mercoledì 10 ottobre 2012

Finalmente! Ubuntu Will Always Be In Vendita

Signori e signore, inutile girarci intorno. Il concetto lo sosteneva anni e anni fa anche Harold Lasswell, non c'è propaganda senza l'utilizzo di simboli. Ed i simboli, si sa, veicolano messaggi immediati, che hanno a che fare con il mondo concreto. La vostra maglia di calcio non fa altro che simboleggiare la squadra che voi tifate. Tutto ciò è ben risaputo dal Reverendo Shuttleworth e il loro team di testimoni di Ubuntu.

Ubuntu-cover-12.10
Oggi voglio complimentarmi con Canonical per il loro studio di design, evidentemente mirato ad un rispecchiamento della loro distro in piena sintonia con le loro scelte. Davvero, mi sto seriamente complimentando con La Casa del Parroco perché trovo che la copertina della loro ultima versione di Ubuntu racchiuda in se stessa tutto quanto si possa dire sull'argomento. Analizziamola insieme.

Potete cliccarci per ingrandirla. Bella, eh? Quanta arte, quanta veritas, direbbe Andrea Diprè. Incominciamo per parlare delle spigolature che fanno da contorno al numero. Cosa sono le spigolature se non altro che il segno di un confronto? Un confronto forse intellettuale o fisico?

Mi viene in mente la loro nuova e meravigliosa idea di includere la ricerca di Amazon a livello desktop. Certo, per gli ottusi difensori della privacy nell'Unione Europea sarebbe illegale. Gli ottusi estremisti vogliono che La Distro del Parroco domandi il permesso e ci informi prima di fare certe modifiche che invierebbero il nostro IP a terzi, ma non hanno capito, quegli estremisti, che Ubuntu non è mica quel software libero che piace tanto a quelle zecche di achers? L'incredibile Renato Polverini una volta disse "Ubuntu non è 'na democrazia, dovete farvene una cazzo di ragione".

Ma continuiamo con l'analisi, Il fulcro di tutto arriva adesso. Vedete il simbolo all'interno? Non è altro che un verme solitario. Il verme solitario sta a simboleggiare la purga immediata. Lo spurgo sarà il vostro. In sostanza, Canonical ci sta dicendo che questa versione è un verme solitario e che vi farà cagare, non senza prima scuotervi l'intestino.

Ieri, Jono Bacon mi ha fatto cagare scuotendomi l'intestino. Ieri, Jono Bacon ha scritto un post da cui io interpreto che, d'ora in poi, Ubuntu è in vendita.

Avete presente ciò che fecero i Radiohead col loro penultimo disco, In Rainbows? È stata una bellissima e coraggiosa iniziativa. Hanno caricato il disco sul loro sito, e ci facevano scegliere il prezzo per acquistarlo. Si poteva mettere 0 euro, e lo si scaricava gratis (il che però non comporta che il disco fosse "gratis", no, il disco era in vendita a prezzo "morale").

Il prezzo è "morale" perché, nel caso dei Radiohead, a mettere 0 euro per scaricare In Rainbows io mi sentivo un pezzente, e siccome apprezzo e sopporto il gruppo, ho messo la mia personale cifra e ho comprato il disco. Questa spinta "affettiva" è uno stratagemma utilizzato ultimamente per certi tipi di vendite e trovo che possa rientrare in quel fattore che ultimamente molti teorizzano come "capitalismo etico". (Nexusmoves ne scrive al riguardo in un post su Grillo e le loro promozioni).*

Il progetto Humble Indie Bundle usa lo stesso sistema, ma ancora meglio. Ci vende i giochi facendoci scegliere però, non solo quanto pagare, ma anche dove indirizzare quei soldi. Quante percentuali agli sviluppatori, quante ai promotori, e così via. Quindi nello stesso momento di farci pagare ci permettono di partecipare a un sondaggio e ci danno voce in capitolo.

I Radiohead e Humble Indie Budle ci offrono un prodotto, ce lo vendono in modi nuovi. Ma quindi come devo interpretare la mossa di Canonical?

Io trovo che ieri, Jono Bacon ci abbia spiegato che Canonical ha trovato il modo di raggirare la loro bella promessa del "ubuntu will always be free". E la chiave di lettura che mi permette di dire ciò si trova in un dettaglio molto semplice: d'ora in poi, ogni volta che uno vorrà scaricare Ubuntu, comparirà una schermata di offerta simile a quella di Humble Indie Bundle, in cui potrete scegliere quanto pagare e dove investire quei soldi (addirittura due dollari sono impostati da default in ogni casella). 


Saltarla significa offrire 0 dollari, scaricarla senza partecipare al "sondaggio a pagamento", ma la schermata vi comparirà davanti indefettibilmente. È un ostacolo necessario per scaricare Ubuntu, e quindi mette in "vendita" Ubuntu.

EDIT 12/10/12:
Dal tono dei commenti capisco che non sono stato chiaro su un punto. Io non sono contrario alle donazioni volontarie. A dirla tutta non sono neppure contrario a fare pagare una distro, vedi il caso openSuse e Suse. Quello che sto dicendo è:
A) Questa non è una donazione volontaria. Lo sarebbe se ci fosse una pagina apposta con la scritta "donazioni", in cui l'utente va di sua spontanea volontà. Qui, la schermata compare quando a uno serve una ISO, per me è più una cassetta delle offerte. E ripeto, il metodo fa leva su un prezzo "morale". A prova di ciò vi faccio vedere cosa succede se impostate il prezzo a zero:

Come fa notare R7 nei commenti, parrebbe la faccia di Mark incazzato.  Ma non ditemi che non gioca sul piano della "colpa" personale.
B) Se allora condividete il punto A possiamo affermare che Ubuntu ora ha un prezzo, e quindi è sottoposto ad una forma di vendita. Ma visto che Canonical ha sempre detto "Ubuntu will always be free", non faccio altro che farvi notare l'ennesima premessa infranta da loro. Fatta eccezione per chi crede ancora che quel "free" stesse per libero.
C) Nel caso in cui non vi freghi e lo vediate come una donazione, allora sorgono altri aspetti interessanti. Come mai non c'è una donazione a Debian? Cosa significherebbe "Better Coordination With Debian and Upstreams"? E infine: Vi siete fatti la domanda su chi gestirà questi soldi? Avrei capito l'avesse fatto una "Ubuntu Foundation" scollegata da Canonical, ma sappiamo che quest'ultima tiene la fondazione congelata.

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EDIT 11/10/12Milozzy e Diego Pi mi segnalano un post abbastanza significativo. Dove uno sviluppatore e sostenitore di Ubuntu, e quindi più credibile di me, ci dice che ha chiuso con la distro, facendo una critica - che io non avevo notato - sul fatto che tra le opzioni non c'è nessuna possibilità di donazione a Debian. La quale costituisce più del 70% di Ubuntu. A farci caso la critica è azzeccatissima, mentre il progetto Humble Indie Bundle offre di dedicare parte dei soldi a terzi, come la Electronic Frontier Foundation, Canonical propone di offrire quei soldi solo verso la sua distro.

