giovedì 29 novembre 2012

Il Circolo Vizioso del Software Proprietario


Questo articolo è l'evoluzione del post Profumo di Incoerenza e lo pubblico solo ora sebbene sia stato scritto al 90% due mesi fa. Rappresenta più un discorso politico e non tanto tecnico. Credo che possa essere compresso anche da chi di software libero se ne intende poco e niente.


Il circolo vizioso del software proprietario

Forse avete già sentito parlare del progetto OpenCure. Poco tempo fa, Salvatore Iaconesi ha scoperto di essere malato, ma quando ha avuto bisogno di accedere alla sua cartella clinica, per farsi consultare da altri specialisti, si è trovato davanti ad un ostacolo non indifferente: i suoi dati erano in formato proprietario, vale a dire che senza gli appositi programmi non avrebbe potuto accederci. Così Salvatore ha fatto la scelta più saggia: ha crackato i file, li ha resi disponibili. Per se stesso e per gli altri. (Al riguardo vi segnalo un bellissimo articolo di El_Pinta che condivido in pieno)

Aristotele la chiamava phronesis, "saggezza pratica". Scegliere e decidere qual'è il miglior modo per raggiungere un'obbiettivo e compierlo. Salvatore, a dispetto delle regole, ha applicato la sua saggezza pratica per scavalcarle, poiché le regole attuali gli precludono una conoscenza - nel suo caso, vitale - che gli appartiene.

L'importanza di lavorare con strumenti liberi, che producono dati in formati aperti, è fondamentale. Senza i formati aperti il cittadino non ha il pieno possesso dei dati, deve dipendere da uno strumento per poter usarli.

Non a caso, una volta ho visto Stallman elencare i vantaggi del Software Libero. Parte elencandoli in ordine di importanza; il primo elencato, perché meno importante, è la gratuità. Non interessa se il programma è gratis, è più importante che sia libero di licenze e usi formatti accessibili a tutti, open.

Anche se Apple avesse regalato i suoi iPad alla scuola Majorana di Brindisi, questi strumenti in un luogo d'insegnanza pubblica non hanno ragione di esserci.

Se Apple o Microsoft regalano la loro licenza, per fare in modo che ci sia il loro sistema a scuola, un motivo c'è: infatti si risparmiano che un futuro datore di lavoro debba pagare un "corso di perfezionamento" per i suoi dipendenti. Sarà la scuola a fungere da "corso", insegnando ai ragazzi ad usare la suite Office con il famigerato ECDL. (che rappresenta uno spreco di soldi e tempo)

l'ECDL, a pensarci, è assurdo. Gli stessi studenti (i loro genitori) stanno pagando per ricevere un "corso di perfezionamento" che dovrebbe essere pagato dalle aziende, dai datori di lavoro, se vogliono che il proprio dipendente sappia usare la suite proprietaria Office.

Se veniamo indotti a pensare che tale conoscenza gli tornerà utile in futuro abbiamo perso in partenza. Mi seguite?

Sostanzialmente a scuola media nessuno insegna o pretende che lo studente sappia usare CAD ad alti livelli. E neppure Office. Se si tratta di stilare un documento di testo o fare una tabella per il compito di matematica, programmi liberi come Libreoffice bastano e avanzano.

Se però lo studente, una volta diplomato si troverà davanti a pc con sistemi operativi proprietari. Beh, questo è problema dell'azienda che adotta il sistema proprietario.

Non è una posizione estrema, basta rifletterci un'attimo: immaginiamo che da scuola uscissero ragazzi che sanno usare Libreoffice e non hanno mai toccato la suite Office di Microsoft. Quando il datore di lavoro dovrà decidere quale software adottare, se le sue esigenze non andranno a collidere con le prestazioni di Libreoffice, adotterà quest'ultimo.

Se invece l'azienda pinco pallino avrà bisogno di usare la suite Office per X motivo, e scoprirà che i suoi dipendenti non sanno usarlo, allora l'azienda dovrà pagare un corso di perfezionamento ai suoi dipendenti come succede in qualunque altra situazione. 

Quando una persona assume 10 dipendenti e per legge ha bisogno di 2 che sappiano adottare misure di sicurezza anti-incendio, la naturale conseguenza consiste nel datore di lavoro che paga a 2 suoi dipendenti un corso accelerato di misure anti-incendio. Così imparano le nozioni basiche per usare gli strumenti anti-incendio. Non vedo perché questo non possa capitare anche per il software (che è uno strumento).

