filosofo dei nostri tempi. Ecco allora che Apple va paragonata alla Nestlè, non è un'azienda che ha fatto del "bene".

    RispondiElimina
  23. @kurtz77
    caro kurtz, mi sembra che da una considerazione fondata (apple non è la sola a sfruttare, domandarsi se certi principi dovrebbero valere solo nell'informatica) arrivi a una conclusione un po' debole dal punto di vista sia teorico ("lo sfruttamento è prima di tutto un problema di opportunismo culturale"...cioè? un precario che va a fare la spesa è un'opportunista? un'opportunista culturale??...e avere salari da fame e condizioni di lavoro animalesche a fronte dei profitti più alti del mondo - quelli di apple - cos'è, secondario??) che pratico (tutti ladri quindi nessun ladro??). Inoltre sottovaluti una differenza sostanziale tra il software ed il resto del mondo della produzione: il cosiddetto "ecosistema gnu/linux" ha oggettivamente dimostrato che un altro modo di lavorare e produrre è possibile (io vivo senza mac e windows serenamente da 5 anni, ad esempio). Credo che chi non si stia unendo al coro del pianto mondiale per la morte di Jobs sia semplicemente consapevole di tutto ciò. PS1: non c'è nessuna invenzione che non sia frutto in qualche modo di un lavoro collettivo e anarchico sviluppatosi negli anni...non esistono geni che inventano qualcosa dal nulla, né Jobs né Stalmann né chiunque altro. PS2: Se fossi un amico di Stalmann un calettino negli stinchi per quello che ha scritto gliel’avrei data certamente….

    Andrea

    RispondiElimina
  24. Tutto giusto, tutto legistimo diceva il buon Luca Giurato, ma credo che qui si dimentichi il profilo psicologico di Jobs. Il grande successo-impersonificazione di Apple in quest'uomo deceduto va visto non solo nella sequela infinita multicolore e multilinguaggio di messaggi di vicinanza da parte di milioni di sconosciuti (per lui, buonanima), ovvero l-idolatria, ma anche il potenziale di stress e pressioni alle quali si e' sottoposto quest'uomo deceduto, nel caso in cui uno qualsiasi dei suoi prodotti avesse fallito.
    Jobs non e' stato solo idolo ma anche parafulmine esterno. Ricordatevi che dietro ad ogni capitalista stronzo ed immorale si cela un'anima, l'anima di un nerdazzo che deve aver subito umiliazioni d'ogni sorta ( per gli anglofili mobbing) e che ha trovato nel dominio tecnologico il suo campo di rivalsa. La prossima volta che picchiate o insultate un ciccionazzo brufoloso, pensateci, potrebbe essere il nuovo Steve Jobs ( percio' picchiate molto duro).

    RispondiElimina
  25. @Anonimo
    Premesso che la precarietà non è una scusa per ledere la dignità del lavoro altrui e quindi giustificare quegli acquisti (superflui se ci pensiamo: si campa uguale senza computer, tablet, smartphone, 501, converse, o nespresso, non credi?) per arrivare alla fine del mese, posso solo domandarti quanti € hai cacciato di tasca tua da quando usi GNU/Linux per sostenere il software libero o la causa della FSF.
    Ogni progetto accetta donazioni spontanee, ma quando vai a leggere i fondi raccolti le cifre ammontano a poche migliaia di euro (se sei fortunato) a fronte di uno sforzo collettivo enorme.
    Se ogni utente di Ubuntu cacciasse un euro per il download della distro, Canonical incasserebbe la bellezza di 12 milioni di euro ogni 6 mesi che è una cifra di tutto rispetto e fedora addirittura il doppio, permettendosi, se non di pagare, almeno di rimborsare qualcosa a chi presta volontariamente la propria opera o magari reinvestire il denaro per migliorare.
    Se ogni download di Gimp fruttasse qualcosa a chi lo programma forse oggi ci sarebbe la fila per svilupparlo e il lavoro non sarebbe a carico di soli 3 ragazzi che non sanno dove sbattere la testa, quando Mozilla Foundation si vede costretta a respingere i programmatori perchè c'è troppa gente che vuole mettere le mani nel suo browser.
    Nessuno ti obbliga a contribuire in denaro, questo è vero, e però sono anche meno quelli che un contributo lo elargiscono di spontanea volontà.
    Chi sfrutta chi a questo punto e perchè?
    Se tutti sono ladri allora nessuno è un ladro io non l'ho detto e non lo sostengo.
    Semmai dico che in questo mondo i "ladri" prosperano anche perchè sostenuti da un sacco di "complici" cui fa comodo "ricettare" la merce a queste condizioni.