 PS: Si ringrazia Gianluca Sforna per lo scambio di pareri, ma sopratutto per le segnalazioni che mi fanno perdere tempo a scriverci ste cagate. No ma grazie Gianluca, grazie tante eh... :)

91 commenti:

  1. A me sembra più che una vendita, una colletta. Vogliono fare soldi sui desktop, non è possibile, e allora organizzano una colletta. Inoltre gli appassionati di Ubuntu potranno sempre installare Mint, e poi cambiare a mano il motore di ricerca Yahoo con un altro di loro gradimento. Quindi anche la colletta non funzionerà.

    Poi la citazione "l'incredibile Renato Polverini una volta disse "Ubuntu non è 'na democrazia, dovete farvene una cazzo di ragione" contiene errori ortografici. La versione corretta è "Ubuntu non è 'na democrazia, dovete farvene una cazzo di raggione". Rigorosamente con due "g". Comunque se di lingua straniera facevi inglese sei scusato.

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  2. Ma a quale schifoso pro installare Ubuntu (e quindi Unity la medda)? Ma installate direttamente Debian sid/testing, ma sopratutto evitate Mint: il fork di un fork è la medda più medda.

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  3. George_Best11/10/12, 03:48

    quindi quale distro usare adesso? devo giusto cambiare il laptop e vorrei passare da ubuntu ad un'altra distro. consigli? (non sono un gran esperto di linux, anzi)
    grazie. saluti e complimenti per il blog e per come scrivi!
    f.

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  4. Daniele Pignedoli11/10/12, 03:48

    Secondo me sono stati i rettiliani, secondo me

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  5. Se vuoi possiamo vederla in questi termini: è un bellissimo sondaggio, peccato che per partecipare io debba pagare qualcosa.

    Comunque se di lingua straniera facevi inglese sei scusato.

    Ma cosa intendi per "se di lingua straniera facevi inglese"? Io da buon pervertito facevo giapponese.
    失礼します!

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  6. Ma guarda io ti consiglio di sborsare 16 euro e tenerti Ubuntu. Qui bisogna mettere dei soldi, facciano 'na coletta pe Shuttleworth! Questo, #OppureVendola

    E in ultima istanza puoi provare Fedora che è molto molto migliorata. L'ho installata chi mi ha chiesto di passare a linux e nessuno si è lamentato. La gente che smanetta poco si trova anche bene con Gnome Shell. Ma io ti consiglio KDE.

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  7. Io proporrei a Shuttleworth di attraversare a nuoto il canale della manica, così per dare il via alla campagna "paga per Ubuntu"

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  8. In questi momenti sto leggendo sui social network commenti assurdi a questo post. Il migliore è stato:
    Che se si paga un os windows, non vedo perché Linux deve essere gratis!"


    WTF? Pensavo di essere stato chiaro, ma il problema qui è che hanno detto che la distro sarebbe sempre stata "gratis". Anche perché "libera" non lo è da un pezzo. Non con software proprietario come Ubuntu One.
    Quindi dove è finito quel "Ubuntu will always be free"?

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  9. Marco Giannini11/10/12, 10:19

    Kubuntu non mi chiede nulla U.U

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  10. Il che dimostra che Kubuntu per Canonical è di classe B. =P
    Comunque la schermata parte sempre prima del download.

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  11. PedroTheMovie11/10/12, 10:36

    Sono l'unico che non riesce a vedere il lato negativo della cosa?


    Che c'è di male nel guadagnare con il proprio lavoro (anche se il proprio lavoro è Unity)?
    Ci sono già altre distro a pagamento, vedi RedHat.

    Più
    che "ubuntu in vendita" io lo chiamerei "Ubuntu e lo stile mimo di
    strada"; è come un cappello ai piedi del mimo immobile, puoi pagarlo e
    vedere lo spettacolino oppure non pagare, sentirti uno schifo e guardare
    lo spettacolino pagato con i soldi di altre persone.

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  12. il problema è che il mimo non ti ha mai detto che il suo spettacolo è gratis. Anche perché il mimo non parla. Il paragone con RedHat ci starebbe se Canonical avesse fatto una versione della distro enterprise e una comunitaria. C'è Fedora, e c'è RedHat.


    Invece Canonical basava il suo punto di forza in avere un'unica distro in cui confluivano l'enterprise e la comunità. Tutto ciò riesci a farlo anche promettendo che la tua distro sarà sempre "free".


    Questa non è che l'ennesima dimostrazione delle solite promesse di Canonical. Ora loro potrebbero persino eliminare la schermata non appena vogliono il download ma ormai è fatta. Impostandoci una schermata in quel modo davanti hanno svelato i loro intenti.

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  13. Marco Giannini11/10/12, 10:47

    Si ma se fai la prova con Kubuntu li non parte (per ora)

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  14. Marco Giannini11/10/12, 10:49

    Dai, alla fine non è che ti mettono il fucile in faccia e ti dicono o paghi o muori, ti chiedono solo di contribuire se vuoi

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  15. Dimentichi che la versione a pagamento di Ubuntu esiste: si chiama Ubuntu Business
    http://www.ubuntu.com/business

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  16. Mi sembra che quella però sia il pagamento per il servizio, per il supporto, non per la distro. Vendono alle aziende il pacco supporto. Non a caso la pagina si chiama "Ubuntu for Business", la distro invece è sempre la stessa.

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  17. Sì, ma è un metodo che mette in vendita la distro.
    Lo stesso paragone che ha fatto @disqus_HlCrRdlnHI:disqus mi da ragione:

    lo chiamerei "Ubuntu e lo stile mimo di strada"; è come un cappello ai piedi del mimo immobile, puoi pagarlo e vedere lo spettacolino oppure non pagare, sentirti uno schifo e guardare lo spettacolino pagato con i soldi di altre persone.


    Quel "sentirti uno schifo" comporta il fatto che lo spettacolo è a pagamento, solo che la cifra è personale. La distro non è gratis, la distro ha un prezzo e glielo metti tu.


    Il fatto che parta in automatico sempre, che te la schiaffino in faccia si o si la rende tale. E poi se vogliamo essere pignoli parte persino già compilata con 16 euro di default.

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  18. No, ci sono alcune aggiunte closed source già nel disco di installazione tant'è vero che sei costretto ad accettare una EULA per scaricare l ISO

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  19. Marco Giannini11/10/12, 11:46

    Punti di vista, per me è solo un contributo su base volontaria. Se poi uno si sente moralmente infelice nel non dare nulla sono problemi suoi.

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  20. Ma ad esempio Humble Indie Bundle è per te un contributo volontario? Non si tratta di contributo volontario quando la schermata di compare davanti prima di scaricare la ISO. Se avessero dedicato una pagina apposta, chiamala "donazioni", chiamala "finanziamenti", beh quello sarebbe una donazione volontaria. Ma qui è diverso.

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  21. Stando così le cose mi viene da paragonarlo a Suse, che ti vende la versione con software proprietario e sempre con il pacco servizio. Ma allora se è una distro enterprise perché fare questa mossa?

