giovedì 25 ottobre 2012

Shuttleworth, Ubuntu e il suo "Tada! Value"

Heeeeeeey Sexy feaaatures!! op opop op op oppa Marknam style!!



Ammerde!! Lo sentite il potere dello jo gin yo ja?! le vogliamo sviluppare le sexy features?! scrisse Mark Shuttleworth esaltato sul suo Mac. Era ancora euforico perché aveva appena finito di girare il video di Marknam style, augurandosi che l'opera potesse diventare virale e facesse un'immensa pubblicità ad Ubuntu. Se pensa ai sacrifici che ha dovuto fare per la sua distro si mette a piangere. Ma lui la ama, ed essa ama anche lui.

In somma sostanza è questa la versione dei fatti che mi immagino per capire i recenti post di Shuttleworth. Altrimenti non mi spiego come una persona possa dire così tante cagate e poi scamparla dicendo "sono stato frainteso". No, aspettate mi ricorda qualcuno.

Resto abbastanza allibito dal livello di deformazione della realtà che un ubuntu fanboy può arrivare ad avere. Ora va per la maggiore dire "siete voi che non capite, il parroco era stato chiaro".  Ma vedete, a casa mia si suole dire "se non ti capiscono, la colpa è tua". E se io scrivo un post, e in base a questo post sorgono svariati articoli facendo un polverone, posso anche scrivere il giorno dopo che sono stato frainteso, tecnica retorica di Berlusconiana memoria, ma ormai il danno è fatto, ed è colpa mia. 
Mapping out the road to 13.04, there are a few items with high “tada!” value...
Il tipo sostanzialmente se ne esce con la puttanata del "Tada! Value", che potrei tradurre come il fattore sorpresa", ma certo perderebbe l'orrendo richiamo onomatopeico, quindi lo tradurrò come "fattore tadaaa!", per rendere le cose più idiote. 

In parole povere dice di voler invitare i membri fidati della comunità a contribuire con loro per delle Sexy surprises. Sì, ha scritto sexy surprises.  

Il fatto è che Shuttleworth da per scontata una cosa curiosa. Da per scontato che tutti sapessero e fossero coscienti che certe parti dello sviluppo di Ubuntu vengono fatte al chiuso e poi rilasciate, imposte alla comunità. Un po' come fa Google con Android. Ed è per questo suo errore - e per il fatto che scrive in modo ambiguo - che il suo post scatena un vespaio ovunque.  

Al punto tale che la discussione si sposta sul se è giusto o non è giusto che sia così. Il che è meraviglioso. Infatti, senza volerlo Shuttleworth ha sollevato una delle critiche più valide che le si possono fare alla sua azienda. Ed è da tempo che in questo blog si critica il fatto che la comunità di Ubuntu sia subalterna a Canonical, perché tanto per fare un esempio, Unity è stata sviluppata e decisa dall'alto, rilasciata soltanto quando c'era bisogno di beta testers.

Sicché io non credevo ai miei occhi che il Parroco fosse stato così sprovveduto, ed inizio a pensare che per tutto questo tempo l'ho sopravvalutato. Perché al di là degli innumerevoli articoli scritti in Italia e all'estero, molti si sono persi dichiarazioni di Shuttleworth che mettono in luce la potenza del jo gin yo ja, ovvero la pochezza di Canonical.

  • L'articolo più critico sulla faccenda viene da TechCrunch. Ma la cosa più divertenti sta nei commenti. Dove arriva lo stesso Parroco a difendersi e si fa scappare dei particolari sul suo primo post come: "This was a spontaneous thought I had, which took about 12 seconds from consideration to blogging." (Trad: "è stato un pensiero spontaneo che ho avuto e ci sono voluti all'incirca 12 secondi per farlo diventare un post"). In sostanza se al tipo gli passa una scoreggia per la mente, la scrive e la pubblica. E non ditemi che l'espressione "Sexy surprises" non faccia cagare.

  • Sempre sui commenti di TechCrunch, nel tentativo di Shuttleworth di arrampicarsi sugli specchi  comparando le cose con Fedora troviamo un EpicWin da parte di uno sviluppatore di Fedora a Mark:

Che tradotto vuol dire: Mark, continua pure a fare i video trash coreani che noi intanto facciamo systemd a cui prima o poi ti toccherà passare. E visto che ci siamo perché non ci spieghi dove sono i progetti per la lens di Amazon? Chi l'ha approvata? In che modo la comunità ha influenzato questa decisione? Possiamo avere il processo di decisioni di tale "sorpresa"?
Shuttleworth non ha risposto.

