giovedì 18 luglio 2013

NSA: Stallman ti spiega perché dovresti avere sempre qualcosa da nascondere

Lunedì scorso RT pubblicò un'intervista a Richard Stallman sul caso NSA. Grazie alla magia del HTML ho provato a mettere il video embedded anche qui per voi.


L'intervista è molto interessante e se avete tempo vi consiglio di vederla tutta. È parecchio azzeccata la domanda iniziale della giornalista: "tu sostieni queste cose da tanto tempo, come ti fa sentire che suscitino scalpore ora con Snowden?", in risposta Stallman sostiene di essere contento perché le sue, fino ad ora, erano deduzioni e congetture, mentre Snowden sta fornendo le prove materiali. Ma sul caso NSA vorrei aprire una parentesi, su questa intervista tonerò a breve.

Il fatto che Google, Apple, Facebook, ecc smentiscano categoricamente le accuse di aver rilasciato i vostri dati al governo è palesemente prevedibile a meno che uno non si attenda una conferma ufficiale da parte di chi ti ripete come un mantra, per ovvi scopi di mercato, che "ci tiene a te e i tuoi dati":

"sì noi di google pensiamo sempre Don't Be Evil, ma quando Obama è venuto a chiederci i vostri dati, beh già il fatto che Obama sia venuto da noi ci ha fatto venire a sua volta..." — dichiara Serge Brin tutto arrossito — "per cui insomma gli abbiamo dato tutto, pure le vostre password" — conclude il suo compagno.

Voglio dire, che Google, Facebook &co raccogliessero i nostri dati in grossi database per utilizzarli a scopi diversi, e che i big data siano una fonte di risorse estremamente potente di questi tempi è fuor di discussione. Ciò che non bisognerebbe fare però è ridurre tutto ad una questione tipo "beh si sapeva già che il governo ci spiava".

Intanto in Italia la politica non aiuta. Pochi si sono pronunciati in merito, alcuni non l'hanno fatto neppure. Mentre il mondo discuteva del caso NSA e PRISM in Italia si svolgeva l'incontro No Hate Speech voluto dall'On. Boldrini che discuteva sull'odio che imperversa su internet, di cui ho già scritto un post-racconto, ma avrei altrettante cose da dire.

Beppe Grillo, il leader del partito che apparentemente è salito al potere grazie a "la rete", ordina ai suoi parlamentari di "andare via da facebook". Il che in sé è una richiesta idiota. Come se tutto ciò potesse risolvere qualcosa, visto che se va bene avrà scritto quell'ordine da un iPad.

Per giunta il "mercato dell'informazione" (aka, giornalismo) aiuta ancora meno. Se va bene uno legge un articolo sul Corriere e finisce per concentrarsi sulla fidanzata di Edward Snowden (il whistleblower dietro al caso NSA) che, come fa notare Massimo Mantellini, denota quanto la stampa italiana offra contenuti da Tabloid, imparagonabili all'informazione che ci offre il Guardian - d'altronde, il giornale che ha risollevato per primo il caso.

Ma non crediate che sia solo un problema di stampa mainstream. Ad esempio Luca Sofri, non un blogger qualunque bensì il direttore de Il Post, ha ridotto la questione ad uno "scoop" ammettendo, in seguito, di essersi limitato a riportare i pareri del NewYorker. A parte tutte le difese e/o obbiezioni che si possono fare ho trovato molto significativa la parte finale (che mi sembra oltretutto il parere più personale):
«p.s. accessorio: resta affascinante una società di individui le cui due preoccupazioni principali sembrano essere dare la maggiore pubblicità possibile a tutto quello che fanno e tutelare al massimo la riservatezza di tutto ciò che fanno.»

