lunedì 29 luglio 2013

FLOSS e Capitalismo

Di accuse perditempo e argomenti che non volete capire

Dopo l'ultimo post ho ricevuto accuse ed obbiezioni che sinceramente non mi sorprendono più, però ringrazio chi me le ha fatte così come ringrazio chi scrive un commento perché discutere è sempre interessante, se hai il tempo e la voglia di farlo, ti aiuta a chiarire le idee.

Il problema è che il post di 5 giorni fa illustrava una semplice e breve perplessità: L'azienda di un multimilionario che fino al giorno d'oggi si è dedicata a produrre software open (con eccezioni), adesso chiede la modica somma di 32 milioni di euro per produrre hardware. Da questa premessa ho ipotizzato il motivo per cui abbiano fatto un crowdfunding. Tutto qui.

Ora, l'accusa più bella è quella secondo cui io faccio dei flame per attirare visite. Sapeste quante misere visite raccolgo ogni volta che faccio un post su linux? comparati ai post di Grillo non c'è paragone, quindi è un'accusa che lascia il tempo che trova.

La scusa più ricorrente invece, che ormai salta fuori ogni volta che si critica Canonical, è quella secondo cui "tu non sai e non capisci che il contributo maggiore al software libero da parte di Canonical è quello di aver attirato utenti", basata sulla convinzione che "più utenti = più feedback". Questa argomentazione a favore di Canonical è un mito che andrebbe demolito o spiegato meglio:

La Legge di Linus

In un modello di sviluppo open source, a Bazaar, vigerebbe la cosiddetta legge di Linus: "Dato un numero sufficiente di occhi, tutti i bug vengono a galla", il suo significato è dovuto al fatto che un software open permette ai programmatori di controllare il codice in libertà e quindi potenzialmente più persone si trovano a contatto col codice più persone riescono ad individuare e risolvere i bug.

Io dico che questa, "Legge di Linus" però vale a livello indiretto pure per il modello di sviluppo proprietario, a Cattedrale. Ed è semplice capirlo: quando gioco Dota2 su Steam e trovo un bug posso scrivere un post sul forum segnalando il problema, e i programmatori nel vederlo se ne occupano. È pur sempre feedback di un utente, indiretto ma lo è.

Forse ora è chiaro che la differenza tra l'Open e Closed non sta nel feedback indiretto che l'utente ti può portare, ma nel feedback diretto, nel programmatore che ti invia una patch pronta perché è riuscito a controllare l'interno del programma.

Dunque mi chiedo, se Ubuntu è una distro che punta al cosiddetto "essere umano", e per essere umano si intende l'utente normale, non il solito utente smanettone/programmatore, quanto "feedback" diretto potrà ricevere? E seguendo con questo ragionamento è ancora valido dire che "il contributo di Canonical è aver fatto conoscere linux alle masse"? Io direi di no.

Non fraintendetemi, va benissimo far conoscere Gnu/Linux alle masse, ma questo non ti porta "più feedback", sopratutto non feedback diretto. Ti porterà una marea di utenti che aumenteranno la domanda, e tu avrai un'offerta sempre più ambita, ma la "Legge di Linus" qui vale quanto può valere per un programma proprietario. E per carità non venite a dirmi che devo ringraziare Canonical per questo. Cos'è, ringraziamo La Casa del Parroco perché ci ha riempiti i forum? State scherzando.

Ma torniamo a parlare di un caso interessante di Feedback Diretto che solo l'Open Source ti può rimediare.

Martín Albisetti e il caso di Ubuntu One

Il 7 Ottobre 2010 Albisetti scrisse un post elogiando l'open source perché un utente gli aveva inviato una patch pronta per il client di Ubuntu One. Gli fecero notare che la cosa era parecchio ironica, considerando che il programma è closed a livello server, quindi gli dissero "elogi l'open source parlando di Ubuntu One?". Io stesso nei commenti gli chiesi esplicitamente: "Ubuntu One è interamente open?"... lui mi rispose dicendo che trovava ironico che io usassi Gmail... risposta che lascia il tempo che trova, e tuttavia trovo la faccenda molto significativa.

Per esempio, non solo uso Gmail e Blogger, uso pure Dropbox. Sapete qual è la differenza tra Dropbox e Ubuntu One? che il primo, per quanto mi riguarda, è un progetto che non ha mai detto che voleva lavorare e supportare il Free Software. Almeno io ho sempre saputo che Dropbox era proprietario sin dall'inizio.

Quindi come funziona con Canonical? Vuole i vantaggi del open source (il feedback diretto per il client del suo programma), ma vuole pure i vantaggi del closed source (il programma chiuso a livello server), e per fare questo deve rincarare la dose di marketing con tutta la pubblicità pro-open possibile, perché almeno nelle apparenze deve sembrare che supporta il FLOSS.