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  22. La differenza è sottilissima ma c'è: "Non è Canonical che vuole guadagnare ma sono gli utenti che vogliono pagare; l'utente paga un qualcosa di gratuito"

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  23. Daniele Pignedoli11/10/12, 16:40

    Seriamente, tutti a concentrarvi sul "OMAIGOD bastardi ubuntu a pagamento cacca pupù" e nessuno si è accordo del vero pericolo (che se ho ragione vedremo spuntare tra qualche anno) che si nasconde su quella pagina..

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  24. hahahah cioe i rettiliani?
    Ma dov'è che li avresti intravisto? cioe di quale pagina parli? :D

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  25. EDIT sul articolo: Milozzy e Diego Pi mi segnalano un post abbastanza significativo. Dove uno sviluppatore e sostenitore di Ubuntu, e quindi più credibile di me, ci dice che ha chiuso con la distro, facendo una critica - che io non avevo notato - sul fatto che tra le opzioni non c'è nessuna possibilità di donazione a Debian. La quale costituisce più del 70% di Ubuntu. A farci caso la critica è azzeccatissima, mentre il progetto Humble Indie Bundle offre di dedicare parte dei soldi a terzi, come la Electronic Frontier Foundation, Canonical propone di offrire quei soldi solo verso la sua distro.

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  26. Allora qualcuno che ragiona esiste ancora ...

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  27. Daniele Pignedoli11/10/12, 21:14

    Ma sono l'unico che trova le opzioni un pò strane?
    Per gradi:
    _Make the desktop more amazing_
    Desktop? In che senso? Unity? Il DE? Il parco applicazioni?
    Ahhh aspetta, questa è una domanda rivolta aun pubblico _non tecnico_, ok, segnamocelo per dopo, la prima domanda è per utenti inesperti.
    Perchè dopo diventa importante.

    _Community participation in Ubuntu development_
    DAFUQ? Dobbiamo donare perchè la voce della community venga considerata?


    _Better coordination with Debian and upstreams_
    Che cazzo è Debian? Fate tanto fatica per nascondere che ubuntu _deriva_ da Debian e poi mi ci piazzate qui questa opzione?
    Prendete tutto da Debian e ora dobbiamo donarvi soldi per farvi coordinare col loro team upstream? E chi glielo spiega all'utente inesperto della prima opzione che cosa è debian?
    Chi è quell'utente che dona per qualcosa che non conosce?




    _Better support for flavours like Kubuntu, Xubuntu, Lubuntu_
    yep, già mi vedo un domani droppato il supporto per (X|L)ubuntu e a chi si lamenta "dovevi donare ciccio, sei tu che hai fatto morire il supporto".
    Poi non si ricordano nemmeno che hanno droppato Kubuntu qualche mese fà..




    _Tip to Canonical – they help make it happen_
    Di nuovo, DAFUQ?
    Le donazioni alle altre opzioni a chi cazzo vanno? Direttamente agli sviluppatori? Seeee manco se lo vedo.
    Che minchia è questa opzione? Và direttamente nel fondo privato di Mark?
    Ah, già, ho capito, serve per testare a che punto è la galvanizzazione della fede apple-style per canonical.



    Insomma, ovviamente l'utente inesperto (se donerà) è ovvio che lo fara sulle opzioni 1, 2 e 4, forse l'ultima se lo abbiamo già perso, e si stanno prendendo lo spazio di manovra per poter dire, un domani, frasi del tipo:


    "Dai nostri sondaggi alla commiuniti non gliene frega niente di $thing, così ce ne sbattiamo anche noi".

    Al posto di $thing potete mettere:
    1. Cooperazione con Debian
    2. DE alternativi (Kde, xfce, lxde)
    3. Supporto per hardware datato (che a questo ci pensa il team Debian e il team del kernel, loro intendono _non spaccate le balle se sul vostro pc dell'anno scorso unity va a scatti, 'zzi tuoi comprati un pc nuovo barbone_).




    Poi, onestamente, il discorso donazione non è un male, tutte le distro hanno da anni la pagina per donare (soldi|hardware|tempo|traduzioni) nell'home page del loro sito, e nessuno le ha crocifisse fino ad ora.

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  28. Daniele Pignedoli11/10/12, 21:18

    Tu consigli Kde a uno che usava e ha sempre usato solo ubuntu?
    Gli vuoi così male? (p.s: ti stò scrivendo da Kde di wheezy)

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  29. Daniele Pignedoli11/10/12, 21:21

    No dai seriamente, è donazione volontaria con mezzo chilo di marketing, non ci vedo niente di male..

    Quando lo fà Wikipedia nessuno a battere ciglia, mh?

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  30. Dai stasera sono proprio generoso, voglio "mostrare il mio amore per Ubuntu" con una bella donazione di 1000$. Quando si è innamorati questo ed altro xD

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  31. Ehi Coniglio a proposito di simboli e relativi messaggi... tra tutte le belle icone che saltano fuori nell'impostare l'importo della donazione, guarda cosa spunta se decidi di non "contribuire"...
    Cos'è la faccia di Mark incaxxato?? xD

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  32. Ultima piccola considerazione. Dal set di icone (Humanity) al DE (Unity), quanti bei valori!!! Umanità, coesione, disinteresse.. sono commosso ç_ç
    E tu, brutto coniglio, sempre a criticare... insensibile!

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  33. SalineOS
    La 1.7 attuale è debian squeeze con xfce, driver proprietari scheda video e tutti i codecs preinstallati (però hardware nuovissimo può non riconoscerlo). Se aspetti la 2 (esce dopo Debian 7 stable) avrai un miglior riconoscimento hardware e Debian stable preconfigurata e pronta all'uso.

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  34. Quindi qualsiasi altra distribuzione che utilizza o ammette l'utilizzo di driver proprietari o servizi web (chiusi), non sarebbe software libero?!
    Ma non diciamo bischerate!

    Il lato server di U1 è proprietario, esattamente come lo è dropbox od il CSM che utilizzi nel tuo sito.

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  35. Ed è questo il punto di forza di Ubuntu... Se un OEM chiede migliorie per supportare hw specifico, il risultato di quel lavoro non arriva solo a chi paga per averlo, ma a tutta l'utenza.
    Scusaci se questa è una cosa negativa.

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  36. nessun utente paga per qualcosa di gratuito, casomai fa una sottoscrizione/donazione volontaria a qualcosa di gratuito.

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  37. George_Best12/10/12, 15:27

    beh ma decidetevi :-D
    so solo che Ubuntu mi sta cominciando a stufare, dopo Ubuntu One, quella str****o di unity e ora con sta storia qui....
    sono indeciso tra Fedora e Debian. uso ubuntu da diversi anni ma mi reputo abbastanza inesperto (seppure son sempre riuscito a far funzionare sempre tutto).

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  38. Non l'avevo notato! è la faccia dello shinigami che ti osserva!! :D
    Grazie, ho aggiornato il post ;)

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  39. Scusa per cosa?
    Guarda che pure RedHat rilascia in modo open i suoi prodotti, e tutto ciò va a favore delle comunità, non solo quella di Fedora. Mi basti citare il pacchetto Network Manager.

