mercoledì 19 settembre 2012

Profumo di incoerenza

scuola-italia-profumo-lavagna
Ma lo sentite anche voi questo profumo? Profumo ci dice che "le cose stanno cambiando". Profumo va a scuola e fa "la scommessa digitale". Un computer per classe, e pure un tablet per insegnante!
"Il ministro Profumo crede alla banda larga e alla scuola 2.0 e crede alla pratica della dematerializzazione: niente più acquisti in carta, il futuro è digitale."
"Sono migliaia queste realtà", ci dice Profumo e fa l'esempio con l'Istituto tecnico Majorana. Anzi al Majorana il tecnico va a fare visita per verificare tutto di persona, e in rete Riccardo Luna* - palesemente eccitato - ci comunica che "Il ministro Profumo usa la metafora dell'iPhone per raccontare la nuova scuola: una base uguale per tutti e app diverse per ogni istituto." 

La metafora dell'iPhone, ma quanto cazzo è adorabile questo Profumo? Varrà pure come metafora verso la conoscenza e l'apprendimento?

freschissimi dati del MIUR ci indicano che nell'82% delle scuole italiane è oggi presente almeno una lavagna digitale. Tutto molto bello, certamente molto auspicabile, se di eliminare d'una volta per tutte quello spreco di carte che comportano i manuali scolastici si tratta.

Peccato però che secondo un'indagine di Skuola.net, comprando un ebook al posto del manuale cartaceo otterrete un risparmio solo del 15%. Insomma, un cazzo, visto che non devono spendere in carta, inchiostro, trasporto e stampa. Senza dimenticare che al Majorana i tablet così tanto sbandierati sono degli iPad, e la lavagnetta digitale è frutto del incredibile contratto tra Microsoft e la scuola italiana. 

Ma attenzione, il profumo di incoerenza arriva adesso, perché nel frattempo il governo, onde risparmiare il più possibile, impone alla PA di usare Software Libero con un decreto. Capito? va bene l'iPad e la lavagnetta Microsoft a scuola, ma poi bisogna risparmiare.

Vai vai bambina, vai che così ti abitui ad usare Windows sin da piccola. E in futuro non saprete usare un altro sistema, e il tuo datore di lavoro sarà costretto a prendere i computer con Office, e noi continueremmo a fare una baracca di soldi capisci? capisci ora il mio sorriso stampato in faccia?
------------------------------
PS: Sì, lo so, il fattore peggiore non è economico, Apple e Microsoft sono software chiuso da tenere lontani dalle scuole. Ma quando il ministro fa la metafora dell'iPhone... ecco, ci siamo capiti.

31 commenti:

  1. Sono un drogato di informatica e tecnologia, lo ammetto e devo farmi curare. Ma ho anche una mamma che fa l'insegnate elementare, in una scuola pubblica in cui viene esaltata la presenza di pc e lavagne digitali. Le famiglie dei bambini si trovano però a dover comprare i quaderni, le biro, la carta igienica e pagare la mensa. E quindi penso, non sarebbe più sensato (e civile) dare gratis questi ultimi, come beni essenziali, e demandare alle famiglie beni accessori quali pc e tablet?
    Non dico di eliminare i pc dalla scuola, ma credo che una sola sala computer sia sufficiente per dei bambini dai 6 agli 11 anni.

    RispondiElimina
  2. ah se è per questo, mentre Profumo fa la sua "scommessa digitale", tante scuole restano chiuse perché non hanno i soldi per iniziare l'anno scolastico.

    Ma sai com'è, tira più una metafora sull'iPhone che un paio di libri.

    RispondiElimina
  3. E' la solita speculazione mascherata da innovazione. I libri in formato digitale consultabili gratuitamente su una intranet scolastica; PC con software libero in tutte le scuole con appositi corsi su come usarlo. Altro che contratti del cazzo con Microsoft e quelle sanguisughe di Apple.
    Software libero nelle PA poi ... Ecco cosa mi ha detto un assessore del Comune in cui vivo: http://fedora-os.org/2012/09/06/spending-review-italy-and-foss-software/

    RispondiElimina
  4. un altro senza apostrofo. :)

    RispondiElimina
  5. Ilario Leccia19/09/12, 13:38

    Non ci fosse da piangere,si potrebbero fare tante battute sull'iPhone e la mancanza di carta igienica nelle scuole

    RispondiElimina
  6. hahahaha però non male come idea :D

    RispondiElimina
  7. il rischio è proprio questo Apple e Microsoft si stanno fregando le mani.