Invece, al giorno d'oggi ci troviamo in una situazione in cui aziende e Pubblica Amministrazione pagano a Microsoft per il suo software e il suo supporto. Il 90% delle persone che vengono assunte sanno già usare il software. Ma lo sanno usare perché esso viene impartito nella scuola pubblica, che paga anche quest'ultima a Microsoft - coi soldi pubblici - per le sue licenze.

In questo circolo vizioso, l'azienda di Bill Gates, incassa sia soldi pubblici sia quelli privati. Finché a scuola ci sarà l'ECDL, Microsoft si assicurerà un market share altissimo, fomenterà il suo monopolio e continuerà ad incassare.

Non pensate che questa logica si appicchi solo a Microsoft. Prendiamo ad esempio Adobe, che ha un market share ancora più di nicchia. Basti pensare le università di design che impartiscono corsi basati su Photoshop. Come si procurino il programma costosissimo gli studenti non importa, Adobe glielo concede anche con un super sconto, così si assicura un designer specializzato in Photoshop. (qui la faccenda è un tantino più annosa, ma la dinamica è identica)

Adobe produce e vende un programma costosissimo e complesso, ma non deve preoccuparsi di come le persone impareranno ad usarlo, a questo ci pensano le università di Design. Private o pubbliche che siano. A cui ovviamente faranno pagare per le licenze. E poi incasseranno le licenze negli studio di design.

Gli iPad a scuola promossi dal ministro Profumo sotto la bella scusa della digitalizzazione fanno parte di questa dinamica.

Capite il circolo vizioso? 

Quanto è utile combattere una tale struttura ormai consolidata cercando di "eliminare il market share di Microsoft", installando Gnu/Linux a casa dei tuoi amici? (famoso bug#1 di Canonical, per gli intenditori). Zero.

La libera diffusione della conoscenza passa - tra le altre cose - imponendo software libero nella Pubblica Amministrazione e nella Scuola. E ripeto, non è un discorso estremista perché non preclude che a casa propria, nella propria azienda, ognuno possa installare lo strumento che più gli piace o serve. Ma nella sfera pubblica è auspicabile usare strumenti accessibili a tutti senza dover pagare o accettare una licenza d'uso.

Altrimenti arriva il giorno in cui i cittadini ricevono un file di vitale importanza in formato proprietario, che non si può aprire se non con l'apposito software. Come è successo a Salvatore, che ha giustamente crackato la sua cartella clinica.

25 commenti:

  1. La tua posizione mi convice nell'analisi (pazzesco l'ipad nelle scuole), non pienamente nella "strategia" di azione. Non che non sia favorevole all'adozione di software free nella pubblica amministrazione. Ma questo favorirebbe il successo della "libera diffusione della conoscenza" solo nella misura in cui fosse il primo passo verso l'affermazione anche al di fuori della sfera pubblica. Altrimenti il software libero farebbe la fine della pallamano (o di tutti gli sport "minori"), che quando andavo a scuola io si faceva nell'ora di ginnastica e poi appena si usciva fuori andavamo tutti a giocare a calcio (che era l'unico sport che non ci facevano fare). In questo senso non considero uno zero la "propaganda" con gli amici e, di conseguenza, l'ambizione di scalfire significativamente le quote di mercato di Microsoft, che, credo, è un obiettivo che non si è dato solo Canonical (ad esempio:" Il progetto openSUSE è l'espressione dell'impegno di una comunità diffusa in tutto il mondo per promuovere l'utilizzo di Linux ovunque"; ma anche, nel 1994 Ian Murdock scriveva nel manifesto di Debian che : "[Debian] È anche il tentativo di creare una distribuzione non commerciale che sia anche
    in grado di competere effettivamente sul libero mercato"). Che poi l'affermazione sul mercato (che non intendo in senso economicistico ma proprio come il luogo in cui le cose attualmetne avvengono) possa venire grazie ad aziende più o meno tradizionali oppure con strutture che, per dirla sempre con le parole del manifesto dei Debian, siano esenti dalla "pressione di profitti o ritorni", è naturalmente un altro discorso...

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  2. " Non che non sia favorevole all'adozione di software free nella pubblica amministrazione. Ma questo favorirebbe il successo della "libera diffusione della conoscenza" solo nella misura in cui fosse il primo passo verso l'affermazione anche al di fuori della sfera pubblica."


    Questo è vero, ed è qualcosa che do per sottinteso, in modo forse fin troppo ottimistico.


    C'è tra l'altro un commento, nel post Profumo di Incoerenza, in cui Daniele Bagaglini giustamente mi diceva che per entrare in PA o scuola ci vuole pure una sorta di "competitività" per presentarsi come alternativa ai sistemi proprietari.