Interessante, non trovate? Io trovo che questa faccenda ci può far capire quanto Canonical ci sguazzi male in un mercato che, forse non vuole, ma di cui non può fare a meno:

Il FLOSS e il Capitalismo

Ecco allora che Ubuntu One dimostra una cosa importante, già affrontata in parte in passato (Il Mercato Colpisce Ancora), ma è qualcosa che molti evidentemente fanno finta di non vedere: il FLOSS non è adatto per competere sul mercato odierno. O meglio, non puoi diventare competitivo sul mercato se produci soltanto FLOSS.

Per dire questo tocca ripassare brevissimamente l'ABC di marxista memoria:

Oggigiorno, il sistema con cui si regge il mercato è capitalista, e fin qui niente di nuovo. Ossia, il mercato si basa sulla proprietà privata. D'altronde è grazie a quest'ultima se il privato cittadino può accumulare ricchezza. Quindi Bill Gates ha venduto il suo software a te, e tu l'hai comprato diretta o indirettamente, facendogli arrivare dei soldi in tasca. Semplice. Grazie alla proprietà privata tu puoi avere l'esclusiva del tuo prodotto, ed avendo l'esclusiva puoi diventare competitivo per il mercato. Spero che fin qui questi concetti siano chiari perché ora arriva il bello.

Intanto, potreste obbiettare giustamente che il FLOSS non ha mai avuto la pretesa di sconfiggere il mercato, e questo è vero in parte, ma è qui che arriva l'azienda di Shuttleworth con la premessa e il paradigma secondo cui bisogna sconfiggere la posizione di Microsoft sul mercato. Avviando una parvenza di rivoluzione che in realtà non c'è mai stata:

Perché Ubuntu One è un programma nel complesso proprietario? Semplice: Se domani Canonical rilasciasse i sorgenti del server Ubuntu One il prodotto non sarebbe così competitivo. Proprio perché il mercato in cui Canonical ci sguazza è capitalista, si basa sulla proprietà privata, sui copyright e i brevetti.

Quindi come potete vedere da voi stessi il "Business Model" di Canonica è buggato. C'è un'incongruenza nell'intero "sistema" che Canonical vuole portare avanti. Il mio dubbio è che questo La Casal del Parroco lo sappia benissimo, ma vada avanti lo stesso.

Della serie "io sono per il FLOSS, credetemi, però produco un programma closed che se no non posso essere competitivo."; Ora, voi potete anche avere la speranza che Canonical stia combattendo col suo business model per cambiare questo sistema, ma io quella speranza non ce l'ho più (non so se l'abbia mai avuta).

Perché in parole povere, non si può combattere il sistema capitalista con le sue stesse armi, finisci per soccombere. 

Cosa rappresentano quei discorsi sui "compromessi" ogni volta che Shuttleworth &co devono difendere le proprie scelte? sono sintomi dell'essere succubi di quel sistema. Ogni volta che si giustificano, che fanno accordi con Amazon mettendo a repentaglio la privacy dei suoi utenti, ogni volta che vi prendono per il culo con concetti insulsi, tipo la "user experience", che rispondono alle critiche adducendo agli haters e ci danno degli estremisti, ogni volta non fanno altro che dimostrare di essere succubi di quel sistema che tanto vogliono combattere.

E non credete che io ci goda quando dico questo, mi dispiace, ma sono convinto che di questo passo la deriva peggiorerà. Oggi producono un software chiuso a livello server, domani producono hardware closed (e non è colpa loro perché anche volendo non possono produrlo open) e dopodomani fanno accordi con la Microsoft. Oh, wait...

È per questo che sostengo che il Canonical offra un palliativo e non proponga nessuna alternativa originale, con buona pace del suo business model e i discorsi del Parroco. Canonical è da paragonare al M5S perché non porta nessuna rivoluzione.

Alternative? 

Forse si può affrontare il problema da un altro paradigma e posizione. E non si tratta di fare guerra agli utenti e di questionare cosa usiamo ognuno nel privato. 

FLOSS nella PA e nella Scuola sono già un buon inizio. Pretendere che in un sistema democratico lo Stato spinga in modo abbastanza "socialista" per utilizzare FLOSS nell'ambito pubblico è il minimo. Altri dettagli su un meccanismo del genere li ho scritti qui: Il Circolo Vizioso del Software Proprietario

Fatto sta che la via intrapresa da Canonical, quel Business Model che vi può sembrare molto perfetto, per me alla lunga non funziona, o meglio, funziona ma modifica il fine che vuole raggiungere. Lo sta già facendo. Poi a voi la scelta, bisognerebbe imparare a distinguere che diffondere un minimo la consapevolezza di sapere cos'è il free software è diverso da volerlo in "ogni casa" facendo pubblicità a ad una azienda che lucra con discorsi sul Free Software per tirare acqua solo al suo mulino.

