lunedì 4 febbraio 2013

Il M5S e le analisi sballate

Partito-Grillo-M5S-Cattaneo-Lino-Banksy
Che ci piaccia o no, il Movimento 5 Stelle è uno dei fenomeni politici più interessanti e curiosi di questo paese, almeno degli ultimi dieci anni. A dire la verità - dal mio punto di vista da straniero - tutta la politica italiana ha un suo perché molto folkloristico. Molto intrigante.

Ma uno che prima faceva il comico, che progressivamente inizia a criticare il sistema in modo serio, per poi creare un partito in piena regola col sistema, chiamandolo con l'ossimoro di 'MoVimento apolitico', e che a colpi di frusta fascistoidi conduce il suo carroccio a cui inizialmente non davano una lira ma oggi rappresenta una bella fetta di elettorato, beh, una cosa così, lasciatemelo dire, è da film documentario.

Il mio giudizio personale si stupisce ancora di più quando considero che non ci si aspettava che il M5S potesse essere così "popolare" in un paese come l'Italia, che di populismo e qualunquismo aveva avuto una dose parecchio forte. Una dose che viene rincarata dal M5S; il risultato sono tante analisi sballate.

Di quale analisi parlo? Di quelle anticipate Mercoledì dalla Stampa e presentate ancora meglio dal Huffington Post Italia - Cavolo, è la prima volta che l'Huffington Post Italia mi risulta più utile di un giornale, la differenza con quest'ultimo sta nel fatto che probabilmente non hanno pagato chi ha scritto l'articolo.

In parole povere, la Fondazione di ricerca Istituto Cattaneo ha effettuato un'analisi edita da "il Mulino" col titolo "Il partito di Grillo". La ricerca è «basata su 10.000 casi (analizzati con interviste telefoniche a cui si aggiungono altre interviste fatte da colloqui lunghi in diverse città italiane).»

Se consideriamo che un sondaggio, per ritenersi attendibile, deve godere almeno di 1000 casi - non a caso i sondaggi di Enrico Mentana vengono considerati un penoso oroscopo astrale visto che secondo alcuni ha circa 500 -, possiamo concludere che 10.000 casi non sono mica i pareri del mio e del vostro cugino.

Ma vediamo gli sballamenti, inizio con quelli che ritengo "minori" per importanza:

  • Il M5S propone una immagine di partito giovane, ma ci risulta che il cuore degli attivisti sono persone attorno ai 35 e 44 anni. Per lo più tecnici, piccoli imprenditori, dipendenti di aziende di software. Forse in Italia ed Europa quella fascia è sinonimo di gioventù, ma nel resto del mondo non lo è. In Argentina verreste considerati dei vecchi. Mi dispiace.

  • Il M5S fa enfasi sulla partecipazione attiva e il fare politica sul posto, ma ci risulta che tra le sue fila non c'è molto coinvolgimento per quel che riguarda l'associazionismo, il volontariato, e la cultura. Sì, so benissimo che il Movimento appoggia i NoTav, i referendum e i comitati dell'acqua ecc, ma appoggiare formalmente non significa farne parte. Basta citare l'esempio sul referendum in Valle d'Aosta dove il M5S faceva parte marginalmente. Secondo alcuni valdostani, dopo più di un anno di incontri "Grillo è venuto ad Aosta a fare il suo discorso solo il giorno prima del referendum".

Ed ora ecco gli sballamenti più belli:

Primo sballamento

La prima fonte di informazione dei grillini non è internet, bensì la televisione.



Chi l'avrebbe mai detto, eppure le presenti schede ci fanno vedere che, tranne a marzo 2012, tutti gli altri mesi la TV risulta il principale mezzo attraverso il quale si informano, seguito da giornali e in secondo luogo internet. Ad onor del vero, va detto che se lo si compara con gli altri partiti il M5S fa uso maggiore di internet. Ma il web rimane sempre in secondo piano rispetto la Televisione. Probabilmente gli attivisti usano il web ma gli elettori vengono ancora attirati dalla presenza di Grillo in TV. Presenza tra l'altro mono-direzionale visto che finora Grillo non è mai andato ad un dibattito ma è stato sempre trasmesso mentre faceva monologhi.

Guardando la seconda scheda vediamo una bassissima percentuale di discussione politica. Molto assurdo per un partito che proclama la democrazia partecipativa.

Mi ero completamente sbagliato. Pensavo che i fanatici grillini fossero degli esaltati che si informassero guardando soltanto le cazzate che spara Byoblu su youtube, invece pare che dopotutto la TV la vedono, e come se la vedono.

Secondo sballamento

Questa è bella. Nonostante il M5S dal 2012 peschi voti dall'elettorato di centro-destra e dalla Lega, alla domanda: «Indipendendemente dal suo voto alle elezioni, lei personalmente si definirebbe di...», il risultato ci dice che i grillini si definiscono elettori di centro-sinistra.



Vorrei raccontarvi l'aneddoto di quella volta che trovai, non uno ma due, soggetti che sostenevano di essere di sinistra ma di votare La Lega Nord. Giusto per farvi capire che sì, al mondo esistono persone che pensano di essere x ma in realtà sono y. Convintissimi.

Ma non ve lo racconterò perché sarebbe una vicenda personale senza riscontro scientifico. Esiste un'altra spiegazione.

Secondo alcune ricerche di marketing politico, negli elettori prevalgono certi fattori o preferenze ricorrenti per i propri candidati rispetto la loro personalità, e queste preferenze differiscono a seconda dell'orientamento del elettorato.

Ad esempio, gli elettori di destra spesso preferiscono un candidato con energia, capacità di imporsi, disciplina, senso del dovere. Mentre gli elettori di sinistra preferiscono l'altruismo, la cooperazione, apertura mentale, progressismo più che conservatorismo.

A farci caso, in Beppe Grillo si possono trovare entrambe queste qualità. In modo estremamente curioso. Pare che nei modi lui abbia le qualità del candidato di destra, mentre per quanto riguarda i contenuti, parli di tematiche attinenti a un candidato di sinistra (con eccezioni meritevoli, ad esempio questione immigrazione).

