venerdì 26 aprile 2013

Il Feticcio del Bug N° 1

Innanzitutto mi scuso coi lettori nerd che mi seguono sin dagli inizi. Un mese fa, nella frenesia post-elettorale mi sono concentrato su Grillo e il M5S e ho lasciato perdere quella che ora ai miei occhi rappresenta sempre di più una crisi per Canonical e il suo modo di produrre Open Source. Una crisi che deriva da problemi strutturali che il sottoscritto, assieme a 4 gatti, veniamo denunciando sin dal 2010, sentendoci dire "haters", "estremisti", "ora va di moda andare contro ubuntu".

Ad ogni modo no, tre anni fa non andava per niente di moda criticare Ubuntu e Canonical. Infatti, egocentrico come sono, posso dire di aver messo in luce tutto ciò prima che fosse Mainstream. Hipster, Coniglio is hipster.


Tuttavia, per evitare di scrivere la frase "ve l'avevo detto", che spesso presuppone superbia o altezzosità, scriverò soltanto che: non ho nient'altro da aggiungere.

Davvero, non so cos'altro dire riguardo il comportamento di Canonical che da anni dice una cosa e ne fa un'altra. Ho scritto fin troppi post sui quali possiamo trovare le cause che scatenano le conseguenze che vediamo ora.

Il fatto è che non posso liquidare tutto con "non mi sorprende", anzi è il contrario. Mi sorprende quello che sta succedendo nel panorama Gnu/Linux in generale. Pare che la logica di Canonical, “il feticcio del bug n°1”, la voglia di avere una distro che scardini windows e apple, abbia contagiato altri ecosistemi.

Politica Canonical

Per colpa delle mie sinapsi malate ho sempre trovato un'alchimia ricorrente tra Canonical e il M5S, e avrei tanti paragoni da fare, eppure pare che La Casa del Parroco somigli invece al PD.

In fondo una azienda che annuncia in pompa magna che "Ubuntu userà Wayland", smuovendo la sua intera comunità in una certa direzione per poi, all'improvviso, tirare il grosso pacco ai suoi stessi sviluppatori dicendo che cambia completamente direzione ancora; a me una mossa così ricorda Bersani che a ridosso delle critiche sulla scelta di Marini al Quirinale se ne esce chiedendo a tutti di stare calmi perché "c'è una sorpresa", e poi si svela che la fantomatica sorpresa non è altro che la candidatura di Marini. Non solo delude, ma prende in giro.

Dai, diciamocelo, Bersani che vi dice "c'è una sorpresa" mi ricorda il nonno che ti fa credere di avere un bel regalo e invece sono il solito paio di calzini. E lo stesso vale per Canonical ad ogni sua sparata. In fondo il succo del discorso è questo, ed è succo di mela marcia; la Apple dei poveri nerd marginati.

Il Feticcio del Bug n° 1

Ciò che più mi sorprende è questa pretesa di «esclusività» che è dilagata nel panorama del software libero. Non appartiene più a Canonical, a quanto pare il feticcio del bug#1 ce l'hanno anche alcuni sviluppatori di Gnome che si prefiggono di creare il

"Sistema operativo leader nel mondo e, di fatto, l'unico software veramente libero."

Aaron Seigo ha visto giusto, non a caso sostiene che il software libero non è affine ad un modo di produzione "chiuso" ed esclusivo. Il Software Libero è inclusivo.

I problemi in un ecosistema come quello di una comunità open arrivano quando qualcuno ha la pretesa di distinguersi e di monopolizzare l'ambiente. Infatti il monopolio non va d'accordo con una filosofia della diffusione della conoscenza. Io credo che, tra le altre cose, sia questa la ragione dei continui fallimenti di Canonical.

Perché Gnome non abbia creato lo stesso effetto e attenzione di Canonical? Forse perché Gnome resta pur sempre una fondazione, legata e subordinata alle scelte delle comunità. In altre parole, se Fedora o Red Hat domani decidessero di usare KDE come ambiente grafico predefinito, Gnome perderebbe dei potenziali utenti.

PS: c'è un bel ribaltamento retorico nelle parole di Shuttleworth, il tipo accusa gli altri (gli sviluppatori che lo criticano) di volere un linux "esclusivo", ma in realtà chi vuole progetti esclusivi per la propria distribuzione è Canonical.