    Per me il punto negativo è un'altro e l'ho spiegato benissimo nel quadrettino in alto a destra: Pensieri su Linux

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  40. Io lo chiamo più "cassetta delle offerte", vogliamo chiamarle "donazioni", va bene. Ma non mi diciamo che sono volontarie. Volontarie sono quando c'è una pagina a parte, dove l'utente ci clicca di sua spontanea volontà.
    (ho aggiornato il post con dei chiarimenti anche riguardo questa cosa, c'è un EDIT in alto)

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  41. Non parlo specificatamente di prodotti, ma di bug-fix e supporto "su richiesta".

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  42. Daniele Pignedoli12/10/12, 15:39

    Kde, gnome, unity, lxde, xfce sono i Desktop environment, cioè a grandi linee "quello che vedi quando accendi il computer"
    Fedora e Debian sono la distro, cioè "quello che non vedi ma manda avanti tutto"

    Io ti consiglierei LMDE, che è debian testing con qualche modifica grafica a Gnome (forkato in Cinnamon).

    E' molto intuitivo, veloce e configurabile.
    Kde è il più configurabile, ma è a mio avviso un pò troppo dispersivo all'inizio.
    Gnome-shell non è male ma (l'ultima volta che l'ho provato) era poco personalizzabile e senza le estensioni molto limitato.
    Unity lo conosci già.
    Xfce è un signor desktop, molto veloce, ha tutto quello che ti serve, forse è poco _elaborato_ dal punto di vista grafico.

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  43. Forse volevi dire "a tutta l'utenza Ubuntu". Ubuntu è (tristemente) nota fra gli upstream proprio perchè le patch che produce tendono a rimanere locali alla distro. Per esempio, è da tempo che sono in copia a questo bug https://bugzilla.redhat.com/show_bug.cgi?id=498926 e un utente dice che su Ubuntu non si manifesta. Sono pronto a scommettere che da qualche parte applicano una patch che non è mai stata inviata agli sviluppatori. In altri casi ho letto che in seguito si è scoperto che il problema non era neanche noto all'upstream di turno!

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  44. Dropbox è peggio, anche il client è closed. Ma te lo spacciano per open

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  45. dove dicono che sia open? io ho sempre saputo che non lo fosse.

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  46. "Uno shinigami (死神 shinigami?, letteralmente "Dio della morte") è la personificazione della morte nella mitologia giapponese, l'equivalente del "mietitore di anime" occidentale." Eeeeeh !!

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  47. 死(morte) 神(dio)
    guarda il kanji, l'ideogramma di morte. È molto diverso dai soliti kanji, è fatto con tracce rigide e lineari. Mi ha sempre incuriosito.


    Comunque i Shinigami sono noti a chi ha visto Death Note (ottimo anime, te lo consiglio)

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  48. Bah, ormai questo è un problema mooolto ridimensionato. Specialmente con debian, ci sono sistemi automatizzati per rimandare alla "mamma" le patch in più. Comunque tutte stanno su https://patches.ubuntu.com/
    Io personalmente tutte le patch che ho fatto, le ho anche mandate upstream, e comunque ho sempre notato che quando questo non veniva fatto, si attendeva sempre l'apertura di un bug (con patch) upstream prima che questa fosse accettata in ubuntu.

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  49. È sempre stato così (considerando anche che il grosso è sempre stato in python), non serve dirlo... Per PC: https://code.launchpad.net/ubuntuone-client e per Android: https://code.launchpad.net/ubuntuone-android-files


    Se guardi, fin da lucid (10.04), versione in cui è apparso, il client era correttamente disponibile come la GPL comanda: http://packages.ubuntu.com/source/lucid/ubuntuone-client

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  50. Non ti nascondo che anche io avrei preferito che la pagina fosse mostrata dopo il download, ma qui in vendita - battute a parte - non c'è proprio nulla.

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  51. Ieri sera ho chiacchierato di persona con un noto sviluppatore della comunità di Ubuntu-it. Lui mi disse che questa ultima faccenda della pagina delle offerte, abbinata alla faccenda di Amazon mettono in luce una cosa per lui triste: che forse Canonical sta rimanendo senza soldi e il modello business non funziona.


    O forse... Vuole semplicemente investire di più?

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  52. Non farei tutti questi drammi, se vuoi donare doni se non vuoi lo scarichi gratis, tutto il resto è mera paranoia. Se mi danno la possibilità di scaricarlo gratis, non vedo perchè, volendo, non debba farlo. P.S. Senza soldi non si cantano messe :)

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  53. No scusa non intendevo Ubuntu One, chiedevo a @google-c2570c88b274bb12fa2de5e0147c45ef:disqus riguardo Dropbox, io ho sempre saputo che client e parte server fossero closed.


    Riguardo Ubuntu One so bene che il client è open mentre la parte server è closed. Anni fa Martin Albisetti scrisse un post elogiando l'open source mentre parlava di Ubuntu One.
    Gli fecero notare che la cosa era parecchio ironica, considerando che il programma è closed a livello server.
    Io stesso, puoi vederlo dal link, gli chiesi esplicitamente: Ubuntu One è interamente open?
    Lui mi rispose dicendo che io usavo Gmail.
    Poi che ognuno si faccia le proprio conclusioni.... esistono programmi come Owncloud che sono open a livello client e server. E la differenza tra Dropbox e Ubuntu One è che il primo, per quanto mi riguarda, non ha mai detto che voleva lavorare e supportare il Free Software. Almeno io ho sempre saputo che Dropbox era proprietario sin dall'inizio.


    Poi attenzione, possiamo anche discutere sul perché Canonical non rilasci la versione server di Ubuntu One, ma non ditemi che è un programma open.

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  54. Non ti nascondo che anche io avrei preferito che la pagina fosse mostrata dopo il downloadd


    Ecco, perché? vai a fondo questo ragionamento, perché avresti preferito che fosse mostrata dopo il download? C'è una sostanziale differenza. E ancor più diverso sarebbe stato farne una pagina dedicata apposta.

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  55. Che tu voglia o no, tutto ciò che è all'interno di Ubuntu è open (se uno non installa, volendolo esplicitamente, driver closed). Ubuntu One ha un client totalmente open, il lato server - purtroppo - no.
    Ma quello non è Ubuntu, non fa parte della distribuzione: è solo un servizio a cui puoi accedere tramite Ubuntu (come appunto puoi accedere a gmail), quindi non mi pare che ci sia alcuna promessa non mantenuta.

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  56. Perché sapevo benissimo che ci sarebbero state persone od utenti che avrebbero frainteso. E come volevasi dimostrare…

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  57. Dunque Ubuntu One è un programma, per essere tale ha bisogno di una parte client e una parte server, se una delle due parti è closed, il programma è interamente open? Sì o no?


    Capisco perfettamente che sulla distro la parte closed non è installata, ma è o non è il programma Ubuntu One per intero open source?

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  58. Chiaramente il servizio Ubuntu One in toto non è open, ma nessuno ha mai detto che lo fosse (ripeto, purtroppo). Però, da qui a dire che la distro contiene software closed… Semmai ti invoglia ad usare o ti mette a disposizione un servizio non del tutto libero, ma nello stesso modo in cui ti consente di installare Skype tramite il software center.