Ne consegue un personaggio che in modo energico e dittatoriale urla discorsi altruisti e "aperti mentalmente". Un comico che mette a rischio la sua carriera per gli altri, e altruisticamente detta regole e si arrabbia con chi non ubbidisce. Così all'improvviso, secondo i discorsi di Grillo, bisogna usare energie rinnovabili perché sì, e bisogna farlo subito senza tante discussioni. Sì e basta porcaputtana.

È una contraddizione grossa, è ironia pura. Ma a quanto pare funziona, e quindi abbiamo elettori che si considerano di sinistra ma seguono un leader di destra. Per cercare di fuggire a questa contraddizione ho già scritto che non bisogna concentrarsi nei contenuti dei suoi discorsi, ma nei modi in cui Grillo ci si pone. È l'unica via per identificare la sua forma politica. La sua e quella del M5S. E non mi riferisco soltanto ai modi in cui parla ma ai modi in cui gestisce il movimento dall'interno.

Terzo Sballamento

Stando al M5S non c'è più bisogno di partiti o leader, ma allo stesso tempo la leadership di Grillo è riconosciuta in una maniera molto forte da parte dei grillini. Anzi, all'improvviso pare che secondo il 77% del suo elettorato c'è bisogno di un leader forte.


Intanto potremmo liquidare una contraddizione del genere sostenendo che è il risultato di un fanatismo verso il loro leader degno di un fanboy di Apple. Cosa che penso in parte, e su questo punto il Dottore Usaghi si è già espresso descrivendo l'esperienza mistica sul campo ne La Fenomenologia della Grillosità Dilagante.

Tuttavia, questo «paradosso insanabile» potrebbe spiegarsi nel paradosso stesso di Grillo nei confronti del movimento, ne parla anche Giuliano Santoro in Un Grillo Qualunque.

La particolarità del loro leader sta nel fatto che lui "non si candida" - due anni fa avevo scritto "ci mette la faccia ma si para il culo", per rendere meglio l'idea -, il che significa che il M5S non ha un candidato premier.

Quindi sebbene a tutti gli effetti il leader del M5S è Beppe Grillo, formalmente loro non hanno un "leader" che prenderà le redini in modo "istituzionale". Altra caratteristica che potrebbe portare in cortocircuito qualcuno se non fosse che non dovremo mai scordarci che Grillo ha più potere di qualunque iscritto. E ciò è dovuto al punto 3 del loro non-statuto, che gli concede - grazie al copyright - la possibilità di decidere chi può e chi non può rappresentare il M5S.

A quest'ultima contraddizione possono risponderci che Grillo detiene i diritti per proteggere il movimento, che lui sia solo un "portavoce o megafono" e il copyright sia necessario. Ma queste sono solo motivazioni. Il fatto incontestabile è che nel Movimento 5 Stelle lo slogan "uno vale uno" è falso dato che Grillo possiede più potere di chiunque altro.


Fonti
- Tutte le slide e le tabelle sono del libro "Il partito di Grillo" edito da Il Mulino, di Piergiorgio Corbetta e Elisabetta Gualmini. Pubblicate sul Huffington Post Italia.
- La foto "Populist Art" è opera di Lino Bansky, l'artista di streda.

56 commenti:

  1. non ho capito se Grillo ha capito che, nel caso eleggesse un tot di candidati m5s in parlamento, e questi 'disubbidissero' alle indicazioni di partito, potrebbe scomunicarli ma non cacciarli dal parlamento, ritrovandosì così con deputati che potrebbero votare qualunque cosa e che lo esautorerebbero di fatto del suo potere di leader.

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  2. Daniele Florian04/02/13, 10:32

    L' ambiguità destra/sinistra forse in Italia non è cosa che riguarda solo Grillo. Pensiamo a Travaglio, e a tutto quello che è stato in fondo il berlusconismo, forse è lì che è nato tutto e che ha avuto origine il disguido. Forse per risolvere il problema basterebbe far passare un pò più l' idea che no, per essere di sinistra non basta dire che Berlusconi è brutto cattivo e Ruby.

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  3. http://humachina.blogspot.it/04/02/13, 10:44

    Questa mescolanza di qualità che si ritrova in Grillo ricorda quella mussoliniana, anno 1919. Il fascismo alberga nell'italiano, resta sopito per un po', poi riaffiora ciclicamente sotto varie forme. Sempre più farsesche.

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  4. Interessante anche questo.
    Credo l'abbia capito.
    Stando a Giornalettismo pare che un candidato del M5S lavori o lavorasse nella Casaleggio associati:
    http://www.giornalettismo.com/archives/732437/linfiltrato-di-casaleggio-nel-movimento-5-stelle/
    Inoltre io credo che stia tutto nel come e chi mandare in parlamento. Se scegli le persone giuste rischi di meno.

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  5. Sì, è vero, è una ambiguità molto italiana.
    Grazie del commento ;)
    OT: devo ancora finire di leggere il tuo post, mi manca la seconda parte! ma la prima è molto interessante ;)

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  6. infiltrare persone 'di fiducia' di Grillo o Casaleggio (bypassando le parlamentarie) sarebbe un modo. Un altro (che può anche sovrapporsi) è dare 'incentivi' privati ai parlamentari. Io credo che quando non c'è una visione ideologica forte del proprio schieramento, un'appartenenza comune di lunga durata, o la mera volontà di autoconservazione di apparati di partito, tenere la coesione in un gruppo parlamentare sia molto arduo.

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  7. Esiste un modo per spiegare l'insistente contraddittorietà con cui ci si scontra quando si affontano questi discorsi con un grillino: il M5S è un marchio e in quanto tale si pubblicizza, e la pubblicità contiene per sua stessa natura una dose più o meno considerevole di menzogna. Così, che importa se gli elementi astratti dell'identità del marchio poi non si riflettono veramente nella concretezza del reale? Avete mai visto qualcuno comprare scarpe Nike e lamentarsi che queste non lo avessero fatto veramente diventare un grande atleta, come vorrebbero trasmettere gli spot pubblicitari?