Trovo il discorso di Sofri parecchio tendenzioso, e privo di buon senso: siccome viviamo nella società dello spettacolo in cui alcuni vogliono avere i suoi 15 minuti di celebrità, non è legittimo che altri pretendano di avere una privacy come si deve verso lo stato? Anche perché, siamo sempre noi che possiamo decidere cosa rendere pubblico e cosa no. La tendenza a voler essere un personaggio pubblico non è in conflitto con il desiderio di privacy che ognuno può avere. In altre parole, non vedo come un problema di riservatezza nella società possa svilire l'importanza della faccenda Datagate.

Ed è qui che torniamo all'intervista di Stallman perché al minuto 8:10 l'intervistatrice esprime un parere del tutto plausibile che riassume la posizione di una grossa percentuale di utenti nel mondo: appena uscito il caso datagate tutti erano shockati, lei era preoccupata e il coro faceva pressappoco "non possiamo credere che siamo stati ascoltati" ma alla fine della giornata la reazione che va per la maggiore è la rassegnazione al pensiero che "tanto non possiamo farci niente", e quindi la maggioranza torna su Facebook, torna sugli smartphone perché pensano: "in fondo non stiamo facendo niente di sbagliato."

Intervistatrice (8:40) 
«... Because people keep thinking "well we are not doing anything wrong, so what's wrong about been look after"»
Traduzione: ... poiché le persone continuano a pensare 'beh, non stiamo facendo niente di sbagliato, cosa c'è di male sull'essere spiati?

Stallman (8:46) 
«Well first of all this idea that 'if you're not doing anything wrong you have nothing to hide' is ridiculous, lots of people have things they wanna hide from somebody. You know, some people for istance are gay and in certain countries they might be get prosecuted for that [...] but you know, do you might think that you do something that your boss wouldn't like if he knew, that maybe he wouldn't like what party you vote for. So lots of people have reasons not to want everybody know everything about them. With total surveliance though, the State knows everything and some companies know everything and then tell whoever they want...»
Traduzione: Bene innanzitutto, l'idea secondo cui "se non stai facendo niente di sbagliato non hai niente da nascondere" è ridicola, molta gente ha cose che vuole nascondere a qualcun altro. Vedi, alcune persone per esempio sono gay e in certi paesi potrebbero essere perseguitate per esserlo [...] oppure tu stessa potresti fare qualcosa che al tuo capo non piacerebbe, se venisse a saperlo, forse non gli piace il partito per cui voti. Quindi un sacco di persone hanno ragioni per non volere che tutti sappiano tutto su di loro. Con la sorveglianza di massa lo Stato sa tutto, certe compagnie sanno tutto e lo dicono a chiunque vogliono...


Dirò una banalità ma trovo che il caso NSA prima o poi giungerà a termine fino a risolversi in qualche legge che renderà chiaro che possono (o non possono) farlo. Ma sappiate che il modo in cui finirà condizionerà il futuro di internet così come lo conosciamo finora. Perché in fondo l'unica certezza per proteggere la privacy collettiva è che il governo, in primis, sviluppi un progetto per proteggere la privacy dei suoi cittadini, e non il contrario (come sta accadendo).

PS: Se volete qualche informazioni al riguardo vi consiglio di tenere a bada questo post in costante aggiornamento di Fabio Chiusi che sta facendo un bel lavoro: Cos'è il Datagate

19 commenti:

  1. Luca Massaro18/07/13, 15:06

    Ho come il timore che, a parte , in tutti questi anni di "pseudo" fiducia ci siamo tutti (o quasi tutti, tranne Stalman pochi altri acuti saggi) fregati con le nostre mani. Come a dire: occorrerebbe resettare tutto e ripartire daccapo per eludere la "sorveglianza" di massa.

    RispondiElimina
  2. Il problema è che il prezzo che paga Stallman per non essere "rintracciabile" è troppo alto. O meglio, dall'intervista si capiscono tante cose: intanto lui non è anarchico e sostiene della necessità di uno stato che (con le dovute ragioni) possa spiare qualcuno se ha i sospetti ragionevoli per farlo, come seconda cosa sostiene che il suo non essere su Facebook o altro non è dovuto alla sua voglia di essere irrintracciabile.
    Però quello che sostieni mi fa tornare in mente la fine dell'intervista, in cui Stallman mette in mostra quanto l'innovazione a volte comporti una chiusura e una perdita grossa della libertà personale.


