mercoledì 24 luglio 2013

Pensiero Profondo si farà, con i miei soldi

«A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca» diceva mio zio, che mi insegnò l'arte dell'immortalità, di fingere la propria morte e di portarsi i segreti democristiani nella tomba. Ma è inutile che vi chieda di capire le parole di mio zio senza un esempio concreto. Ora, io di concreto non ho niente in mano se non fosse per i soldi che, come saprete, derivano dal mio essere multimilionario. E proprio per ciò sono cosciente che quel che sto per chiedervi potrebbe comportare un grosso sforzo per voi, che non siete multimilionari, ma io ci provo lo stesso, ecco: immaginate per un attimo di essere come me. Chiudete gli occhi. Pensate di avere circa 500 milioni di dollari e mettetevi in testa di fare una vostra console di videogiochi chiamata Pensiero Profondo.
I soldi ce li avete, e il problema pure: ancora l'ennesima azienda che si lancia nel mercato delle console? Sì. Però voi avrete un asso nella manica, avete una azienda fica che si batte per i giochi su linux, una causa che in apparenza rappresenta un beneficio per tutta la comunità, che alla fine non è vero i benefici andranno solo a voi, ma per pubblicizzare la vostra console dovete sfruttare questo fattore, come? Beh, vi do un suggerimento, che ne dite di aprire un account su un sito di crowd funding? tipo Kickstarter (ma non proprio kickstarter che in questi giorni lo sta sfruttando Spike Lee per fare la stessa mossa), non so, facciamolo su IndieGoGo? apriamo un account lì e proponiamo una cifra esagerata in pochissimo tempo, per battere ogni record. Tipo 42 Milioni di dollari in un mese. Dopodiché il resto è fatto. Basta che dividete i soldi in piccole somme, in modo da far sembrare che il progetto sia stato appoggiato coi soldi dellaggente. Con donazioni anonime. Un po' come ha fatto Walter White nella seconda stagione di Breaking Bad, contattando un hacker apposta. Alla fine bastano anche 30 milioni, il resto potete metterlo in chiaro di tasca vostra, per far vedere che siete benevolenti. L'importante è che quando arriverete alla somma prefissata attirerete l'attenzione dei media e del comun sentire che dirà "però, se un sacco di persone hanno raccolto 42 milioni di dollari sto pensiero profondo sarà fico". Capite? Non so...  cosa capirete mai voi poveracci... magari potrei suggerirlo al mio amico Mark Shuttleworth però, lui si che potrebbe capirmi.

96 commenti:

  1. Leonardo Mazzone24/07/13, 15:27

    Non stanno finanziando un cellulare coi soldi dellaggente che poi venderanno allaggente, è la gente semmai che col meccanismo del fixed funding acquista un cellulare (pure a un prezzo niente male, viste le caratteristiche, se si arriva a rientrare nei 625), purchè Canonical abbia l'assicurazione di abbastanza interessati da non perderci con la produzione. La storia di Indiegogo non aggiunge niente di nuovo alla già compromessa fedina di Canonical, semmai è un progetto interessante, non esistendo niente di simile sul mercato (e qua la metafora di "ancora l'ennesima azienda che si lancia nel mercato delle console? Sì" cade)

    RispondiElimina
  2. Spiego il mio punto: Ubuntu Edge, si arrivi o no alla somma predestinata, probabilmente si farà. Questa è una prova, un lanciare il sasso e vedere che effetto fa. Se non si arriva a tale somma i soldi potrebbe metterceli Shuttleworth. Oppure, potrebbe stare già mettendoli lui in forma anonima.

    Tanto per farti un esempio, sta facendo notizia in questi momenti che in un giorno siano riusciti ad arrivare a 3 (quasi 4) milioni, è già questo un record. Fidati che fa la sua bella scena un progetto di crowdfunding di 32 milioni di dollari, sarebbe un record, e in quanto record » notizia, e in quanto notizia » pubblicità.

    RispondiElimina
  3. Leonardo Mazzone24/07/13, 15:44

    Sarò lento, ma continuo a non capire il problema xD Se Ubuntu Edge si fa, tanto meglio per chi ci ha messo i soldi sperando di ricevere un telefono e non un rimborso. Se tu non sei d'accordo con la strategia di Canonical dell'ultimo anno, questo non cambia la situazione. Se poi non ti piace il modo che stanno utilizzando per fare notizia, che a me non sembra nemmeno così malvagio, non capisco comunque il punto.

    RispondiElimina
  4. Stefanauss24/07/13, 15:48

    L'ennesima stroncatura dell'ennesima istanza di un'azienda che sperimenta un business model per il software libero destinato al comune mortale ma che abbia una qualche forma di sostenibilità.
    Come fu per i refferer link di Banshee, come fu per quelli di Amazon nella dash, come fu per la splash page al download di Ubuntu.
    A starvi a sentire, Canonical dovrebbe o lavorare aggratis o non esistere.
    Un pensiero veramente profondo.

    RispondiElimina
  5. domanda: il FLOSS ne trae qualche beneficio?
    A me sembra che sia l'ennesima azione di una azienda che sperimenta un business model per se stessa, con la scusa di essere per il software libero. Come fu per Banshee, per Amazon nella dash, per lo splash page al download di Ubuntu, ecc...

    RispondiElimina
  6. Lavorare a gratis tipo loro: www.debian.org? Mah, a me non sembra che facciano un brutto lavoro anche se secondo me i soldi non li fa come Canonical(Ubunu si basa su Debian...se non ricordo male.....)

    RispondiElimina
  7. Caro santiago queste sono ipotesi, però il fatto che cosi Canonical ne esca con tanta bella pubblicità non è male come trovata di marketing secondo me hanno pensato la tua stessa cosa xD


    Ovviamente io spero per il suo relativo successo, la concorrenza fa sempre bene :D

    RispondiElimina
  8. Stefanauss24/07/13, 15:53

    Ubuntu Phone OS è software FLOSS, per qualsiasi definizione accettata dell'acronimo. Se ne hai di personalizzate, fammelo sapere.
    Se vuoi un esempio di che tipo di miglioramenti al software accadono quando un'azienda software comincia ad essere coinvolta anche nei device che devono far girare quel software, guarda ad Android pre4 e post4.
    Ricorda, Ubuntu Phone OS è software FLOSS. Migliori quello, migliori il FLOSS.
    Attendo le tue personalizzazioni.

    RispondiElimina
  9. beh, non scordare che le mie sono supposizioni, io non ho nessun elemento ne prova tangente per dire che stiano utilizzando quel modo per fare notizia. La mia è una trollata e basta. Certo, se così fosse e non mi sbagliassi, non sarebbe un modo "onesto" o meglio: stai facendoti pubblicità in modo un tantino ingannevole. Ma come diceva mio zio, a pensar male si fa peccato...

    E comunque il punto è un altro. Dopo aver attinto al 90% di Debian ora vuole 32 milioni in un mese per fare il suo Smartphone. Semplicemente ridicolo. Sopratutto dal punto di vista che al FLOSS arriva poco o nulla. È tutto un beneficio per Canonical e basta. Chi dice che Canonical prova a migliorare il software libero o è in mala fede oppure non capisce bene la differenza tra una distro comunitaria e una distro enterprice.

    RispondiElimina
  10. Leonardo Mazzone24/07/13, 15:58

    Mi sembra che la gente vada avanti col paraocchi. Debian non è nemmeno accettabile per l'utente medio. Inoltre, il marketing costa, e il marketing è quella cosa necessaria per far conoscere le cose alla gente. Il che è indispensabile se si crede nella causa della diffusione del software libero e non nella causa di "siamo pochi e stiamo bene così"

    RispondiElimina
  11. Leonardo Mazzone24/07/13, 16:03

    Scusa, ma quale è un modo onesto di farsi pubblicità? Esiste una meritocrazia nella pubblicità?

    RispondiElimina
  12. ?!?..........Quindi e' accettabile che una ditta come canonical faccia soldi su...utenti medi utilizzando Linux? Magari dando i loro dati di ricerca ad Amazon?
    In ogni caso la definizione di utente medio e' molto relativa e sinceramente non capisco questa smania di voler conquistare questa famigerata "fascia"( o, nel caso di Canonical, "fetta di mercato")....e comunque...se ti dico CentOS invece che Debian? Meglio?

    RispondiElimina
  13. Stefanauss24/07/13, 16:04

    Punto "Debian lavora aggratis": Quelli di Debian non sono un'azienda. Non devono, per esistere, essere profittevoli.
    Punto "non un brutto lavoro": Certo che non lo fanno, un brutto lavoro. Non è, tuttavia, un lavoro che nella forma in cui è è godibile dall'utente comune, dalla massa. Il che è una cosa brutta, essendo questo un obbiettivo di Debian. Per Canonical non è solo l'obbiettivo, è la mission aziendale. Leghi il tuo obbiettivo alla tua esistenza. Normale che quelli di Debian non abbiano l'ossessione della sostenibilità economica (con tutte le limitazioni nel raggiungimento di determinati obbiettivi che questo comporta) e Canonical no. Infatti è Canonical che percorre i gradini successivi per diffondere i SO liberi alle masse, non Debian. Paragonare i due lavori non ha senso.