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  8. Sono d'accordo: questo carrozzone potrebbe sfasciarsi da un momento all'altro, perché ciascuno dà per scontate cose opposte a quelle date per scontate da altri. Come scrissi qualche mese fa:

    «non si ottiene mai una risposta univoca sui grandi temi dei diritti e
    del lavoro: sarebbe come chiedere che ne pensano gli italiani. Alcuni in un modo, altri in un altro modo. Ma questo non è un progetto politico: cosa faranno, qualora dovesse capitare, quando toccherà decidere che posizione prendere in Parlamento in merito a questioni come matrimoni tra omosessuali o provvedimenti contro l’omofobia? Scopriranno di non essere d’accordo e si scanneranno tra di loro, esattamente come già fa il PD? E sulla cittadinanza a figli di stranieri nati in Italia? Si scanneranno come il PD? No, grazie. Preferisco qualcuno con le idee più chiare, specialmente su certe questioni fondamentali».

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  9. scienzedellevanghe04/02/13, 11:33

    A saperlo lo sa, uno o due casi di tradimento li mette in conto, probabilmente è già pronto a sfruttarli per dimostrare che gli serve più potere. Lo vedremo non a queste elezioni ma a quelle successive.

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  10. René Thom04/02/13, 12:20

    interessante! Personalmente io ho fatto fatto un piccolo (un pò rozzo) lavoro di indagine tra i fedeli del nuovo culto (non solo peones...anche caporali :-) ponendo la domanda inversa...vale a dire se si rendevano conto che era impossibile far decadere dai mandati eventuali "eletti infedeli" e che ciò rendeva inefficace la minaccia...poichè espellere un "eletto" causa un danno a chi espelle ed un vantaggio al "nemico" che può arruolarlo...


    ...reazioni: stupore, sorpresa, costernazione, dubbio, smarrimento.


    nell'ordine. :-)

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  11. Il Grillo megafono mi riporta a questa storia:
    Un giorno Mullah andò a comprare un asino. Il mercato era nell'ora del massimo fervore, affollato di contadini. Nel gran chiasso Mullah sentì dire a un tale che lì non c'erano che asini e contadini. Nient'altro.
    "sei contadino anche tu?" gli domandò lui.
    "io? No..."
    "E allora non dire altro!" ironizzò Mullah

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  12. Senza dubbio Il M5S è un fenomeno italiano interessante anche perché non ha avuto eguali in Italia.

    - Tutti i partiti politici di stampo classico hanno fallito nel tempo; tutti. Sia per la incapacità dei loro partecipanti sia per il "naturale egoismo dell'italiano medio votante" (o ci guadagno pure io dalla tua elezione o non se ne fa niente) che è una costante.
    - Il M5S punta a raccogliere sostenitori principalmente dal web che contiene perlopiù giovani votanti che ancora non conoscono la vecchia politica italiana o magari sognano di poter cambiare questo paese.

    - L'Italia è fatta di gente che ha una "cultura del web" molto inferiore rispetto agli altri paesi Europei e non; oltre a delle strutture carenti per la diffusione di Internet, mentre quelle esistenti sono di bassa qualità e costose; se poi ci aggiungi che la maggior parte degli utenti usa Internet SOLO per i download illegali e per farsi le famose s***e su YouPorn, vuoi che il web sia la prima fonte di informazione dei potenziali votanti del M5S ?

    - L'Italia è un paese per vecchi corrotti e corruttori fatta per vecchi corrotti e corruttori, con figli che saranno vecchi corrotti e corruttori. Altrimenti non si spiega come può gente come Berlusconi governare per tanti anni nonostante tutto.

    - Gli italiani hanno bisogno di un leader perché da sempre sono abituati a "lasciare la risoluzione dei LORO problemi al potente di turno". Senza un leader il M5S non sarebbe nemmeno nato poiché nessun cittadino normale ha la forza di opporsi alla politica corrotta italiana che, ricordo ancora, ha radici profonde in ogni italiano, fa parte dell'italiano. Alcuni esempi di leader ? Mussolini, il cui mentore era Hitler; Berlusconi, il cui mentore era Craxi.



    - Le possibilità sono scarse ecco perché sento che dobbiamo dare una possibilità al M5S.

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  13. @lalla

    [utilizzo m5s, grillo e casaleggio come sinonimi. quando mi riferisco ai sostenitori uso grillini. In generale ritengo che la maggioranza di questi ultimi possa rientrare nella categoria dei consumatori di dissenso]

    credo lo abbia capito perfettamente e che rientri nella stessa strategia per del suo non candidarsi.

    provo a spiegarmi meglio ma prima specifico che, partendo da un esame dallo storico del m5s ritengo sia corretto considerarli come partito azienda (ovviamente questo non implica il lucro come fine primario).

    - il bene primario di un’azienda non sono i prodotti o il know-how ma il brand in quanto fornisce l’identità. Questo è particolarmente vero per prodotti dal consumo emotivo.

    - grillo lo sa bene come si può vedere dalla pervasiva brandizzazione dei contenuti prodotti (logo sempre presente nei video, sigla, etc) e dall’enfasi che viene posta sia nello statuto che nelle fatwe (inibizione all’uso ha lo stesso sapore di una scomunica).

    - la brandizzazione si può notare anche nella retorica per cui se il m5s partecipa ad una istanza questa viene definita come “la nostra battaglia” (cosa che, accomunata agli attacchi che negli anni precedenti grillo ha fatto ad altre realtà, più o meno meritevoli, implica un’aspirazione monopolistica del dissenso).

    - il m5s ha aggregato una massa alquanto eterogenea (vedi la tab sopra sulle declinazioni politiche dei membri). Il collante (fatta eccezione per alcuni temi alquanto banalmente generali) è lo stesso grillo verso il quale la stragrande maggioranza dei grillini ha sviluppato un vero e proprio culto della personalità (operazione peraltro ampiamente incentivata)

    proteggere il brand:

    per poter mantenere quest’immagine grillo ha bisogno di evitare test/confronti che possano mettere in discussione la sua narrazione. Ritengo che da questo derivino:

    - il non partecipare a confronti pubblici (non potrebbe usare una narrazione iperbolica e sarebbe smentito su svariate bufale)

    - il divieto ai grillini di partecipare a trasmissioni televisive e la conseguente acrimonia vs chi trasgredisce (ogni volta che succede emerge la totale inadeguatezza dei soggetti o, nella migliore delle ipotesi, quanto sia banale il loro buonsenso. Pertanto viene smentito il frame dei ‘giovani informati ed attivi’)

