venerdì 14 settembre 2012

Quello strano paragone tra Italia e Argentina


14 Settembre 2012, mattina. Mi attira parecchio l'attenzione lo status di un mio amico argentino. Un amico che non è affatto un Anti-Kirchner. Scrive, "non abbiamo saputo prevedere le conseguenze, mi fanno ridere quelli che ora si sorprendono troppo tardi della situazione in cui siamo." Io gli chiedo cos'è successo e lui mi racconta:
una gran movilizacion en capital federal y las principales ciudades del pais para pedir q se vaya la presidenta, la verdad mucha gente... [...] aca esta todo podrido, se estanco la economia, mucha inflacion, inseguridad, ahora no podes comprar dolares sin antes avisar, si viajas al exterior y queres comprar con tarjeta te cobran un 15%,etc.
Trad: "Una grande mobilitazione sia in Capital Federal sia in altre città del paese per chiedere che se ne vada la presidentessa, veramente molta gente... [...] Qui è tutto marcio, l'economia è stagnata, molta inflazione, insicurezza, adesso non puoi comprare dollari senza prima avvertire, se viaggi all'estero e vuoi comprare con una carta di credito c'è una tassa del 15% in più, ecc..."


Ora, quando io sento, di questi tempi, paragonare l'Italia all'Argentina, perché "bisogna tornare alla lira, perché bisogna mandare affanculo l'Europa", io queste notizie sull'Argentina stranamente non le trovo. C'è una sorta di veto ultimamente, nell'informazione italiana che vuole che l'Italia faccia come l'Argentina, che evita di parlare dei problemi che ancora oggi in Argentina ci sono.

Sul Web italiano, su quella "Rete" che tanto piace ad alcuni rivendicare come luogo dove l'informazione si sparge liberamente, trovo soltanto due articoli al riguardo, uno su Euronews (oggi) e l'altro su Linkiesta (ieri).

Dal video di Euronews scopro che la protesta - svoltasi ieri 13 Settembre - è nata sui social network, e l'evento di facebook riportato da Linkiesta ha persino 31 mila persone iscritte. (le foto che avete visto le ho prese da lì). Tanto per dire che a differenza delle proteste sul web organizzate in Italia evidentemente la gente è scesa per strada e ha scolato il culo dalla sedia.


Una settimana fa Enrico mi ha scritto tramite L'Angolo di Coniglio per segnalarmi un articolo che gira ultimamente in rete, si chiama "L'attacco alla Repubblica del Equador. Ecco il perché di Londra" di Sergio Di Cori Modigliani.

Enrico mi fa notare che l'articolo è «una bella narrazione, romantica e speranzosa, che non parla certo di bazzecole.» Ma nota anche giustamente che non c'è «né uno straccio di fonte, né una linea di demarcazione fra ciò che è"fatto" e ciò che è "opinione", "idea" dell'autore.»

Condivido i pareri di Enrico, trovo che ci siano cose interessanti, alcune cose le condivido ma altrettante cose mi sembrano campate in aria. Tralasciando il fatto che quell'articolo è finito pure sul blog di Beppe Grillo e cercando ancora di valutare il pezzo per se stesso*, mi concentrerò soltanto sulla parte in cui viene fatto un tentativo di esaltazione verso l'Argentina e i suoi debiti che, a detta del articolista, sono ormai pagati:
Il 3 agosto, [...] la presidente della Repubblica Argentina, Cristina Kirchner, si presenta alla sede di Manhattan del FMI con il suo ministro dell’economia e il ministro degli esteri ecuadoregno Patino[sic], in rappresentanza di “Alba” (acronimo che sta per Alianza Laburista Bolivariana America), l’unione economica tra Ecuador, Colombia e Venezuela. La Kirchner si fa fotografare e riprendere dalle televisioni con un gigantesco cartellone che mostra un assegno di 12 miliardi di euro intestato al FMI con scadenza 31 dicembre 2013, che il governo argentino ha versato poche ore prima.
Ora, aiutatemi voi, ma io ho fatto una ricerca su Google e non ho trovato immagini né di lei alla sede del FMI né del fantomatico assegno di 12 miliardi di euro. Non mi risulta che la presidentessa sia andata il 3 agosto a fare un discorso a Manhattan, e non mi risulta neppure che Argentina abbia pagato tutti i suoi debiti, checche ne dicano le 13 mila condivisioni dell'articolo sul blog di Grillo.