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  59. Bene. Ora che siamo d'accordo sul dire che Ubuntu One non è open, possiamo forse chiederci come mai un'azienda come Canonical che si pone l'obbiettivo di scardinare il market share di Windows per portare il software libero alle masse (bug#1) abbia fatto un programma closed, che offre un servizio in cui non ti permette di avere il pieno potere dei propri dati.*


    Skype e Dropbox nascono come progetti a fini commerciali, e non hanno mai avuto la pretenziose di diffondere il software libero. Canonical sì, l'azienda di Shuttleworth è nata come un nuovo modo vincente per diffondere il software libero a livello desktop, sfondare, blablabla.


    Non scordiamoci che quello che tu prima avevi chiamato il punto forte di Canonical inizia a venire a meno quando l'azienda stessa fa un software che non è open e lo mette a disposizione per i suoi utenti.


    Non facendo una versione entreprise e una comunitaria della distro, Canonical ha raccolto la cooperazione di infinita di sviluppatori spinti non di certo dalla voglia di aiutarla a fare soldi coi suoi utenti.


    *lo so, so benissimo che anche se la parte server fosse open io sul server di Canonical non avrei controllo, ma allora perché non apre i sorgente della parte server anche in maniera simbolica? (so anche la risposta a questa domanda, e temo lo sappia anche tu)

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  60. Oddio, ti inventi dei giri di parole assurdi pur di motivare i tuoi soliti post faziosi.
    Prezzo morale? A parte che sembra proprio un'assurdità, ma se fosse come tu dici, l'utente non inserisce la cifra "zero", semplicemente salta il passaggio che non equivale all'esempio dei Radiohead che hai inventato tu.
    Molte distribuzioni accettano donazioni, ma sta volta è fatto da Ubuntu e non va bene. Trovati una scusa migliore.

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  61. all'esempio dei Radiohead che hai citato tu*
    Scusa, è che certe volte è talmente scontata la tua critica verso Ubuntu che un "citare" può diventare un maligno "inventare".

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  62. Sbagli Cipolla. Non ho bisogno di inventarmi niente per essere fazioso. Questo è un blog personale, è fazioso in partenza.
    Tra l'altro l'utente può anche mettere zero, c'è una schermata sul post che lo dimostra. E poi saltare il passaggio equivale a mettere zero.

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  63. Mi sa che non hai chiaro il concetto di faziosità.
    Avere un'opinione dettata da prese di partito piuttosto che da osservazioni neutrali e ragionate, cosa che non fai mai nei confronti di Ubuntu.
    Il fatto che tu dica "è il mio blog e quindi è fazioso" già denota a che livello stiamo...
    La questione che l'utente possa mettere zero è irrilevante. E poi dici bene: "può". Ciò che conta è che si possa saltare il passaggio, che non so come tu faccia a dire che equivale a mettere zero.
    Non fare qualcosa non equivale a dare un valore pari a zero.
    Ripeto, trovati una scusa migliore.

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  64. Avere un'opinione dettata da prese di partito piuttosto che da osservazioni neutrali e ragionate, cosa che non fai mai nei confronti di Ubuntu.


    Sbagli. Puoi vederlo nella risposta che ho dato a @Stefanauss:disqus e puoi anche leggere il quadretto in alto a destra chiamato Pensieri su Linux. Io parto da ragionamenti base che non posso esplicitare sempre, non odio Ubuntu, critico Canonical, il che è molto diverso. C'è un'argomentazione razionale dietro, ma capisco che non la si coglie con la lettura di un singolo post.


    Piuttosto ti sconsiglio di continuare a usare imperativi del tipo "Trovati una scusa migliore", commenti del genere non hanno vita lunga qui dentro.

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  65. Qualche anno fa mi sono spulciato alcuni modelli di business delle società che campano con l'open source e tanto x scendere nel dettaglio, redhat, non vende direttamente la sua versione enterprise, ma se vuoi usarla, devi sottoscrivere un contratto di servizio che contempla, assistenza, studio di soluzioni personalizzate ed eventuale tutela legale rispetto a controversie che dovessero nascere in caso di presunte violazioni del software libero rispetto a brevetti et similia. Quindi in teoria il sistema è libero, ma puoi legittimamente usarlo solo dopo la stipula di un contratto che monetaria mente parlando è assimilabile ad una licenza d'uso.
    Non vedo lo scandalo nei tentativi di Canonical per mandare avanti la baracca. Redhat è una spa, Canonical una Srl, in qualche modo dovranno pur far quadrare i bilanci. Non c'è modo migliore per dimostrare il proprio sostegno e apprezzamento che donare effettivamente qualcosa e mantenere aperta anche questa opportunità. Del resto anche Jimbo Wales chiede l'obolo x reggere Wikipedia e, apprezzandone, il valore, glielo dono volentieri. Ed è appunto sull'apprezzamento che dovrebbe far leva la donazione nei confronti di ubuntu ed estendersi non già nella pagina del download, ma ricordandocelo, per esempio, nell'uso quotidiano con una notifica, per esempio, che inviti a sostenere. Ricattatorio? Tanto quanto il banner di wikipedia col faccione placido di Wales che spiega le sue (sacrosante) ragioni, credo...

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  66. Ciao Santiago, questa volta hai fondamentalmente ragione, ma non è poi così grave che ubuntu batta cassa, anzi porta dei soldi che non beccheremmo altrimenti. Non possiamo evitare che ci siano distro più commerciali che sparano qualche minchiata e fanno il cazzo che vogliono a casa loro. Ad ogni modo una volta sverginato il portafoglio sul software libero diventa più facile fare ulteriori donazioni. Sarebbe bello che ci fossero Debian e la FSF su quella lista, ma se ti calcoli che senso ha che doni ad ubuntu per pagare debian? cazzo vai a donare a debian direttamente!

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  67. Hai ragione, non funziona neanche a me. Devo dedurre che chi mi ha risposto al riguardo non l'aveva visto. Comunque l'ho ricercato sul blog di Zack, dovrebbe essere questo: http://upsilon.cc/~zack/talks/2010/201005-uds.pdf

    All'interno ci sono le percentuali e anche le differenze, come la governance ecc..

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  68. I motivi per cui il server non è open, sono stati esposti qui: http://askubuntu.com/questions/15294/why-is-the-ubuntu-one-server-side-application-proprietary, non è un segreto.
    Poi, non si può essere d'accordo, ma non ci sono grossi misteri dietro.


    La mission di Canonical, non è semplicemente quella, e comunque non mi pare che la presenza di un servizio lato-server closed o di altri tool che legittimamente Canonical ha deciso di vendere in/tramite Ubuntu (non come Ubuntu), possa mettere in discussione tutto il fiume di software libero che quotidianamente viene scritto invece per e come Ubuntu.


    Non facendo una versione entreprise e una comunitaria della distro, Canonical ha raccolto la cooperazione di infinita di sviluppatori spinti non di certo dalla voglia di aiutarla a fare soldi coi suoi utenti.
    Ma perché una versione enterprise non sfrutterebbe comunque il lavoro di migliaia di volontari (non strettamente di ubuntu) che hanno contribuito ad ogni pezzo della stessa (non dal kernel in su)? Fare una cosa del genere sarebbe invece ancora più scorretto secondo me.
    Inoltre, ci sono anche sviluppatori della comunità che sono ben contenti di contribuire al successo, anche economico, di Ubuntu dato che questo non può far altro che renderlo un progetto in grado di sfidare i colossi del mercato.