    - il suo non candidarsi (e qui veniamo al punto posto da @detta_lalla) implica che, nel probabilissimo caso di una debàcle produttiva/riformatrice degli eletti, al più potrà essere tacciato di aver scelto male. Basterà quindi che inibisca agli eletti l’utilizzo del simbolo evitando che il brand ne subisca eccessivamente e, anzi, rafforzando il frame di accerchiamento che è una componente molto forte della mentalità grillina.
    d’altronde i grillini voteranno grillo e non i candidati (basta pensare a quanto sono attivi sul palco durante gli spettacoli) pertanto un loro eventuale dissenso, anche se coordinato e congiunto, non consente l’esecuzione di un putsch

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  14. sono d'accordo ma non dimentichiamo che i partiti di modeste dimensioni e leaderistici come ad esmpio IdV e Futuro e libertà, in seguito a scissioni e compravendite nei gruppi parlamentari hanno perso talmente in credibilità ed elettorato che i loro leader per essere candidati alle prossime elezioni si sono ridotti a gregari di schieramenti eterogenei (quelli di Monti e Ingroia) nei quali sono praticamente spariti mediaticamente (e politicamente). Eventuali grillini dissidenti se aderiranno ad altri gruppi parlamentari potranno magari ripresentarsi da 'venduti' nei nuovi schieramenti ma il m5s avrà perso quella che spaccia per la sua peculiarità: laggente che si propone dal 'basso' della rete, la trasparenza, l'antipartitismo etc.. Se ciò accadesse non penso che Grillo se la potrebbe cavare con 'abbiamo scelto male', dovrebbe rivedere tutto l'impianto, l'idea e la struttura del suo 'movimento'. Se gli eletti si riveleranno dei nuovi Scilipoti sarà una bella arrampicata sugli specchi. (tutto questo lo dico riferendomi al livello centrale, i livelli territoriali, i consigli regionali, etc sono un ragionamento a parte).

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  15. Quella del marchio mi piace ed è una teoria validissima.

    Quel che noto personalmente è che oramai qualunque partito che curi un minimo la sua immagine e quella del suo candidato è diventato un marchio. La brandizzazione di cui parla @twitter-108959881:disqus in risposta a lalla.

    Tuttavia nel M5S forse la particolarità sta nel fatto che il candidato non è un candidato istituzionale.

    Fatto sta che non possiamo negare che il voto è divenuto oramai una merce di scambio e questo lo sa benissimo Grillo e Casaleggio.

    Tanto per fare un esempio chiaro: gli stranieri nel M5S

    Il M5S, da quel che ho capito, non permette l'iscrizione a stranieri e immigrati. Il framing utilizzato per questo è che "tanto loro non possono votare". O almeno questa è la scusa sentita e letta in giro a difesa del M5S.

    Se consideriamo che persino La Lega permette l'iscrizione agli stranieri nel suo partito, la cosa potrebbe sembrarci ridicola. E lo è. Però allo stesso tempo questo potrebbe svelarci le reali intenzioni di Grillo&C, se professi democrazia partecipativa ma non fai iscrivere una persona perché tanto questa non può votare alle urne, allora mi fai capire che ti interessa soltanto il voto effettivo. L'unico "capitale" del cittadino-consumatore.



    PS: appena ho tempo leggo i post linkati.

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  16. certo l’eventuale, e probabile, “ho scelto male” non eviterà tutti i danni e credo che grillo stia lavorando in quel senso (ha già iniziato a preventivare la presenza di ‘traditori e scilipoti’).

    Relativamente al diventare gregari non credo potrà essere questo il caso in quanto, a differenza dei partiti che hai citato, m5s è un prodotto identitizzante (nel senso che fornisce identità ai propri consumatori). I partiti tradizionali, invece, ad eccezione della lega (oh mio dio, ho considerato la lega come tradizionale.. Aiutoooooo) ed alcune sacche di berlusconismo, non credo contribuiscano in egual misura all’autodefinizione o siano punto di riferimento dei propri elettori. (e qui c’è un altro elemento in comune tra lega, b e m5s.. Sono voti emotivi (benché quello a grillo è spacciato come razionale))


    ma a questo punto credo possa essere interessante porci anche un'altra domanda: a grillo interessa maggiormente una rappresentanza parlamentare al fine di incidere o il potere che conferisce il 'monopolio del dissenso'?

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  17. Ogni partito è diventato marchio con l'invasione di ogni ambito della vita collettiva e individuale da parte della cultura aziendale.

    In “No logo” questo era scritto già 13 anni fa: «Dopo alcuni anni di concerti della Molson, visite papali sponsorizzate
    Pepsi, zoo Izod e corsi doposcuola di basket della Nike, si crede che
    tutto abbia bisogno di uno sponsor. Ci convinciamo tutti che non sono le aziende che scroccano un passaggio
    alla nostra cultura e alle nostre iniziative pubbliche, ma che la
    creatività e la congregazione non sarebbero possibili senza la loro
    generosità»

    Sugli stranieri nel M5S, confermo ciò che hai sentito dire: nell'articolo 5 del “Non statuto” c'è scritto che il movimento è «aperto ai cittadini italiani maggiorenni», cioè agli italiani con diritto di voto.

    La conclusione di questa mia altra analisi (chiedo perdono per l'invasione del blog, ma finché non vado fuori tema spero che possa essere utile) prende in considerazione questo dato e lo valuta nel contesto culturale e nella prospettiva politica in cui si pone il M5S, ed è, per l'appunto, che «i “cittadini” che il M5S vuole rappresentare sono gli
    “individui con cittadinanza italiana”. Qui il cerchio si chiude: il
    rifiuto della rappresentanza di interessi “di classe” si accompagna
    all’accettazione della rappresentanza “di nazionalità”; questo discorso è
    puramente ideologico e ricalca e richiama vari tipi di rappresentanza
    storici, in primis quella nazionalista, che divide gli
    interessi politici degli individui non in base alle loro condizioni
    materiali ma a concetti astratti e arbitrari come la cittadinanza e la
    nazionalità.

    Ecco dunque che, dimenticando ed escludendo gli stranieri, anche di
    seconda generazione, e tutte quelle persone prive formalmente di
    cittadinanza, come gli immigrati senza documenti, il M5S inserisce delle
    limitazioni al concetto di rappresentanza “totale”, rivelandosi in
    questo un movimento ideologico al pari della politica da cui vanta di
    distinguersi.»