32 commenti:

  1. il PS è così pregno che lo potresti mettere in cima come TL;DR;

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  2. è vero ma dopo nessuno leggerebbe il post! :D

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  3. Sai picchio, ogni volta che dici così
    io penso che forse tu vuoi dirmi
    che il post è una "cagata
    pazzesca". Grazie in ogni caso eh
    :D

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  4. In realtà ero indeciso tra scrivere "Dannazione mi hai fatto sborrare sullo schermo un'altra volta! e "cazzo mi sono bagnato"


    Poi ho optato per il 92 minuti, ho fatto male xD?

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  5. nono guarda, va
    benissimo così... :D

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  6. Stefanauss26/04/13, 16:25

    "I problemi in un ecosistema come quello di una comunità open arrivano quando qualcuno ha la pretesa di distinguersi e di monopolizzare l'ambiente."

    In altre parole, l'unico monopolio che può e *deve* esserci è quello della comunità. Bellissima storia.

    "Grattarsi il proprio prurito" è il punto numero 1 (UNO!) de "La cattedrale e il Bazaar" di ESR, il documento miliare dell'open source. L'interà "comunità open" è BASATA sul distinguersi.

    Sull'esclusività c'è una cantonata non di poco conto.
    Canonical (Bug LP) e Shuttleworth (dichiarazioni) affermano che *l'unico modo* in cui un sistema libero potrà diventare leader è con Ubuntu.
    GNOME invece afferma che *non esiste altro sistema davvero libero* al di fuori di GNOME OS. La questione della leadership è incidentale nella dichiarazione.
    Mettere sullo stesso piano e paragonare le due esclusività non ha senso.

    Canonical potrà avere torto o ragione, lo dirà il tempo, ma le affermazioni di McCann sono deliranti già adesso. Non ha fornito nessuna argomentazione che distinguerebbe GNOME dagli altri in quanto a libertà, mentre invece Shuttleworth le ha fornite in quanto a leadership.

    "When we started, we said we wanted to deliver the best of open source
    on a cadence. It was up to KDE, GNOME, XFCE to define what that was
    going to look like, we would just integrate and deliver (a hard problem
    in itself). By 2009 I was convinced that none of the existing free
    software communities could create an experience that could challenge the
    existing proprietary leaders, and so, if we were serious about the
    dream of a free software norm, we would have to lead.
    The result is Unity [...]"

    Ragione? Sbagliato? Il Bug #1 è un feticismo riprovevole? Non importa.
    "Scratch your own itch".
    Lamentarsi che chi traini un progetto cambi direzione quando lo ritenga necessario, è assurdo. È la apposta per farlo.

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  7. "Lamentarsi che chi traini un progetto cambi direzione quando lo ritenga necessario, è assurdo. È la apposta per farlo."

    Secondo me ti sfugge qualcosa. Io non mi sto lamentando di questo. Io lo sto constatando, e nel farlo approfitto per paragonarli al PD perché mi faccio tante ghiotte risate. Chi si lamenta, non sono io, ma sono gli stessi sviluppatori che lavorano per l'azienda. Sviluppatori per la maggiore volontari che hanno tutto il diritto di lamentarsi quando uno li promette una cosa e poi ne fa un altra. Non lo trovo affatto assurdo.

    "In altre parole, l'unico monopolio che può e *deve* esserci è quello della comunità. Bellissima storia."

    Non ho detto questo, ma se vogliamo mi sta anche bene visto che dire "monopolio della comunità" è un ossimoro. Se la comunità ha potere decisionale, e per comunità si intende una pluralità di opinioni, teoricamente prevarrebbe la pluralità stessa e non un unico prodotto senza concorrenti (ciò che per definizione sarebbe un monopolio).

    "Ragione? Sbagliato? Il Bug #1 è un feticismo riprovevole? Non importa. "Scratch your own itch"."