    Inoltre, sono sicuro che quelli di Debian saranno stati sbigottiti quando avranno notato 9 anni fa che si poteva prendere la loro distribuzione, modificarla e redistribuirla. Sicuro non se l'aspettavano, mentre codavano milioni di righe all'anno, non s'erano informati della cosa, non l'avevano accettata.
    Com'è ingiusto.

    RispondiElimina
  14. questo è vero, anche se come sai per me Competitività è Diffusione della Conoscenza non sono concetti che vadano per nulla a braccetto:

    http://anonimoconiglio.blogspot.it/2012/01/il-mercato-colpisce-ancora.html

    Quindi sì, positivo per il mercato degli smartphone, per il FLOSS non tanto. Almeno, non vedo differenze con Android per dire..

    RispondiElimina
  15. pensavo ad una personalizzazione tipo un accordo geniale con Amazon, un ottimo miglioramento per il FLOSS, no?

    RispondiElimina
  16. Esatto, non sono un'azienda, eppure riescono a creare una distribuzione molto utilizzata, sicura e stabile, tanto che Ubuntu ha Debian come base. Quindi,dal momento che a parer mio stai rigirarando un pochino la questione :) , se Canonical = Azienda e Azienda = necessità di pagare qualcuno e far soldi per sopravvivere, perche' io non posso pensare che questa è una mossa atta a fare piu' soldi facendosi una pubblicità smodata e non qualcosa che migliori il proprio sistema Linux come invece fanno Debian e in generale tutte le Community con la C maiuscola dell'universo FLOSS SENZA mosse del genere e gratis?

    RispondiElimina
  17. Leonardo Mazzone24/07/13, 16:11

    L'utente medio è la fascia costituita per esempio dai miei genitori. Mio padre, professore universitario, è costretto per qualunque procedura d'ateneo a utillizare un sistema compatibile solo con Microsof Windows e Internet Explorer. La diffusione del software libero, chiunque sia a svilupparlo porta possibilmente all'abbattimento di scenari simili. Inoltre trovo divertente che tutti pretendino che un'azienda che sviluppa software, seppur software libero, lo faccia aggratis. È un'azienda... immagino che gli sviluppatori Debian abbiano altre forme d'introito e che sviluppino Debian nel tempo libero. Infine, facendo quattro calcoli col prezzo dell'Edge, confrontandolo con le caratteristiche tecniche e i prezzi dei cellulari concorrenti, ti accorgerai che se arrivano a prendersi qualcosa, è una miseria xD

    RispondiElimina
  18. Io credevo che il Marketing fosse quella cosa che mi tolgo dall'ombelico ogni tanto.

    Ma a parte gli scherzi, non c'è scritto da nessuna parte che il marketing sia addirittura indispensabile per chi crede nella diffusione del software libero, anzi io sta cosa la ritengo una palese contraddizione.

    Ed è una idea che ha fatto passare in primis Canonical col suo bug n°1. Quando in realtà chi crede nella causa del software libero dovrebbe capire che non esiste alcun nesso tra la "competitività di mercato" e la "diffusione della conoscenza"

    http://anonimoconiglio.blogspot.it/2012/01/il-mercato-colpisce-ancora.html

    A me basta che sia chiaro il punto. Poi ognuno la pensi come vuole, basta che non mi si dica che il marketing è fondamentale per diffondere il software libero, quando in realtà lo scopo del software libero è un altro. Lo si può chiamare paraocchi, io lo chiamo coerenza.



    Se Canonical vuole un business model che faccia una distro enterprice e si dedichi a quella, ma che non la meni col concetto di comunità, crowdfunding ecc, perché sono tutte balle.

    RispondiElimina
  19. Stefanauss24/07/13, 16:12

    E certo, perché le 30 righe di codice per abilitare i referrer (disabilitabili) Amazon sono una "regressione" per il FLOSS che di sicuro non può essere controbilanciata dalle milioni di righe di codice FLOSS prima inesistenti dal quale è composto un intero desktop environment nuovo, FLOSS, prima inesistente.

    RispondiElimina
  20. Leonardo Mazzone24/07/13, 16:13

    "enterprise" ;)

    RispondiElimina
  21. Grazie, corretto ora. Ma è questa la tua risposta ad una obbiezione del genere? una correzione grammaticale? grande :D

    RispondiElimina
  22. Che le università italiane utilizzino sw non FLOSS è scandaloso ed è un'altro problema che non riguarda Canonical. In ogni caso, ci sono un sacco di ditte piccole o grosse che usano questo business model ma non ti prendono per il culo come Canonical facendo i messia( vedi Red Hat, Square, ecc). Molte di queste ditte danno piu' al FLOSS che Canonical con tutti i suoi proclami da semi-dei (controlla i contributi al kernel Linux di Canonical e quelli di RHEL). In piu', nel mercato enterprise vai a vedere quanti server hanno Ubuntu installata. Pochini. Dal momento che negli anni Ubuntu è diventata una delle distro meno sicure in circolazione. E' questo che intendevi con: "utente medio"? Diventare come Windows?

    RispondiElimina
  23. Stefanauss24/07/13, 16:20

    Hai seriamente bisogno di informarti su chi siano gli sviluppatori di Debian e Kernel Linux, e sulla percentuale di righe di codice che appartengono a questi programmatori. Successivamente, vai a controllare da CHI sono pagati e PERCHÈ lo sono.
    Successivamente, ricontrolla la tua affermazioni che sia "gratis" e decidi se ti suona sensata come adesso.

    È una cosa fattibile, ci sono studi annuali pubblicati a proposito.

    Inoltre, CERTO che lo puoi pensare, che sia pubblicità atta a tirare fuori soldi.
    Quello che, IMO, non hai la minima ragione per pensare è che ci sia qualcosa di sbagliato e che sia fattibile paragonare questo tipo di produzione di FLOSS con quella di Debian, alla luce degli obbiettivi. Debian è "molto utilizzata", ma di ordini di grandezza meno utilizzata dal comune mortale di quanto ha obbiettivo di essere. Stessa cosa Ubuntu. Tuttavia, Ubuntu è di ordini di grandezza più vicino a quell'ordine di grandezza. Perchè? Perchè costuisce sulle spalle dei giganti (cosa che Debian sapeva benissimo in tutti questi 20 anni di attività, che può e DEVE succedere) e INVESTE denaro nel preciso obbiettivo (cosa che Debian non fa, o meglio, chi è pagato per lavorare su Debian ha altri obbiettivi).

    RispondiElimina
  24. Leonardo Mazzone24/07/13, 16:22

    Ti do la mia risposta: fra me e te esiste una differenza di premesse di fondo che ci impedisce di trovare un punto d'accordo e trovare una fine a un'eventuale discussione.
    Quello che penso comunque è che può essere bella e giusta la tua idea del software libero, ma purtroppo si scontra con una cosa che è la realtà. Nella società in cui viviamo non c'è modo per far arrivare software libero nelle mani di quel 90 percento che non conosce linux che non sia marketing e una maniera sistematica e non anarchica di procedere (termine un po' forte, ma capiscimi. Questo non vuol dire comunque che io sia contro la partecipazione di una comunità allo sviluppo), col conseguente predominio di alternative closed, e tutto quello che questo comporta.

    RispondiElimina
  25. no scusa, quindi secondo te la pubblicità è già disonesta in partenza? Comunque spero che un modo onesto ci sia, ma io non mi occupo nel precisso di pubblicità. Canonical se ne occupa, ed in quell'ambiente è brava, non lo nego.

    RispondiElimina
  26. Leonardo Mazzone24/07/13, 16:26

    Voglio dire che fa più pubblicità o chi ha più soldi o chi è più bravo, non chi lo merita di più. Ergo, Debian e la sua comunità non avrebbero proprio per la loro stessa natura potuto farsi conoscere.

    RispondiElimina
  27. sì questo l'avevo capito subito. Ora il punto è che non vedo il motivo per cui sia così "vitale" fare arrivare software libero (termine un po' forte se si parla di Ubuntu) nelle mani di quel 90% che - a detta tua - non conosce linux.

    Io invece credo che linux oramai sia conosciuto da più di un 70% della popolazione, e allo stesso tempo non è una prerogativa del movimento del software libero fare qualunque cosa per far si che lo si utilizzi. Perché nel momento in cui fai un accordo con Amazon per far utilizzare software libero alle persone cadi in una contraddizione difficilmente sanabile.