    RispondiElimina
  26. @kurtz77
    touché per quel che riguarda i miei contributi finanziari (consentimi di risparmiarti il mio estratto conto, però)...sul tutti ladri mi sembrava di aver capito che il tuo discorso non fosse riferito solo al mondo software, o che almeno implicitamente fosse così...io a questo mi riferivo e volevo solo sottolineare la difficoltà di mettere una linea di confine tra lo sfruttamento degli operai che producono per le multinazionali e quello che subisce qualsiasi altro operaio che produce qualsiasi bene che si trova in un supermercato...sono d'accordo con te sul rischio complici, è un discorso che ho persino esteso ai rapporti, ad esempio, tra fedora e red hat in qualche post recente di questo blog...ma così andiamo fuori strada (sarà anche questa una colpa di Steve Jobs!?), o, almeno secondo me, si perde il senso del vero potenziale "rivoluzionario" rappresentato dal free sofware (e non ad esempio da qualsivoglia innovazione tecnologica introdotta da Apple) che per me è questo: per secoli (ben prima dei comunisti e socialisti e anarchici dell’ottocento, per essere chiari) alcuni hanno immaginato una organizzazione sociale in cui la produzione non fosse motivata/incentivata da profitto e potere; proprio il fatto che tre volenterosi sviluppatori senza supporto finanziario possono realizzare un prodotto che è valido e funzionante dimostra, ai miei occhi, che qualcosa di “VERAMENTE RIVOLUZIONARIO” sta succedendo davanti anoi e questo non è l’iPAD (ma questo è solo un esempio dettato dalla cronaca recente…).
    Ciò che dico può sembrare una presa per i fondelli per gli sviluppatori di gimp? Non vuole esserlo, ma scelgo di correre il rischio e aggiungo che ciò verso cui bisognerebbe tendere non è iniziare a pagare per gimp ma esattamente l’opposto, cioè il superamento della produzione incentrata sul mercato monetario, magari anche – non siamo mica bolscevichi! – attraverso sistemi di passaggio intermedi (salario sociale garantito per gli sviluppatori??? O per tutti???)

    Ciao, Andrea

    RispondiElimina
  27. Il giorno che crepa bill gates, lo ricorderanno come grande informatico, imprenditore e filantropo. Grande portatore di un computer in ogni casa (con virus) e di vaccini (sterilizzanti) in africa.

    Chi fa la fortuna sua a scapito di quella degli altri, quando muore, sembra che abbia fatto solo la fortuna degli altri.
    A me della morte di jobs, non mi frega nulla, mi scoccia invece vedere questa reazione esagerata da parte di persone che non sanno una cippa e a cui l'ipod non è che gli è stato proprio regalato.

    @kurtz77, sei iscritto alla FSF? è l'unica che ci tutela davvero e dà una bella sensazione farne parte.

    RispondiElimina
  28. @blacksmith1984
    No, perchè l'iphone è stato fatto diventare dal sapiente marketing di apple uno status symbol, tutto li.
    Nessun paragone tecnologico o di software appunto, la gente lo paragone perchè quello è l'oggetto del desiderio che fa figo e costa un botto, cosa che fa ancora più figo.
    Conosco troppe persone con le pezze al culo che si sono fatte in quattro pur di avere un iphone o un qualcosa della apple.
    Ha senso?
    Per me no.