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  69. WTF dovrei dirlo io. Ubuntu One non è software open source, l'ha ammesso nei commenti sopra persino Marco Trevisan (Treviño)

    Ora, non esageriamo... Non ho detto quello, ho parlato solo del server e del fatto che il servizio che l'utente finale può usufruire sfrutta un sistema closed (che poi in teoria, visto che le API sono note, può anche essere riscritto in altra forma)...

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  70. Mai detto che il motivo per cui Ubuntu One non sia open dovesse essere segreto.

    Anzi io capisco la scelta, il problema è che venendo da una azienda che si prefigge di portare il software libero ovunque mi sembra un controsenso.

    Il parere sulla versione entreprise è discutibile,sia il mio sia il tuo. Io non trovo grossi svantaggi dal momento che nel caso di Red Hat - Fedora c'è un ricambio più "equo" per così dire. (e se la vuoi sapere tutta la presenza di red hat non la trovo auspicabilissima, ma raggiunge un compromesso accettabile)

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  71. le tue parole sono state:
    Chiaramente il servizio Ubuntu One in toto non è open

    Non è lo per caso lo stesso di dire che "Ubuntu One non è open"? Quando per "ubuntu one" intendo il programma per intero.

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  72. Non proprio… Meglio essere precisi piuttosto che far intendere che i sistemi ubuntu di default contengano bit closed by Canonical, limitandosi ad un lapidario "U1 è closed source"

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  73. ziobastardo17/10/12, 01:56

    A me più che le polemiche su Ubuntu interessano molto di più i dati postati da Stefanauss sulle percentuali di contribuzione al codice di Debian e del kernel, non fanno altro che confermare quello che sostenevo alcuni post fa sul "mito" del floss mantenuto dai volontari, la verità è altra ed è quella evidenziata da quei pdf, come volevasi dimostrare.

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  74. Avrei capito e accettato se avesse messo di scegliere una percentuale di quei soldi per darle in donazioni a Debian o alla FSF, ma non l'ha fatto.


    Ora, non che abbia molto senso fare a gara a chi da di più o meno a Debian, ma non è che Canonical non sia riconoscente anche economicamente alla sua "mamma"… Tra le altre cose se guardi da http://debconf[7-12].debconf.org Canonical è sempre stata sponsor (e non sono bruscolini).

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  75. A) Canonical ha spacciato Unity per pronta, usatela, è pronta, ecc. Non ho tempo ne voglia di cercarti i link
    Non esattamente, anzi... La decisione di usarlo di default è stata anche e sopratutto spinta dal fatto che rilasciarla in una versione non-LTS significava metterla in mano ad utenti e sviluppatori che avrebbero potuto testarla a pieno e migliorarla. E così è stato per me. Sapevo benissimo che era un incompiuto, motivo per cui ci ho iniziato a lavorare.

    Canonical ha creato Unity per avere più controllo del "suo" - tra virgolette - prodotto. Ma attenzione, la base di Unity è sempre Gnome perché Unity non è altro che un'interfaccia, inizialmente era un plugin di compiz.

    A parte che è ancora tecnicamente un plugin per compiz, ma questa lotta tra unity e GNOME di per sé non ha alcun senso, Unity è una shell alternativa, ubuntu attualmente utilizza molto parco software proveniente da GNOME ed anche unity ed i suoi tanti componenti leggittimamente utilizzano molte librerie che trovi su git.gnome.org, ma questo non significa essere GNOME.
    Ciò semplicemente avviene perché ubuntu deve mantenere la sua promessa di "fornire sempre gli strumenti migliori attualmente disponibili nel mondo FLOSS (quando non disponibili in-house)".

    Inoltre le diatribe che ci sono state con GNOME (anzi, chiamiamola RH, in realtà) derivano dal fatto che Ubuntu ha cercato sempre al massimo di utilizzare sistemi disponibili in upstream o di integrarli affinché potessero fornire metodi astratti e “standard” che poi ubuntu potesse applicare nel suo particolare (così come le altre distro e shell)... Fortunatamente questo è successo in molti casi dalle Quicklist ai Menù delle applicazioni integrati nella shell (ed il lavoro è stato fatto direttamente in upstream, da gente di Canonical spesso insieme a persone di GNOME!); tuttavia in altri casi, purtroppo, questo non è potuto succedere (e da qui gli scontri) sopratutto a causa visioni divergenti tra Canonical e RedHat (assolutamente lecite), che però si sono ripercosse anche su GNOME (e su questo invece avrei qualche riserva).

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  76. Maledizione, disqus s'è perso il mio commento?!?


    A) Canonical ha spacciato Unity per pronta, usatela, è pronta, ecc. Non ho tempo ne voglia di cercarti i link


    Non è vero, anzi...

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  77. Maledizione, disqus s'è perso il mio commento?!? Cmq...


    A) Canonical ha spacciato Unity per pronta, usatela, è pronta, ecc. Non ho tempo ne voglia di cercarti i link


    Non è vero, anzi... Era chiaro da subito che era ancora un prodotto da formare, ma è stato scelto di utilizzarlo a partire da una versione non LTS per varie ragioni, tra cui era necessario prima sottoporlo all'utilizzo dell'utenza e degli sviluppatori, affinché fosse possibile avere maggiori contributi in termini di test e di codice. E per me è stata una scelta corretta, che ha avvicinato molti (ed allontanato altri, ma facciano pure!) al suo codice.


    Canonical ha creato Unity per avere più controllo del "suo" - tra virgolette - prodotto. Ma attenzione, la base di Unity è sempre Gnome perché Unity non è altro che un'interfaccia, inizialmente era un plugin di compiz.



    Per tua informazione, tecnicamente è ancora un plugin per compiz, e finché ci sarà X a giro è giusto sia così.


    Ad ogni modo questo scontro GNOME/Ubuntu non ha senso... A livello di sviluppatori c'è molta più unione di quel che si vuol far credere; cmq nessuno ha mai negato che Ubuntu utilizza tecnologia prodotta da GNOME (tanto in termini di librerie che del suo parco software), ed è giusto sia così, ma Unity è allo stato attuale una shell alternativa che sta sopra a tutto (e per adesso, molto è gnome, dato che in ubuntu si segue da sempre la regola di "fornire ciò che il mondo FLOSS può offrire, finché non abbiamo qualcosa fatto in-house".


    Rimane il fatto che quando è possibile Ubuntu ha sempre cercato di utilizzare le tecnologie upstream, eventualmente migliorandole in loco per aggiungere funzionalità di cui aveva bisogno in modo astratto e cercando di standardizzare elementi che fino ad allora erano fatti allo sbando. Fortunatamente questo è successo in molti casi a partire dalle quicklist fino ai menù integrati (per cui gente di Canonical e GNOME allo stesso tempo [e ce n'è tanta] ha lavorato direttamente sulle librerie comuni), ma ci sono stati anche dei casi - purtroppo - in cui ci sono state diatribe con GNOME, anche se qui Canonical si è trovata in realtà a scontrarsi più con Red Hat (e questo è lecito) avendo vision diverse, che poi RH si sia invece nascosta sotto la maschera del piedone, mi pare un po' più discutibile.