    RispondiElimina
  8. yo, lei ha ragione, ho corretto :)

    RispondiElimina
  9. non lo chiamerei neppure "rischio", infatti sta succedendo e se continua così succederà :/

    RispondiElimina
  10. Sinceramente trovo che non serva assolutamente a niente mettere in mano a docenti un IPAD3 e una lavagna elettronica. Per quanto riguarda i libri si va al risparmio in 1 modo molto semplice : SECONDA MANO. Ho quasi sempre comprato i libri di seconda mano per le materie normali (letteratura, inglese, matematica [quest'ultimo nemmeno comprato in 5a]) mentre compravo di prima i libri di diritto ed economia aziendale. Se si vuole risparmiare per i libri si trova il modo, ma dare dei libri in formato digitale agli studenti è inutile, anzi studiano ancora meno (almeno a me rompe non sottolineare, mettere appunti e avere una cosa fisica per studiare).


    Le lavagne digitali servono a nulla e noi l'avevamo dato che facevo il corso programmatore ragioniere. Usata si e no 3/4 volte in 1 anno e si trovava in un'aula specifica che veniva usata da molte classi ma non per usare la lavagna.


    Il discorso OS free è problematico. Ci sta lasciare pc con ubuntu alle elementari, ma già alle medie diventa problematico perchè poi tornano a casa e si ritrovano win7/8 o peggio iOS.


    L'iPad3 ai docenti non serve a un caxxo. Molti non sanno nemmeno come si usa e sinceramente che se ne fanno? giocano durante le lezioni? guardano film durante i compiti in classe? controllano i profili degli studenti su fb? Tanto va a finire che li danno ai figli a casa per farci giocare e stop, dovrebbero essere i docenti i primi a rifiutarli. Boh

    RispondiElimina
  11. Il ministro pensa a digitalizzare (nel modo peggiore) le scuole, di cui molte non solo stanno cadendo a pezzi manco fossero edifici abbandonati, ma non hanno neanche i soldi per la normale accessoristica... Vuoi garantire un PC, anzi, un tablet (perché fa più figo, ovvio) per ogni alunno, ma non gli dai neanche un posto per sedersi... Siamo sicuri che c'è solo incoerenza?

    RispondiElimina
  12. Per un attimo ho pensato che l'istituto majorana era quello siciliano, famoso per il supporto al software libero... poi sono tornato alla realtà.

    RispondiElimina
  13. La facoltà di giurisprudenza di Cagliari, in seguito ad un accordo con Microsoft, ha dotato tutti i suoi iscritti di un indirizzo email al fine di agevolare le comunicazioni univerisità-studenti ------> http://youtu.be/jhleIPdorj0?t=7s
    Premesso che all'atto dell'iscrizione alla facoltà si deve già comunicare una propria email: quella che usi tutti i giorni, proprio per evitare che ti sfuggano le preziosissime (!!!) comunicazioni con l'università (una volta su cinque ci avvisano che sta per scadere il termine per pagare le tasse), e dato che tali avvisi vengono inviati anche all'altra email che devi comunicare,
    mi dite che senso ha aver fatto piovere dal cielo di Microsoft un'altra email? Che nessuno userà mai!
    Poi, sarò io suscettibile, ma mi ha pure dato fastidio che questi, senza nulla chiedermi, mi abbiano attivato una casella di posta con annessi e connessi. E se io non fossi stato d'accordo? E se io non volessi utilizzare Microsoft?
    Spero il prossimo anno di ricevere un'email dalla facoltà dove mi avvisano che mi hanno costruito un appartamento o meglio, una villetta in riva al mare, che potrò usare gratuitamente per tutto il periodo in cui studierò xD wo! wo!