Quel che mi risulta invece è che Kirchner abbia parlato il 2 agosto in Buenos Aires annunciando il pagamento dei Boden. Debito che si è originato nel 2002 al seguito del "corralito" e che ammontava a 2.200 milioni di dollari, e che in confronto con il debito che l'Argentina ha verso il FMI sono una briciola. Da dove Modigliani abbia preso quei 12 miliardi di euro - di euro al FMI? - non lo so.


In sostanza. Da argentino emigrato nel 2003 posso solo dirvi che bisogna stare attenti quando si fa il paragone con l'Italia. Argentina ha fatto alcune scelte nel 2001 perché era nel baratro. È verissimo che  la colpa viene dai tempi del governo militare, che ha fatto indebitare il paese ed è continuata coi successivi governi. È verissimo pure che il FMI è un malattia per tutta America Latina e tutto ciò è ben illustrato nel libro di Eduardo Galeano "Le Vene Aperte di America Latina".

Ma il fatto è che l'Argentina, nel 2001, si trovava in una situazione in cui non c'erano impresse, non c'erano aziende e le poche risorse erano tutte privatizzate. Ha dichiarato Default e ha smesso di dare retta al FMI. L'Italia, dal suo canto, ha ancora una industria, ha delle risorse, ed è strettamente legata all'Europa. Non se ne esce così facilmente. È una situazione molto diversa.

Questo premettendo che la soluzione sia tornare alla lira (soluzione che ritengo drastica). Al riguardo io trovo le idee di Paolo Barnard anche condivisibili e interessanti. Ma un conto è leggere "Nonna ti spiego io la crisi economica" (dal 1 alla fine), riflettere su quanto l'Italia e Europa possano essere nella merda, e un'altro conto è urlare a cuor leggero che bisogna fare come in Argentina.

E sebbene le teorie del MMT sono favorevoli a creare debito pubblico purché ci sia una emissione di moneta propria - non come l'Euro, dove a decidere chi stampa moneta è la BCE e quindi i paesi non hanno più sovranità della loro moneta -, mi sembra che si tenga poco conto del livello d'inflazione a cui può arrivare un paese.

Quindi ogni volta che mi mettete a confronto l'Italia e l'Argentina, e mi dite che bisogna tornare alla lira ed emettere moneta sovrana, a me torna in mente il mio amico quando mi spiega che là c'è un inflazione del 20-25% e la speculazione che ne deriva si sente tantissimo all'ora di andare a fare la spesa.

Anche perché, lo dico in modo schietto, mi fa un po' strano vedere come ultimamente si tiri in ballo America Latina come esempio da seguire, mettendo in luce l'Italia come paese oppresso dai "Poteri Forti". E mi fa sorridere perché io - che sono cresciuto là - ho sempre considerato l'Italia parte di quei Poteri Forti, parte dell'Europa. Quel continente madre di tante aziende, banche e multinazionali che opprimono America Latina da anni, come Repsol, come Benetton, per esempio, che porta via la lana da Argentina, la fa lavorare qui e non là, compra mezza Patagonia e toglie terre ai Mapuches.

---------
* l'articolo di Modigliani parla pure di Assange, di Ecuador, dell'Onu ed è talmente vasto che non ho ancora avuto tempo di controllare tutto, ma possiamo farlo assieme nei commenti. Intanto la parte iniziale di "Assange aveva capito che per lui era finita" mi sembra fantascienza, come fa ad affermare che effettivamente scendendo dall'aereo a Stoccolma Assange sarebbe stato congedato da un esecutivo della CIA? Mah..

31 commenti:

  1. Tornare alla Lira Pesante? Avrebbe un valore 1 Lira = 0,40 Euro. Con un aumento del costo delle materie prime molto consistente e un forte aumento dell'inflazione. Vantaggi invece sul fronte della competività sulle esportazioni. Più che una uscita dall'euro pura e semplice, potrebbe esserci un default dell'Italia e poi (necessariamente) l'uscita dall'euro. Ma sono scenari catastrofici più che opzioni politiche.

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  2. esatto...l'Argentina è, se non sbaglio, autosufficiente e addirittura esporta petrolio e gas naturale. Abbiamo una vaga idea di cosa succederebbe all Italia nel caso si facesse un bel default e si tornasse alla lira?? Catastrofe totale, uno stipendio normale basterebbe a malapena a pagare le bollette e il pieno della macchina ecc ecc

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  3. MMT? Una sola parola: <a href=”http://it.wikipedia.org/wiki/Iperinflazione_nello_Zimbabwe” title="
    Iperinflazione nello Zimbabwe

    ”>Zimbabwe</a>.