    RispondiElimina
  28. " The top 10 organizations sponsoring Linux kernel development since the last report (or Linux kernel 2.6.36) are Red Hat, Intel, Novell, IBM, Texas Instruments, Broadcom, Nokia, Samsung, Oracle and Google. Mobile and embedded companies have been increasing their participation in recent years, not only adding more hardware support to the kernel but also taking responsibility for the advancement of core kernel areas. "
    (http://www.linuxfoundation.org/news-media/announcements/2012/04/linux-foundation-releases-annual-linux-development-report#_ftn1)
    (dati 2012...non avevo voglia di starmela a menare troppo)

    Mah.....io non vedo Canonical.....occomemai?! Non mi pare che nessuna di queste ditte pero' chieda crowdfunding o altro....o che spacci il suo lavoro per un contributo FONDAMENTALE al FLOSS. Fanno altro. E intanto contribuiscono a qualcosa che: usano e commercializzano sotto DIVERSE forme.

    RispondiElimina
  29. Sì ma non è una questione di merito, è una questione di bisogno: siamo sicuri che Debian abbia tutto questo bisogno di farsi pubblicità smisurata, di farsi conoscere a prescindere? (parliamo di una comunità di miliardi di sviluppatori, neanche tanto "sconosciuta")

    RispondiElimina
  30. Stefanauss24/07/13, 16:28

    Ma la pianti di dire che al FLOSS arriva poco o nulla? O di implicare che una distro gestita da una comunità è più FLOSS di una distro gestita da una enteprise. Entrambe le cose sono tue personalizzazioni spintissime, completamente ignare di milioni di righe di codice create e del fatto che da nessuna parte sta scritto che il codice prodotto da FLOSS debba essere il risultato di un lavoro comunitario. Se mi chiudo sulla punta dell'Everest e partorisco un sistema operativo di cui rilascio il sorgente con licenza FSF-compliant, sto facendo FLOSS. Neanche Stallman ha mai affermato da nessuna parte che il software libero dovrebbe essere comunitario.

    I know, tu sei più radicale di Richard =)

    RispondiElimina
  31. Leonardo Mazzone24/07/13, 16:35

    Ecco un modo elegante per sintetizzare: io vedo linux come una miglioria pratica, tu come una miglioria etica. A me non importa come arrivi nei computer software GPL, basta che ci arrivi. Se Amazon è in grado di tracciare le ricerche degli utenti (cosa che comunque ritengo discutibile), c'è un modo per scoprirlo e per bloccarlo. Ovviamente, quello che tu proponi è un'alternativa migliore, ma QUESTO è comunque un gigantesco salto in avanti. Credere che il software libero possa senza alcun trampolino diffondersi nei prossimi 150 anni comportandosi da puristi è -per me- un'utopia.

    RispondiElimina
  32. Ma sì guarda, una comunità è più "FLOSS" di una distro gestita enterprise. Già nel principio che sta alla base di un sapere aperto è più avvantaggiata. Tu continui a parlarmi di righe di codice mentre io ti parlo di una questione filo/sociologica, la diffusione della conoscenza c'entra qualcosa con la competitività di mercato? Chiamami radicale, potrei pure usare un mac o un ipod senza problemi, non viene al caso. Il punto è un altro, perché le licenze sono come le regole, "smettono di essere tali non appena ci si scorda perché sono nate" - Nietzsche.

    RispondiElimina
  33. Attento che i sistemi di pensiero pragmatici hanno partorito situazioni come quelle del Fascismo Storico.
    Non importa come si arriva al potere, basta arrivarci = fasci di combattimento e marcia su Roma.

    Invece secondo me, tante volte, se non sempre, il modo conta quanto il fine. (con eccezioni). E questo però è un discorso etico, non tecnico.

    RispondiElimina
  34. Stefanauss24/07/13, 16:45

    Quindi se Canonical non contribuisce al kernel Linux non vale? xD Solo il kernel è FLOSS?
    Generalizziamo: Se Canonical creasse solo nuovi progetti FLOSS (cosa non vera, ma ipotizziamo) invece di contribuire a quelli esistenti (cosa non vera, visto che Canonical contribuisce anch'ess a Debian, ma ipotizziamo), non sta producendo FLOSS?
    FLOSS non è solo quello che vi garba di volta in volta. Tutto il software FLOSS è FLOSS, indipendentemente da chi lo produce e perché.

    Ti meravigli che nessuna di queste ditte richieda crowdfunding... wow. Hai notato che praticamente la totalità di quelle aziende hanno un loro core business che NON è nel software e che quindi, i loro soldi li fanno da ALTRO che non è il loro contributo a Linux e tantomeno "Linux all'utente comune"?
    NON è la posizione in cui si trova Canonical. Canonical è bloccata nella terra di nessuno, cercando di diventare la Red Hat per l'utente comune. I soldi, comunque arrivino (legalmente eh!), servono a questo, ad atterrare nella sostenibilità di quegli obbiettivi.



    Inoltre, parlando di marketing, Canonical non ha mai detto che il suo contributo è fondamentale al FLOSS, che esisterebbe anche senza Canonical. Canonical ha cambiato da anni strategia quando ha capito che, senza il suo contributo diretto, le comunità esistenti non avrebbero le capacità, la visione di progetto e i mezzi necessari a portare il desktop Linux alle masse. Lo ha detto, platealmente, Shuttleworth.
    Arrogante, visionario? Ognuno ha le sue opinioni.
    Il fatto che rimane è che Ubuntu è anni luce avanti in questo obbiettivo dichiarato rispetto a comunità come Debian, KDE, GNOME, OpenSUSE, vattelappesca (misurato in base d'installazioni). Il fatto che si appoggi pesantemente sul lavoro di tutte queste comunità non cambia questo fatto e nè lo rende sbagliato, visto che è una cosa che tutte queste comunità sanno che può accadere dal momento esatto che contribuiscono al FLOSS.

    RispondiElimina
  35. Stefanauss24/07/13, 16:51

    Tutto quello che hai detto non intacca affatto la diffusione della conoscenza. Distro enterprise e distro comunitarie non hanno nessuna differenza in questo aspetto. La conoscenza ne esce comunque a diffondersi, per la natura FLOSS di entrambe.
    Quello con cui te la prendi sono luogo e modalità di produzione della conoscenza FLOSS, che tuttavia non alterano quello che è: conoscenza e dove si diffonde: FLOSS.

    RispondiElimina
  36. scienzedellevanghe24/07/13, 17:04

    Il core business deve essere altrove, altrimenti uno scarica i sorgenti e tu resti fregato, a me risultava che Canonical offrisse servizi non che vendesse software.

    Se il tuo core business è nel software vuol dire che lo fai closed. Tipo Apple, e questo nonostante webkit, CUPS e la marea di software opensource a cui contribuisce.

    RispondiElimina
  37. Stefanauss24/07/13, 17:05

    Deduco correttamente se dico che implichi che per te, se il fine non può essere raggiunto (o siamo capaci di raggiungerlo) con un modo che sia etico nella sua continuità che porta al fine, allora il fine non deve essere raggiunto?

    RispondiElimina
  38. Enrico Bastelli24/07/13, 17:05

    Per intero DE intendi Unity?
    No perché, a parte la UI, usa tutto lo stack di Gnome, giusto per capire i milioni di righe di codice chi le ha scritte.

    RispondiElimina
  39. Stefanauss24/07/13, 17:13

    Esatto. Deve essere altrove. Ma Canonical non contruibuisce al software FLOSS enterprise per vendere servizi all'enterprise, o al software FLOSS end-user per vendere hardware end-user, Canonical contribuisce al software FLOSS end-user per [inserire business model ignoto che permetta di continuare a contribuire al FLOSS end-user (mission di Canonical, unica nel suo genere) in modo sostenibile (soldi, come ogni azienda del mondo)].

    Questa crowdfunding è una parte del processo continuo di Canonical come azienda per tentare di riempire quelle [parentesi quadre].

    RispondiElimina
  40. Facile così, ma non puoi immettere temi come quello della conoscenza e il FLOSS in una equazione. Il mio discorso è etico, non tecnico, e questo lo sapiamo già. Quindi il problema dell'etica sta nel modo in cui vengono fatte le cose, con cui vengono gestite e portate avanti. Come ho detto prima, puoi avere tutte le licenze che vuoi ma quando fai accordi con Amazon non venirmi a dire che sei dalla parte del software libero.

    RispondiElimina
  41. Stefanauss24/07/13, 17:21

    E certo, perché in questi due anni "tutto lo stack GNOME" non è mica stato gradualmente (perché solo gradualmente poteva avvenire) sostituito =)
    È risaputo che Mir è un componente fondamentale di GNOME.


    È veramente poco FLOSS, oltre che scollegato dalla realtà, implicare che un software valga meno di un'altro perché sta più in alto nello stack o ha comunque una dipendenza.