Foto: Floppy Disk Portrait by Nick Gentry

40 commenti:

  1. E ci hai ragione da vendere.
    Va riconosciuto a Ubuntu il merito di aver "sdoganato" Linux (oggi se dico Linux non mi guardano più come se stessi parlando di chissà cosa), ma non per questo è una distro Santa.
    Secondo me FLOSS e capitalismo non sono del tutto in contrasto, soprattutto se pensi in ottica Corporate. Metti un servizio di assistenza al software e vedrai che le aziende cominceranno a valutare anche LibreOffice (che poi spesso l'ostacolo maggiore è che se una società installa LibreOffice e poi non sa come usarlo sono problemi, per cui preferisce Office così ha l'assistenza).

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  2. il fatto è che bisognerebbe ben distinguere tra finalità del free software in quanto tale da eventuali aneliti anti (o post o alter o come si voglia dire) capitalisti più o meno insiti in esso. io credo che in alcune caratteristiche dell'ecosistema ci siano degli elementi chiari in tal senso (produzione libera e comunitaria, incentivi non prevalentemente economici nella produzione, emancipazione dal profitto come fine, nessuna restrizione agli utilizzatori, insomma: da ciascuno secondo le sue possibilità a ciasciuno secondo i propri bisogni...) ma non c'è nessuna univocità tra i due fenomeni. Non credo che Canonical abbia mai avuto tali ambizioni e a voler leggere bene nella sua storia (che sintetizzerei con qualcosa tipo: "porre una guida aziendale alla ricchezza comunitaria di debian") forse non è nemeno mai stata così disonesta...come dire, nel free software c'è quella potenzialità sta a chi ci sta dentro indirizzarlo o meno in quella direzione...

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  3. Esatto, infatti per colmare quel problema che tu poni, io credo che una soluzione possa essere utilizzare libreoffice a partire dalla scuola, in questo modo la società installa LibreOffice ed ha una certa sicurezza che le persone lo sappiano usare perché teoricamente gli è stato insegnato a scuola.

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  4. Qui rientriamo in una prospettiva più grande. Come ho scritto il Free Sotware non ha la finalità di andare contro il sistema. Canonical invece io credo che abbia sempre voluto utilizzare il free software come metodo di produzione, per poi però trarne vantaggio in questo sistema capitalista. Il fatto è che non appena le beghe hanno cominciato a venire fuori l'azienda di Shuttleworth ha dovuto rivedere un po' di questioni alla base, ed ecco accordi con Amazon, Ubuntu One closed a livello server, ecc... (a tutto questo aggiungiamo i discorsi del tipo: vogliamo un "futuro libero, sostenibile e bello", o parlare di "rivoluzioni", sul piano comunicativo io credo che Canonical sia sempre stata disonesta), sul piano dell'agire non molto. Ma sai com'è c'è chi pensa che esista un Agire Comunicativo (Habermas; Grice, etc) ed io non li do mica torto.

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  5. "io credo che abbia sempre voluto utilizzare il free software come metodo di produzione, per poi però trarne vantaggio in questo sistema capitalista"

    lo credo anch'io, e credo che sia stato sempre chiaro ed è per questo che parlavo di mancatà disonestà....sul piano della comunicazione personalmente sono un po' retrò (sovrastruttura! sovrastruttura!!)...ma che qualcosa è cambiato nel loro porsi sulla scena a partire dal 2011 l'ho notato anche io.....

    ps: credo anche che il non avere finalità antisistemiche sarà il motivo per cui il free software alla fine soccomberà al sistema e che questo sia il nodo centrale della faccenda, ma tant'è..

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  6. scienzedellevanghe29/07/13, 15:18

    Concordo perfettamente soprattutto sul punto riguardante il feedback diretto. Perché a tanti piacerebbe pensare che usando ubuntu per scaricare la posta o installandolo ad un proprio amico si stia facendo in qualche modo un favore all'opensource: sbagliato. Li si sta solo andando a scrocco ... che poi è naturale nell'open ma non apporta "automaticamente" vantaggi. Poi possiamo fare un discorso a parte per steam e driver closed, ma molto a parte.

    Prendiamo il kernel linux: lo ha scritto un ragazzotto scontroso e siccome oggi a Samsung serve per i suoi telefoni Samsung collabora. Tipica situazione win-win dell'opensource. Il team di qualunque distro monti KDE ha un tornaconto (anche se non economico) nel patchare direttamente eventuali bug e poi segnalarli.