    RispondiElimina
  14. Non esiste spot migliore per dimostrare che la gratuità è l'ultimo dei vantaggi del software libero, e che insistere su questo punto è da incoscienti.

    RispondiElimina
  15. Se è per questo sappi che pure a me è successa la stessa cosa.
    Unibo ti crea un account Outlook coi fiocchi, è una merda ma pure lì microsoft ci mette lo zampino.

    Attenzione, un senso ce l'ha. L'account ufficiale intendo. Ad esempio serve per inviare documentazione senza dover includere una fotocopia della carta d'identità, proprio appunto perché funge da posta certificata e l'università sa che sei tu. Però ecco, magari evitare il servizio Microsoft e usare qualche altra piattaforma era ed è auspicabile.

    RispondiElimina
  16. Verissimo. Una volta ho visto Stallman elencare i vantaggi del software libero. Parte ad elencarli per ordine di importanza, e il primo che elenca, perché meno importante, è la gratuità.

    Il fatto è che anche se gli iPad te li regalano, a scuola non dovrebbero esserci. La metafora dell'iPhone il ministro può mettersela in culo, con buona pace Riccardo Luna.

    Se Apple o Microsoft ti regalano la loro licenza e fanno in modo che ci sia il loro sistema a scuola, un motivo c'è: infatti si risparmiano che il futuro datore di lavoro debba pagare un "corso di perfezionamento" per i suoi dipendenti. È la scuola a fungere da "corso di perfezionamento", insegnandoli a usare Office con il famigerato ECDL. (che rappresenta uno spreco di soldi e tempo)

    A pensarci è assurdo. Gli stessi studenti (i loro genitori) stanno pagando per ricevere un "corso di perfezionamento" che dovrebbe essere pagato dalle aziende, dai datori di lavoro, se vogliono che il suo dipendente sappia usare office.

    RispondiElimina
  17. Ilario Leccia20/09/12, 13:30

    Al di la delle battute,pensare di risolvere i problemi della scuola italiana con iniziative del genere è uno schiaffo in faccia al momento economico che stanno attraversando moltissime famiglie italiane.E anche una vigliaccata,perchè si parano il culo dietro a parole come "innovazione" e "progresso".
    Mio padre è insegnante di Educazione Fisica in una scuola media dell'agro aversano,e non passa giorno senza che torni a casa lamentandosi della carenza di aule,di strutture e di attrezzi per svolgere le sue lezioni in maniera quantomeno dignitosa.Che cazzo gli risolve un iPad?Fa allenare i polsi dei ragazzi con Fruit Ninja?

    La verità è che (chi può) già studia adesso in maniera "digitale"....o Profumo pensa che il ragazzetto a cui è stata assegnata la ricerca su Napoleone torni a casa a sfogliarsi la Treccani acquistata per corrispondenza dai genitori?O che si giri i confini della Norvegia sul mappamondo,invece che con Google Earth?Invece quello con due click veloci si sistema i compiti,e il resto del pomeriggio sono pippe su Youporn.
    Il problema sono quelle famiglie che allo stato attuale non potrebbero permettersi manco l'eventuale ebook,e a cui magari farebbe più comodo che quei libri del cazzo subissero un blocco dei prezzi e delle ristampe (50 euro per un libro di biologia delle superiori che differisce da quello dell'anno passato solo per la copertina sono un abominio),o che la scuola ne acquistasse un tot di copie da mettere a disposizione degli studenti che ne hanno bisogno.Potrei anche dire che servirebbe una discussione seria per ripensare seriamente le metodologie di insegnamento (iPad o non iPad),ma sarebbe utopia,e qui vengo al problema successivo...

    Il punto fondamentale è che,come diceva una vecchia massima della pedagogia,"educare non vuol dire riempire un secchio,ma accendere un fuoco".
    Salvo alcune eccezioni,la scuola italiana è costruita per riempire secchi,e che il riempimento avvenga tramite sussidiari e gessetti o tramite tablet e lavagne touch,poco cambia....sfornerai capre con poco senso critico e una capacità di leggere la realtà che le circonda pari allo zero assoluto.