    Eh no però, questo presuppone un ragionamento secondo cui il mezzo con cui raggiungi un fine non è poi così importante. Invece io trovo che il mezzo stesso modifichi, se non il fine, l'attore che arriva a tale fine. Esempio:

    Canonical si prefigge di scardinare il market share di Windows e portare GNU/Linux ad un livello come minimo pari, o superiore, perché l'azienda vuole, cito Shuttleworth, un futuro " libero, sostenibile e bello". Questo è il succo del bug #1. I problemi arrivano, se mai, quando Canonical mette in atto questa strategia utilizzando tattiche comunicative, design e marketing. L'azienda non contribuisce nella sostanza ma nell'apparenza, il suo forte è nella comunicazione e nel design. Succede poi che questa comunicazione non è basata su un messaggio affine alla filosofia del software libero, non l'accennano neanche più. In fondo perché dovrebbe una azienda promuovere un concetto che non le appartiene? l'operato di Canonical è comprensibilissimo. Tuttavia i risultati sono consoni al mezzo con cui ha intrapreso l'azione. Ne derivano ad esempio i "compromessi" e patti che, guarda a caso, creano tantissimi scontri interni. E sono scontri strutturali, non riguardano scelte da prendere. L'azienda che diede il via a Ubuntu nel 2004 è cambiata tanto e oggigiorno non solo ha perso dei pezzi ma si è "chiusa" nel suo modo di produrre: ogni progetto importante è targato Canonical e fatto esclusivamente per Ubuntu. Come vedi, il mezzo con cui hanno intrapreso l'obiettivo li ha cambiati nel profondo. Oggi Ubuntu non è più una distro comunitaria, rappresenta tutto il contrario.

    Per quanto l'idea di una azienda grossissima dietro un progetto open non mi stia tanto a genio, il caso di Red Hat e Fedora è ben diverso: io su Archlinux uso il panchetto Network Manager, prodotto da Red Hat, che però non ha la prerogativa di tenerselo solo per la sua distro. Tu puoi ribattere "neanche Canonical ha tale prerogativa", ma lo trovo discutibile dal momento che mette dei paletti fra le ruote, senza rispettare gli standard, rendendo difficoltosa l'applicazione dei suoi programmi alle altre distro, agli altri ecosistemi. Quando dico che Canonical produce prodotti "esclusivi", intendo esclusivo nei confronti del resto degli ecosistemi Gnu/Linux.

    Non mi stancherò mai di dirlo, ciò che fa Canonical è "comprensibile", sono io che non lo trovo "giustificabile", distinguere questo è importante. Mi sorprendo poi dell'incredibile quantità di pubblicità gratis che riesce ad ottenere mascherando il suo operato come un operato "comunitario".

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  8. Alla fine frega un cazzo se della gente che lavora gratis per un multimilionario che palesemente si nasconde dietro belle parole per fare i propri comodi lo prende i culo.
    Il "sono anni che ve lo diciamo mentre voi ci insultate, ora fottetevi" ci sta.

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  9. aggiungerei soltanto "benarrivati, e benvenuti se volete passare da questa parte della trincea".


    Perché diciamocelo, finché la presa in giro era velata era un conto, ma oramai la presa in giro è palese, quindi non ci sono scusanti per non rendersi conto di quello che stanno facendo alla propria comunità. Un mese fa in tanti ci sono arrivati, tardi, meglio tardi che mai.

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  10. Stefanauss26/04/13, 18:24

    "Non ho detto questo, ma se vogliamo mi sta anche bene visto che dire
    "monopolio della comunità" è un ossimoro. Se la comunità ha potere
    decisionale, e per comunità si intende una pluralità di opinioni,
    teoricamente prevarrebbe la pluralità stessa e non un unico prodotto
    senza concorrenti (ciò che per definizione sarebbe un monopolio)."

    Nel momento in cui passa l'idea che la comunità *debba* avere potere decisionale in qualsiasi cosa attinga al pool produttivo *comune* (non importa in che percentuale, e non importa che gli sviluppatori *volontariamente* mettano il loro lavoro in questo pool comune), e se così non succede allora non si sta rispettando la filosofia della condivisione della conoscenza allora si, è monopolio della comunità, senza ossimori.

    "si è "chiusa" nel suo modo di produrre: ogni progetto importante è targato Canonical e fatto esclusivamente per Ubuntu." [...] "Tu puoi ribattere "neanche Canonical ha tale prerogativa", ma lo trovo
    discutibile dal momento che mette dei paletti fra le ruote, senza
    rispettare gli standard, rendendo difficoltosa l'applicazione dei suoi
    programmi alle altre distro, agli altri ecosistemi"

    È curioso allora che Fedora/Red Hat abbia usato per quasi tre anni upstart come proprio sistema di Init, se è così esclusivamente tarato su Ubuntu...
    I "paletti tra le ruote" e il mancato rispetto degli standard di cui parli sono cavolate, se riferiti come ad un problema causato da Canonical.
    - Mir invece di Wayland? Perché Wayland è uno standard scolpito nella pietra...
    - Unity solo su Ubuntu? Questo sarebbe un "paletto tra le ruote"? Non c'è niente che impedisca ad altre distro di shippare Unity, se non questo: l'assunto dogmatico di fare le distribuzioni mettendo tutti i sacrosanti DE al mondo nei repository. Se metti GNOME, non puoi mettere Unity, è una limitazione puramente tecnica. Tutti, preso atto di questa limitazione, preferiscono impacchettare GNOME. È una liberissima scelta dei developer delle distribuzioni ma non vedo dove stia la forzatura di Canonical.