    Unity esce da questa logica, mi sembra improbabile che qualcuno di diverso da Canonical abbia un qualche tornaconto e possa aver ragione di inviare patch a Canonical. Onestamente per ora li vedo in un vicolo cieco, bisognerà attirare i produttori per avere lo stesso ritorno (ad esempio grazie ad xda).

    Insomma: per come la vedo FLOSS e capitalismo di per se non sono in contrasto, sono in contrasto con quel che sta facendo (o vorrebbe fare) Canonical in questo momento.

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  7. Massimo 196829/07/13, 17:12

    Interessante articolo solo che non ho idea di cosa sia il FLOSS...
    A parte tutto io uso Linux ubuntu (ora Linux Mint) da novembre del 2012 e da allora Windows nel mio pc non esiste più.
    Ubuntu One non lo uso, x me il sistema funge a meraviglia e del resto poco me ne importa.

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  8. "Poi possiamo fare un discorso a parte per steam e driver closed, ma molto a parte."

    Perché molto a parte? Ok, lasciamo fuori Steam (per quanto IMO i giochi tirano il mercato, meno del porno, ma lo tirano), i driver grafici sono essenziali, come si fa a dire che non vanno a favore di tutti?

    E poi anche la storia del feedback indiretto, dov'è il problema? Ok, è vero che il feedback indiretto non è esclusiva dei software open-source, ma più feedback indiretti migliorano comunque il prodotto.

    Posso essere d'accordo che Canonical abbia fatto relativamente (dove relativamente è inteso in rapporto alla disponibilità economica) poco, in termine di codice, per il FLOSS, ma non capisco perché sminuire quello che di buono ha fatto; ha comunque diffuso il concetto di free software (anche se solo uno su mille utenti di Ubuntu ha capito cos'è il free software, mi sembra una buona cosa) e ha migliorato l'ecosistema in generale grazie ai feedback indiretti.

    Inoltre ha solleticato l'ego di molti sviluppatori, basti guardare gli scatti in avanti che hanno fatto Gnome 3 e Wayland quando sono stati annunciati Unity e Mir. E, sempre su questo, ha portato comunque dei soldi da parte di terzi (io, azienda, installo Ubuntu, poi uso un software open-source che mi interessa, non sviluppato da Canonical, e magari lo finanzio).

    Quello che mi dà fastidio di questi post (che leggo perchè come dice Santiago perché discutere/leggere è sempre interessante, se hai il tempo e la voglia di farlo, ti aiuta a chiarire le idee) è che sembra che Canonical sia il male del FLOSS, quando, secondo me, non è il massimo del bene che avrebbe potuto essere.


    Avrebbe potuto fare 100 e ha fatto 10 (o 1)? Non sputiamo su quei 10, o 1.


    My 2 cents,
    R.

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  9. Il problema è che la stessa cosa vale per le scuole, che non lo sanno usare e quindi preferiscono il sistema Microsoft: non perché quello lo sappiano usare, ma perché quello è l'unico che sanno che esiste.
    Quindi è un problema che si morde la coda. FORSE, e dico forse, se la PA cominciasse a evitare soluzioni closed e incentivasse (non dico obbligasse tutti i comuni, ma premiasse quelli che investono in computer con su GNU/Linux - sì, anche con Ubuntu - e così via) l'Open Source si potrebbe cominciare a spezzare il circolo vizioso. Peccato che sia un sogno utopico, ancora oggi per accedere tipo all'INPS devo usare obbligatoriamente Internet Explorer, sennò con Chrome non riesco a compilare la dichiarazione dei redditi.

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  10. eh appunto, ma c'è una sostanziale differenza tra PA e Società Privata.
    La PA è gestita dallo Stato, in una teoria di Stato Sociale neanche tanto spinto ne democratico, l'ente ha tutte le capacità e risorse per spingere il FLOSS a livelli assurdi, evitando accordi con società che producono software privatizzato, nell'interesse dei suoi stessi cittadini e per una trasparenza dallo stato verso il privato. In questo modo ha risorse pure per spingere un passaggio nella Scuola, per evitare Microsoft, ecc... cioe io non la vedo come una cosa utopica, molti paesi hanno avviato una sorta di incentivazione per evitare le soluzioni closed. Se non lo fanno è perché ci sono interessi di mezzo, grossi interessi: vedi Ministro Brunetta che fa accordi con la Microsoft per le lavagnette elettroniche, o il Ministro Profumo che porta gli iPad a scuola, ecc..

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  11. FLOSS è un acronimo ;)
    https://it.wikipedia.org/wiki/Free_and_Open_Source_Software

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  12. @scienzedellevanghe @Riccardo Padovani

    Secondo me il "feedback indiretto" non è neanche tanto scrocco (per esempio, Half Life 2 l'ho anche pagato, se apro un thread su un forum spiegando un bug è sia nel mio interesse ma sopratutto anche nel loro).