    Però è possibile che lo scopo di Profumo sia quello di educare e sfornare delle capre con l'iPhon,e in tal caso non ha che da continuare su questa strada.

    RispondiElimina
  18. Non sono d'accordo. I libri di seconda mano si comprano da anni, gli editori hanno trovato un metodo infallibile: stampare una nuova edizione all'anno ed imporla agli insegnanti. I libri in formato digitale non solo permettono l'accesso indiscriminato a tutti senza l'obbligo dell'acquisto ed il risparmio di una montagna di soldi ma anche di stampare i capitoli che servono al momento se proprio serve sottolineare.
    Ubuntu ? E chi ha parlato di Ubuntu. Anzi ...
    Distro Linux apposite per l'apprendimento (non per "l'appecoronamento" dello studente).

    RispondiElimina
  19. Beati voi che avete visto tutte queste lavagne elettroniche, tutti questi ipad e tutti questi libri digitali. Io vivo in un piccolo paese ed ho un figlio alle medie ed uno al liceo. Non solo non ho visto una singola lavagna digitale ma non ho visto nemmeno i professori con l'ipad. Ripeto è un piccolo paese che vive di turismo, però ho sentito su internet molti insegnanti che vivono quotidianamente il problema di far sedere tutti i ragazzi, in quanto spesso mancano proprio le sedie, figuriamoci se hanno le lavagne digitali. Per quanto riguarda i libri di testo quello che va per la maggiore è il 'formato misto' ovvero un appendice al libro cartaceo sul web (che nella mia esperienza spesso non funziona, ma non solo nella mia: http://bit.ly/QF1wBm ) non si parla minimamente di libri in formato elettronico, tanto che i libri dei miei figli non sono fruibili tramite kindle . Le case editrici hanno preso la palla al balzo e ne hanno approfittato per fare il solito restyling per scoraggiare il mercato dell'usato. Tutto questo per dire che Profumo fa semplice propaganda fine a se stessa. La scuola continua ad essere quella che frequentavo io negli anni '80, al massimo nelle classi c'è meno posto. Questa è la realtà in questo piccolo paese che poi si chiama firenze. Non crediamo a quello che ci raccontano i tecnocrati, verifichiamo nella vita quotidiana ogni loro informazione. In ultima analisi ci prendono per il culo day by day.

    RispondiElimina
  20. Daniele Bagaglini20/09/12, 18:02

    La domanda è: come si fa ad entrare nelle pubbliche amministrazioni e nelle scuole se non esisti come alternativa commerciale alle blasonate Microsoft e Apple?
    Ti affidi alla buona volontà di insegnanti e studenti smanettoni?
    La concorrenza non è difficile da fare, basta investire un mucchio di soldi nella propria visibilità, ma quante Red Hat si contano nel settore tecnologico che sviluppano software open source e nello stesso tempo offrono servizi a valore aggiunto per enti pubblici e imprese?
    Essere liberi è una gran cosa, ma far funzionare queste libertà ha comunque un costo...

    RispondiElimina
  21. @google-c148bad613c33bf4681580c21850c123:disqus

    La domanda è legittima ma il problema andrebbe distinto.
    Ossia, se mi dici che è molto difficile entrare in PA e Scuola perché non c'è abbastanza supporto per guidare la migrazione di un intero laboratorio, o che non hanno i programmi all'altezza delle loro esigenze, ti do ragione.


    Se invece il problema è che lo studente, una volta uscito si troverà davanti a Pc con sistemi operativi proprietari. Beh, questo è problema dell'azienda che adotta il sistema proprietario.



    Non è una posizione estrema, però l'argomento è vasto e ho intenzione di scriverci un post al riguardo.

    RispondiElimina
  22. Mio figlio ha appena cominciato la 5° elementare.

    lista di cose da portare a scuola

    1) Un pacco di fazzoletti di carta
    2) Una risma di carta
    3) Una ricarica di sapone liquido
    4) Otto rotoli di carta igienica, mio figlio ne ha portati sedici, secondo lui ci vogliono perche le femmine ne consumano di più.