    Che l'ecosistema open source sia frammentato è un problema (per alcuni, c'è chi sostiene che sia una buona cosa, ma è un discorso a parte) vero, ma è ingenuo additare Canonical, è una cosa endemica. Esempio su tutti: systemd, una imposizione verticale di Red Hat all'ecosistema che si sta trasformando in un "abbracciami o muori".
    Se "rompere la compatibilità" è scorretto verso la comunità allora non esiste la comunità Linux: chiunque lo fa (KDE con KDE, GNOME con XFCE, Ubuntu con GNOME, lista infinita).

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  11. Per me è impossibile parlare di "monopolio della comunità" a meno che non intendiamo comunità come cooperativa compatta che offre soltanto un prodotto, non è il caso che intendo io. Comunque:

    Hai ragione su Upstart, ma non lo trovo in contraddizione con quel che dicevo, se non sbaglio è stato incluso nel 2010, quando ancora Unity e tante altre pretese assurde di Canonical non si erano del tutto palesate. Io sto dicendo che l'azienda ha cambiato parecchio, esiste ora un altro servizio paragonabile ad upstart che altri ecosistemi utilizzano? Systemd è abbastanza superiore, ma soprattutto non ci sono quelle limitazioni tecniche di cui parli tra unity e gnome.

    [grassetto mio] "Non c'è niente che impedisca ad altre distro di shippare Unity, se non questo: l'assunto dogmatico di fare le distribuzioni mettendo tutti i sacrosanti DE al mondo nei repository. Se metti GNOME, non puoi mettere Unity, è una limitazione puramente tecnica. Tutti, preso atto di questa limitazione, preferiscono impacchettare GNOME. È una liberissima scelta dei developer delle distribuzioni ma non vedo dove stia la forzatura di Canonical."

    Io quello che chiami "assunto dogmatico" lo chiamo pluralità di scelta. E se la "limitazione puramente tecnica" cozza contro questo allora mi sembra un fattore non da poco all'ora di fare una applicazione. A me sembra un paletto fra le ruote che ha uno scopo ben preciso.

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  12. Stefanauss26/04/13, 20:06

    Per "monopolio della comunità" intendo l'idea che l'inclusione di software prodotti open source comunitari all'interno di progetti più grandi comporti la necessità di considerare le necessità comunitarie nei meccanismi decisionali. È un equivoco che spero molti si chiariscano al più presto, perché è insopportabile. L'open source consente a qualunque comunità di creare e intraprendere il proprio meccanismo decisionale sulla base dei propri obbiettivi o priorità, non occorre null'altro. L'assunto che sia dovuta la partecipazione in quelli altrui o l'uniformità di obbiettivi/priorità è ridicolo, ma è dannatamente diffuso invece.

    "Io sto dicendo che l'azienda ha cambiato parecchio, esiste ora un altro servizio paragonabile ad upstart che altri ecosistemi utilizzano?"

    Credo di no, ma come ogni altro esempio palesato, è una decisione degli altri ecosistemi e di nessun altro.

    "Systemd è abbastanza superiore, ma soprattutto non ci sono quelle limitazioni tecniche di cui parli tra unity e gnome."

    Sbagli parecchio qui, Systemd è il regno della rottura di compatibilità e delle limitazioni tecniche nei confronti di altri ecosistemi. Ne ho scritto qui. E non vale "ah, ma è BSD" (che poi, è comunità anche quella), anche Gentoo ha gli stessi problemi a causa della verticalità.

    "Io quello che chiami "assunto dogmatico" lo chiamo pluralità di scelta."