    Quel che volevo sottolineare è che sbandierare il feedback indiretto come cosa fatta buona da Canonical non è un argomentazione molto forte: chi dice "sì ma Canonical ha fatto conoscere Linux alle masse" avrà pur ragione, ma se lo dice per ribadire che questo porta feedback resta comunque un'argomentazione debole per un semplice motivo: il feedback indiretto ce l'ha anche il software proprietario.

    Dopodiché, a me sinceramente sentire che Canonical ha solleticato l'ego di molti sviluppatori non mi dice niente, anche perché è tutto da dimostrare. Potrei ad esempio risponderti che se Canonical avesse aiutato Gnome 3 anziché lanciarsi su Unity a quest'ora la Shell sarebbe stata una figata competitiva, ma anche questa è una ipotesi dello stesso calibro.

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  13. Ecco! hai citato il termine chiave "Sovrastruttura".

    Il fatto è che ultimamente io condivido molto la visione di quel marxista che ti ho citato prima "Habermas". Secondo lui la comunicazione, o l'agire comunicativo, fa parte di quell'interazione tra gli esseri umani che considerare sovrastruttura (come faceva Marx) è sbagliato, perché forse la struttura economica da sola non regge.

    Detto ciò, i discorsi di Shuttleworth molte volte sono ingannevoli così come ai tempi Albisetti non ha voluto ammettere in chiaro che Ubuntu One fosse nel complesso un software proprietario. Cioe il bug n°1 ha attratto parecchi sviluppatori con una sorta di "promessa" o nuovo paradigma per la causa, ma piano piano hanno cambiato il loro porsi sulla scena come dici, tant'è che quel bug è stato chiuso poco fa con ragioni che tanti hanno ritenuto poco convincenti: http://www.androidworld.it/2013/06/03/mark-shuttleworth-chiude-il-bug-n1-di-ubuntu-ma-il-merito-e-di-android-e-ios-161587/

    Sul tuo PS spero che tu ti sbagli ma purtroppo non trovo argomenti per contraddirti, ed infatti è qualcosa che penso anch'io da un po'..

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  14. Scusami @Santiago, ma continuo a non capire:

    _resta comunque un'argomentazione debole per un semplice motivo: il feedback indiretto ce l'ha anche il software proprietario._

    E quindi? Cioè, non capisco perché consideri il feedback indiretto poco importante solo perché è tipico del software proprietario.

    Intendo, se tu consideri i feedback indiretti poco importanti in toto, capisco la critica (anche se non la condivido), altrimenti non capisco perché una cosa perda d'importanza solo perché non è "esclusiva".

    _Potrei ad esempio risponderti che se Canonical avesse aiutato Gnome 3
    anziché lanciarsi su Unity a quest'ora la Shell sarebbe stata una figata
    competitiva,_
    Sicuramente, ma se Canonical non avesse fatto niente, non dirmi che credi che Gnome sarebbe dove è ora ;)


    Ciao,
    R.

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  15. Comparato col feedback diretto è ovvio che quello indiretto è meno importante, o meglio, se il feedback indiretto vale anche per il software proprietario, dov'è il vantaggio del software libero elencato con "la legge di linus"? Il caso di Ubuntu One con Albisetti è un esempio di feedbak diretto: un utente/programmatore gli inviò una patch già pronta.

    Sull'esclusività è un altro discorso però: il motivo per cui non hanno rilasciato il codice della parte server di Ubuntu One è legato al fatto che vogliono tenersi l'esclusiva, altrimenti non c'è competitività.

    Sicuramente, ma se Canonical non avesse fatto niente, non dirmi che credi che Gnome sarebbe dove è ora ;)


    Ah ma nelle ipotesi che possiamo fare credo che entrambi escludiamo che Canonical non avrebbe fatto niente, quindi o si lanciava su Unity oppure aiutava Gnome. Ma è ovvio, e pure comprensibile, che abbia scelto la prima, Gnome è un progetto che non le appartiene e quindi non può dettare legge, come disse una volta il presidente della Linux Foundation: "non puoi controllare lo sviluppo di Linux, lo puoi solo influenzare". Peccato che Canonical con Unity abbia fatto una mezza porcata, tant'è che la prima versione faceva tanto cagare che l'avevano lasciata solo per la netbook edition, e sopratutto era (è?) una sanguisuga di Gnome.

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  16. ziobastardo29/07/13, 22:33

    Non scuoiarmi, leggo i tuoi post con molto interesse ma questo, ed altri precedenti ad esso in qualche modo collegati, suscita in me una domanda: secondo te il floss deve o non deve combattere il sistema capitalista, e se sì perchè?
    Non riesco a capire se questo "mercato" ti piace, non ti piace, lo odi, lo veneri, sembra sempre di intravedere questo rapporto di amore/odio, ovviamente imho.