    Diciamo che andrebbe distinto il problema: un conto è un programma non all'altezza (GIMP a livello professionale non fa lo stesso che fa Adobe Photoshop, quindi un designer molto probabilmente si troverà costretto ad usar e Photoshop), ma io credo che nella scuola media o comunque ad un livello di insegnamento base questo problema non ci sia.


    Se a un ragazzo insegno ad usare programmi free software (libreoffice, gimp, firefox, gnu/linux in generale) e questo colma le sue esigenze, dubito che poi voglia scaricarsi photoshop per ritoccare due immagini, tanto per fare un esempio. Poi ovviamente se sistemi Gnu/Linux non sono all'altezza faranno la fine della palla mano.


    Ma ecco, dovremmo pur dire che essere all'altezza è una questione di applicazioni, non di interfacce grafiche e nuovi set di icone.

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  3. questo post non è in italiano, ma in spagnolitaliano

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  4. concordo pienamente sulla questione delle applicazioni vs interfacce set di icone...adelante adelante!

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  5. Come non concordare. io ho fatto un corso di web design dove la scuola aveva adobe originale e tutti gli studenti me compreso quella "gratuita".
    Al corso usavo adobe ma a casa via di gimp e inkscape lol

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  6. massì, pure io dovevo usare office e poi tornato a casa usavo openoffice.
    Ma noi siamo dei disadattati sociali capisci? noi usiamo linux :D

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  7. noi siamo fighi perché usiamo linux.gli altri sono mainstream!

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  8. Ma ecco, dovremmo pur dire che essere all'altezza è una questione di applicazioni, non di interfacce grafiche e nuovi set di icone.

    Mi permetto di, parzialmente, dissentire.
    Sicuramente come primo requisito per "essere all'altezza" occorre che il software (proprietario o open) sia in grado di funzionare, cioè che sia in grado di svolgere il suo compito in maniera corretta e adeguata all'utilizzo che se ne intende fare. E sicuramente rivedere una GUI o cambiare il set di icone non basta a rendere valido un software che non funziona.

    Per cui possiamo dire che nano è validissimo, ma quanti preferiranno usare gnote o equivalente solo perché ha una GUI e non richiede di ricordarsi particolari combinazioni di tasti per aprire, chiudere, salvare o spostare i files?

    L'aspetto grafico ha la sua importanza, perché la maggior parte delle persone non ha interesse a sapere che il software sia capace di fare il vero caffé napoletano se poi per farglielo fare deve prima sacrificare un gallo nero ad Asclepio. Troverà che sia bellissimo, e tornerà a usare il programma pieno di bachi che però ha un tastino colorato con l'immagine della tazzina di caffé con cui può rapidamente avere il suo caffé. E lo troverà migliore, perché "più facile da usare", anche se poi il caffé che ottiene è un caffé svedese (acqua sporca che nel Pleistocene ha visto da lontano un chicco di caffé).

    Personalmente mi ritengo più informatizzato della media, eppure anche io, al vedere la GUI di HTC ho pensato che fosse meglio dell'Android montato su, per dire, Samsung, solo per la grafica. E sono certo che se mi decidessi a mettere su una Cyano avrei un miglioramento nelle prestazioni anche grazie alla grafica più scarna. Però non lo faccio, perché ormai sono abituato all'interfaccia.

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  9. Imporre software libero nella scuola è qualcosa di impossibile.
    Nella PA invece potrebbe essere fatto (so che qualcosa in tal senso è già stato fatto), perché come in una qualsiasi azienda i dipendenti devono sottostare alle decisioni imposte dall'alto.
    La scuola proprio non dovrebbe avere voce in capitolo, nè fornendo iPad né dispositivi di alcun tipo, perché non ha senso nemmeno imporre Android o Windows Tablet. I prof dovrebbero accettare tutti i formati, di modo che se uno a casa propria vuole usare Mac deve poterlo fare. Poi starà a un buon maestro spiegare che è meglio il software libero, altrimenti è un'imposizione.

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  10. Concordo in pieno! E faccio un appunto sull'ECDL. Un esempio pratico per spiegarne l'inutilita' e' il cellulare: Si fanno dei corsi per imparare ad utilizzarlo? Non mi pare. E quando si cambia cellulare (e quindi interfaccia, e quindi sistema operativo) si segue un corso per certificare la propria abilita' con il nuovo cellulare/interfaccia/os ?
    A tal proposito un mio prof. dell'universita' istitui' ironicamente la EPPDL, la patente europea per l'uso dei telefoni cellulari. Esiste davvero e questo e' il link http://www.eppdl.org/EPPDL.it.html, se volete provare a prenderla basta seguire le istruzioni e i moduli :P

    Si compone di quattro moduli con altrettanti esami da svolgersi mediante simulatori o con esperimenti da compiere nei test-center accreditati.