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  18. Daniele Florian04/02/13, 17:37

    ok, comunque la seconda parte te la consiglio perchè è molto più incentrata su grillo, anche se le cose che si dicono ormai le conosci... yo! ;)

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  19. Pasolini parlava del "fascino del fascismo".

    Una sorta di coazione a ripetere gli errori dei padri, che sebbene sappiamo siano errori non gli abbiamo mai vissuto di persona e quindi ne siamo attratti.

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  20. Come ha detto qualcuno, il M5S è come una macchia di Rorschach: non ha una forma definita e quindi ognuno ci vede ciò che vuole.

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  21. Premetto che il M5S non è un fenomeno unico nella storia, se togliamo l'emento di internet ha fattori comuni a tantissimi movimenti del passato.

    1 - I partiti politici non sono fatti per durare, sono fatti per rispondere a delle esigenze concrete, che trovano la loro dimensione nel loro contemporaneo. Proprio la difficoltà tutta italiana nel concepire la politica in modo più elastico ha portato a questo immobilismo, per la seconda volta nella nostra storia.

    2 - I movimenti di rottura sono sempre stati un ricettacolo perlopiù giovanile, internet è solo un nuovo mezzo, la storia si ripetete comunque nelle stesse modalità.

    3 - L'Italia è indietro culturalmente sotto molti punti di vista, non ultimo il web. I simpatizzanti del M5S sono spesso navigatori inesperti, che credono che l'informazione su internet sia oro colato, non a caso molti di essi sostengono l'esistenza delle scie chimiche, del fracking in Italia, di HAARP che causa terremoti e uragani e di un numero assai notevole di cure per il cancro.

    4 - Berlusconi è specchio della nostra situazione culturale, non vedo in che modo il M5S possa essere una alternativa in questi termini, almeno finché non otterrà un reale autonomia da Grillo.

    5 - "Gli italiani hanno bisogno di un leader" è una generalizzazione, la politica così concepita ha bisogno di un leader che capeggi il suo Partito (com'è in gran parte dei paesi democratici) , in teoria il M5S è un esperimento di democrazia diretta, il che fa un po' a pugni con la figura del leader. C'è una contraddizione di fondo. (storicamente è Mussolini mentore di Hitler)

    6 - Le possibilità di scelta ci sono, non è il M5S l'unico movimento alternativo e non è nemmeno il più recente.

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  22. Le possibilità di scelta ci sono, ma a sentire questi del M5S, pare che portare un panettiere o un salumiere in consiglio
    comunale sia una rivoluzione (ma dimenticano che il PCI portava gli
    operai in parlamento); pare che le mobilitazioni contro le grandi opere
    non ci sarebbero state senza l’appoggio decisivo del M5S (ma dimenticano
    che, per esempio, il movimento NoTav e quello contro il nucleare sono
    esperienze decennali); pare che nessun partito politico abbia mai
    destinato parte degli stipendi degli eletti ad attività diverse da
    quelle connesse alle tasche private dei singoli (ma dimenticano, per
    esempio, Rifondazione comunista); pare che i referendum contro la
    privatizzazione dell’acqua siano stati una vittoria politica del M5S (ma
    dimenticano quello che fu il popolo di Genova); se tutto il resto non esiste e
    non è mai esistito, rimane solo il M5S.

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  23. È normale che non sappiano tutto ciò. Gran parte dei giovani simpatizzanti e attivisti del M5S sono tizi che se ne sono fregati della politica fino a ieri, ed ora vogliono governare un paese! Ne ho parlato approfonditamente in due articoli (http://movimentocaproni.altervista.org/blog/tag/tnunami-tour/) non si rendono conto nemmeno che quello che dicono ha radici lontanissime, non solo non stanno inventando nulla, ma prendono il peggio della politica di inizi '900.

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  24. Grazie dell'articolo!

    Penso che entrambe le tendenze da te citate nel commento sopra (provenienza dal non-voto o dal disinteresse per la politica da un lato, incapacità di individuare delle radici nel passato) sia dovuto alla profondità storica, nel retroterra culturale alla base del M5S, quasi completamente inesistente: tutto ciò che potrebbe anche costituire le radici rimane nella visione cinquestellina “il passato”, quindi qualcosa da misconoscere e rinnegare in toto.

    Ma poi il bello è che in moltissimi non sono disinformati solo sul passato, ma pure sul presente e sull'attualità! Anche lasciando da parte i vari esempi di complottismo di cui dicevi prima, questo accade addirittura per quanto riguarda il movimento stesso: durante uno “Tsunami show” trasmesso online, Grillo parlò di «diritto ad internet alla nascita» e io commentai che invece «di diritto alla cittadinanza alla nascita chi se ne importa», viste le posizioni grilline sullo ius soli. Arrivarono le truppe cammellate: «Ehi, che diamine stai dicendo? Disfattista! Disinformatore! Grillo non ha mai detto questo!». Quando mandai la fonte, ovvero il post sul blog di Grillo, con le sue riflessioni in merito sul fatto che lo ius soli fosse «senza senso», tra l'altro per dei motivi ridicoli, tacquero tutti mortificati.

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  25. Oh non è che Grillo finisce per essere Rorschach, Casaleggio Adrian Veidt e Byoblu Doctor Manhattan!? :O

    PS: per i fan di Alan Moore ho appena detto una bestemmia.

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  26. Io voterò 5 stelle, come già ho fatto diverse volte. Ci sono tante critiche che si possono fare al leader e/o agli elettori, ma il programma spacca.

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  27. Hai presente quando Krusty il Clown mostra i suoi "autori del programma" e ci sono un sacco di scimmie che battono tasti su macchine da scrivere?
    http://movimentocaproni.altervista.org/blog/scimmie-ammaestrate/

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  28. No fermi tutti. Sto leggendo il post.
    Tu stai usando windows!
    Servo del potere forte! esci da questa tana!!
    =P

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  29. Ahahaha ma come faccio a fare la tesi e giocare coi videogiochi poi? XD

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  30. Sull'ultima parte totalmente d'accordo. Inoltre senza andare lontani, nel momento in cui il M5S indice uno statuto e nel momento in cui partecipa ad elezioni ci troviamo davanti ad un partito. Come dicevo in questo post "in piena regola col sistema".