    PS: Cmq continuate pure con questi post, che mi piacciono :)

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  78. abbiate pazienza, mi sa che disqus ha messo in spam alcuni commenti, sulla mail però mi sono arrivati e avevo risposto, ora non li vedo qui.. Oh belli! mi state mandando a puttane il sistema di commenti :D

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  79. Se infatti mi dicessero che i soldi vanno alla nota "Fondazione Ubuntu" direi che per forza di cosa essendo una fondazione dovrebbero gestirli in modo trasparente e sopratutto non andassero ad Ubuntu. Potrei considerarlo una "donazione", pur sempre forzata ma più credibile.


    Ma la Ubuntu Foundation è nota per essere sostanzialmente congelata, il che la rende inutile, e rende questi soldi che chiedono un "finanziamento" - se ci fai caso Jono Bacon lo chiama così - e una sorta di sondaggio a pagamento.


    Alla fin fine, Canonical costringe a ridurre tutto ad una questione di vera e propria fiducia. Uno da i soldi e si fida che come dice Bacon saranno utilizzati per Ubuntu e non per Canonical. (cosa significhi poi, visto che sono entrambi sostanzialmente legati, e che più utenti ha Ubuntu più profitto ha Canonical).


    Anche la faccenda di Amazon riguarda una "fiducia", è proprio la parola che usa Shuttleworth per dire: fidatevi, non daremo il vostro IP a nessuno.


    A paragonarla certo mi fa ricordare al Don't be evil di Google o nel fidarsi di Facebook, ma del primo mi fido più del secondo, per ragioni che ho scritto una volta qui, e a Canonical la vedo più vicina a Facebook che a Google. (in senso generale non dico che comunicherà gli ip o altro)

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  80. Sul mito dei FOSS mantenuto da volontari ne ho parlato anch'io in un post sui contributi della linux foundation. Basti vedere infatti che circa un 70% di contributo ora mai deriva da IBM, Google, e aziende come Microsoft. (Canonical è fuori dal giro, anche al kernel contribuisce con poco e niente =P )
    Tutto ciò non va confuso però sulla "governance" della distro e neppure sul contributo all'interno del panorama Gnu/Linux. Sebbene Red Hat faccia le cose in sua convenienza, quando crea il pacchetto Network Manager lo rilascia upstream e io posso usarlo anche su Arch. Canonical invece crea Unity che è un plugin di compiz, e fa i suoi papercuts, e tutto quanto insomma mirato alla "sua" di distro. Per rendersi competitiva.

    Ma non è detto che quella competizione porti "innovazione". Quello che senz'altro porta è profitto per Canonical, profitto che cresce esponenzialmente in corrispondenza della quantità di gente che usa Ubuntu.

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  81. credo che discutiamo di cose diverse però:

    La critica non sta nel fatto che Canonical distribuisca bit chiusi all'interno della distro. No, non lo fa tra l'altro.

    La critica sta nel fatto che Canonical si propone come azienda promotrice di un modello di business innovativo, promuovendo un "futuro: libero, sostenibile, bello, ecc..." ma poi viene fuori che Ubuntu One è un servizio di tecnologia closed.
    Questo non lo chiamo innovazione ma presa per il culo. Ed è messa in atto da una campagna di marketing che - questo sì è innovativo - non c'è mai stata nel panorama Gnu/Linux.

    Perché prima dell'avvento di Canonical nessun'altra azienda, da RedHat a SUSE, vedevano nel semplice utente gnu/linux, talvolta beta-tester (in)volontario, un tornaconto monetario. Quindi è questo il "grande" pregio di Canonical, e il suo punto di forza sta nella comunicazione, non nella quantità e qualità del codice che possa produrre.

    E la suddetta è una critica, come tale personale, che non potete negare facilmente, dato che le parole sono state davvero pronunciate da Shuttleworth innumerevoli volte.

    Il che mi permette di dire che Canonical dice una cosa ma fa un'altra. Parla di business sul software libero, ma propone Ubuntu One, un progetto closed.

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  82. vedi questo che dici non lo metto in dubbio, perché dal mio punto di vista mette in luce quanto Canonical abbia bisogno di "controllo" del suo ambiente.

    Per "controllo" intendo il potere di decidere cosa e come includere nella distro o ambiente di lavoro, il che non poteva farlo se adottava Gnome Shell. Quindi ha deciso di fare Unity.

    Il problema arriva quando mi dite che abbia fatto ciò perché voleva apportare innovazione, il mito della "user experience".

    Cosa che io non condivido affatto perché Canonical ha un tornaconto e un margine di profitto che aumenta con l'accrescere dei suoi utenti, quindi la scelta di Unity va vista sotto la prospettiva di voler essere competitiva, per competere appunto contro altre distro.

    È questo "competere" che a me non lascia intuire niente di positivo. Non nel panorama Gnu/Linux.

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  83. apportare innovazione, il mito della "user experience".
    Invece c'è anche questo... Che poi ai designer riesca bene o male lo decideranno gli utenti, ma questo aspetto c'è eccome; sopratutto considerando come si voglia arrivare su altre devices.


    La competizione (chiara e leale) qui c'è, chiaro e non ci vedo niente di strano; ma in teoria si vuol cercare di competere anche con altri sistemi operativi, oltre che con altre distro. E non avrei timore per il panorama GNU/Linux con questo... Nessuno sta limitando gli altri, la libertà non sarà mai messa in discussione.

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  84. Esatto! Infatti è qui dove sostanzialmente ci troviamo in disaccordo:

    Per me nel sistema socio-economico attuale la diffusione della conoscenza entra in conflitto con la competitività di mercato.

    Ho cercato di affrontarlo superficialmente in questo post*:

    È una prerogativa essenziale che per essere un prodotto libero, e popolare, esso debba essere "competitivo per il mercato"?

    Dove c'era scritto che ci fosse bisogno di competere con Microsoft per il market share? Da nessuna parte.

    Ma Canonical può anche farlo tranquillamente, e lo fa, il problema arriva quando si scoprono le conseguenze che derivano dal cercare di fare una distro "competitiva". Ed è per queste conseguenze che poi comunità di utenti e sviluppatori la criticano - a ragione, secondo me.

    -----------
    * il post linkato ha dei concetti alla base che sono stati sviscerati nei commenti, infatti è venuta fuori tanta altra roba interessante tra correzioni e discussioni.

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  85. Beh, non saprei... Il mercato non è sempre così malefico, ed inseguirlo è giusto se ci si vuole sostenere e crescere portando comunque a più persone possibili il "buon messaggio" (che alcuni potranno anche non scoprire mai, ma che sicuramente altri comprenderanno ed ameranno!).
    Onestamente non penso che voler raggiungere quote di mercato sia antitetico all'idea di voler diffondere il FLOSS, anzi; e neanche che se è un'azienda a propinarlo allora verrà meno il bagaglio di conoscenze che ha insito in sé.