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  17. lucamassaro30/07/13, 00:05

    Solo per dirti che le tue argomentazioni mi sembrano molto convincenti.
    Unico rilievo, su questo tuo passo:


    «Pretendere che in un sistema democratico lo Stato spinga in modo abbastanza "socialista" per utilizzare FLOSS nell'ambito pubblico è il minimo.»

    Non è una pretesa di poco conto, dato che coloro che guidano lo Stato democratico, più che dare spinte "socialiste", preferiscono essere "placcati" dalle pretese capitaliste.

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  18. Sanguisuga? Ma in cosa... Non dare credito al FUD sparso da giornalai urlanti che non hanno mai visto una riga di codice, please ;-)

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  19. disamina su canonical valida e condivisibile. Sull'economia, le sue categorie, definizioni fatti un ripassino perché non hai proprio gli strumenti base: tutti i tuoi ragionamenti sono sconclusionati ed imprecisi, a partire dalle definizioni di capitalismo, proprietà privata, diritti intellettuali, che semplicemente non conosci. Studia, che vai bene

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  20. beh la sanguisuga è una sorta di parassita che si nutre del sangue della sua vittima, oltretutto applica un anticoagulante e anestetico, in questo modo la vittima non sa che gli sta succhiando il sangue.


    Unity in un primo momento si appoggiava interamente a Gnome, tant'è che senza la base di Gnome non riusciva a stare in piedi, quindi possiamo dire, con una metafora azzardata, che stesse succhiando il sangue di Gnome?

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  21. Tu chiedi un parere personale? Il Capitalismo è un sistema che non mi piace per nulla. Come sostiene Eduardo Galeano è un sistema che «supererà le catastrofi che scatena, e vivrà più di sette vite», purtroppo. E purtroppo tocca viverci quindi tanto vale cercare di capirlo al meglio (anche perché se vuoi combattere qualcosa devi capirla al meglio, no?)

    Riguardo al FLOSS, secondo me no. Non credo che sia nato con la pretesa di combattere il sistema, però c'è una incongruenza. Come dice @TheKaspa in ottica Corporate, quando si ha a che fare con un servizio e col fornire assistenza funziona. Però quando si tratta di vendere no, o almeno come fai ad avere un prodotto competitivo nel momento in cui rilasci il codice sorgente del tuo prodotto?

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  22. Questo è vero infatti come rispondevo a @TheKaspa più sopra, purtroppo ci sono enormi conflitti di interessi, vedi il Ministro Profumo e gli iPad a scuola..

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  23. Se si parla di "componenti" di GNOME, e della shell, questo non è mai stato vero. Se si parla di librerie sviluppate in seno a GNOME sì, ma non sono nate per essere usate? :-)

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  24. ma in soldoni: Unity uscì nel 2010 come una semplice shell per Gnome, tant'è che usava Compiz e senza Gnome non si teneva in piedi.

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  25. Tutt'ora è una shell per GNOME, nel senso che il desktop di Ubuntu utilizza di default molte applicazioni del mondo GNOME, ma non è che questa sia una dipendenza stretta da loro. In teoria unity potrebbe tranquillamente sostituire ogni pezzo che lo circonda e non cambierebbe nulla. E così succedeva anche prima. Utilizzare una base GNOME è ragionevole per non stravolgere modo di utilizzare il sistema. Oltre al fatto che Canonical è piccola e non ha certo la manodopera per creare da 0 un software per ogni esigenza.



    Compiz (che ancora usiamo) cmq non ha mai fatto parte di GNOME, è sempre stato un compositor esterno.

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  26. Vabbè, nella 10.10 Unity non poteva girare senza l'utilizzo di Gnome. "Oltre al fatto che Canonical è piccola e non ha certo la manodopera per creare da 0 un software per ogni esigenza."

    È proprio per questo che l'ho definita una porcata. Unity fungeva da fork ma non lo era. Shuttleworth non ha le risorse per fare un fork? allora potevano non farlo, o meglio poteva provare a farlo ma risparmiarci dei suoi discorsi da antropologo, in cui tra l'altro dava su a quelli di Gnome parlando di haters e boiate simili. D'altronde il concetto di "user experience" è come Renzi e Riccardo Luna che parlano di "innovazione": mere cazzate per giustificare le loro scelte.

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  27. Mah, non era un fork... Un tentativo di fare "altro", e quel tentativo ora funziona senza problemi su milioni di computer, quindi onestamente non credo proprio che "osare" sia stato sbagliato. Mark giustamente prova sempre ad alzare il tiro, non è detto che tutto vada sempre bene ma non provarci sarebbe peggio.