    Guarda che nulla impedisce, sia al distributore che all'utente, di scegliere GNOME. N-I-E-N-T-E. Infatti, accade. Il distributore pacchettizza GNOME e le GTK apposite, e l'utente sceglie tra 100 distribuzioni.
    N-I-E-N-T-E impedisce, sia al distributore che all'utente, di scegliere Unity. Infatti, accade. Canonical sviluppa Unity e l'utente sceglie Ubuntu.
    Quel che non puoi fare, E CHE NON SERVE ACCADA, è distribuirle contemporaneamente. Ed il motivo è TECNICO, a meno che non si voglia questionare il diritto di Canonical di creare Unity. Ma questioni quello allora questioniamo la Libertà 0 del software libero e il Principio #1 dell'Open Source, e allora di che minchia parliamo? :D

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  13. È sbagliato dire che lo sviluppo avviene per rendere difficile la diffusione. Molto.
    Upstart, che tra l'altro verrà utilizzato anche come sistema di init per la sessione utente - avviando servizi solo se realmente necessari, e non più sempre in listening - è solo il più famoso degli esempi. Sono decine i progetti made in canonical che trovano uso in altre distro, includendo lightdm, bamf, libzeitgeist, libdee, juju...
    Senza contare i tanti contributi upstream (solo in Gio per esempio GApplication, GMenuModel, GAction... ) che spesso sono ignorati solo perché non inviati con l'email @canonical.com, ma con il proprio account (di Gnome, per esempio, che anche io uso regolarmente)

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  14. Per curiosità: Upstart in quali altre distro non basate su Debian sarebbe usato? Nemmeno nella mamma è usato... E Debian non usa systemD solo per una questione di "universalità".

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  15. "Per "monopolio della comunità" intendo l'idea che l'inclusione di software prodotti open source comunitari all'interno di progetti più grandi comporti la necessità di considerare le necessità comunitarie nei meccanismi decisionali. È un equivoco che spero molti si chiariscano al più presto, perché è insopportabile. L'open source consente a qualunque comunità di creare e intraprendere il proprio meccanismo decisionale sulla base dei propri obbiettivi o priorità, non occorre null'altro. L'assunto che sia dovuta la partecipazione in quelli altrui o l'uniformità di obbiettivi/priorità è ridicolo, ma è dannatamente diffuso invece."

    Se l'idea alla base del software libero è quella di produrre qualcosa a sorgente aperto, in modo tale che chiunque possa trarne vantaggio se vuole farlo, allora per forza qualche "standard" sarebbe meglio porlo.

    "Sbagli parecchio qui, Systemd è il regno della rottura di compatibilità e delle limitazioni tecniche nei confronti di altri ecosistemi. Ne ho scritto qui. E non vale "ah, ma è BSD" (che poi, è comunità anche quella), anche Gentoo ha gli stessi problemi a causa della verticalità."

    Ho letto il post, allora a me pare che condividiamo l'idea di fondo. In questo caso Systemd è una decisione presa pensando alla comunità gnu/linux e lasciando perdere la comunità BSD, nonostante entrambe rientrino nel'ecosistema FOSS. Non succede la stessa cosa quando Canonical pensa solo al suo prodotto lasciando perdere le altre distro?

    Su unity avevo capito però rispondo più sotto.

    comunque, riguardo il "monopolio della comunità", se vogliamo astrarre di più il discorso direi che il problema è sociologico, ma se una comunità è sinonimo di pluralità allora è dura parlare di "monopolio"; Il problema con Canonical è che la comunità non ha proprio voce in capitolo.

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  16. Allora non ho capito. Si può sì o no installare unity su altre distro assieme a gnome?
    Se installo Fedora posso tranquillamente installare Unity senza dover incasinare gnome?
    Perché da quel che mi risultava le distro dovevano fare non pochi sforzi per fare un porting di unity. O comunque in un certo modo incasinava gnome.

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  17. 1) si, serve un po' di lavoro, ma si.
    2) Su fedora è possibile, ma visto il poco interesse dei suoi sviluppatori, non è un processo semplice come parrebbe essere
    3) No, gnome non si incasina dato che noi ne tocchiamo ben poco e comunque non va ad intralciare le sue funzionalità quando usato con la shell. Alcune patch aggiuntive poi (tipo quelle di Nautilus che non aveva senso portare upstream - mentre per altre ho lavorato prima upstream che per ubuntu) sono completamente opzionali.
    Poi come detto una distro al massimo può fornire librerie di una versione diversa da usare solo per una specifica sessione (anche se non è la soluzione migliore)

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  18. L'utilizzo di una versione precedente d GNOME in Ubuntu, dipende più che altro dal fatto che ci interessa più la stabilità, ora che non è più il desktop principale, ma esiste cmq un ppa per l'ultima versione che non rompe la compatibilità, e cmq visto che, anche se in ritardo, dovremo cmq passare ciclo dopo ciclo alle versioni successive di Gnome, farlo prima che poi sarebbe sempre possibile (magari con l'aiuto esterno)...