    In sostanza, non tutte le innovazioni sono benefiche, bisognerebbe più che resettare tutto, distinguere pro e contro di ogni innovazione e scegliere se è bene o no - e nel tal caso: come - utilizzarla.

    RispondiElimina
  3. Il fulcro del problema alla fine è il ragionamento "in fondo lo sapevamo già, ma non posso farci niente, perciò ciava", o in altre parole come riportato sopra "non ho niente da nascondere".

    È la cultura di noi persone per prime che deve cambiare, dobbiamo capire cosa vuol dire davvero (per noi personalmente) privacy e sicurezza personale, educarci ad essa ed imparare ad agire di conseguenza, invece di spiattellare tutti i fatti nostri e degli altri in giro senza ritegno salvo poi lamentarsi dando la colpa ad altri.



    Inoltre poi se qualcuno abusa dei nostri dati dobbiamo smetterla di piangersi addosso, e fare concretamente qualcosa, che è sempre possibile. Nessuno ci ha obbligato ad iscriverci a FB, Twitter, G+ oppure ad ospitare i nostri dati su Dropbox, GDrive etc.

    RispondiElimina
  4. questo è verissimo, in sostanza quando Stallman dice che una soluzione sarebbe non usare Facebook ha ragione.

    Il problema è che non è facile spiegare a tutti i miei conoscenti di non usare certi social, ma questo è il meno. Quando mi sorge un lavoro di gruppo in cui tutti gli altri componenti del gruppo sono su Facebook io non posso farne altrimenti. Poi ognuno infatti dovrebbe scegliere "come" usare l'istrumento al meglio. Perché finché si tratta di scambiare dei link o immagini di gattini è un conto, il problema è quando ci metti "eccessivamente" del tuo, quando lo riempi di contenuti tuoi, ecc...

    RispondiElimina
  5. "Non possiamo farci niente" non equivale a "non ho niente da nascondere". Il primo punto è determinato dalle intenzioni di chi ha il potere di spiare e decide se o quando farlo. Il secondo punto è tutto nostro. Io mi dico sempre che non voglio "nascondere" ma voglio piuttosto "proteggere" alcuni aspetti della mia vita privata dagli occhi di chi non ha nulla a che fare con essa. Ciò che espongo in rete non riguarda mai la mia situazione familiare, sentimentale, politica o religiosa. Non penso che la Rete sia il luogo giusto per parlare di aspetti "intimi" e determinanti della mia vita.

    RispondiElimina
  6. Mi piace molto anche questa frase di Stallman nell'intervista: "I am not interested in asking “are we going to win?”, “can we
    win?”. I am interested in doing whatever
    I can to win". Forse lo shock di tanti è stato causato dal fatto che ci si aspettava e si temeva che un simile scenario fosse reale, e l'ipotesi si è improvvisamente e violentemente concretizzata.

    RispondiElimina
  7. ziobastardo18/07/13, 23:49

    Il problema è a quanta innovazione siamo disposti a rinunciare.
    Un governo ha i mezzi tecnici ed economici per poter virtualmente spiare qualunque mezzo di comunicazione, dal telefono alla rete fino alla posta, questo pone un problema, ovvero non posso essere MAI sicuro di non essere spiato, a meno di usare chessò, i segnali di fumo.

    RispondiElimina
  8. Li ho messi sullo stesso piano perché entrabe le frasi sono tipiche scusanti usate allo stesso modo per respingere il problema. Ovvio una si aggrappa alla fattibilità e l'altra all'innocenza, ma hanno lo stesso peso in quanto vengono usate con lo stesso scopo di scusante. Quante volte abbiamo sentito "io non ho niente da nascondere, ma comunque anche se fosse non potrei farci niente"?