    Unity poi è solo il più importante dei progetti contribuiti da Canonical, mica l'unico.

    RispondiElimina
  42. si l'altro progetto sono i Winindicators, no? Oh Wait... =P

    RispondiElimina
  43. Stefanauss24/07/13, 17:26

    <a href="http://www.canonical.com/contributors>Lista (parziale) dei progetti contribuiti da Canonical.</a>

    RispondiElimina
  44. Stefanauss24/07/13, 17:33

    Perché la privacy è una questione direttamente correlata alla causa del software libero all'utente comune?
    Scegli le battaglie, non TUTTE le battaglie.

    RispondiElimina
  45. Beh direi che è senz'altro collegata. Lo sarà pure indirettamente ma uno dei motivi per cui esiste il software libero è di avere il pieno controllo del programma, e quindi vietare che mandi informazioni ad Amazon se non voglio (o non sono consapevole), non a caso Stallman se ne uscì dicendo che oramai Ubuntu è spyware.

    PS: a margine i discorsi dell'Utente Comune a me non me ne possono fregare molto, li ritengo discorsi come quelli dell'User Experience, invenzioni di Shuttleworth per giustificare il fatto che non volevano cooperare con Gnome e volevano farsi quella sorta di fork chiamato Unity

    RispondiElimina
  46. scienzedellevanghe24/07/13, 17:41

    Onestamente non seguo il tuo discorso.

    Fermo restando che tutto il discorso della supercazzola prematurata con scappellamento a destra per me è semplicemente un modo più inutilmente complesso per ribadire quanto era già stato detto (hanno reimpacchettato debian e sviluppano codice che non vogliono/possono rendere distro-indipendente) non capisco cosa c'entri tutto questo con (ad esempio) il tuo invito «Hai seriamente bisogno di informarti su chi siano gli sviluppatori di Debian e Kernel Linux» visto che l'informazione mi stai dicendo qui che non conta.

    RispondiElimina
  47. Stefanauss24/07/13, 17:55

    E io non vedo cosa c'entri con quanto dibattutto appena sopra, o dovrei avrei detto che non conta.
    L'affermazione citata precedente era per controbattere l'idea ingenua evocata in precedenza, non da te, che il livello attuale di software come Linux e Debian sia stato raggiunto da una "comunità che lavora gratis". Non è affatto così. Questi progetti sono portati avanti per il 60-70% da gente pagata per lavorarci, e pagata da gente che semplicemente accetta vantaggi e svantaggi di produrre software FLOSS e che lo fa perché è solo un supporto del proprio vero core business che sta altrove.

    Canonical è nata per a) portare il software libero desktop alle masse e b) dimostrarla una cosa sostenibile per un'azienda. Le due cose sono collegate, e al momento non c'è un business model definito che permetta di farlo.
    La comparazione di cui sopra è per rimarcare la differenza tra obbiettivi e business model definiti, tipici delle aziende menzionate prima, e quelli di Canonical, che sono inediti per la parte degli obbiettivi, e ignoti per la parte del business model.

    RispondiElimina
  48. Stefanauss24/07/13, 18:02

    Hai comunque, il pieno controllo del programma, anche nel caso di Canonical. Stallman che "chiama nomi" Ubuntu non cambia questo fatto. Il software libero è uno strumento per raggiungere la privacy, ma il software libero come concetto è come etica è una cosa, e non ha una visione della privacy delineata e precisa che devi sposare per sposare la causa del software libero. È idiotico pretendere che una cosa complessa come la privacy possa avere una particolare visione implicata dall'adesione ad una cosa diversa come le 4 libertà del software (che non menzionano la privacy).
    Quindi si, puoi fare accordi con Amazon ed essere dalla parte del software libero, anche se evidentemente non della privacy totale.

    Essere dalla parte del software libero non significa dover sposare/rispettare a cascata le cause della comunità degli utenti del software libero. Quindi si, l'indirettamente fa tanta differenza.

    RispondiElimina
  49. Enrico Bastelli24/07/13, 18:13

    Primo, unity NON é un de, proprio perché usa GNOME, se fosse un de nuovo non dovrebbe usare lo stack GNOME.
    Mir che c'entra con GNOME? Sai almeno cosa sostituisce mir?

    RispondiElimina
  50. Questo discorso mi fa ricordare quando anni fa fecero che nella costituzione italiana, per l'esattezza nell'articolo 21 e derivati, non ci fosse riferimento ad una "trasparenza" dello stato verso i suoi cittadini, ovvero che la Pubblica Amministrazione non fosse obbligata ad essere trasparente verso i privati cittadini, perché semplicemente non c'era nessun "nesso" specifico nelle leggi e nella costituzione. Me lo ricordo perché ci ero rimasto molto sorpreso:

    https://twitter.com/anonimoconiglio/status/259729998108319744

    Ora, concorderai con me che non ci vuole un genio per capire che in un sistema democratico la trasparenza della PA verso i privati è fondamentale. Tant'è che per sanare la cosa hanno fatto una legge, la L 241/1990 per l'esattezza.

    Ora, tra privacy e Libertà del software libero io ci trovo lo stesso "nesso", se ci vuole una quinta libertà del Software Libero per farti capire che tale nesso c'è, aspetterò che Stallman o la FSF la pubblichino, cioe di più non so cosa dire.

    RispondiElimina
  51. scienzedellevanghe24/07/13, 18:53

    Ok, credo di avere perlomeno capito il senso della tua affermazione. Ovviamente chi scrive del codice ne ha un tornaconto e credo che nessuno metta in discussione il fatto oggettivo che canonical debba avere il suo, semmai ognuno avrà una mezza idea di quale questo dovrebbe essere secondo i propri gusti.

    Anche Apple contribuisce al FLOSS ed ha un suo tornaconto, potrò però avere opinioni personali non entusiastiche relative ad Apple?

    Tu dici che il business model deve cambiare perché loro sono diversi, ma a me pare che con questa raccolta fondi stiano tentando di entrare nel classico "sviluppo hardware".

    RispondiElimina
  52. Stefanauss24/07/13, 18:55

    E tu sai cosa costituisce sarcasmo?
    Unity era, all'inizissimo, semplicemente una shell di GNOME. Era ovvio che si trattava solo di una soluzione temporanea, e difatti Unity si è evoluto (evoluzione in progress) in un proprio DE di Ubuntu. È ad un tale punto della sua evoluzione che tra molto poco utilizzerà uno stack grafico completamente differente, e pertanto la tua idea che si basi sullo stack GNOME è antidiluviana e profondamente scorretta.


    Inoltre, niente di tutto questo, in un senso e nell'altro (GNOME basato su Ubuntu, Ubuntu basato su GNOME, la cippa che ti pare) intacca il fatto che si tratta di un fottio di nuovo codice FLOSS prodotto.

    RispondiElimina
  53. Stefanauss24/07/13, 19:13

    Ovviamente puoi avere tutte le opinioni personali non entusiastiche relative ad Apple, e vedertele pure convidivere da me con quasi assoluta certezza.
    Quanto detto prima non era certo un attacco a Intel, Samsung, Nokia, ecc. Tutt'altro. Questo scrivere FLOSS per un proprio tornaconto fa parte delle regole del gioco, tutti devono accettarle e quindi accettare che il loro lavoro non possa essere più circoscritto e che altri, che magari hanno fatto meno lavoro o un lavoro diverso, potrebbero trarre più vantaggio dal mio lavoro di quanto faccia io stesso. È tutto molto chiaro a chiunque scriva FLOSS, e non c'è niente di sbagliato.


    Ognuna di questa aziende, Apple inclusa, ha nella scrittura di FLOSS una parte più o meno grande del loro operato. Apple, ad esempio con i suoi brevetti assurdi, fa molto più male al FLOSS di quanto bene faccia con le sue patch FLOSS di cui parliamo in questi fosse. È legittimo non essere entusiasti di questo operato, scrivere FLOSS non è un beneplacito indefinito, come per Apple, così come per Canonical.


    Io non credo che debbano necessariamente inventarsi un nuovo business model, ma di certo devono trasformare/combinare quelli esistenti per adattarsi alla loro unicità, che ripeto, nel caso di Canonical è tanta: rendere profittevole il desktop (concetto che di per sè si sta evolvendo in questi anni) libero Linux è una cosa che nessun altro sta tentando di fare. In questo remix/trasformazione può anche avere spazio il crowdfunding, se funziona. Non vedo il problema.