    Ad ogni modo, fornire unity comporta sicuramente l'utilizzo di moduli forkati come il control center o gli online accounts, ma se ci fossero distro interessate a farlo, nn sarebbe impossibile fornire strumenti diversi in base alla sessione in uso.
    Il problema è che a pochi interessa cimentarsi in questo perché gi Ubuntu e Canonical lo fanno, e si sa bene che sarebbe difficile ottenere risultati migliori su questo campo (parlo solo in termini di distribuzione) ;-)

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  19. Scusami ma quali sono le "orde" di sviluppatori e contributori di Canonical che lamentano le ultime scelte? Ricordo Martin Owens (che già da qualche tempo lamenta di OGNI scelta di Canonical salvo però restare sempre e comunque su Ubuntu...)

    Di lamentele ne ho lette tante ma sono principalmente dai "concorrenti". Gli sviluppatori di Wayland, Gnome, KDE (qui in particolare IMHO si teme la fuga di sviluppatori verso unity next).

    Poi in tutto questo la comunità cyanogenmod non conta nulla? Per ogni sviluppatore/contributore Canonical che si lamneta mi pare che ce ne sia almeno uno di questa comunità che è grata per avere "un giocattolo nuovo" sul quale contribuire.



    P.s. Ma software libero significa libero di fare quello che decidono altri? No perchè non mi pare che siano stati fatti chissa quali sondaggi sulla comunità da parte di Seigo per quel cazzo di robo in alto a dx o da gnome foundation per chiedere che se ne pensava della possibiltà di includere in GTK e nelle gnomelibs il necessario per rendere unity compatibile con altri DE (X ad esempio ha accettato le patch necessarie a unity....)

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  20. Dunque, per quanto mi riguarda non ho parlato di "orde" di sviluppatori però comunque ho linkato anche i casi più eclatanti: http://www.oneopensource.it/08/03/2013/ubuntu-canonical-e-la-crisi-comunitaria/

    Sono post risalenti ovviamente ad un mese fa. Oltre a Owens ci sono altri due, tra cui lo sviluppatore di compiz (che ok, si è licenziato da Canonical, ma non lo chiamerei concorrente). Questo senza contare le miriadi di post che ho visto sul planet di ubuntu sempre un mese fa.

    A dimostrazione del fatto che le critiche scuotevano comunque un minimo di consenso Shuttleworth ha fatto 2 post in un giorno per cercare di rispondere. E personalmente credo che abbia risposto stronzate grosse, ad esempio: "Tutti quelli che tengono all’open source condividono un sogno: che il free software sia la norma, non l’eccezione. Ubuntu è l’unica via che riesco a vedere per cui questo accada.

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  21. che l'astronauta spesso spari stronzate è chiaro e mi stupisco ancora che ci sia parte della comunità che ci perde tempo. Sono Jono e C a seguire i rapporti con la comunità e a questi bisognerebbe guardare

    E' però altrettanto vero che in qualunque ambiente si sentono MOLTO di più le lamentele e le critiche dei pochi che appunto si lamentano che non i consensi di quella che magari è a stragrande maggioranza di persone.

    Martin, Philip e Sam hanno espresso una loro posizione con modi e toni molto più moderati della stragrande maggioranza della comunità (non ubuntu).

    Aaron di che si può lamentare? in passato canonical non ha praticamente mai contribuito a KDE, io ricordo solo collaborazione che ha portato alle specifiche degli indicatori ( non ricordo come sono chiamati in KDE). Quelli di Gnome potrebbero avere anche ragione non fosse che vengono da anni passati a mettere i bastoni tra le ruote (cosa che tra l'altro ha IMHO portato alla creazione di MIR: Canonical ha deciso di crearsi un proprio progetto non legato a tecnologie desktop di terze parti per evitare puttanate tipo gli stravolgimenti alla cazzo di nautilus)

    Poi ribadisco: poteva essere gestita meglio, tant'è che non ricordo chi di Canonical si è preso la briga dello spiegare in dettaglio i motivi che hanno portato a MIR e le acque si sono calmate (anche perchè buona parte delle chiacchiere erano basate sul fatto che Canonical "non aveva le competenze" cosa smentita dal tipo che ha dimostrato di avere grande esperienza nel settore).