    RispondiElimina
  29. @ilPestifero

    scusa se mi permetto, ma questi sono "affari loro".
    Tu compri i pomodori in dicembre? Non credo, anche se li vendono lo stesso e sono rossi come non mai. Perché? Perché rifletti e pensi "mmh, il pomodoro viene dalle stagioni calde, quindi questo pomodoro non è normale".
    Quindi, se io guadagno 400 euro al mese e ne spendo 600 per l'iphone 4, la colpa è di chi l'ha fatto e l'ha pubblicizzato? No, non sono d'accordo.
    Puoi scegliere cosa fare, puoi scegliere se usare il tuo cervello o quello di qualcun'altro. E se compri Apple usando il cervello di Jobs che vende Apple, è naturale che il rapporto sia svantaggioso.
    Quindi, come è stato già detto sopra, diamo a Cesare quel che è di Cesare. I prodotti Apple hanno il loro valore. Il prezzo è alto (in molti casi), a volte più giustificabile a volte meno. Se non me lo posso permettere, ci penso 5-6 volte prima.
    È un discorso che vale per ogni prodotto che ha un prezzo. Non solo per la Apple. Jobs non è un santo, ha avuto dei meriti. Ma non è un demonio, non più di molti altri individui della sua categoria. Ma con in più una genialità e un obiettivo di qualità (e di guadagno, ovviamente. Altrimenti avrebbe fatto l'operatore missionario, non l'imprenditore). I prodotti Apple sono di qualità, chiunque li abbia usati per più di 5 minuti lo sa.
    Costano troppo? Esistono alternative, con qualcosa in meno, ma esistono. Però se devo spendere 200 euro per uno smartphone che "sembra quasi un iphone" e un iphone usato... anche qui ci penso un po'.
    "Non vivete la vita di qualcun'altro". Esatto, non vivete la vita di quello che si compra la Ferrari se non se ve la potete comprare.

    RispondiElimina
  30. @Andrea R
    No non sono ancora inscritto alla FSF, ma sempre più spesso mi capita di "pagare" (cifre simboliche non esorbitanti) x quel che prendo.
    Farò lo stesso con la mia distribuzione, Kubuntu, quando verrà rilasciata la prossima release. Siamo tanti e se ci pensi l'euro di cui parlavo è davvero poca cosa. Però un euro dopo l'altro... :)

    RispondiElimina
  31. Sul blog dei Wu Ming c'è un commento interessante, riguardo i poteri "inutili" che avrebbe boicottare Apple dal lato consumatori, o da soli. Si rilancia alle domande che in precedenza faceva Kurt77 (qui nel commento 20), vi cito i passi salienti, il commento lo trovate a questo link: http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=5241&cpage=3#comment-8317

    «se non ci si accorge prima di tutto che il nostro rapporto con le macchine e con la rete è ideologico, non si potrà nemmeno agire. Nel post si parla di lotte, sono le lotte la risposta da dare, e devono essere grandi lotte collettive. Il post si conclude con una frase che mi sembra molto chiara: “Un’alleanza mondiale tra “attivisti digitali”, lavoratori cognitivi e operai dell’industria elettronica sarebbe, per i padroni della rete, la cosa più spaventosa.”
    [...]
    A rigor di logica, se volessimo boicottare i prodotti che sono frutto dello sfruttamento, bisognerebbe *boicottare tutto*, perché lo sfruttamento è connaturato al sistema. Perché limitarsi a boicottare i dispositivi Apple e non anche quelli delle altre aziende? E, scusate, che senso ha boicottare solo l’informatica? Le nostre auto, i nostri motorini non sono frutto dello sfruttamento? E il cibo che mangiamo? I vestiti che indossiamo? Non se ne esce più! E ci sarà sempre quello che “boicotta più di te”, per questo ho fatto l’esempio del crudista che critica il vegano che critica il vegetariano che critica il pescatariano che critica il carnivoro.