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  86. Invece, secondo me, il Coniglio ci ha preso in pieno: la diffusione della filosofia FLOSS - cosa che, fra le altre, si propone(va?) di fare Canonical - passa per la comprensione di concetti non proprio immediati. La stortura avviene quando, invece di provare a _spiegare_ questi concetti, ci buttano dentro il bug #1 (strizzata d'occhio ai nerd di tutto il mondo e primo grimaldello di marketing per entrare nei loro cuori e nelle loro pance), le immagini di Nelson Mandela (adesso in parte ripudiato, ma non è il punto della questione), buttano in caciara la questione libero/gratis (una delle cose più dannose), ci aggiungono amore ed unità e shakerano con del succo di mirtillo.
    Il problema di Canonical non è di natura tecnica (Unity, per dirne una) o, così strettamente, di adesione ai principi del FLOSS (collaborano o meno con l'upstream? Chissenefrega, GPL permette di fare quello che vogliono col codice) o politica (la democrazia mi pare già una grossa porcata per decidere il governo di un paese, figurarsi nel percorso decisionale della distribuzione), ma la confusione, spinta dalla necessità di "ampliare l'utenza" (e, in conseguenza, ampliare le proprie quote di mercato), che creano nella comunità FLOSS.
    Chi ci rimette, oltre agli utenti, sono i numerosi, ottimi, sviluppatori indipendenti che, un po' ingenuamente, credono alle dichiarazioni che nient'altro sono se non marketing.

    Vorrei ampliare ma sono di fretta, inoltre questi argomenti sono stati già ampliamente sviscerati da Santiago in altri articoli.

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  87. aspetto con ansia il prossimo post su http://www.markshuttleworth.com/archives/1200

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  88. purtroppo fino a lunedì non ho tempo di scrivere un post in modo decente, vedrò se per allora vale ancora la pena scrivere qualcosa.
    Certo che quel «there are a few items with high “tada!” value» è fantastico... capito? il "tada" value, questo giustifica tutto :D

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  89. Intervengo sulla discussione riferendomi in paarticolare agli scambi di opinioni tra stefanauss e santiago. Come premessa mi scuso se ho solo letto la gran parte delle vostre
    argomentazioni ma non tutte, il tempo è quel che è....mi sembra comunque di aver colto il senso delle vostre opinioni.

    una seconda premessa fondamentale: se si vuole fare un salto nella discussione bisognerebbe avere il coraggio di farla finita con il perbenesimo degli IMO e delle mere opinioni personali.
    Mi piace lamentarmi, con Gaber, che una volta c'era il pensiero e oggi solo le opinioni, che ognuno ha le sue ma poi il mondo se ne va alla deriva.

    E allora dunque qualche considerazione.

    Cosi come non si definisce un uomo in base all'idea che ha lui di se stesso così non è possibile comprendere una società, e quindi l'ecosistema GNU/Linux,
    a partire dalle idee e dalle posizioni dei singoli, pure se hanno avuto un ruolo importante nella sua nascita e nel suo sviluppo. l'ecosistema
    non è quel cui stalmann pensava nel 1981 né, tantomeno, pensa oggi. Per capire il mondo bisogna osservare, cercare radici e immaginare sviluppi, non certo fare
    una foto (sempre parziale) al singolo momento.

    GNU/Linux è certamente un ecosistema complesso (altrimenti non sarebbe un ecosistema, peraltro). non è né pienamnete comunitario (infantile sostenerlo)
    né tantomeno industrial-capitalistico (inciso: capitalismo 2.0 è un concetto che non spiega nulla di nuovo, il capitalismo è uno soltanto). è evidente che in esso sono presenti
    entrambi i momenti ma non si può
    negare che esso rimane il più grande evento/esperimento comunitario della storia moderna. il fatto è
    che bisogna scegliere da che parte stare. Io sto con chi pensa che l'ingresso dell'industria, se apporta benefici in termini di rapidità del progresso (cosa peraltro non
    facilmente dimostrabile contando le righe di codice), va vista complessivamente in modo negativo perché l'elemento realmente distintivo di GNU/Linux rispetto al resto del software proprietario non è,
    in sé, la licenza, ma le premesse e le conseguenze di tale licenza; GNU/Linux dimostra che una produzione comunitaria e disgiunta dalla necessità dell'incentivo
    economico è tecnologicamente e socialmente possibile. il fatto che oggi gli sviluppatori abbiano ancora bisogno di uno stipendio
    per vivere (sic) non toglie nulla a tutto ciò. Se GNU/linux perde l'aspetto comunitario e si tiene la licenza che rimane? Solo sistemi operativi
    di cui non c'è di fatto bisogno (c'è qualcosa che tecnicamente non si può fare con Windows o col mac?).

    Il paper che cita Stefanauss su Debian, poi, andrebbero letto meglio. La quota maggiore di contributo di impresa che esso cita è quello di Openoffice.
    e openoffice non è proprio la dimostrazione che a un certo
    punto il ruolo dell'interesse aziendale diventa pernicioso e la comunità sente il bisogno di liberarsene (vedi LibreOffice).


    Senza commnentare la recente notizia sulla, sembra, limitazione che Canonical vuole appore allo sviluppo di Ubuntu, riporto i valori apposti nel recente manifesto di kde
    (sono sicuro che non vi serve il link).
    Per me è particolarmente orgasmico il penultimo, ma sottolineo che l'essere Free softwareè solo una parte della faccenda...

    .....It continues [il manifesto, nda] by laying out KDE shared values as they have developed over the last 15 years, along with a brief description of each:

    Open Governance
    Free Software
    Inclusivity
    Innovation
    Common Ownership
    End-User Focus

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  90. il fatto è che bisogna scegliere da che parte stare. Io sto con chi pensa che l'ingresso dell'industria, se apporta benefici in termini di rapidità del progresso (cosa peraltro non facilmente dimostrabile contando le righe di codice), va vista complessivamente in modo negativo perché l'elemento realmente distintivo di GNU/Linux rispetto al resto del software proprietario non è, in sé, la licenza, ma le premesse e le conseguenze di tale licenza; GNU/Linux dimostra che una produzione comunitaria e disgiunta dalla necessità dell'incentivo economico è tecnologicamente e socialmente possibile.

    Hai sintetizzato alla perfezione un pensiero che io evidentemente non esprimevo bene perché ho cercato di dirlo più di una volta ;)

    Credo anch'io però che la cosa importante è proprio quel che dici all'inizio: Prendere parte. Una volta che sappiamo bene le due tendenze poi bisogna scegliere da che parte stare.

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  91. Antonio G. Perrotti14/11/12, 15:34

    uso ubuntu, ma faccio solo netinstall da mini iso, mica l'avevo visto il teschietto incazzato :D in effetti come ricatto morale non è poco. ma a gennaio ci sarà debian wheezy stable e forse finalmenta se po' fà...

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Caro troll. Se proprio devi trollare, fallo con stile: Niente insulti personali, niente giudizi sugli altri, niente ordini. La critica è bene accetta, la merda invece verrà moderata. E ricorda, non bestemmiare, fa come Coniglio: miscredi.