  • E infine il tentativo di arrampicarsi sugli specchi comparando Canonical/Ubuntu con Red Hat/Fedora non va a buon porto neppure nel suo secondo post, poiché quando Mark scrive questo: "Ubuntu set the standard for transparency as a company producing a distribution a long time ago, when we invited anybody who showed a passion and competence to have commit and upload rights, a strong contrast with the Fedora policy of the time, which required you to be a Red Hat employee.". Gli viene risposto questo, nel primo commento: 

Trad: Abbello, me sa che te sei scordato delle tue radici, sono stati i ragazzi di Debian a stabilire lo standard per la trasparenza, non Ubuntu. Sticazzi, persino mandriva era trasparente ai suoi tempi, con persone che venendo dall'esterno (come me) erano capaci di accedere ai servizi di compilazione (cosa che Canonical ancora non rende disponibile, mentre Fedora, Mageia, Debian invece fanno).

Sì, ma vuoi mettere con le sexy surprises?? non c'è paragone.

Heeeeeeey Sexy feaaatures!! op opop op op oppa Marknam style!!

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Signori, Ubuntu non rappresenta nessuna comunità, anzi oramai rappresenta una azienda che cerca di portare una distro Gnu/Linux ad essere competitiva per il mercato desktop, ma comporta un danno perché essere competitivi per il mercato implica venire a patti con un modo di fare incompatibile con una filosofia mirata alla diffusione della conoscenza (vedasi Il Mercato Colpisce Ancora).

Tant'è vero che ora con la scusa del "fattore tadaaa!" Shuttleworth vuole farvi credere che - cosa discutibile - lo sviluppo bisogna farlo al chiuso per poi rilasciarlo e sorprendere tutti.

Senz'altro immagino che la famosa Amazon Lens abbia impressionato parecchi. Sì, immagino che tanti utenti siano contenti di avere pubblicità direttamente sul desktop, tutto in nome di cosa? Ah già, di togliere a Windows il predominio sul desktop. Perché in fondo è questa l'idea che aveva Stallman in mente quando ha posto le basi per il Software Libero, dare market share all'azienda di un multimiliardario, procurarli utenti perché possa fare accordi con Amazon.

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PS: si ringraziano Milo e AlfiereNero per segnalazioni e consigli.

23 commenti:

  1. Santiago hai letto anche l'opinione di Jono Pancetta?
    http://www.jonobacon.org/2012/10/20/the-genesis-of-free-software-projects/

    A me pare che tradotto voglia dire "non sono d'accordo manco per il cazzo, ma pace, posso accettarlo e passarci sopra cercando di non far andare la cosa alla deriva".
    Certo che quando definisce una grande business man uno che ammette di scrivere in pubblico con 12 secondi di riflessione, viene da pensare.

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  2. Sììì infatti l'avevo letta! Anche a me ha dato la stessa impressione, e poi noto come il lavoro sporco di dire le cose che non convengono Shuttleworth glielo lasca all'amico Jono Pancetta.


    Hai visto che ha scritto: "Ubuntu will always be open",? almeno adesso il "free" se lo risparmiano.

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  3. Già! Un po' mi dispiace per Jono, mi pare uno che ci crede davvero...ma che è costretto a mandar giù per tirar avanti.
    Mi piacerebbe vedere Ubuntu con lui a capo del progetto al posto di Marknam Style

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  4. Post Sublime
    già stampato e messo in bacheca in ufficio


    Complimenti Santiago

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  5. più che il post stampa solo l'immagine va là :D
    grazie.

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  6. Oppa Bacon Style!
    suona decisamente meglio.

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  7. Occhio che adesso arriveranno a flotte visto che hai osato sputtanare in mondo visione in LORO guru ... :D

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  8. Prima o poi ci sarà un New-Ubuntu che si riprometterà di sostituire il vecchio Ubuntu.
    E quando anche il New-Ubuntu impazzirà, ecco un New-New-Ubuntu, e così via...

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  9. Per uscire da questo vicolo cieco, il Parroco deve creare una distro commerciale (Casa del Parroco Linux) basata su Debian a pagamento per le aziende (comprensiva di software non-free e supporto tecnico). Col ricavato, in parte fa una donazione a Debian e per il resto investe nella distro Ubuntu. Nel direttivo di Ubuntu mette metà dipendenti Canonical e metà volontari della comunità, e a quel punto Ubuntu torna ad essere una distribuzione Linux normale. Avrà i soldi e le capacità per fare tutto questo?