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  4. ho cercato qualcosa ma non mi è chiara la dinamica, è stata colpa della MMT se Zimbabwe ha avuto inflazione o la MMT è arrivata dopo? Comunque se lasci un commento più lungo è benvenuto eh :D considera che io ho letto il "saggio" di Barnard e lo trovo interessante, però come ho fatto notare sul post, in Argentina pur avendo adottato una politica del genere ora hanno a che fare con una inflazione enorme..

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  5. @8e09ddfb0b4d1f6f77a7e38435e2a44f:disqus e @ce3c89b4b89a73b581d3ac2184bfae28:disqus
    infatti come dicevo sul post, i discorsi che leggo o sento sul tornare alla "lira" sarebbero da prendere con le pinze o almeno considerarli una soluzione drastica, da fare solo in estreme conseguenze.

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  6. Semplicemente lo Zimbabwe mi sembra un esempio storico piuttosto chiaro di come coprire il debito stampando moneta in attivo (che se ho capito bene è ciò che prevede la MMT) sia una pratica da evitare.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Iperinflazione_nello_Zimbabwe

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  7. ottima controinformazione, mi chiedo perchè in italia non riusciamo a mobilitarici?

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  8. E infatti bisogna rinazionalizzare i vari monopoli ora in mano a multinazionali private tipo Benetton che ci ricavano milioni di utili illegitttimi. Quindi rinazionalizzare le autostrade, la rete telefonica cablata e mobile, quella elettrica e idrica, gli ospedali le scuole ecc. Sono tutti servizi che devono necessariamente essere pubblici perché appartenenti a tutti i cittadini che ne usufruiscono, e non è assolutamnte ammesso che possano essere sfruttati per lauti dividendi da distribuire ai soliti noti!
    Tutto ciò però può essere fatto solo con uno stato e politici moralmente integri e CON LE PALLE!! Si lo so, vera utopia.

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  9. leprechaun15/09/12, 16:07

    "Tornare alla lira" è un'espressione che non significa nulla. Dipende da *come* ci si torna, e da cosa si fa una volta tornati. E non basta, perché anche il mercato unico (cioè completamente deregolato) ha la sua parte.
    Il problema è che non sembra che il "ritorno alla lira" sarà un processo guidato, preparato e coordinato, ma piuttosto sarà gestito da questa classe dirigente che è aggrappata all'attuale assetto europeo perché ad esso è strettamente legata, sia in termini politici (sarebbe il suo fallimento), sia in termiini economici perché vi sono interessi legati alla permanenza dell'euro, ovviamente.
    Si comincia a sentire parlare di "sospensione dell'euro". Fatto pericoloso se non si "sospende" anche Maastricht e il mercato unico.
    La "sovranità" non è solo monetaria, con buona pace di Barnard (che mi spiace dirlo, è un'orecchiante anche in fatto di MMT).
    Qui trovate qualche discorso di francesi:
    http://leprechaun.altervista.org/rassegna_stampa_10_09_2012.shtml

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  10. leprechaun15/09/12, 16:22

    "Lira pesante" o leggera non cambia. La svalutazione della lira (fatto salutare, perché la svalutazione come l'inflazione non sono mostri. E' assai peggio avere una moneta sopravvalutata e la deflazione) sarebbe dell'ordine del 20% rispetto ad un ipotetico marco, perché questo è differenziale di potere d'acquisto tra Italia e Germania (prendendola come metro) accumulato dal differenziale di inflazione da quando c'è l'euro. La svalutazione non comporta automaticamente inflazione, anzi, nel 1992 la svalutazione provocò un abbassamento dell'inflazione. State attenti a tutta la fuffa terroristica che viene sparsa a piene mani da questa classe dirigente che copre così le sue responsabilità.
    Come contropartita dell'aumento dei costi dell'import (che è un effetto positivo della svalutazione, perché diminuirebbe l'import e noi siano in disavanzo, salvo per l'energia, che è comunque una parte dei costi nazionali), aumenterebbe l'export. Questo potenzialmente, certamente, perché se il resto del mondo va pure lui in rovina, non ci sarà nessuno a comperare (cosa che sta parzialmente cominciando a succedere). Ma questo avverrebbe anche con l'euro, e con una moneta (troppo) forte sarebbe peggio.
    Oltretutto avendo l'euro si sarebbe, come ora, privi di politiche economiche e sociali, e con una politica monetaria asfittica e oltretutto omogenea tra paesi totalmente diversi.
    Qui un po' di discorsi sulle partite correnti, e la loro importanza, cose che la MMT a mio avviso trascura, forse perché molto centrata sugli USA, che sono un paese in una posizione privilegiata e unica.
    http://leprechaun.altervista.org/partite_correnti_ue.shtml
    Questo illustra quel che raccontava Flassbeck:
    http://documentazione.altervista.org/le_monde_Flassbeck_Grecia_UME.htm