    Solo una piccola digressione che mi interessa perché volevo farne oggetto, forse, di un prossimo post. Prendo spunto di quel che hai scritto sopra:

    "Ogni partito è diventato marchio con l'invasione di ogni ambito della vita collettiva e individuale da parte della cultura aziendale."

    Io qui la vedo in modo diverso. Siamo sempre in sintonia, ma credo che i partiti siano diventati un marchio con l'invasione della dinamica del marketing in politica stessa, non necessariamente nel essere entrati nella vita collettiva e individuale, ma forse dopo. E il fenomeno si verifica in tempi diversi a seconda dei paesi. Negli Stati Uniti tale "invasione" è avvenuta quasi in contemporanea con l'avvento della televisione e i primi spot elettorali televisivi, Ronald Reagan guarda caso era un attore, ma in Italia no andò così. In Italia a farci caso, prima dell'avvento di Mediaset il servizio radio televisivo fungeva in modo da tenere l'assetto culturale coeso, sia perché contribuiva - meglio delle scuole - ad imporre l'italiano standard a discapito dei dialetti, sia perché offriva un ampio pacchetto culturale. Con l'avvento delle TV di Berlusconi arriva la competizione (circa 1984), e la RAI si dimostra incapace di competere nonostante il canone, dovendo introdurre la "tv spazzatura" (colpa della mancata regolamentazione denunciata da anni dalla Corte Costituzionale proprio per evitare il monopolio Mediaset che si sarebbe verificato in seguito). Eppure ancora i partiti non erano un marchio. In italia la concezione di Partito-Marchio e Cittadino-Consumatore arriva nel 94, nella Seconda Repubblica, perché è stato in quel momento che i media sono stati utilizzati per fare comunicazione politica in pieno stile campagna-moderna, e il fatto più eclatante è che questo modo di fare ha segnato un prima e un dopo nel modo di fare politica in Italia, costringendo gli altri partiti ad adeguarsi. E si sono adeguati Purtroppo, secondo me (ma non è che prima andasse meglio). Ecco, detto ciò, per collegarci un'attimo al tema centrale, io ho ragione di credere che Grillo, attuando attraverso internet, rifiutando il "rapporto" in chiaro coi Mass Media costringerà - così come l'ha fatto Berlusconi - in una qualche maniera gli altri partiti. Come ancora non lo so però questo andazzo creerà qualche strano rapporto.

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    PS: Riguardo i link l'unica cosa che ti chiedo è di metterli in chiaro (cioe incollando il url), anche perché quasi sempre controllo e rispondo ai commenti per mail senza entrare al blog, e disqus non mi fa vedere i link che uno immette embeded (usando href).

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  31. Sono così d'accordo che non riesco a capire dove divergiamo.

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  32. oltre a questo aggiungiamo tra l'altro che non solo si scanneranno come il PD ma dichiarano di non voler dialogare con gli altri partiti che "sono morti", quindi stando così le cose sono ancora peggio. :/

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  33. allora siamo a posto :)

    La mia era una sottigliezza. Siccome tu avevi scritto che il partito diventa marchio quando la cultura aziendale invade la cultura collettiva e individuale, io sostenevo che per me lo diventa dopo, successivamente. Ma in sostanza siamo pienamente in sintonia la mia era una considerazione minore. (anche perché gli anni trascorsi non sono poi tanti nel passaggio).

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  34. Riguardo l'ipotetico-frame "abbiamo scelto male", vorrei riprendere le parole di Lalla:

    "Eventuali grillini dissidenti se aderiranno ad altri gruppi parlamentari potranno magari ripresentarsi da 'venduti' nei nuovi schieramenti ma il m5s avrà perso quella che spaccia per la sua peculiarità: laggente che si propone dal 'basso' della rete, la trasparenza, l'antipartitismo etc.."

    Questo punto dipende. La sua stessa peculiarità proporrebbe un vasto rinnovamento di partito senza tanti problemi.
    Dobbiamo considerare che un punto forte del M5S è quello di non avere il leader istituzionale, formale. Intanto così facendo Grillo può lavarsi le mani, e allo stesso tempo avere il potere di decidere chi cacciare via o lasciare (e con questo controlla il brand).
    Ipotizziamo un panorama in cui uno o due parlamentari del M5S si dissociano e passano ad altri partiti.
    Il problema per Grillo e il movimento non si pone. Non solo potrà dire di "aver scelto male", ma potrà tornare a urlare il frame del "politici corrotti", nel momento in cui il loro candidato passa dalla parte opposta diventa una persona corrotta, morsa dagli zombie. E in questo modo il M5S rafforza la sua capacità di continuare a prendere dal basso
    gli addetti migliori. (certo, per loro la cosa più conveniente è non lasciare in parlamento potenziali "traditori", come d'altronde per qualunque partito).

    Come fare in modo di lasciare intatta la facciata del M5S? Come fare per creare uno scudo volto a proteggere il brand? Come stanno facendo ora. Oscurando l'immagine del candidato effettivo e sostituendola con l'immagine di Beppe Grillo, l'outsider per antonomasia. Ultim'ora: il parlamentare grillino pinco pallino è passato al partito di Ingroia! - "E chi è Pinco Pallino?" - "non so, sentiamo cosa dice Grillo" -.

    Le personalità di spicco mediatico, all'interno del M5S, sono scomode per Grillo e Casaleggio. Evitando la personalizzazione dei candidati effettivi il M5S protegge il suo brand.

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  35. http://www.beppegrillo.it/movimento/programma/
    Se ti riferisci a questo: non è un programma ,ma una lista di punti neanche molto chiari. E, piccola nota a margine, MAI sottoposti al voto e alla discussione democratica all'interno del M5S.

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  36. No, è qui che non ci capiamo. Per come stiamo oggi e per come siamo stati ngli ultimi decenni, mi basta che si candidino delle brave persone; se poi sono anche in gamba bisogna che lo dimostrino.

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  37. E' inutile che fai notare queste cose ai grillini: il fatto che il programma sia una ciofeca assurda non può entrare loro in testa, perchè non hanno nè la cultura nè la capacità di capire questo concetto.