    Modulo 1: Uso fondamentale del telefono cellulare
    Modulo 2: SMS
    Modulo 3: Gestione delle Reti
    Modulo 4: Aspetti Legali ed Etici

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  11. Alessandro E Basta29/11/12, 17:10

    C'è un piccolo problemino, se a scuola ti insegnano un software libero, quando poi esci da scuola e le aziende invece cercano persone che sappiano usare un software proprietario sei fuori dal mercato..
    Io sono un sostenitore del software libero, però purtroppo ci sono questi problemi e le scuole dovrebbero essere vicine e preparare al mondo del lavoro.
    Se per fare il designer un'azienda chiede che il candidato sappia usare bene photoshop il sistema scolastico che può fare?

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  12. Daniele Bagaglini29/11/12, 18:28

    Ti ringrazio per la citazione.
    Il problema, in effetti, non è tanto una chiusura a priori del mondo reale nei confronti del software libero, quanto la mancanza di interlocutori affidabili in grado di "dialogare" con PA e aziende.
    Io lavoro per una impresa privata dove è molto forte l'adozione di soluzioni proprietarie ad ogni livello, tuttavia la direzione aziendale non si pone tanto il problema delle licenze, quanto quello del supporto che un singolo o una comunità eterogenea di individui non può garantire in tempi ragionevolmente brevi.
    Ad oggi, una azienda che volesse dotarsi di Open/Libre Office al posto di Office probabilmente dovrebbe pagare un tizio più o meno "informato" su certe tematiche per farlo navigare in internet intere giornate alla ricerca di documentazione e/o assistenza sui forum di volenterosi entusiasti del software libero per migrare quella o quell'altra macro o query Excel nella corrispondente funzione di Calc.
    Se qualcuno investisse sul serio nel SUPPORTO, ponendosi in aperta concorrenza ai soliti noti, potendo contare sulla gratuità delle licenze o studiando anche appositi "pacchetti" comprensivi di formazione e assistenza (il modello Red Hat), non credo che esisterebbero remore particolari all'adozione di uno strumento piuttosto che un altro ed il software libero resterebbe comunque libero e gratuito per tutti quelli senza particolari esigenze, ma costituirebbe comunque un fonte di reddito (ed un mercato) per chi ci lavora sul serio sul codice e/o sulla documentazione e, auspicabilmente, potrebbe guadagnarci anche su.

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  13. ok, però un conto è fare un pulsante o interfaccia grafica che abbia un risvolto utile, e un'altro è andare oltre e progettare nuove interfacce, nuove icona, ecc. Ovviamente un software senza interfaccia non è usabile, ma una volta che hai raggiunto la soglia dell'utile continuare su quella strada diventa in-utile e soltanto effetti speciali.

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  14. Chapeau.
    Davvero ottimo articolo, leggendolo mi è venuto in mente come paragone lo spacciatore che ti dà cocaina aggratis fino all' assuefezione, idem.

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  15. @google-5f8a06a8650a0735a1358d376e487ee8:disqus


    I prof dovrebbero accettare tutti i formati, di modo che se uno a casa propria vuole usare Mac deve poterlo fare.



    Però nell'ottica di una liberà diffusione dell'informazione, se io professore do a un allievo un file in formato proprietario, il mio allievo dovrà come minimo accettare una licenza d'uso prima di aprire il file. Quindi per lasciare libero lui di fare quello che vuole, ma allo stesso tempo di avere accesso a tale informazione, non mi resta che rilasciare tutto in formato aperto.


    Sulla impossibilità non saprei invece.
    Immagina lo stato che dedica risorse e decide di fare una distro apposta per le scuole. Qualcosa di simile succede in paesi come Venezuela se non sbaglio.


    Riguardo i dispositivi purtroppo prima o poi le scuole si doteranno di dispositivi per evitare lo spreco di carta, ecc.. a questo punto forse è meglio che usino dispositivi "liberi". Tanto per fare un'esempio ecco quello della lavagnetta Wiild


    https://wiild.crowdmap.com/

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  16. ma posso fare solo il Modulo 4? :D

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  17. Sul designer, come ho scritto sul post, la faccenda è annosa. Perché in effetti Photoshop ha un livello molto ma molto alto di GIMP. Quindi in questo senso il tuo discorso ci sta.