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  11. Premessa necessaria: io non so un H di economia, perché non è il mio campi di studi e perché devo ancora trovare un "punto di riferimento", un giornalista, un "esperto" qualsiasi di cui possa fidarmi.
    Questo, a mio avviso, è riconducibile a due questioni:
    1. il problema più sentito dell'Italia, quello di cui è più di moda parlare è, da vent'anni a questa parte, di natura penale;
    2. questa volta, come giustamente dice Santiago, noi siamo dalla parte dei cattivi.

    Non mi fido completamente neanche di Barnard: quell'individuo a tratti mi colpisce profondamente per la chiareza espositiva e la potenza del suo scritto, a tratti trovo le sue congetture fin troppo complottiste e paranoiche.
    Inoltre, sull'argomento "Per una Sanità umana" si è affiancato ad alcuni personaggi che ritengo poco limpidi.
    Certo, sarebbe meglio giudicare il merito delle idee, delle dichiarazioni, piuttosto che le frequentazioni, però la perplessità rimane.


    I dubbi, invece, sull'articolo di Modigliani sono numerosi e, vista la notevole difficoltà nel raggiungere le fonti dell'autore, unita a una certa tendenza all'autoreferenzialità (nel blog, quando gli vengono fatte notare delle imprecisioni citando, ad esempio, wikipedia, risponde più o meno "è proprio da ignoranti fidarsi di wikipedia"), oltre all'aver scritto una vera e propria epopea la cui vastità interessa tutta la politica e l'economia sudamericana in contrapposizione all'imperialismo di Europa ed USA, è dura riuscire a focalizzarsi.

    Qualche argomento che mi ha lasciato spiazzato:
    - Correa e i suoi metodi: viene esaltato questo personaggio per le sue scelte decisive a favore del popolo ecuadoregno, e allo stesso tempo viene descritto un vero e proprio fascista. Sequestro di beni del Vaticano, carcere per i vecchi rappresentanti delle dittature militari, appropriazione e ridistribuzione delle coltivazioni di banane a multinazionali mi fanno sì sorridere e pensare che, tutto sommato, potrebbero non essere cose sbagliate, ma i metodi utilizzati non mi paiono proprio legittimi, soprattutto perché non vedo menzionati processi!
    - Rifiuto del debito dell'Ecuador: un'altra delle manovre di Correa, che merita un punto a parte visto lo spazio destinato alla sua trattazione. L'autore sostiene che Correa si appoggiò a una sentenza precedente, che autorizzava l'Iraq e quindi la nazione che lo occupava militarmente, gli USA, a ritenere nullo il suo debito in virtù del fatto che esso venne creato durante un periodo di "illegittima dittatura militare". Per quel che ne so, gli USA stanno riscattando le spese militari dall'Iraq tramite una tassa sul petrolio esportato. Perché non avrebbero potuto tassarlo più pesantemente per coprire il suo debito?
    - Assange: come già evidenziato dal Coniglio, la spy-story mi pare un po' esagerata.

    Sono andato un po' a memoria, l'articolo è vasto e meriterebbe approfondimenti. Purtroppo è scritto in maniera fuorviante, tanto che non si riesce davvero ad arrivare a capire il punto: davvero il Sud America è un esempio lampante di come quella sorta di socialismo (benché, ripeto, per quanto illuminati gli esempi citati da Modigliani mi sembrano dei veri e propri dittatori) unita a una reale riappropriazione della propria dignità nazionale, possa essere una risposta tonante alla crisi dell'economia mondiale, oppure è tutta fuffa?

    Intanto grazie, Santiago, per l'approfondimento sull'Argentina. Era uno dei punti che non mi tornava (fino a pochi mesi fa, se non ricordo male, la Kirchner stava trattando per arrivare a un compromesso sul debito, cosa che non è compatibile con l'immagine vittoriosa presentata da Modigliani).