    Nel caso specifico, Shuttleworth dice specificamente che "non cerchiamo di entrare nel mercato dell'hardware". Uno può anche essere scettico su tutto quello che dice, ma onestamente, come dicevo prima, Ubuntu Edge è la stessa scelta strategica fatta da Google coi device Nexus, e per le stesse ragioni.
    E io non direi che, per quella scelta, Google è nel classico "sviluppo hardware". Ci è entrata per saltare un sacco di intermediari nella catena che consente di realizzare ottimo software mobile, e ci è riuscita con successo. Canonical vuole replicare questo, e nell'unico modo in cui può farlo, non avendo certo le stesse connessioni e disponibilità di Google. Shuttleworth sarà anche miliardario, ma non è una ragione per non valutare rischi e scegliere strade alternative più sicure.

    RispondiElimina
  54. Stefanauss24/07/13, 19:35

    E allora la net neutrality? E tutte le altre "cause" che sembrerebbero ovvie? Dove tiri la linea? Che cos'altro devo sostenere per poter dire di sostenere davvero il software libero?

    I software liberi che fanno data retention e deep packet inspection, non sono liberi perché potrebbero non rispettare la privacy così come i referrer Canonical potrebbe non rispettare la privacy?

    Santiago, alla privacy e alla sua fondamentale importanza io ci credo esattamente quanto te, non c'è bisogno che mi diventi condiscendente. Tuttavia, non sono disposto ad arrivare al punto di implicare che chi abbia una visione più rilassata della privacy rispetto alla mia "non è dalla parte del software libero" come me. Quello che cambia è la posizione sulla privacy, punto.

    Stallman stesso ha esplicitamente escluso che la sua visione del software libero possa/debba essere contaminata da altre visioni etiche su questioni che sono differenti. Quando Stallman chiama spyware Ubuntu, sono le opinioni di Stallman sulla privacy che entrano in gioco, non quanto libero è il software di Ubuntu.

    RispondiElimina
  55. ma sinceramente non tiro una linea di demarcazione netta, e non è un processo a te, ci credo che ci tieni alla privacy quanto me. Ti facevo notare però come una relazione, se pur indiretta, tra la tutela della privacy con il software libero c'è e va preservata. Il software libero che fa data retention se è stato programmato per quello va bene. Guarda che quello di Amazon è pure uno dei tanti esempi, vogliamo parlare del comportamento che ha avuto con Banshee? Tieni presente che io critico il comportamento, non questiono se canonical può o non può farlo in base a leggi o licenze.
    PS: su Stallman ricordo che ne avevamo già parlato qui o sbaglio? http://anonimoconiglio.blogspot.com/2012/12/Stallman-Ubuntu-Spyware-Amazon.html

    RispondiElimina
  56. quali sono le svariate funzionalità integrate in Debian/GNOME nel corso degli anni?

    RispondiElimina
  57. Alberto Milone25/07/13, 00:08

    attirare l'attenzione dei media e quindi farsi pubblicità che vantaggi (tangibili) porterebbe a Canonical? Vantaggi economici? O di che tipo? Chiedo per semplice curiosità.

    RispondiElimina
  58. Stefanauss25/07/13, 00:11

    Si, ma anche con Banshee si tratta di una questione di politica comunitaria, anch'essa slegata/non collegata al software libero come principio etico se non da un "nesso" che sta alla soggettività del singolo. Tu mi dici che una relazione tra privacy e sw libero c'è perché hai a cuore entrambe le cose, nello specifico l'una trova ottimi complementi nell'altra. Ma se va preservata, allora che differenza c'è tra il sw libero di data retention e DPI e il sw libero con referrer di Canonical? Perchè il primo va bene e l'altro no?
    Tu dici (mi sembra) che la conoscenza (limitiamoci a quella FLOSS, ma onestamente credo potrebbe essere estesa) andrebbe prodotta e diffusa a partecipazione comunitaria (democratica magari), e io dico no, non necessariamente: spesso la cosa non produce nè migliore nè più conoscenza di un gruppo ristretto che condivida poi i risultati, nè garantisce una vera diffusione. Entrambe sono posizioni legittime, e per entrambe sarebbe una forzatura asserire che l'altra vada contro l'etica del software libero. Se Stallman avesse provato ad inserire il suo intero sistema di credenze e valori all'interno dell'etica e filosofia del free software, il suo impatto sarebbe stato zero. Assoluto.

    È esattamente per queste ragioni che è tendenzioso collegare l'etica del software libero all'etica di qualsiasi altro aspetto, se il nesso non è che personale.


    In sostanza, nel momento che dici Canonical fa X, Canonical ha il comportamento Y, le conseguenze sono negative per la comunità Z, ok, hai ragione, hai torto? Parliamo. Nel momento che diventa Canonical fa X, non venirmi a dire che è software libero, è battaglia ideologica sterile.



    P.S. In quel thread non c'ero. Vedo di leggermelo se riesco.

    RispondiElimina
  59. [Trolling]Che me frega del FLOSS io voglio il mio nuovo gadget tecnologico con cui smanettare e farmi le seghe in FULLHD [/Trolling], ma o Canonical sta usando Linux e software open per arrivare nel mercato hardware quindi appena fa mezza modifica subentra la licenza virale GPL quindi sempre FLOSS rimane.


    La diffusione dalla conoscenza qui è marginale stiamo parlando di un prodotto fatto per essere venduto, a Canonical servono introiti, Canonical è nata per fare soldi, se poi usa i termini "comunità, puppe ,abbracci, birra e open sorca" poco importa fintanto che il software resta sotto GPL.


    Sarebbe bello conciliare l'etica con le logiche di mercato ma non è possibile, Canonical segue il mercato mettiamo il cuore in pace e usiamo tutti Arch Linux xD


    Che poi dopo OpenMoko a me sembra difficile che Linux sfondi sul mercato smartphone e tablet senza usare il "modello Android", ovviamente abbiamo il rovescio della media ovvero drivers blindati per wifi, modulo 3G, GPU e fotocamera ma per quello esiste il reverse-enginee :D


    Io capisco le tue domane ma purtroppo non è possibile avere la botte piena e la moglie ubriaca e nuda xD

    RispondiElimina
  60. ma guarda forse ti sorprenderà ma io condivido le tue stesse perplessità e ragioni. L'unica differenza è che ogni tanto continuo a scrivere post come questi, perché insomma la mia critica la faccio lo stesso. Se non altro perché, se ci fai caso, il fulcro di questo post è sempre lo stesso: il fine di Canonical sono gli introiti ma per farlo usa le stesse tecniche "comunità, abbracci" e ora si lancia nel CrowdFunding estremo. 32 Milioni in 30 giorni, cosa che fa destare gran sospetti e insomma, vedremo come andrà a finire, se ci siamo sbagliati o no ;)

    RispondiElimina
  61. Scusa riguardo il thread di stallman ti ho confuso con Dottorblaster.

    Comunque, ogni critica è per natura soggettiva. Cioè è ovvio che il "nesso" nelle cose è sempre un nesso personale, a meno che tu mi indichi l'esistenza di una logica della ragione universale (cosa che manco Kant riuscì a fare se non fermandosi alle "Forme a Priori" del pensiero). Quindi io non vedo il problema quando dici che il nesso che io trovo tra Privacy e Software Libero sia personale.

    Attenzione, capisco, mi sembra, perfettamente la tua obbiezione: tu sostieni che io non posso dire che Canonical non è dalla parte del FLOSS adducendo ai suoi accordi con Amazon perché non trovi un nesso diretto tra la privacy e le 4 regole fondamentali del software libero.

    Io però come ti ho detto, con la metafora della trasparenza verso la PA e la costituzione, il nesso lo trovo, se non altro è un derivato fondamentale. Infatti in queste tue parole trovo un concetto sbagliato:

    "Tu mi dici che una relazione tra privacy e sw libero c'è perché hai a cuore entrambe le cose, nello specifico l'una trova ottimi complementi nell'altra."

    Per me la relazione tra privacy e sw libero non è complementare, ma è derivata. Altrimenti perché quando Shuttleworth dice che "solo loro" possono portare un futuro "libero, sostenibile e bello" insorgono critiche? Forse perché quel "libero" non combacia con una azienda che fa accordi con Amazon o si comporta in modo sul limiti della "restrizione" verso altri nel suo stesso ecosistema. Insomma, saranno critiche soggettive, ma sono condivise da molti (e non parlo di me o dei lettori del blog ma dei developer e volontari che negli anni hanno mandato un tantino affanculo Canonical per il suo comportamento)

    RispondiElimina
  62. Non proprio. Il fine può anche essere raggiunto, io non sono nessuno per impedirlo, ma se viene prefissato e raggiunto ad ogni costo, senza badare al modo, allora il fine stesso potrebbe cambiare. Perché in fondo il modo modifica il fine stesso. Il problema è quando l'etica (che definisce il modo) non c'è o non le si da l'importanza dovuta. E in questo caso Canonical non solo non dà importanza all'etica ma cerca di cambiarla o ne propone una nuova, che io non condivido: da qui deriva la mia critica al suo operare. Tutto qui.