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  28. scienzedellevanghe31/07/13, 13:36

    @Riccardo Padovani Sono un discorso a parte perché parlavo di opensource mentre driver proprietari e videogiochi proprietari non lo sono. Facendo un paragone estremo sarebbe come ringraziare Apple per il software closed che include in OSX affianco a quello open (che è parecchio). Non c'è nessun vantaggio diretto per l'opensource, possono essercene per me e per te (non comprare console/non avere partizione windows) e col tempo potrebbero anche essercene di indiretti per l'opensource. Ma poi dobbiamo decidere se stiamo parlando dei vantaggi nell'avere un sistema che ha le finestre 3d fighe o se stiamo parlando di opensource e dobbiamo decidere in che maniera attribuire i meriti ed in che maniera valutare i possibili vantaggi. Discorso complesso e molto opinabile, per cui lo avrei trattato a parte.

    E non ho mai detto che Canonical è il male del FLOSS, e non l'ho pensato. Non danneggia il FLOSS come non lo danneggia (software/servizio a caso) dropbox.

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  29. mah neanche secondo me "osare" è sbagliato, ma un conto è osare con le proprie risorse che farlo a scapito di altri. Anche perché quel "tentativo di fare altro" ora funziona senza problemi, dopo qualche anno di beta testing gratuito da parte degli utenti. (anche qui, niente di legittimamente sbagliato, io contesto i modi con cui è stato fatto)

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  30. Ciao, attento ce qui c'è un errore:


    "In sintesi ciò che è sbagliato non è tanto l'approccio di Canonical al problema, quanto l'aspettativa degli utenti che non capiscono/fanno finta di non capire quali sono le finalità di una società per azioni."



    Che io sappia Canonical non è una società per azioni, è una SRL. La sua finalità, teoricamente, è quella prefissata nel famoso bug n°1, che però hanno chiuso da poco perché non sanno che pesci pigliare =P


    Comunque concordo anch'io con quel che dici alla fine, i post sul M5S sono più stimolanti, ahime su linux e canonical io ho già scritto tutto quel che ho da dire...

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  31. È arrivato il Sig. Stocazzo a dire la sua.
    Di solito i "prof" spiegano i perché, non si limitano a giudicare e basta.
    Ma stai tranquillo che tanto delle ragioni di un giudizio così supponente me ne frega un cazzo :)
    Saluti.

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  32. Daniele Bagaglini10/08/13, 08:42

    Il modello a "cattedrale", tanto per essere precisi nel libro di Perens non si riferisce allo sviluppo di software proprietario, ma all'impronta manageriale impressa da Stallman al progetto GNU rispetto al "bazaar" messo in piedi da Torvalds per sviluppare il suo Kernel. Stallman è fondamentalmente un solitario capace di rinchiudersi in una stanza a scrivere le fondamenta di GNU per 18 mesi.
    Fonte: Free sa in Freedom (apogeo saggi).

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  33. "ps: credo anche che il non avere finalità antisistemiche sarà il motivo per cui il free software alla fine soccomberà al sistema e che questo sia il nodo centrale della faccenda, ma tant'è.."



    Sono al 100% convinto anche io di questo, e ti volevo aggiungere una cosa, non è solo dal 2011 che Canonical ha mostrato la sua vera faccia. Già nel 2007/2008 mi resi conto che di comunitario in Ubuntu non c'era nulla, io ed altri utenti di Kubuntu provammo a mandare una mail ai dev per chiedergli l'integrazione di alcuni pacchetti, e segnalare direttamente alcuni bug che si portavano dietro ormai da varie release, e bene per ogni punto hanno tirato furoi scuse assurde per non realizzarli, siamo riusciti a smuovere qualcosa solo perchè uno dei dev è italiano e ci ha appoggiato nella nostra proposta, e alla fine di una trentina di richieste ne hanno realizzate si e no 10 o 15. Sai abbiamo anche chiesto di realizzare un tema per Kubuntu, perchè un marchio è importante, e la risposta è sempre stata no perchè vogliamo lasciare l'esperienza KDE... Voi reputate che cambiando lo sfondo con uno personalizzato e il tema cambi l'esperienza d'uso? Io ho sempre pensato che Canonical tarpasse le ali a Kubuntu volutamente per non farla spiccare in quanto migliore di Ubuntu (sopratutto dopo l'arrivo di Unity), e infatti l'hanno lasciata libera solo dopo aver creato un ecosistema che ti costringe ad usare Ubuntu; ubuntu one, music, il software center non esistono per KDE, quindi se vuoi usare la distribuzione, con tutti i suoi vantaggi devi usare Ubuntu. Se andiamo a vedere è molto il modo di lavorare Apple, ovvero "vuoi usare il mio prodotto? bene lo devi usare come voglio io".