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  12. Purtroppo a parte qualche saggio di Barnard o wikipedia, io di economia me ne intendo ben poco, ho una conoscenza superficiale sull'argomento. Il post era più mirato a un approccio sociale/politico, quindi grazie per l'apporto.

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  13. Grazie del chiarimento ;)
    Ho letto la pagina, però c'è scritto che l'iperinflazione nello Zimbabwe è dovuta alla corruzione, le tensioni etniche e sociali e la mancanza di un controllo fiscale che ha favorito il mercato nero.

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  14. Ottimo riassunto dei punti chiave ;)
    Direi che la parte sull'Argentina è risolta. Tra l'altro ti basti sapere che quando ho raccontato ai miei che avevo letto un articolo in cui sostenevano che l'Argentina avesse pagato il suo debito, loro si misero a ridere come se avessi appena raccontato una barzelletta.


    "Non mi fido completamente neanche di Barnard: quell'individuo a tratti mi colpisce profondamente per la chiareza espositiva e la potenza del suo scritto, a tratti trovo le sue congetture fin troppo complottiste e paranoiche."



    Condivido al 100%. Ho letto abbastanza il suo blog per affermare che mi piace molto e lo trovo di una coerenza integra, ma anch'io ogni tanto trovo che rischi di cadere nel complottismo.
    ----------------------------------
    Mi piace l'idea di "sviscerare" l'articolo di Modigliani, in questi giorni tornerò a vedere se trovo informazione per approfondire i punti che hai evidenziato ;)


    Inizio ora riguardo la spy-story di Assange. Uno dei giornalisti più afferrati nel caso Wikileaks/Assange credo che sia Fabio Chiusi, che ha scritto pure un libro al riguardo. Scopro che in occasione del articolo di Modigliani, Chiusi ha scritto su facebook questo post che riporto:


    Sul blog di @Beppe_Grillo la storia di Assange diventa la storia del futuro di Assange, dato non come ipotetico ma come certo - manco l'autore avesse la sfera di cristallo.
    «lo porteranno a Stoccolma, dove all’aereoporto non verrà prelevato dalle forze di polizia di Sua Maestà la regina di Svezia, bensì da due ufficiali della Cia, e un diplomatico statunitense»
    E ancora:
    «Lo porteranno direttamente in Usa, nel Texas, dove verrà sottoposto a processo penale per attività terroristiche, chiedendo per lui l’applicazione della pena di morte sulla base del Patriot Act Law.»
    Che è quanto teme Assange - e ogni persona dotata di buonsenso, dato che sarebbe una oscena violazione delle libertà personali e un danno enorme alla libertà di espressione. Ma non è affatto una verità stabilita, né tantomeno un fatto. E le complicazioni - in ogni senso - sono enormi.[...]

    RispondiElimina
  15. semplice, non riusciamo a concepirlo, infatti gli ultimi 30 anni di bombardamento mediatico di regime hanno sortito i loro effetti sulla psiche italica...

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  16. Il terzo punto mi sembra quello fondamentale. In pratica si è sopperito ai propri debiti stampando banconote (come nel esempio citato della seconda guerra del Congo).

    RispondiElimina
  17. Se non sai molto di economia, lascia perdere Barnard e segui questo blog:
    http://goofynomics.blogspot.it/2012/06/istruzioni-per-luso.html
    E buona fortuna!

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  18. laprimularossa19/09/12, 21:56

    Mi ero ripromessa di lasciare un commento a questo post (il mio primo commento nella tana!) ed eccomi qui.
    Sui paragoni troppo “leggeri” tra Argentina e Italia a grandi linee concordo. Come dici tu, l’Argentina nel 2001 era sull’orlo del baratro, noi *ancora* non lo siamo ma il problema è che andando avanti con l’austerity ci avviciniamo sempre di più a quel baratro. E in tutto questo l’euro non c’entra, non è certo l’euro la causa della crisi e non è l’uscita dall’euro di per sé la soluzione. Se torni alla lira restando in un sistema capitalistico hai risolto ben poco.
    Detto ciò, io posso capire le critiche da sinistra alla politica riformista dei Kirchner, che rispetto agli spiragli rivoluzionari che si stavano aprendo alla fine del 2001 rappresenta pur sempre un passo indietro. Ma le critiche da destra di chi rimpiange i vecchi tempi sono un altro paio di maniche. Le manifestazioni di giovedì saranno pure sorte spontaneamente sul web, ma l’opposizione le ha cavalcate e i manifestanti non si sono affatto smarcati dai politici che sfilavano in mezzo a loro. Se è quella l’alternativa che hanno in mente, auguri.
    C'è quest'articolo (in spagnolo) che rende l’idea http://bit.ly/Pz3HbQ
    Da notare poi la coerenza nel cantare l’inno e agitare la bandiera argentina mentre si protesta per la restrizione dell’acquisto dei dollari! È curioso anche ricordare che gli stessi media che ora accusano CFK di deriva autoritaria, quando era ancora in vita Néstor la descrivevano come un burattino nelle mani del marito. Si vede che gli stereotipi sessisti non reggono più...