    Ubuntu e la sua comunità sono destinate IMHO a diventare una via di mezzo tra il mondo linux e quello Android, capisco che la cosa possa non piacere a tutti ma la comunità Android è meno NERD ed estremista (o meglio sono più disposti al compromesso).

    Seguo lo sviluppo di ubuntu phone (e l'ho provato sul mio nexus più volte), la comunità ogni giorno porta nuove app per ora giochi e applicativi molto semplici, nulla di rivoluzionario e innovativo e molta di questa gente arriva dal mondo android, da quello symbian/maemo/meego e giusto ieri leggevo di 2 sviluppatori che dopo avere provato QT per BB10 si erano ritrovati nella comunità G+ dedicata agli sviluppatori di Ubuntu e chiedevano come portare i loro progetti su Ubuntu.

    Quindi per quanto qualcuno possa non essere felice mi pare che molti abbiamo appreso le ultime scelte di Canonical con estrema gioia!

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  22. cupospirito02/05/13, 10:19

    Ciao, sono un "neofita" di ubuntu, nel senso che un annetto fa ho abbandonato windows dopo aver provato l'11.10 in live ed aver installato il 12.04, e da allora non ho ancora imparato bene ad usarlo (non che fossi a livello Bill Gates su win).
    L'ho fatto perché mi ispirava molto far parte di una comunità basata sull'ideale di open source e perché con windows sprecavo troppo tempo per giocare (sì, con ubuntu ho evitato, per motivi ovvi, ogni tentazione da giochi online come mmorpg e simili, e ne sono contento).
    Spesso mi sono imbattuto in critiche a Canonical e ho un po' tralasciato, perché dopotutto mi trovavo bene (sul portatile monto ubuntu e il fisso di famiglia ha windows, incredibili le differenze); però ora mi piacerebbe capire un po' di più il motivo di queste critiche. Penso mi farò una cernita degli articoli che hai linkato su questo post, anche se dopotutto credo il problema di fondo sia questo: Come può un'azienda privata trovare un connubio tra profitti ed open source senza compromettere l'uno o l'altro?

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  23. "che l'astronauta spesso spari stronzate è chiaro e mi stupisco ancora che ci sia parte della comunità che ci perde tempo. Sono Jono e C a seguire i rapporti con la comunità e a questi bisognerebbe guardare"


    Sì, ma dal momento che l'astronauta detiene l'ultima parola, e le sue dichiarazioni producono conseguenze, non sono stronzate alla leggera. Esempio: 2 / 3 anni fa ha dichiarato "Ubuntu passerà a Wayland" e ha scatenato


    "E' però altrettanto vero che in qualunque ambiente si sentono MOLTO di più le lamentele e le critiche dei pochi che appunto si lamentano che non i consensi di quella che magari è a stragrande maggioranza di persone."


    Se questo è vero allora non mi spiego perché Shuttleworth abbia dovuto fare 2 post in un giorno per rispondere. Io trovo che l'abbia fatto perché le critiche erano numerose e pesanti, altrimenti perché sprecarsi così per "pochi"?


    "Ubuntu e la sua comunità sono destinate IMHO a diventare una via di mezzo tra il mondo linux e quello Android, capisco che la cosa possa non piacere a tutti ma la comunità Android è meno NERD ed estremista (o meglio sono più disposti al compromesso)."


    Ma proprio appunto, chiediamocelo, chiediamoci perché la comunità Android è più disposta al compromesso, perché non succede lo stesso con Android? Forse perché quelli di Google o Android non si sono mai prefissati in modo rituale di voler scardinare il market share di apple o windows, non hanno mai sparlato sul software libero dicendo che volevano un futuro libero/bello/luminoso, ecc, ecc... questo discorso lo ricollego a quello che dicevo sopra a Stefano, il modo in cui Canonical ha promosso il suo sistema ora le sta tornando contro.