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  38. Il fatto è che appartenere al M5S non significa per forza di cose essere "brave persone". Dovremo pure mettere in discussione cosa significhi "brave persone", ma prendiamo per assunto che ci/ti basterebbe una persona un minimo competente e che non sia avida di potere ma voglia svolgere il suo lavoro per il bene della comunità. Dunque, possono queste qualità venire fuori da una presentazione-video su youtube come le parlamentarie? Qual è stato il processo di scelta dei candidati al parlamento? L'organizzazione interna di Grillo e Casaleggio lascia parecchio a desiderare, non sono trasparenti ai miei occhi.

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  39. Ciao Santiago. Mi vien voglia di chiedere come mai fino ad adesso nessuno abbia messo in dubbio "la competenza" di Berlusconi, di D'Alema, di Bersani e così via. Mi dispiace ma se si cerca il politico navigato ed esperto, mi sa che ci dovremmo mettere a 90° per l'ennesima volta.

    Lo sappiamo benissimo come "lavorano", d'altronde hanno dovuto lasciare il governo in mano a dei tecnici un anno fa. Quindi che si fa ? Vogliamo mettere al governo degli esperti di economia internazionale ? Di finanza ? Degli storici ? Gente comune ? O servono tutti ?



    Forse serve un pò di tutto. E cosa sta facendo il M5S? Da la possibilità a tutti di potersi candidare, rispettando certe "regole" ovviamente; una tra tutte, essere incensurato.

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  40. Ancora, ti ripeto. Il fatto di essere incensurato garantisce ben poco.

    Tanto per fare un esempio, pure Bersani è incensurato.

    Non capisco di cosa stiamo discutendo. Voglio dire, anche nell'eventualità che un attivista del M5S sia in buona fede, la critica che ho fatto mi rimane in testa: Come posso vedere un esempio di democrazia dal basso se l'organizzazione che fa Grillo e Casaleggio del suo partito mi sembra opaca, per non dire oscura?

    Non so se mi spiego, il problema nel M5S sta alla base organizzativa. Ancora prima del programma e dei candidati.

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  41. Tu pensi veramente che in Italia si sia abbastanza pronti per "riformare" il modo di fare politica con modalità tradizionali ? Nel '94 quando si presentò Berlusconi con tutta la sua classe nelle sue televisioni fu un massacro per la politica vecchio stampo, sembrava portare una ventata di cambiamento e guarda che fine ha fatto. Anni fa io ero entusiasta dell'IDV di Di Pietro e guarda che fine ha fatto o sta facendo.
    Altri piccoli movimenti anche simili al M5S esistono già da tempo ma sono troppo deboli per poter affrontare le grosse coalizioni, infatti vengono fagocitati facilmente e sembrano non esistere per niente.


    Ecco perché dico che il M5S sembra avere una spinta nuova e che sembrerebbe più forte e veramente pericolosa per i poteri forti attuali.
    Se poi dietro al M5S si nasconde una forza oscura, beh allora dobbiamo veramente lasciare questo paese in fretta.

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  42. Scusami ma non sono d'accordo sulla tua prima frase: "Il fatto di essere incensurato garantisce ben poco."

    Vedi ? Siamo talmente abituati ad avere corruttori, bancarottieri, aggiotaggisti in Parlamento che dubitiamo degli incensurati. :)

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  43. Beh però attenzione, io non ho detto che mi vanno bene i corruttori ecc ecc, ho detto che essere incensurati non significa che uno sia in buona fede. Ti faccio l'esempio di Bersani perché è uno dei tanti politici che è incensurato, quindi se così stanno le cose che differenza c'è tra il PD e il M5S?

    Ecco la risposta a questo è interessante e cito una tua frase al riguardo:

    Tu pensi veramente che in Italia si sia abbastanza pronti per "riformare" il modo di fare politica con modalità tradizionali ?

    Ti rivolgo la domanda un'attimo indietro: Tu pensi veramente che il M5S rappresenti un modo di fare politica "nuovo"?

    E se la tua risposta è sì ti chiedo: siamo sicuri di questo?

    A me pare che il M5S stia cercando di arrivare ai posti di potere normalmente, con elezioni, seguendo tutte, e ripeto, tutte le regole che lo Stato - contro cui Grillo tanto urla - prevede.

    Quindi qual'è il modo di fare politica diverso dagli altri partiti?

    L'unica differenza sta nel evitare i media frontalmente, nello sfruttare l'uso dei media in modo trasversale, niente dibattiti televisivi, niente partecipazione diretta, solo internet e tanti monologhi di Grillo sul suo sito.

    La differenza nel modo di fare politica sta nel modo di comunicare, e c'è un motivo ben preciso a questo ma pensavo di occuparmene in qualche post successivo.

    Fatto sta che a livello istituzionale, con altri partiti, io non ci vedo una "rivoluzione". Vedo soltanto lo stesso partito istituzione, una sorta di inganno.

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  44. Non vorrei però che ci concentrassimo solo sulla incensurabilità: http://www.huffingtonpost.it/2013/01/08/beppe-grillo-a-bersani-bimbiminkia_n_2431332.html

    "Ti rivolgo la domanda un'attimo indietro: Tu pensi veramente che il M5S rappresenti un modo di fare politica "nuovo"?"

    No, ma di certo sta avendo un successo insperato per un paese come l'Italia, il che mi fa sperare.

    "L'unica differenza sta nel evitare i media frontalmente, nello sfruttare l'uso dei media in modo trasversale, niente dibattiti televisivi, niente partecipazione diretta, solo internet e tanti monologhi di Grillo sul suo sito."

    E' vero, anche perché televisioni e giornali sono mantenuti dai famosi poteri forti che il M5S deve battere. Tu poi ce lo vedi a "Porta a Porta" o a "Ballarò" ? Me lo aspetto a "Servizio Pubblico" prima della fine della campagna elettorale.

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  45. Come dice Santiago, essere incensurato non è garanzia di nulla se non di essere, appunto, incensurato. Anche un omofobo può essere incensurato; anche un simpatizzante di Casapound può essere incensurato; anche un sessista può essere incensurato; anche un razzista può essere incensurato. Tra le condizioni per potersi candidare nel M5S, c'è forse un qualche meccanismo che impedisca a questa fauna multicolore di partecipare? No. L'hai detto tu: “dà la possibilità a TUTTI”. No, grazie davvero.