    Infine sull’articolo di Modigliani faccio notare un’ulteriore errore dove dice: “nel 2010 Garzón si dimise andando in pensione”. Garzón non si è dimesso; nel 2010 era stato sospeso in forma cautelare e nel febbraio del 2012 è stato interdetto per 11 anni dai pubblici uffici per aver ordinato intercettazioni illegali nel cosiddetto caso Gürtel. A mio parere una sentenza politica, e non sono l’unica a pensarlo, ma comunque che Modigliani non ne abbia sentito parlare fa riflettere.

    RispondiElimina
  19. laprimularossa20/09/12, 11:31

    Mi ero ripromessa di lasciare un commento a questo post (il mio primo commento nella tana!) ed eccomi qui.
    Sui paragoni troppo “leggeri” tra Argentina e Italia a grandi linee concordo. Come dici tu, l’Argentina nel 2001 era sull’orlo del baratro, noi *ancora* non lo siamo ma il problema è che andando avanti con l’austerity ci avviciniamo sempre di più a quel baratro. E in tutto questo l’euro non c’entra, non è certo l’euro la causa della crisi e non è l’uscita dall’euro di per sé la soluzione. Se torni alla lira restando in un sistema capitalistico hai risolto ben poco.
    Detto ciò, io posso capire le critiche da sinistra alla politica riformista dei Kirchner, che rispetto agli spiragli rivoluzionari che si stavano aprendo alla fine del 2001 rappresenta pur sempre un passo indietro. Ma le critiche da destra di chi rimpiange i vecchi tempi sono un altro paio di maniche. Le manifestazioni di giovedì saranno pure sorte spontaneamente sul web, ma l’opposizione le ha cavalcate e i manifestanti non si sono affatto smarcati dai politici che sfilavano in mezzo a loro. Se è quella l’alternativa che hanno in mente, auguri.
    C'è quest'articolo (in spagnolo) che rende l’idea http://bit.ly/Pz3HbQ
    Da notare poi la coerenza nel cantare l’inno e agitare la bandiera argentina mentre si protesta per la restrizione dell’acquisto dei dollari! È curioso anche ricordare che gli stessi media che ora accusano CFK di deriva autoritaria, quando era ancora in vita Néstor la descrivevano come un burattino nelle mani del marito. Si vede che gli stereotipi sessisti non reggono più...

    Infine sull’articolo di Modigliani faccio notare un’ulteriore errore dove dice: “nel 2010 Garzón si dimise andando in pensione”. Garzón non si è dimesso; nel 2010 era stato sospeso in forma cautelare e nel febbraio del 2012 è stato interdetto per 11 anni dai pubblici uffici per aver ordinato intercettazioni illegali nel cosiddetto caso Gürtel. A mio parere una sentenza politica, e non sono l’unica a pensarlo, ma comunque che Modigliani non ne abbia sentito parlare fa riflettere.

    RispondiElimina
  20. hey!! intanto grazie per il commento e scusa il ritardo della mia risposta. Mi ero ripromesso di farlo ma poi per motivi vari mi era passato di mente.
    Volevo dirti che condivido questa parte in pieno:


    Ma le critiche da destra di chi rimpiange i vecchi tempi sono un altro paio di maniche. Le manifestazioni di giovedì saranno pure sorte spontaneamente sul web, ma l’opposizione le ha cavalcate e i manifestanti non si sono affatto smarcati dai politici che sfilavano in mezzo a loro. Se è quella l’alternativa che hanno in mente, auguri.