    Sul resto è tutto un discorso legato a una abitudine.

    Per questo parlo di circolo vizioso.

    La scuola con i corsi di ECDL alimenta il sistema del "mondo del lavoro", dove prevalentemente troviamo software proprietario, il che spinge alla scuola a continuare in questo senso.

    Ma visto che in un sistema capitalista e liberista non puoi imporre a una azienda cosa usare, tocca invece partire riformando la scuola (dove lo stato può intervenire).

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  18. Grazie!
    Florian ti devo ancora rispondere alla mail!!

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  19. Bell'articolo coniglio

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  20. Tra l'altro anche dal punto di vista informatico l'ECDL è dannosa: io l'ho data al primo anno di economia, prendendo 28/30. Poi sono andato a informatica e li la mia media finale è stata di 29,75.
    Insomma non è neanche un buon test per garantire che uno ci sa fare col pc, anzi ti insegna proprio un cattivo modo di usare il computer privilegiando il sapere al capire... infatti non ho mai neanche ritirato l'attestato e mi vergogno di essermi fatto abbindolare da sta cazzata.

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  21. Le aziende chiedono anche programmatori laureati con 110 e che sanno Java e la scuola si è attrezzata per darglieli.

    Abbassando l'asticella... tanto che ci sono ottimi programmatori che snobbano la laurea, anche se li avrebbre sicuramente fatti crescere, e poi non arrivano nei ruoli chiave da cui avrebbero potuto spezzare questo circolo vizioso.
    La scuola non ti deve preparare per il mondo del lavoro: ti deve mettere in ordine di bravura e ti deve accrescere come individuo nella vita che è molto più importante del primo impiego.

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  22. Disadattati sociali, filosofi e sognatori :)

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  23. Noel Forcherio02/12/12, 21:42

    Un bellissimo articolo....in realtà però penso che non basti il dire che è colpa della scuola, perchè comunque se un genitore deve scegliere tra un ECDL (che ad oggi ancora molti datori di lavoro CHIEDONO) e usare strumenti di lavoro OPEN ma che di fatto li esclude dal mondo del lavoro (anche se in realtà in molti uffici basterebbe un raspberry con una suite qualsiasi per ufficio open) quale sarà il risultato? ECDL


    Io sinceramente sono un fruitore di APPLE, perchè ho consapevolmente scelto un HW che mi fosse utile e che sentissi più vicino alle MIE esigenze, ciò non toglie che ad OGGI sul MAC io usi OPEN OFFICE, GIMP ed un sacco di altri programmi che ritengo indispensabili. In realtà è un discorso che andrebbe fatto in parallelo, Alle aziende andrebbe fatto notare che i soli costi delle licenze possono essere eliminati a fronte di un HW spesso molto più economico per un doppio risparmio, certo non vale ovunque, ma i milioni di uffici in ITALIA a parte OFFICE difficilmente avranno bisogno di altro. Dall' altro si dovrebbe avere un'attenzione CONSAPEVOLE da parte delle istituzioni degli strumenti informatici nelle scuole..... Gli Ipad nelle scuole come i MAC ed ogni altro strumento e sottolineiamolo "STRUMENTO" informatico possono essere ottimi, a patto che non siano sponsorizzati dal "PROFUMO" di turno con le tasche ancora gonfie di MAZZETTE. Purtroppo tutti ciò non potrà MAI avvenire nel nostro paese perché abbiamo una classe politica MALATA e CORROTTA, che non pensa affatto ai sui giovano, ed in cui lavorare 10 ore al giorni spesso anche sabato e domenica per 600 euro al mese non solo è normale ma è perchè siamo CHOOSY. Purtroppo la verità è che è solo uno dei circoli viziosi che abbiamo e che purtroppo sono legati a molti altri che devono essere smantellati per poter dare una raddrizzata alla strada che stiamo percorrendo.............

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  24. multiplicis12/12/12, 03:30

    Il problema non è tanto l'ECDL, ma le scelte del Ministero della Pubblica Istruzione. C'è la possibilità di fare corsi "ECDL Open" basati su Linux e Libreoffice. Il problema è che la scuola italiana preferisce fare corsi "ECDL Closed".

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Caro troll. Se proprio devi trollare, fallo con stile: Niente insulti personali, niente giudizi sugli altri, niente ordini. La critica è bene accetta, la merda invece verrà moderata. E ricorda, non bestemmiare, fa come Coniglio: miscredi.