    RispondiElimina
  63. Beh l'attenzione dei media ti da prestigio, pubblicità anche gratuita, e quindi in soldoni ti fa vendere di più. Se sei un'azienda che produce hardware grazie ad una colletta di 32 milioni di dollari dai tuoi stessi utenti direi che fai notizia da sola, attiri l'attenzione e hai pubblicità gratuita e benefica per il tuo prodotto (sempre in teoria). Sempre che quel crowdfunding sia "autentico"...

    RispondiElimina
  64. Alberto Milone25/07/13, 18:34

    vendere di più, ok, ma cosa e a chi?

    RispondiElimina
  65. passavo per caso25/07/13, 18:48

    Al momento, ubuntu continua ad essere una cannibalizzazione di una ottima distro, ma di suo "originale" ha ancora pochino. Quando la proporzione "originale" vs "preso da debian/sid" passera' dall'attuale 25%-75% a 51%-49%, allora potrai sbandierare la lista completa e maggioritaria, ma prima di allora, beh... mi sembra un po' un autogol.

    RispondiElimina
  66. Stefanauss25/07/13, 18:51

    Per me la relazione tra privacy e sw libero non è complementare, ma è derivata. Altrimenti perché quando Shuttleworth dice che "solo loro" possono portare un futuro "libero, sostenibile e bello" insorgono critiche? Forse perché quel "libero" non combacia con una azienda che fa accordi con Amazon o si comporta in modo sul limiti della restrizione" verso altri nel suo stesso ecosistema.

    Mi sembra un pessimo argomento a favore della "derivazione" tra privacy e software libero, che casomai evidenzia come la comunità di "vaffanculo Canonical", legittima nella sostanza delle sue critiche, abbia adottato nel complesso lo stesso atteggiamento che costituisce la mia obiezione a te.
    Il "solo noi possiamo" di Shuttleworth non è mai stato inteso a dire che solo quello che fa Canonical è definibile come libero. Le parole di MS sono precise: solo noi di Ubuntu abbiamo quello che ci vuole per raggiungere l'obbiettivo (ripeto: software libero per il comune mortale come regola, non eccezione), dopo anni l'abbiamo capito, gli altri non potranno mai.

    E basta. Non c'è nient'altro nell'obbiettivo. Se le critiche sono nate perchè come suggerisci tu nel "libero" dei criticanti ci sono anche privacy e sviluppo comunitario, è questo il tuo "altrimenti": un banale argomento circolare. E una differenza di visioni etiche non dimostra che privacy e sw libero siano derivati.


    La tua metafora la trovo fallace: se il fatto che le PA devono essere trasparenti è "ovvio" a prescindere dalle leggi allora è ovvio anche che il software libero implichi uno schieramento pro-privacy? Stai limitando, anche nel caso mantenessi la cosa ad un livello di diktat etico, la libertà di utilizzare software libero per qualsiasi scopo, e quindi al diavolo il software libero.

    RispondiElimina
  67. Stefanauss25/07/13, 18:56

    Pessimo, pessimo argomento...
    Secondo te, Debian, è composta, nelle tue magiche percentuali, da software "originale" creato dagli sviluppatori Debian? Nessuna distro rientra nel tuo criterio, nessuna distro può rientrare nel tuo criterio. Le distro, per definizione, attingono e integrano.
    Io non sto sbandierando nessuna "proporzione maggioritaria", ma il totale contrario: è 10 post che affermo che il criterio per cui, nel floss, sei originale e "degno di essere" solo se sei per la maggior parte fatto di roba tua è ridicolo, è l'antitesi del FLOSS stesso.

    RispondiElimina
  68. Guarda che io non ho mai detto che PA debba essere trasparente per un motivo "ovvio". Tanto per fare un esempio, in uno stato democratico le istituzioni devono essere trasparenti perché solo così il privato riesce a tenere sotto controllo quel che succede nelle istanze del potere (che in quanto democratiche sono Pubbliche). Stessa identica cosa succede col software: se è libero (e pertanto fa quello che voglio io) non esiste che ci sia un backport o un maneggio fatto in modo di mandare info dove tu in quanto utente finale non sei consapevole. Tu ti fidi di Canonical perché dice di essere dalla parte del Floss e questa fa in modo di mandare le tue info ad Amazon per un contratto da due soldi, sticazzi.

    Bada bene, la mia non era mica un'argomentazione a favore del nesso tra privacy e Software Libero, la mia era una costatazione: Canonical riceve delle critiche da chi in passato ha sempre lavorato per il suo prosperare. Un motivo ci sarà, ma tu preferisci etichettare tutte le critiche all'interno di un micro sistema chiamato - parole tue - comunità di "vaffanculo Canonical".

    Allora chi è che ha i paraocchi scusa? Secondo te questa critica viene dalla comunità di "vaffanculo Canonical"? http://www.alessiotreglia.com/articoli/un-due-tre-puff-la-community-non-ce-piu/

    "la community di Ubuntu, per come l’abbiamo conosciuta e apprezzata per tanti anni, è morta e sepolta. È ora di farsene una ragione. [...] Concludo ammettendo che nulla di scandaloso è accaduto. Ho solo l’impressione che le famose promesse di Ubuntu e la sua filosofia stiano pian piano andando a farsi fottere."

    RispondiElimina
  69. Stefanauss25/07/13, 20:45

    Comunità di "vaffanculo Canonical" era un mero abbreviare "la comunità di persone che critica la gestione comunitaria di Canonical". Non sto etichettando niente: le stesse obiezioni che faccio a te le farei a chi la pensa come te. Non sto asserendo che questa comunità abbia i paraocchi (altrimenti non sarei qua a discutere con uno dei massimi esponenti del "vaffanculo Canonical"), sto semplicemente asserendo che gli argomenti non siano sto granché. Mi stai continuando a dire "arrivano critiche, un motivo ci sarà" e allora? Qual'è il motivo? Significa che se c'è, è necessariamente valido? Il ragazzo dell'articolo che mi linki ha constatato che la politica di Ubuntu non corrispondeva alla propria visione e ha abbandonato. Ma io ci vedo la stessa obiezione che ti ho posto: l'inclusione, nella filosofia di Canonical, di altri elementi etici che non sono affatto necessariamente intrinsechi nel software libero. Nel caso dell'articolo, l'assioma che una distro FLOSS debba essere necessariamente a partecipazione democratica nel meccanismo decisionale. Canonical ha forse mai sviato su questo? Si, l'abbiamo capito che c'è tanto marketing e buzzwords nell'operato Canonical, ma "Ubuntu is not a democracy" è stato stabilito, oltre ogni dubbio, DUE anni prima che il ragazzo dell'articolo si sfogasse a proposito. Non è che forse, visto che è tutt'altro che l'unico che leggo a cadere in questa contraddizione, c'è proprio questo desiderio di affibbiare ad altri per induzione le nostre postille etiche? Il ragazzo è stato abbagliato dal marketing? Poco convincente, visto il suo essere un insider.

    La tua metafora lascia ancora a desiderare. Se la PA non è trasparente, l'utente-cittadino è lasciato alla deriva con pochissimi strumenti a sua disposizione. Non c'è un'altra PA a cui rivolgersi.
    Questa passività dell'utente-cittadino non esiste nel FLOSS ed è qui che la tua metafora non fa più presa. La "non consapevolezza" a cui alludi non esiste, sei alle prese con una decisione tra usare quel software libero e non usarlo, oppure usarlo e modificarlo, al 100% di consapevolezza.

    RispondiElimina
  70. "Se la PA non è trasparente, l'utente-cittadino è lasciato alla deriva con pochissimi strumenti a sua disposizione. Non c'è un'altra PA a cui rivolgersi."

    Attento, il punto non era questo. Il senso è che se la PA non è trasparente allora non può dirsi democratica. Quindi un sistema democratico si adopera per porne rimedio, ed infatti ecco la Legge 241/1990. Se il sistema operativo ha una sorta di backport che invia info ad Amazon allora non rientra nel "FLOSS" perché il programma fa qualcosa che io non voglio a mia insaputa. E allora ecco la comunità che si lamenta e Canonical che mette rimedio. Ma chi ha scelto di mettere una feature del genere e perché? è qui che arriva la questione etica sul comportamento che ha avuto.

    Comunque grazie per considerarmi massimo esponente del "vaffanculo Canonical" anche se non mi sento all'altezza, c'è gente molto più preparata tipo Aaron Seigo ad esempio.

    RispondiElimina
  71. Stefanauss25/07/13, 21:43

    Sia chiaro che non lo dico con scherno, ma è solo un modo per sintetizzare quello che effettivamente costituisci, uno dei critici più accesi e vocali.

    Ok, ora ho capito il punto della tua metafora, anche se diventa palese che si ritorna al punto di partenza: cosa mettiamo in quel "libero" (e magari come lo comunichiamo). È chiaramente diverso tra me, te, Canonical, la community che è "rimasta" e quella che "se n'è andata".