    Comunque sono d'accordo con te, sarebbe più giusto usare "proteggere" piuttosto che "nascondere" perché in questo modo si comprende meglio il peso delle informazioni. E poi "nascondere" suona naturalmente male... :)

    RispondiElimina
  9. Gabriele Castagneti19/07/13, 11:27

    Ah, che coniglio pasticcione! Non ti sei accorto che hai fatto l'embedding di un video in formato proprietario (MP4), e per di più di un'intervista a Stallman? Uffa.

    RispondiElimina
  10. Il fatto non è di "non usare CERTI social", ma piuttosto "usare gli strumenti nella maniera più appropriata (per se stessi)".
    Il problema non sono infatti "certi" o "i" social network, o i file storage, o altri servizi vari ma piuttosto l'uso che se ne fa. Non dico di non usare facebook o altro, io stesso li uso i social, ma nella misura e maniera che io ritengo per me giusta bilanciando utilità, divertimento e privacy. Notare come ho ripetuto "per se stessi", "per me" in quanto ognuno dà un peso diverso alle proprio informazioni personali perciò ognuno deve decidere da sè qual'è la giusta dose di informazioni da dare/usare, e quindi il modo in cui usare gli strumenti che si utilizza.
    Tanto per fare un esempio stupido, io in certi casi non ho problemi a divulgare il mio nome personale (tipo in questa discussione), in altri casi/strumenti preferisco non divulgarlo, perché dipende dal mezzo, dall'utilizzo che se ne può fare, dalla gente che lo può usare ecc. e queste variabili danno un diverso peso ed importanza alla stessa (banale) informazione. Ma sono solo io che posso (e devo) decidere il peso che voglio dare all'informazione, e comportarmi di conseguenza.

    RispondiElimina
  11. si a dire il vero me ne ero accordo ma la validità del contenuto era di gran lunga più importante della forma (e poi sono loro che hanno in primis fatto l'embedding di quel video in mp4, insomma se la FSF si lamenterà lo metteranno in formatto libero, io non posso mica stare a convertire i video, quindi un sereno sticazzi)

    RispondiElimina
  12. vero infatti come dicevo nella conclusione, se il governo stesso non avvia una politica per proteggere la privacy (almeno in materie pubbliche, PA, ecc) allora non sei sicuro di nulla. C'è chi si spinge oltre. @Uriel Fanelli sostiene che neppure usare tecnologia Open Source ti mette in salvo se non hai una tutela grossa alle spalle

    http://www.keinpfusch.net/2013/07/oh-lopen-source.html

    RispondiElimina
  13. Sì questo per me rientrava nel "come" usare i social. E infatti sono completamente d'accordo.

    (Poi c'è la questione dei contenuti in quanto note, o ragionamenti, o racconti. Conosco tanta gente che produce dei contenuti quando potrebbe aprirsi un blog e produrli per sé, cioe al di fuori dell'ecosistema chiuso facebook, ma sono scelte personali, basta esserne coscienti però)

    RispondiElimina
  14. ziobastardo24/07/13, 00:08

    Lo so, lui ha un grado di paranoia tendente ad infinito :)

    RispondiElimina
  15. "Bene innanzitutto, l'idea
    secondo cui "se non stai facendo niente di sbagliato non hai niente da
    nascondere" è ridicola, molta gente ha cose che vuole nascondere a
    qualcun altro. Vedi, alcune persone per esempio sono gay e in certi
    paesi potrebbero essere perseguitate per esserlo [...]"

    Quindi? Non posso esprimermi perchè ci sarebbero conseguenze negative? Non è un problema della privacy, ma di questi paesi. E sinceramente, se so che vivo in un paese dove i gay sono trattati male, non vado a scrivere DA NESSUNA PARTE che sono gay...

    "

    oppure tu stessa
    potresti fare qualcosa che al tuo capo non piacerebbe, se venisse a
    saperlo, forse non gli piace il partito per cui voti. Quindi un sacco di
    persone hanno ragioni per non volere che tutti sappiano tutto su di
    loro. Con la sorveglianza di massa lo Stato sa tutto, certe compagnie
    sanno tutto e lo dicono a chiunque vogliono..."