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  34. Dire che unity funziona è una vaccata, è lento, lentissimo è pesante, hanno talmente una visione delle cose che prima hanno fatto unity, poi si sono resi conto che su certo hardware non andava e hanno fatto Unity 2D in Qt4, poi lo hanno eliminato l'asciando solo l'effetto di compiz, ora ritornano su quello in Qt4... Canonical si ficca da anni in dei vicoli cechi e poi per aprirsi la strada usa il tritolo, e a volte crea anche dei danni. Faccio una profezia MIR sarà l'ennesimo fallimento made in Canonical, vedrete quanti utenti perderanno quando migreranno e non funzionerà più nulla, e poi vedreti che il signorino userà il tritolo per riaprire la strada, con qualche porcata certificata Canonical.

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  35. A volte penso che i prodotti open non vengano venduti perchè aimè più scarni e meno studiati e ricercati di quelli commerciali. Mi sembra un circolo vizioso, io apro un azienda che sviluppa software, se lo rilascio open e lo vendo non sono concorrenziale perchè i miei rivali si potranno appropriare delle mie innovazioni, o sviluppare una versione gratuita del mio lavoro, basato sul mio lavoro, se lo chiudo sono cattivo perchè non è open e quindi perdo una marea di clienti, anche in virtù del fatto che molti utenti sono propensi allo scrocco. Conosco gente che crackava Nero su Ubuntu quando poteva tranquillamente usare Brasero o K3B... Alla fine rilascio il mio software come Open ma quello non sarà il mio lavoro perchè non lo vendo e non ci mangio, quindi (che poi è la realtà attuale) l'ecosistema si va a riempire di tanti piccoli progetti non professionali, che non hanno qualità eccelsa e che spesso hanno anche grosse difficoltà ad andare avanti.

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  36. Non è però un episodio che sia avvenuto solo in Ubuntu. Ancora nel 2006 la piccola (ma ben fatta) distro italiana FoX Linux nacque dopo un tentativo di segnalare dei bug e proporre delle modifiche al team di Fedora, che rifiutò. Pochi mesi fa, polemiche in seno alla comunità GNOME, con gli sviluppatori accusati di snobbare gli input della community.

    Il modello open ha un sacco di vantaggi come spiega questo post, ma organizzativamente è più complesso da gestire, per chiunque. Non mi stupiscono "incidenti" del genere anche senza pensare alla malafede o a restrittive direttive aziendali.

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  37. "resta comunque un'argomentazione debole per un semplice motivo: il feedback indiretto ce l'ha anche il software proprietario."


    Sì, ma nella situazione attuale il software proprietario ne ha 100 volte di più.
    Ora, il punto è: il feedback diretto può sostituire il feedback indiretto? Secondo me NO. Lo può affiancare, e distingue il sw libero da quello proprietario. Ma il feedback indiretto porta ad allargare di molto la base degli "occhi" disponibili e soprattutto sono occhi diversi da quelli di uno sviluppatore. E questo secondo me è ancora più vero quando oltre che di bug fixing si parla di usabilità o nuove feature.

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  38. Sono d'accordo con te, in diversi ambiti le alernative open sono molto indietro rispetto ai concorrenti closed oppure di fatto non esistono (di vero CAD 3D per linux ce n'è uno e non si avvicina neanche lontanamente alle funzionalità di AutoCAD).


    Per questo io credo che allargare la base utenti e portare finanziamenti anche di aziende private (che non vuol dire svendere o chiudere il sorgente, attenzione) porterebbe a un miglioramento della qualità di molte alternative open.

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  39. hehe questo è lo spirito giusto, umiltà e autocritica, così si ampliano le proprie vedute e si migliora sempre.

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  40. Ubuntu One (chiuso lato server) è un doppione inutile di altri servizi e dovrebbe essere abbandonato. Poi la pubblicità e gli accordi con Amazon; potrebbero essere tollerabili solo se all'utente venisse chiesto: vuoi attivare pubblicità e tracciamento per finanziare il progetto Ubuntu? Credo che molti direbbero "si" e Canonical si sarebbe risparmiata una figuraccia. Per il resto Canonical ha fatto anche cose buone: ha reso alla portata di tutti l'installazione dei driver closed per le schede video, ha creato una distro facile da installare e da gestire, ha introdotto il supporto per 5 anni delle LTS, eccetera.

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Caro troll. Se proprio devi trollare, fallo con stile: Niente insulti personali, niente giudizi sugli altri, niente ordini. La critica è bene accetta, la merda invece verrà moderata. E ricorda, non bestemmiare, fa come Coniglio: miscredi.