    Condivido il giudizio su Aaron Seigo. In particolare, a differenza mia e tua e di pressoché qualunque flame-war nella community, ha la capacità di delineare chiaramente le scelte davanti alle quali il FLOSS si trova, ma poi di rimettere il giudizio alla luce delle sole conseguenze.
    Le sue critiche a Torvalds all'epoca passarono inosservate, ma sono quanto di meglio di possa leggere a proposito della <a href="http://sarah.thesharps.us/2013/07/15/no-more-verbal-abuse/>trafila recente</a> del "sono fatto così, continuerò a regnare bestemmiando", anche se la precedono di svariati mesi.

    RispondiElimina
  72. passavo per caso26/07/13, 00:23

    Chiarisco: "originale" nel senso di "patch-ato e pachettizzato". Che ubuntu "prelevi" dai repository debian e' indice che quest'ultima ha un livello tale per cui e' ritenuta una valida fonte di pacchetti gia' pronti. La cosa che lascia perplessi e' questa aria da "ammazza aho quanto semo fighi noi che usiamo ubuntu", quando di originale (ora il senso del termine dovrebbe essere chiaro) tale distro ha pochino.

    RispondiElimina
  73. ah beh sei tu che scegli chi fa parte della comunità "vaffanculo Canonical" ci mancherebbe =P
    così come bisogna stare attenti al significato che si da di "free", ad esempio in molti discorsi di Shuttleworth per free si intende gratis, non libero. E poi c'è chi dice che l'inglese è una lingua chiara e netta per discutere..

    RispondiElimina
  74. Stefanauss26/07/13, 14:28

    Si, in molti discorsi di MS (così come nelle pagine ufficiali Ubuntu) free sta per gratis, mentre quando si riferisce alla filosofia di gestione di Ubuntu, MS (e pagine ufficiali) usano certamente più il termine "open" che "free" (as in Freedom). Questo non può essere fonte di dubbio solo se sei Stallman, che sei sistemico nell'applicazione della stessa semantica quando poi vai a comunicare. Per tutti gli altri è un casino.
    Non credo comunque che fosse il problema qui, sia perché abbiamo usato i corrispettivi italiani molto meno ambigui, sia perché discutevamo delle azioni altrui che danno un risvolto concreto (evidentemente diverso tra me e te) alle intenzioni altrui nell'uso di quei termini, a prescindere dal contenuto della voce del dizionario.

    RispondiElimina
  75. Stefanauss26/07/13, 14:53

    "gia pronti" - Quindi tu perchè Ubuntu possa definirsi originale vuoi che rifaccia lo stesso identico lavoro di Debian, ripacchettizzando (identici al bit, visto che PM e versioni sarebbero le stesse) gli stessi software, prima di aggiungere/rimuovere le proprie patch specifiche? Mi spieghi qual'è il valore aggiunto, come giustifichi questo spreco assoluto di tempo e denaro ed efficienza che nessuna altra distro basata su Debian intraprende? Te lo ripeto, quelli di Debian (e tutto l'ecosistema FLOSS) nel momento che decidono di partecipare accettano che tutto il loro lavoro possa essere copiato e esteso. È praticamente l'intero punto del FLOSS, dargli una connotazione negativa significa sminuire non Ubuntu, ma praticamente tutti i membri di questo ecosistema.

    "originale" - è chiarissimo che nel tuo senso del termine Ubuntu non lo è, il punto è che il senso che attribuisci al termine è un corpo estraneo alle dinamiche del FLOSS. Attribuisci al lavoro di pacchettizzazione del software un'importanza smodata: attenzione, non che sia fondamentale e propedeutico a tutto il resto del lavoro, ma è solo la piattaforma di lancio per tutto il resto del lavoro (quello che può davvero costituire "originalità") della distro. Per farti capire, persino ArchLinux, con una frazione infinitesima della forza lavoro Debian, riesce quotidianamente nell'intento di ripacchettizare pressoché tutto il software FLOSS esistente (qua si capisce anche quanto l'intera attività di pacchettizzazione sia uno spreco di efficienza e di frammentazione che è assurdo che il FLOSS non risolva, ma questo è un altro dibattito). Il punto del lavoro (originalità) di Debian è piuttosto la disciplina e il bugfixing sistemico con cui il software della distro viene reso stabile organicamente, piuttosto che stabile-secondo-upstream. Questa disciplina è chiaramente in parte ereditata da Ubuntu con l'import dei pacchetti, ma è un'approssimazione abbastanza becera affermare che quello di Ubuntu sia un semplice import di pacchetti e basta.

    "pochino" - Dovrebbe esserti chiaro che il tuo senso di "originale" lo trovo superficiale nell'ambito dell'originalità del FLOSS, figurarsi nel misurarla. Originale comporta Diversità, figurarsi se ripetere il lavoro sugli stessi pacchetti ne comporta. Assai più ovvio e sensato è misurarla sulla base del nuovo software creato nell'ambito della definizione di una distro. Tra il 2004 e il 2010 Ubuntu si è limitata a poche estensioni di quanto fornito dalla comunità che sviluppava il suo DE principale, ed è stata spesso criticata per questo (sebbene questo potesse essere detto della maggior parte delle distribuzioni all'epoca, ma è un'altra storia). Sostenerlo ancora dopo che in questi 3 anni ha sviluppato così tanto nuovo software che si ritroverà, tra pochi mesi, ad avere un proprio stack grafico (attenzione: "proprio" non significa affatto che non sia software libero) diverso (originalità, remember?) da quello di tutto il resto dell'ecosistema GNU/Linux, mi sembra improponibile se non, appunto, ridefinendo a piacere cosa significa "originale".

    RispondiElimina
  76. beh comunque come esordivo usando le parole di mio zio in questo post "a pensar male si fa peccato, ma a volte ci si azzecca"
    e non trovo sia un caso che recentemente Jono Bacon abbia cambiato quel "Ubuntu will always be free" con "ubuntu will always be open".
    In un certo senso hanno pure ammesso che Ubuntu One non è free software

    RispondiElimina
  77. Comunque sbagli ancora: nessuno sminuisce il lavoro di Debian. Sminuiscono il contributo di Canonical, che è diverso.
    Anzi! Constatano quanto Canonical attinga e non dia.
    Perché quel 90% di pacchetti da Debian si possono quantificare. Mentre quel "marketing" quell'innovazione, quella "user experience" no.
    KISS = i discorsi di Shuttleworth sono marketing da quattro soldi smontabili in due secondi.

    RispondiElimina
  78. Stefanauss26/07/13, 16:23

    Ancora? Quel 90% dei pacchetti Debian non sono "di" Debian, sono anch'essi figli dello stesso attingere che la gente rinfaccia a Canonical. E va bene così, è l'essenza stessa del FLOSS.
    Nessuno ti chiede di "quantificare" il valore del software, e non è il fulcro del discorso. Per me possono essere The Next Big Thing Ever e Debian essere vetusta e accartociata su sè stessa, o il contrario, non c'entra assolutamente niente col discorso intrapreso in questo thread. Oltretutto, il marketing di un prodotto e il suo valore in termini qualitativi sono concetti separati, dovrebbe essere ovvio a chiunque (aka il prodotto con il marketing più becero potrebbe anche essere davvero innovativo quanto sostiene, o non esserlo, non sono causa e conseguenza).
    Il punto è che può non essere software FLOSS che ti piace quello di Ubuntu, che usi, che per te abbia futuro o valore innovativo, ma rimane il fatto che è nuovo, originale software FLOSS.

    Pensala come ti pare sui discorsi di Shuttleworth, ma quando deve parlare chiaro e senza parafrasi (quindi, alla faccia del marketing) io non lo trovo smentibile alla buona o da due soldi:
    When we started, we said we wanted to deliver the best of open source on
    a cadence. It was up to KDE, GNOME, XFCE to define what that was going
    to look like, we would just integrate and deliver (a hard problem in
    itself). By 2009 I was convinced that none of the existing free software
    communities could create an experience that could challenge the
    existing proprietary leaders
    , and so, if we were serious about the dream
    of a free software norm, we would have to lead.

    Preferisco giudicarlo sulla base dei risultati che del marketing, visto che mi ritengo capace di far filtro (mi sa che non riponi la stessa fiducia nel prossimo, ma forse hai ragione). Al momento, il claim da me citato trova riscontro sia nell'operato di Canonical che in quello delle altre community.

    RispondiElimina
  79. Fai finta di niente, vero?
    1 - Sì, Debian attinge e dà, e va bene così perché è nell'essenza del FLOSS. 2 - No, Canonical attinge e basta.
    3 - Tutto quello che Canonical dà, in realtà lo dà a se stessa: Unity, Ubuntu One, Design, Innovazione, blablabla (puoi anche citarmi l'eccezione, upstart? ormai lo usa solo ubuntu)
    4 - Shuttleworth fa dei discorsi che fanno ridere, vendefrutta e te lo dimostro:
    "By 2009 I was convinced that none of the existing free software
    communities could create an experience that could challenge the existing proprietary leaders, and so, if we were serious about the dream of a free software norm, we would have to lead."