    Di nuovo, non posso esprimermi? Al capo posso stare antipatico, ma sono ca**i suoi, non può licenziarmi per questo. E se non è cosi, di nuovo, è un problema del paese.

    Il punto, per me, è che l'esempio è errato. Se io faccio uno stato su faccialibro, SO che tutti possono leggerlo. Se sono cose che NON voglio che sappia nessuno, non le scrivo. Il pericolo più grosso sono i messaggi privati, le chat, dove le persone (molte persone) pensano che nessuno, tranne loro e il destinatario, possa leggere cosa scrivono....

    Ma dipende tutto dall'uso che se ne fa, se si è coscienti o meno della mancanza assoluta di privacy. Se scrivo a caio "ciao, sono un serial killer"...

    Ma "segreti" tipo "mi piace x, ma a lei piace un altro"... be, queste penso siano cagate che non interessano certo al governo

    RispondiElimina
  16. "Quindi? Non posso esprimermi perchè ci sarebbero conseguenze negative? Non è un problema della privacy, ma di questi paesi. E sinceramente, se so che vivo in un paese dove i gay sono trattati male, non vado a scrivere DA NESSUNA PARTE che sono gay..."
    Il fatto è che la libera manifestazione del pensiero ( https://it.wikipedia.org/wiki/Libert%C3%A0_di_manifestazione_del_pensiero) si trova pure nella dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. Teoricamente dovrei riuscire a dirlo ed esprimermi in libertà.
    Certo, se sai che vivi in un paese dove ciò che fai è ritenuto illegale allora ti guardi da dirlo, ma se non lo puoi scrivere nemmeno in un messaggio personale perché lo stato potrebbe venire a saperlo allora c'è un problema grosso.

    RispondiElimina
  17. Si, è un problema grosso, ma non COSI enorme come lo dipingono alcune testate giornalistiche (il solito titolone). In rete, l'anonimato totale è quasi impossibile.

    È importantissimo che le persone siano consapevoli che possono venire spiate. Che siano DAVVERO consapevoli. Il caso prism... ne parlano tutti, ma non cambia niente, perchè tra un mese o due nessuno se ne ricorderà più. E comunque, la maggior parte si lamenta e basta, non cambia il suo modo di relazionarsi con la tecnologia.

    Stimo TANTISSIMO Stallman, davvero. Ma sta puntando troppo in alto. Piuttosto che dire "basta usare facebook", dovrebbe dire di fare più attenzione usandolo, e usarlo di meno. Perchè per come dice le cose ora, lo ascolterà una persona su centomila... forse

    RispondiElimina
  18. El Sudaca Renegau13/08/13, 11:48

    Hola Cómo va?
    No hablaré de Stallman, aunque el pot va sobre él. Mi pregunta es sobre embeber tu video de google. ¿Cómo has hecho?

    Perdón por desviar el tema,

    RispondiElimina
  19. ¡Buenas! Un gusto verte por estos pagos :)
    no te preocupes que el Off Topic es bienvenido.
    Mirá para ponerlo embedded no hice otra cosa que aplicar las pautas del html5, o sea:










    donde en source (o sea adentro de las comillas de src="") se pone el link directo del video, que en este caso era: http://cdn.rt.com/files/episode/1f/c2/d0/00/sophieco_1507.mp4?event=download

    (el link lo saqué de la misma pagina del blog del sitio RT, ellos mismos lo ponen para descargar)
    Si tenés algun drama avisame que te ayudo.
    Saludos :)

    RispondiElimina

Caro troll. Se proprio devi trollare, fallo con stile: Niente insulti personali, niente giudizi sugli altri, niente ordini. La critica è bene accetta, la merda invece verrà moderata. E ricorda, non bestemmiare, fa come Coniglio: miscredi.