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  24. Ciao e benvenuto.
    Guarda il discorso è parecchio ampio ed io ho una posizione molto schierata al riguardo.
    Per rispondere alla tua domanda, per me il connubio tra profitti e open source è molto complesso. Checché ne dica persino Stallman, io credo che il concetto di «competizione» sia poco abbinabile a un metodo di produzione veramente "open". Al riguardo ti lascio questo post: http://anonimoconiglio.blogspot.it/2012/01/il-mercato-colpisce-ancora.html
    Certo, fermo restando che comunque Open o Free non significa gratis, e uno può vendere un servizio. Dal punto di vista di uno sviluppatore ci sono aziende (tra cui la stessa Canonical) che paga per sviluppare software open, il che è ideale.

    Eppure quando si arriva alla competizione succedono cose come Ubuntu One. Perché la parte server è closed? La risposta è tutta lì, perché il prodotto non sarebbe competitivo se avesse delle alternative gratis. Peccato poi che Canonical non ammetta chiaramente che il software è closed e dica che è open (alludendo solo alla parte client).

    Sempre sul discorso competitività e operato di Canonical ti lascio questo post: http://anonimoconiglio.blogspot.it/2012/02/la-coerenza-di-canonical-shuttleworth-e.html
    Saluti

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  25. Le stronzate dell'astronatura però lo fanno finire su forbes (non topolino). Lui non parla alla comunità (o almeno non solo) ma a un "mercato" di ascoltatori più ampio e meno legato ai principi.

    Su Wayland l'ho già scritto più volte ma non ho ottenuto risposte: se avesse detto "visto che Wayland a distanza di 3 anni non fa ancora la metà di quanto era stato promesso abbiamo deciso di provare a fare da soli per vedere se impieghiamo meno" sarebbe stato più onesto. Le polemiche non sarebbero state certo minori....

    Sulle critiche ribadiamo il concetto: all'inizio c'è stata una pessima comunicazione ed era giusto aggiustare il tiro. Oggi esclusi i 2/3 che citi tu non mi pare che si ciano grosse lamentele NELLA COMUNITÀ UBUNTU. Di Aaron me ne sbatto, IMHO non capiva un cazzo già ai tempi di KDE4.0 e oggi non è certo migliorato....

    Canonical continua a promuovere Ubuntu come software (in buona parte) libero. Il concetto che "libero" voglia significare che altri mettono i soldi e io decido è una stronzata alla quale buona parte della comunità vuole credere.

    Poi ribadisco: in gnome c'è più liberta? non mi pare visti i mille mila fork e le tante lamentele. Ma li non c'è dietro un'azienda (o almeno non sembra) quindi tutto va bene....

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  26. cupospirito02/05/13, 18:48

    Gentilissimo per i link proposti, anche se ancora non mi rendo bene conto di quali siano bene i problemi con la distro ubuntu. In pratica la canonical predica a favore del FOSS e poi attua scelte di marketing nella direzione opposta

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  28. Non sono solo scelte di marketing, è anche il modo in cui gestisce la sua "comunity", non è per niente simile ad esempio a Debian (se pure Ubuntu sia al 90% basato su Debian).


    Questo l'ha scritto un developer (forse ex, non ho capito) della comunità di Ubuntu Italia.

    http://www.alessiotreglia.com/articoli/un-due-tre-puff-la-community-non-ce-piu/

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  29. Oh! questo post invece me l'ero proprio perso: http://www.alessiotreglia.com/articoli/un-due-tre-puff-la-community-non-ce-piu/

    Potevi ricordarmelo, no? =P

    3 anni fa, ripeto 3 anni fa scrissi uno dei miei primi post critici verso Canonical, con il titolo "Così Canonical manda a puttane il significato di Ubuntu", che forse ricorderai bene perché credo sia stata la prima volta dove abbiamo discusso :)

    Tra le persone in disaccordo, oltre a te, c'era Alessio Treglia, l'autore di quel post.

    Che ora la stessa persona dica: "Ho solo l’impressione che le famose promesse di Ubuntu e la sua filosofia stiano pian piano andando a farsi fottere."

    Non so, a me fa pensare che forse non mi sbagliavo, so soddisfazioni :D

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  30. Mah e condanniamo Canonical che è di moda intanto don 3 anni che Unity migliora...

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Caro troll. Se proprio devi trollare, fallo con stile: Niente insulti personali, niente giudizi sugli altri, niente ordini. La critica è bene accetta, la merda invece verrà moderata. E ricorda, non bestemmiare, fa come Coniglio: miscredi.