    A) il sogno della "free software norm" è qualcosa di retorico che nessuno gli ha chiesto, ma va bene, nessuno ti impedisce di sognare.
    B) ora, un software come Ubuntu One rientra nel "dream of a free software norm"? Un programma diviso in due parti di cui una è proprietaria? Davvero? C) "challenge the existing proprietary leaders" attraverso una logica capitalista (che palesemente gli favorisci), ma per favore...
    5 - ho capito il tuo punto: Ubuntu è FLOSS perché si attiene alle licenze. Sì. Tu però capisci il mio? Ubuntu sarà pure FLOSS ma il modo in cui viene prodotto e portato avanti non è "benefico" per l'ecosistema FLOSS. Again: Ubuntu One è nel complesso software proprietario.
    6 - No, Shuttleworth non parla chiaro.

    RispondiElimina
  80. passavo per caso27/07/13, 15:14

    Mi sembra di parlare con uno che non vuol capire: io dico "albicocche" e tu rispondi "carciofi". Vabbeh, ciao

    RispondiElimina
  81. Stefanauss27/07/13, 15:52

    Mmm, interessante. Non ci avevo pensato. Ho bisogno di un po' di tempo per ponderare, così su due piedi è difficile risponderti. Ciao.

    RispondiElimina
  82. Andrea Zedda27/07/13, 20:36

    esempio: linux mint deriva da ubuntu. comodore os deriva da linux mint. non ho altro da aggiungere. @Santiago tu secondo me hai un'idea ben distorta di FLOSS. ciau

    RispondiElimina
  83. ma io non ho niente contro le derivate e i fork. Anzi.
    L'avrò ribadito ormai 2 volte: sì, ubuntu sarà pur FLOSS perché è GPL, ma Canonical non aiuta il movimento e il pensiero che sta alla base del FLOSS, ne trae vantaggio e basta.

    RispondiElimina
  84. Andrea Zedda27/07/13, 20:48

    a pare che non sono per niente d'accordo sull'idea che canonical ne tragga esclusivamente dei vantaggi. Ma per ipotesi anche se questo fosse vero, comunque sia questo approccio sarebbe assolutamente legittimo. Come minimo ha il fattore positivo di attrarre nuovi utenti e quindi più feedback e quindi maggiore qualità nel codice in tutto l'ecosistema floss. Questa regoletta è alla base dell'openess e dovresti averla ben chiara in mente. più una roba è utilizzata più la qualità aumenta (parafrasando la legge di linus)

    RispondiElimina
  85. più una roba è utilizzata più la qualità aumenta


    Non trovo nessi logici scusa. Dove c'è scritto? Sulla base di cosa? Non è che perché milioni di mosche mangiano merda poi la merda aumenta qualitativamente parlando, merda resta.

    RispondiElimina
  86. Andrea Zedda28/07/13, 11:42

    vabbè dai qui siamo all'ABC dell'open source. Se non ti sono chiari questi concetti ti consiglio di studiare un pochino. Magari iniziando da qui http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Linus. P.S. pensavo di dover spiegare queste robe ai 50enni funzionari della PA cresciuti a pane e microsoft, e non ad un giovine che ha un blog che tratta di openess.

    RispondiElimina
  87. guarda che qui non attacca questo tuo modo di discutere, è già tre messaggi che continui a dire "se non ti è chiaro, se non lo sai" e nel frattempo hai scritto una cazzata: "più una roba è utilizzata più la qualità aumenta"
    Mi spieghi in base a quale nesso logico puoi dire una cosa del genere? La "legge di linus" parla di "bug" e si riferisce ai programmatori, non agli "utenti".
    Tu non solo hai parafrasato Linus a cazzo di cane, ma hai sbagliato nel ragionamento base:
    "nuovi utenti e quindi più feedback e quindi maggiore qualità nel codice in tutto l'ecosistema floss."

    Errore. "nuovi utenti" non significa "nuovi programmatori" (persone che sanno individuare i bug), sopratutto se la tua distro punta agli utenti "base" quelli che di informatica non se ne intendono. Nel caso di Ubuntu è più probabile che "nuovi utenti" significhi "aumento della domanda", ma la tua equazione sulla quale più gente lo usa più feedback riceva non è dimostrabile.
    Tra l'altro: nuovi utenti per unity se mai significa più feedback per unity (che certo, è FLOSS, ma in parole povere è fare il beta tester per Canonical, non per l'ecosistema FLOSS in toto, non è lo stesso che aiutare a tradurre un programma che finirà in qualunque distro, tanto per fare un esempio personale).

    RispondiElimina
  88. Andrea Zedda28/07/13, 12:12

    Il feedback è alla base dell'individuazione di qualunque bug. Anche scrivere un post in un forum lamentando un problema è un feedback e può portare alla segnalazione e risoluzione di un bug (in questo caso indiretta). Questo non vale solo per il codice ma per altri sistemi aperti come possono essere Wikipedia, OpenStreetMap gli Open Data ecc ecc ecc Se non hai capito la correlazione tra utenti e feedback, non so davvero più che dirti, è una cosa talmente lampante...
    Personalmente mi son fatto alcune idee su questa discussione:
    1- ci stai prendendo in giro
    2-alimenti un flame per avere più accessi al blog
    3-non capisci
    4-hai capito ma non vuoi ammettere che hai scritto cagate tutto il tempo.


    qualunque sia l'ipotesi non intendo dedicare altro tempo a questa discussione.
    Adios

    RispondiElimina
  89. Ma scusa tanto "addio" te lo dico io. Vieni qui a dire che non capisco, fai una parafrasi della parole di Linus alla cazzo di cane e poi mi tocca sentire che io faccio flame per attirare visite. Figurati le poche visite che arrivano quando parlo di linux, se scrivo di politica ne arrivano il doppio. No caro, qui il problema è che ti ho fatto capire come le parole di linus riguardassero i programmatori (basta che leggi la voce di wikipedia che tu stesso hai linkato). La "correlazione tra utenti e feedback" l'ho capita, e tu sai benissimo che quel feedback degli utenti vale sia per un modello di sviluppo a bazaar sia per uno a cattedrale. Perché quando apro un topic nel forum di steam per lamentarmi di un bug non lo correggono? Ergo: le parole di Linus Torvalds si riferiscono ai programmatori che possono scoprire un bug e pure metterci mano, non ad un semplice feedback indiretto e basta (quello ce l'ha pure un software proprietario). Scusa la schiettezza ma qui sei tu che mi fai perdere tempo, almeno ripassati il significato degli argomenti che porti anziché venire a cagare il cazzo. Ciao, torni a trovarci.

    RispondiElimina
  90. questa è da applausi

    RispondiElimina
  91. Ora è peccato anche usare glib? :-\
    Senza contare che una bella parte di quello stack è stato scritto e viene mantenuto da persone a libro paga di Canonical... Ah il FUD!

    RispondiElimina
  92. I contributi upstream di GNOME sono molti, specie su Glib (GAppInfo, GApplication, GMenu, GDBus...), Online Accounts, Nautilus; solo per citarne alcuni... Inutile andare a cercare commit con @canonical.com perché ognuno non è tenuto ad usarlo.

    RispondiElimina
  93. Forse pochino, ma sicuramente sostanziale. Non è possibile creare tutto da soli, ed il FLOSS non mi pare neanche che stimoli a farlo.

    RispondiElimina
  94. Mah, non pensare che per un azienda sviluppare solo software open source sia sempre così conveniente. Lo fai se ci credi, un po' di pubblicità non basta certo a semplificarti le cose o a migliorare i tuoi bilanci.

    RispondiElimina
  95. 1... Falso, a parte le patch mandate indietro o pacchetti nuovi (per quanto riguarda solo il lavoro di pacchettizzazione), sono tanti i progetti portati avanti da Canonical e disponibili su tante altre distribuzioni (solo per citare alcuni, a parte upstart, BAMF, libzeitgeist, libdee, lightdm, geis, libcolumbus, juju).

    Si può sempre fare di meglio, ma affermare che non si dia niente indietro può essere solo una battuta da bar.

    RispondiElimina
  96. Non ti preoccupare che Debian si pubblicizza con la sua bontà, non per niente è una delle distro più usata sui server ;)

    RispondiElimina

Caro troll. Se proprio devi trollare, fallo con stile: Niente insulti personali, niente giudizi sugli altri, niente ordini. La critica è bene accetta, la merda invece verrà moderata. E ricorda, non bestemmiare, fa come Coniglio: miscredi.