    Poi ci vendiamo a Microsoft ? ma andate a cagare, che la carta igienica la offro io !!!!

    RispondiElimina
  23. Beh che dire, un altro esempio di capitalismo etico. "Capitalismo" perchè Profumo oltre a Rettore del Politecnico è stato anche nel consiglio di amministrazione di Telecom Italia e consigliere di Pirelli e Sole24h. "Etico" perchè è tramite il suo "expertise" che Profumo è sceso in campo e sta "operando" per il bene degli studenti/cittadini.
    ***
    Il paradosso è che la sua vera occupazione non è cambiata. Favorisce e allaccia collegamenti commerciali fra aziende e ministero. E lo fa meglio di prima, perchè da "privato cittadino" (soggetto-supposto-farsi-i-cazzi-propri), oggi il suo ruolo è quello di Ministro della Ricerca (soggetto-supposto-salvare-il-paese). Come non fidarsi... ;-)

    RispondiElimina
  24. Cavolo, perché non è di quello che si parlava? Mi sembrava strano che il prof. Cantaro avesse acquistato degli iPad! XD

    RispondiElimina
  25. E a confermare questo articolo, il servizio sul TG1 sulla ricerca dell'eredità di Steve Jobs nelle scuole (http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/edizioni/ContentSet-c33de60a-a1bf-4300-ac15-b69858f98313-tg1.html - dal minutaggio 00:23:30 in poi)
    OK usare il PC al posto dei libri, ma si poteva fare a costo 0, perché devo essere COSTRETTO (perché solo quello ti fanno usare) a noleggiare un iPad a 19€ al mese per poi, se voglio, acquistarlo alla fine dei 3 anni aggiungendo 20€ ((19*27)+20=533€) se posso comprarmi un portatile scrauso a 200€ massimo (o prenderne uno usato aggratise, possibilmente in buone condizioni), metterci su una distro Linux a mia scelta e finirla lì?
    Ma poi è la dichiarazione del rettore a lasciarmi basito: "penso che sia importante educare i ragazzi all'utilizzo responsabile degli strumenti, tra cui anche il computer"... iPad=tablet ok, ma tablet=computer? ma sorattutto, Apple="utilizzo responsabile degli strumenti"?
    Io da qua vedo l'apocalisse (informatica) che mi sta salutando, voi la vedete?

    RispondiElimina
  26. 19euro/mese per tre anni?! Ogni anno di PopPad ne esce uno nuovo, non finiranno nemmeno di pagarlo che vorranno quello "più meglio" appena uscito.

    RispondiElimina
  27. Ma poi già l'inizio del telegiornale che parla di Steve Jobs e di come "ci ha cambiato la vita"... Noleggiare un iPad agli studenti a 19€ al mese, la nuova frontiera della innovazione italiana. Che tristezza.

    RispondiElimina
  28. Daniele Bagaglini

    alla fine il post l'ho pubblicato, si parla di questo anche nei commenti ;)

    http://anonimoconiglio.blogspot.com/2012/11/il-circolo-vizioso-del-software-proprietario.html

    RispondiElimina
  29. un androide da 50-100 (essitono e non sono niente male) faceva proprio schifo?

    RispondiElimina
  30. non mi sembra una cattiva idea, se è associata anche la funzione di email forward allora è ok!

    RispondiElimina
  31. si, sia il tablet che la lavagna di solito sono perfettamente inutili (per utilizzarli bisognerebbe riprogrammare le lezioni), al max per qualche simulazione ogni tanto non sarebbero male...

    per utilizzarli l'insegnante dovrebbe fare lo sforzo di prepararsi del materiale apposito...

    RispondiElimina

Caro troll. Se proprio devi trollare, fallo con stile: Niente insulti personali, niente giudizi sugli altri, niente ordini. La critica è bene accetta, la merda invece verrà moderata. E ricorda, non bestemmiare, fa come Coniglio: miscredi.