    Non sono stato abbastanza chiaro nel post. La cosa preoccupante, per me, è il fatto che continuino a negare che l'inflazione sia un problema minore. Per questo è da "preoccuparsi" se c'è una restrizione dell'acquisto dei dollari. In sostanza, non mi interessa se i ricchi porelli non possono acquistare dollari, ma invece è interessante capire perché non possono farlo e le ragioni sono preoccupanti, forse mettono in luce un'economia che non è poi così tutta rosa e fiori. Cioe ho paura che alla lunga questo scoppi e si torni indietro.


    Poi per le ragioni delle proteste siamo d'accordo. Anzi ho visto in quei giorni circolare un'immagine su facebook che allego:

    RispondiElimina
  21. Un paio di segnalazioni, perchè anch'io mi sono occupato di raccogliere informazioni e fare il punto su Argentina
    http://movimentocaproni.altervista.org/blog/quelli-che-facciamo-come-largentina/
    ed Ecuador
    http://movimentocaproni.altervista.org/blog/ecuador-storia-del-default-e-situazione/

    Comunque, bell'articolo, come al solito ;)

    RispondiElimina
  22. @Pallacorda
    Grazie mille, molto interessanti, anche il blog ;)
    direi che il vuoto dell'Ecuador a questo punto è colmato.

    In sostanza possiamo dire con certezza che sto Cori Modigliani spara delle gran cazzate, è vergognoso.
    Ma esercita la professione di giornalista?

    RispondiElimina
  23. Ma se esercitasse la professione di muratore già mi sorprenderebbe...

    Non si sa chi sia, non si sa da dove prenda le fonti, copio dal suo blog
    un utente: "Insomma questi dati da dove vengono? Quali sono le fonti? Esistono dei link?"
    risposta SdCM: "Ci sono dei pink e anche dei mink"

    http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2012/07/ce-la-destra-e-ce-la-sinistra-in-italia.html

    Dici che uno così è un giornalista?

    Tra l'altro ho letto sul suo blog-discarica che ha scritto un libro.
    E nei commenti c'è gente che dice di volerlo comprare! Follia...

    RispondiElimina
  24. noo vabbe, mi hai incuriosito :D hot trovato questo: http://www.facebook.com/sergio.dicorimodigliani/info
    sul suo profilo di facebook c'è scritto che fa il: giornalista scrittore sceneggiatore fotografo pittore

    Sticazzi, poliedrico eh... ma la cosa più divertente arriva ora. Tra le citazioni preferite c'è:
    Un uomo non lo si giudica da ciò che cerca, bensì da ciò che trova

    Quindi, considerando che lui trova fonti e notizie false... :D

    RispondiElimina
  25. Ahahaha direi che si è definito da solo per quello che è. Comunque se la foto è vera, sono abbastanza sorpreso. Pensavo fosse molto più giovane...
    Però del resto anche Giuliettone Chiesa ha la sua età, e gli vogliamo bene lo stesso XD

    Comunque ho capito l'inghippo: è giornalista, ma anche scrittore e sceneggiatore, solo che alla sua età è facile fare confusione, quindi mescola queste tre cose ogni volta che scrive.
    E allora parte da un fatto reale, poi lo romanza e lo sceneggia, ed ecco una bufal-notizia!

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  26. Sergio di Cori Modigliani sta al giornalismo come Andrea Diprè sta all'arte.

    RispondiElimina
  27. Ecco un commento molto interessante (ringrazio @crapule_84 ):

    Voi non potete giocare con la svalutazione della moneta come facemmo noi nel 2002 in Argentina perché avete l’euro e fate bene a tenervelo caro. Però potete decidere di avere il coraggio di intervenire con tagli molto precisi e molto decisi nei settori meno legati alla crescita. Penso per esempio alle spese per la Difesa. [...] Pensare che uscirete dalla crisi attuando le politiche che vi raccomanda la troika è un errore gravissimo. Credere che si recupera competitività riducendo il potere di acquisto della popolazione è folle. Vi va male? Se seguite quelle ricette vi andrà peggio.

    - Roberto Lavagna, ministro dell'economia Argentina dopo il crollo del 2001

    Una critica che spazza via le ricette della Troika ma pure le teorie del ritorno alla lira.

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Caro troll. Se proprio devi trollare, fallo con stile: Niente insulti personali, niente giudizi sugli altri, niente ordini. La critica è bene accetta, la merda invece verrà moderata. E ricorda, non bestemmiare, fa come Coniglio: miscredi.