    Il problema di fondo è sempre quello che dicevo: la “spazializzazione” del problema. Il pensare in termini di “dentro” e “fuori”. E’ chiaro che se penso di potermi “tirare fuori” dal sistema (o almeno dagli aspetti peggiori di esso) grazie alle mie scelte di ordine etico e al mio stile di vita individuale, mi sto ponendo su un piano in cui *non c’è mai limite al fuori possibile*: ci sarà sempre qualcuno sedicentemente più drastico e radicale di me nello spingersi ancora più fuori dal sistema. E si tratta di un fuori illusorio, prodotto dalla mala impostazione del problema, cioè dalla metafora spaziale. Non c’è alcun “fuori”. Quella che ne deriva è, in buona sostanza, un’allucinazione di massa, al cui interno non possiamo che scazzarci: chi usa il software liberissimo si pone più fuori dal sistema di chi usa il software un po’ meno libero che a sua volta si pone più fuori dal sistema di chi usa semplice software open source… e magari tutti costoro hanno altri generi di consumi che, su un altro piano, li espongono alla critica di altri. Ad esempio, mangiano carne. Quindi per un vegetariano o un vegano sono dentro al sistema anche se usano software libero. Non se ne esce, in tutti i sensi. Questo è il problema legato alla metafora. Dobbiamo liberarci dall’eccesso di spazializzazione che ha dominato l’attivismo e il pensiero critico negli ultimi decenni, e tornare a parlare di tempo. E qui ri-consiglio la mia conferenza sull’Occhio del purgatorio:
    http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=4353

    Il motivo di ordine pratico è questo: per “tagliare le gambe al sistema” bisogna agire il più collettivamente possibile. Quindi se vogliamo farlo boicottando i consumi, dobbiamo boicottare in massa. E quali consumi dobbiamo boicottare? Virtualmente tutti, come si diceva sopra, e questo è del tutto irrealizzabile. E poi, tagliare le gambe al sistema per fare che, in che direzione? Se non si cambiano le cose al livello della produzione, socializzandola, istituendo diversi rapporti sociali, non può esserci nessun cambiamento, soltanto un crollo catastrofico a cazzo di cane.
    »

    Illuminante direi

    RispondiElimina
  32. @andrea R
    il discorso affari tuoi, funziona se il prodotto non fosse oggetto di una campagna di marketing abbastanza efficente. Se un acquirente è scemo è lecito approfittarsi di lui? Ovvero, se una persona è facilmente influenzabile da un marchio, posso vendere questo marchio a un prezzo molto più elevato in modo da farlo sentire uno dell'elite?

    RispondiElimina
  33. Se interessa anziché aggiornare questo post ho pubblicato un altro che parla della dichiarazione di Stallman: Veltroni e l'ipocrisia nella morte

    RispondiElimina
  34. A mio avviso ci sono due tipi di persone che hanno celebrato Jobs.
    Il primo gruppo appartiene a quelli come me partiti molti anni fa con i Mac (qualcuno addirittura prima dei Mac), che hanno passato le serate in liveblogging durante gli eventi Apple, molto prima che nascessero gli i-cosi, molto prima che Apple fosse una moda (c'è stato un tempo in cui il Mac era da sfigati).
    Il secondo gruppo è fatto di quelli che comprano iPhone perché è figo, non sanno cosa sia un Macintosh, non hanno mai sentito parlare dell'Apple Newton, non sanno chi sia Woz, non sanno cosa sia un PowerPc.

    Non mettete tutti nel calderone, per favore.

    RispondiElimina

Caro troll. Se proprio devi trollare, fallo con stile: Niente insulti personali, niente giudizi sugli altri, niente ordini. La critica è bene accetta, la merda invece verrà moderata. E ricorda, non bestemmiare, fa come Coniglio: miscredi.