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  46. Non capisco questo ragionamento.
    Descrivi, lucidamente, come nel '94 Berlusconi si presentasse come qualcosa di nuovo sottraendo voti alla politica tradizionale e riaccendendo le speranze dell'elettorato deluso e disilluso; passi poi, altrettanto lucidamente, a raccontare l'esperienza politica dell'IdV, anch'essa con un finale non proprio grandioso.
    Poi la lucidità svanisce e il M5S che, esattamente come Berlusconi nel '94, si propone come “nuovo”, è da sostenere. Cosa ti dice che non farà la stessa fine del “nuovo” berlusconiano o del “nuovo” dipietrista? Cos'ha di diverso? A me pare che le analogie non manchino.

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  47. Capisco cosa intendi, converrai con me tuttavia se dico che è impossibile "filtrare" i candidati fino a questo punto. Cosa si dovrebbe fare ?
    Berlusconi di sicuro non è sessista infatti ha riempito il parlamento di gnocca, ma per molti non va bene.
    I razzisti non li vuole nessuno ma negli ultimi anni in Parlamento ci sono stati i leghisti che di certo non sono tanto contenti dei famosi "terroni" o dei "negretti"; chi li ha votati ? Io no di certo.
    Forse si pretende un pò troppo dal M5S nell'immediato, certe rivoluzioni si fanno gradualmente.

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  48. Come al solito, o stai col M5S o stai coi “partiti”. Ma qualcuno ha forse detto che PdL e Lega vanno bene? Non io: a me, fascisti, razzisti et similia disgustano allo stesso modo a prescindere da dove stiano, se con Grillo o Berlusconi. Mica faccio il tifo ad personam.
    E Berlusconi è sessista e non riesco a capire come tu possa sostenere il contrario con tanta sicurezza.



    Cosa si dovrebbe fare? Per esempio mettere nero su bianco che il M5S è un movimento antirazzista, antisessista, antiomofobo e agire di conseguenza. Questo è pretendere troppo?

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  49. Non è pretendere troppo ma non avrebbe senso visto l'art.67 della Costituzione Italiana.

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  50. 1) Che c'entra l'articolo 67?
    2) Non si è obbligati a fidarsi di qualcuno. Il fatto che gli altri non piacciano non comporta che piaccia il M5S. Per quanto mi riguarda, alla tua lista aggiungo quindi: M5S? Nooooo e sappiamo perché.

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  51. enrico tognoni11/02/13, 23:15

    Ratzinger gioventù Hitleriana, Napolitano GUF giovani universitari fascisti, la sinistra è così di sinistra, che anche se fa cose di destra e fa vincere la destra, resta sempre "de sinistra". La questione morale relegata al partito di sinistra di Ingroia, se parli di questione morale a Bersani ti guarda come dire, soci non vorrai mica spiegarla a me la questione morale.... Poi fanno l'inciucio di un anno mettono su Monti a fare leggi impopolari e ingiuste, e ti stupisci se i grillini prendono voti? Adesso siamo tra due fuochi, il partito di plastica redivivo, molto a destra, il partito di Monti un po' meno di destra e il partito democratico, che e di destra meno meno, aveva ragione quel tale che diceva che i fascisti in italia si dividono in fascisti e antifascisti :D

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  52. Il fatto è che appartenere al M5S non significa per forza di cose essere "brave persone". Dovremo pure mettere in discussione cosa significhi "brave persone", ma prendiamo per assunto che ci/ti basterebbe una persona un minimo competente e che non sia avida di potere ma voglia svolgere il suo lavoro per il bene della comunità. Dunque, possono queste qualità venire fuori da una presentazione-video su youtube come le parlamentarie? Qual è stato il processo di scelta dei candidati al parlamento? Questi interrogativi non sono per niente chiari. L'organizzazione interna di Grillo e Casaleggio lascia parecchio a desiderare, non sono trasparenti ai miei occhi.

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  53. Daniele Bagaglini24/02/13, 19:01

    La paraculata maxima di Grillo è quella di detenere il copyright del marchio a cinque stelle. Questa proprietà lo mette nella condizione di estromettere qualsiasi candidato e/o ala del movimento che provi a camminare con le sue gambe e/o contraddire le radici stesse del movimento.
    In questo modo a lui resta il piacere della critica aperta al sistema sempre e comunque.
    Se domani i candidati M5S fossero la prima forza politica e le loro ricette risultassero fallimentari, molto probabilmente si ritroverebbero fuori dal movimento con tanto di scomunica diffusa a blog unificati.
    L'M5S non è un partito e nemmeno un movimento, è un Dogma e come tale non può essere confutato. :-)

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  54. il programma di 20 punti è lo stesso che Grillo ha presentato a Prodi,anzi è un riassunto scusate, ed è lo stesso che ha portato quando si è voluto candidare alle primarie del PD, ed è un sunto delle proposte che gli utenti hanno espresso all'interno del suo blog. Non è tanto campato in aria come si crede... ed è certamente più democratico del programma degli altri partiti

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  55. In Germania, se non ricordo male, nacque un partito chiamato, I Verdi che con un programma interessante conquistò un buon risultato elettoarale alla sua prima uscit... dopo 20 anni il partito ha una base molto ampia, forma la maggioranza e ha migliorato enormemente la politica tedesca. Da noi, in Italia, si attacca selvaggiamente il partito appena entrato in Parlamento, non sia mai che voglia "mangiare" anche lui!!! Patetici...

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  56. Ad oggi (ottobre '13), per me è proprio questa la domanda interessante:
    "a grillo interessa maggiormente una rappresentanza parlamentare al fine di incidere o il potere che conferisce il 'monopolio del dissenso'?"

    Al momento la seconda ipotesi mi sembra non solo una possibilità, ma una realtà interessante. Prima delle elezioni immaginavo ingenuamente che, a quest'ora, i gruppi parlamentari M5s avrebbero fatto qualcosa, preso qualche iniziativa riconducibile agli interessi di qualche (qualunque) gruppo d'interesse, più o meno nascosto, ma di interesse reale; invece ancora niente. Tutta la loro azione e visibilità parlamentare mi sembra puntare meramente al mantenimento e incremento della salute brand, e, come è stato ben detto, al consumo emotivo dello stesso.

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Caro troll. Se proprio devi trollare, fallo con stile: Niente insulti personali, niente giudizi sugli altri, niente ordini. La critica è bene accetta, la merda invece verrà moderata. E ricorda, non bestemmiare, fa come Coniglio: miscredi.