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  10. Ieri sera mi sono rivisto Revolution OS, e ho riscoperto cosa è gnu linux e cosa è il free software. Sapete dopo un decennio di linux, di bestemmie perchè qualcosa non va, e dopo l'ultima di ATI che mi ha abbandonato lo sviluppo dei driver video di una scheda uscita 3 anni fa, mi rendo conto che nonostante tante volte mi arrabbi con il FOSS a volte c'è bisogno di più apertura. Ma questa apertura c'è bisogno da parte di tutti. Linux o Gnu/Linux per essere più precisi è uno strumento, ognuno poi ci crea quello che vuole, io creo la distribuzione per gli amanti dei driver proprietari, tu quella 100% FOSS, i dev di chakra la versione per gli amanti delle QT, pincopallino quella per gli amanti della programmazione, cicicobello la versione minimale e Don Mark ci si è fatto il suo giocattolo per cercare di sbancare il lunario. Tutto questo rientra nella filosofia e nella mentalità di Stallman, perchè ognuno ci fa quello che vuole con il software, Mark sbanca Mark non sbanca? Ubuntu è meglio è peggio? dipende da cosa vuoi, dipende da te dalle tue esigenze personali e proprio grazie alla scelta che abbiamo che siamo liberi di scegliere ed è proprio questo che amo di linux. Io non voglio fare l'egocentrico ma sono abbastanza certo che se avessi i soldi di Mark forse qualcosa di meglio lo avrei tirato fuori ma a m non interrssa, è il suo giocattolo e se lo gestisce come gli pare, non ci piace usiamo altro ci piace lo usiamo. Io per primo ho criticato più volte il fatto che era anti linux chiudere lo sviluppo di UbuntuOne, che non far decidere la comunità era stupido e cavoli vari, ma a questo punto ho aperto gli occhi e ho capito...... Canonical e Ubuntu sono il giocattolo di Mark, ci vuole giocare così? benissimo; ci sono persone che ci vogliono giocare con lui? buon per loro; io ci voglio giocare? ni, quindi alla fine della fiera cosa dico? Mark fai quello che vuoi, se il tuo prodotto è buono continuerai ad avere tanti utenti, ma se il tuo prodotto fa schifo li perdi a me non importa, perchè uso altro uso quello che voglio io..........

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  11. Ciao Santiago, seguo alcuni forum di GNU/Linux e, devo ammettere, che il tuo è l'unico che analizza la situazione da un punto di vista logico e "filosofico". Complimenti.

    Da ormai 2 anni mi rifiuto da fare da beta tester all'azienda Canonical e ho trovato alternative superiori, e di molto, ad Ubuntu.

    Pensando alla ditta del parroco mi torna in mente una frase che sentii a proposito di Facebook: "Se il prodotto è gratis, probabilmente il prodotto sei tu".

    Ciao

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  12. "Se il prodotto è gratis, probabilmente il prodotto sei tu"

    Sì direi che si può applicare anche qui. Se non sbaglio l'ho usata anch'io in qualche post questa frase. ;)

    PS: comunque questo non è un forum, ma un blog. Saluti ;)

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  13. Oltre alla tua domanda aggiungerei: gli conviene farlo? Secondo me no.

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  14. Ho scritto forum? Errore fù! :-)

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  15. Questo blog non è ancora pronto per sapere cosa ci farei io con i soldi del parroco! :-)

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  16. non ne vedo molti, saranno tutti impegnati a fregarsene...

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  17. No no io li ho visti, ma sui social, google+ sopratutto.
    Qui non vengono, hanno capito che il sito è gestito da uno squilibrato mentale. :)

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  18. ... oppure si rendono conto di essere presi per il culo.

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  19. hahahahahaha :D

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  20. Ciao Santiago, abbiamo aggiunto il tuo blog nel nostro blogroll capronehttp://movimentocaproni.altervista.org/blog/?doing_wp_cron=1339598574
    Keep up the good work ;)

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  21. grazie caprone! ricambio ;)

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Caro troll. Se proprio devi trollare, fallo con stile: Niente insulti personali, niente giudizi sugli altri, niente ordini. La critica è bene accetta, la merda invece verrà moderata. E ricorda, non bestemmiare, fa come Coniglio: miscredi.