domenica 6 ottobre 2013

Grillo, il voto e una questione di qualità

Il Movimento 5 Stelle ha convinto la gente che c'è un popolo invisibile che vive in nel Web, che guarda tutto quello che fa La Casta in parlamento, ogni minuto di ogni giorno. E il popolo della Rete ha un programma speciale di tante cose che non vuole che faccia La Casta, e se La Casta fa una qualunque di queste cose, il popolo della rete ha una soluzione speciale piena di calci e vaffanculo e insulti e post e indignazione per cacciarli e farli soffrire e vergognarsi e pentirsi e urlare e piangere per tutti i secoli dei secoli fino alla fine del tempo... però vi ama... vi ama ed ha bisogno del vostro voto. Avrà sempre bisogno del vostro voto, perché senza non ce la potrà mai fare.
~ George Carlin sulla genesi del M5S

Tutto sommato il ragionamento di George non fa una piega. In fondo che Grillo e Casaleggio vi amino si evince dal fatto che vi hanno perdonato. Vi hanno perdonato per aver votato il PD, il PDL, e insomma tutta quella Casta che ora è là su, vi hanno perdonato e vi perdoneranno a patto che voi votiate il M5S. 

Nel sistema politico attuale, nell'odierna democrazia rappresentativa, il voto è il denaro contante che valorizza il potere. È per questo motivo che qualche giorno fa Paola de Pin è stata insultata per aver votato la fiducia al governo Letta, è stata minacciata, denigrata, mandata affanculo per far sì che soffrisse, si vergognasse e si pentisse e urlasse e piangesse.

Perché così facendo ha votato contro il M5S, ma sopratutto, ha fatto del suo perché non potesse essere votato, è andata contro la ferrea volontà del vertice del M5S che non vedeva l'ora di andare ad elezioni col porcellum, tanto criticato da loro quanto utile in questo momento in cui hanno il consenso alle stelle.

Ma non c'entra l'odio e il banale fanatismo per un leader carismatico come Beppe Grillo. C'è di più. Questa non è l'eccezione di una incazzatura improvvisa. È una questione di qualità, è una formalità. Nel senso più profondo della parola.




Le formalità del M5S sono quelle che avete visto quel giorno in cui Paola de Pin è stata minacciata. È normale, lei se lo doveva aspettare, lei è una venduta e la aspettiamo tutti fuori. È il modo di far politica di Grillo che prende forma.

Forse il fine è relativo al mezzo, e se tu pretendi di arrivare ad un fine con qualunque mezzo allora questo fine potrebbe cambiare. Potrebbero nascere, ad esempio, le Milizie a 5 Stelle.

8 commenti:

  1. Giustamente, non è eccezionale ma caratteristico dei gruppi populistici attingere, per sviluppare le proprie linee guida, ad astratte norme di ordine morale (non politiche quindi) al limite del fondamentalismo. Il che è piuttosto indicativo della crisi della politica attuale e dei suoi tradizionali principi razionalistici. Sembra quasi di assistere a un'inversione dei processi di secolarizzazione, con politicanti trasformati in neoprofeti, farseschi e pericolosi.

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  2. Decisamente. È sopratutto il modo in cui hanno messo in discussione il voto della senatrice è in totale accordo con l'avversione che Grillo ha già dimostrato una volta verso l'Art 67 della costituzione, che rompe il vincolo di mandato. Guarda a caso, il M5S è andato oltre la politica di Berlusconi, se potesse ristabilirebbe il vincolo di mandato così perché l'ordine del vertice diventi un dogma.

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  3. scienzedellevanghe06/10/13, 19:55

    Fin'ora ho letto solo la citazione di Carlin e già sento il dovere di farti i complimenti e di ringraziarti :')

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  4. eeeh lo so che un intenditore come te apprezza :)

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  5. I mezzi prefigurano i fini. Comunque, Grillo con la rinuncia ai compromessi ha rinunciato a fare politica. La politica è l'arte del compromesso. Un esempio: favorire la nascita di un "governo di scopo" che abbia come unico obiettivo quello di abolire il porcellum (ma niente, Grillo non vuole).

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  6. La politica però ha a che fare con le scelte, Grillo ha scelto di rinunciare ad un compromesso istituzionale, formalmente. Lui ha scelto di stare lontano dal parlamento, ma è oggigiorno, a tutti gli effetti un leader politico, se siamo d'accordo su questo non possiamo dire che abbia rinunciato alla politica. Anzi secondo me è quello che fa più politica di tutti gli altri, e la fa in un modo innovativo (e pericoloso, aggiungo in modo soggettivo)

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  7. Ahahah, Carlin ci sta a pennello!
    Dice bene Humachina: M5s si regge pressoché esclusivamente grazie a un collante di ordine morale, oltre il quale è il vuoto ad ogni gradino.
    Mi chiedo se sia sia possibile (e per chi) smontare questo vuoto a colpi di categorie politiche razionali, prima che vengano accesi roghi con le copie degli scontrini dei parlamentari.

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  8. Mi trovi d'accordissimo

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Caro troll. Se proprio devi trollare, fallo con stile: Niente insulti personali, niente giudizi sugli altri, niente ordini. La critica è bene accetta, la merda invece verrà moderata. E ricorda, non bestemmiare, fa come Coniglio: miscredi.