martedì 22 ottobre 2013

L'inettitudine di Mark Shuttleworth o del perché Ubuntu fallisce

Succede che pochi giorni fa è uscita quella ciofeca di Ubuntu e come di consueto il Parroco ha scritto un post in cui si congratula coi suoi chierichetti e presenta il prossimo nome ridicolo che avrà la sua distro. Tuttavia, non conforme con tutto ciò, ha la grandiosa idea di lanciarsi in una sorta di inventiva pseudo-ragionamento filosofico contro coloro che li criticano. Il che se ci pensate fa ridere in principio perché è come se Norman Zerbino, l'esimio ingegnere di Vigarano Mainarda in provincia di Ferrara diventasse improvvisamente serio e conservatore al compleanno del suo figlioletto Giorgio:
"Festeggiamo tutti il compleanno di giorgetto!! —  eeeeh! — Ma non scordiamoci che poi dobbiamo discutere della tendenza pericolosamente contemporanea di coprire le nostre divergenze culturali con una semplice teoria descrittiva della società che noi non possiamo né dobbiamo accettare! Imperativo categorico è infatti quello di combattere normativamente in difesa della nostra cultura!!...E ora tagliamo la torta bimbi!!"
Capite? Non ci sta. Non va bene. Sei chiaramente un disadattato. Ma tant'è, se Norman vuole fare la figura dell'inetto chi siamo noi per impedirglielo? D'altronde dagli sguardi accondiscendenti degli amici di giorgetto parevano tutti d'accordo. Perché chiaramente non avevano capito un cazzo.

Beh, coi i fan di Ubuntu succede lo stesso.

Praticamente Shuttleworth in mezzo all'effimera gioia della sua nuova versione di Ubuntu ha dato la colpa del fallimento di Mir a chi lo critica. Quindi ci tocca pensare che se una azienda come Intel decide di non sopportare il tuo progetto la colpa sarà sicuramente di quei pochi sviluppatori con cui lui se la prende a tal punto da chiamarli "Tea Party dell'Open Source".


Premessa, il Tea Party è un movimento degli Stati Uniti che chiede la riduzione delle tasse, della spesa e del debito pubblico. È un movimento di destra conservatrice, e di per sé non ha pretese "estremiste", solo che al suo interno ci sono soggetti come Sarah Palin e quindi finisce per essere visto come un gruppetto di squilibrati conservatori che vogliono un po' di sano anarco-capitalismo. È come se li avesse dato dei leghisti o quasi.

Quindi lui dà una connotazione politica a cazzo di cane e accusa altri sviluppatori di essere degli esaltati. Inveisce contro systemd, li accusa di "invidiosi" e di non sapere l'inglese, arrivando quindi a rendersi ridicolo perché se attacchi le critiche di una persona appigliandoti alla sua grammatica significa che non hai argomenti migliori. Ma d'altronde cosa vuoi dire ad una persona che si considera orgogliosa di essere l'"Ubuntu Daddy"?

Le reazioni non si sono fatte attendere. Lennart Poettering, il creatore di systemd, sostiene che lui non solo non ha mai parlato di Mir ma non gli può fregar di meno, e cita Matthew Garrett, che a proposito, ha fatto delle ottime critiche a Mir, oltre ad essere inglese (così Shuttleworth non può lamentarsi della sua grammatica). Mentre Martin Gräßlin chiude le danze dicendogli giustamente che se non ha argomentazioni valide può risparmiarsi gli attacchi personali sul loro inglese.

Ma visto che l'ha messa sul piano politico facendo un paragone azzardato Aaron Seigo lo invita a fare un dibattito pubblico:

"La mia risposta è molto semplice: Mark, risolviamo le cose da adulti. Se desideri discutere su Mir e le "calunnie" da parte di coloro che non sono d'accordo facciamolo in diretta e in linea, come ad esempio nel videocast della Linux Action Show, con Chris Fisher e Matt Hartley. 

Sì, la sto sfidando ad un dibattito pubblico sull'argomento. Sembra appropriato visto che lei prende questa faccenda come una questione politica."
Insomma. La solita alzata di polverone di Shuttleworth/Canonical che viene come al solito giustificata dai fan e fa ridurre il dibattito ad una questione di fanatismo, come se tutto fosse opinabile e soggettivo.

Ma la realtà delle cose, dal mio punto di vista, è un'altra:
  • Canonical non riesce a compiere le sue promesse.
  • Shuttleworh sostiene che chi critica Mir soffre della sindrome di NIH (gli accusa di invidia per non aver inventato il prodotto prima) quando in realtà Wayland esisteva da tempo addietro ed è ad un punto di sviluppo molto superiore. Ve lo ricordate quando ha detto: Xorg non fa quel che vogliamo che faccia quindi tra un'anno Ubuntu passerà a Wayland? Il tempo ha dimostrato come queste fossero clamorose cazzate, ora la storia si ripete solo che al posto di Wayland c'è Mir. 
  • Si lamenta della mancanza di collaborazione quando in realtà è la stessa Canonical ad aver scelto una strada diversa. Ditemi voi se questo non è quel che si dice "avere la faccia come il culo".

Da come la vedo io il problema è sempre lo stesso. Una azienda ha bisogno di competere sul mercato, ma la competitività di mercato urta contro l'idea di condivisione della conoscenza (filosofia alla base del Free Software e Open Source). Quindi quando si arriva al dunque, e prima o poi tutte le aziende arrivano a quel punto, le buone parole e i buoni propositi si dimostrano solo promesse vane, vuote, puro marketing e sfruttamento di volontari e sviluppatori a titolo gratuito.

Un problema simile ce l'ha Google. Nel momento in cui chiunque può forkare Android o fare la propria versione facendo a meno dei suoi servizi affronta un grosso svantaggio: la potenziale perdita di utenti. Proprio lo stesso problema di Canonical riguardo le derivate di Ubuntu o le altre distro, ed infatti ha creato una serie di applicativi per distinguersi, incominciando da Unity fino ad arrivare a Mir.

Ma l'azienda di Mountain View ha molto più potere ed influenza, e forse ha trovato un modo per riuscire a fare quel che tutte le aziende del settore ambiscono: "controllare un progetto open source". A tal proposito vi segnalo questo interessantissimo articolo di Arstechnica e concludo traducendone un paragrafo che ci dà l'idea di quanto le manovre di Canonical, se pur diverse, abbiano lo stesso scopo:
[...] è facile cedere qualcosa quando sei all'ultimo posto ed hai un marketshare pari a zero, precisamente il posto da dove è partito Android. Ma quando arrivi al podio diventa difficile essere così "aperto" ed accogliente. Android passo dall'essere ciò che proteggeva Google ad essere qualcosa da proteggere di per sé. Il Mobile è il futuro di internet, e controllare la piattaforma mobile più usata comporta tonnellate di benefici. A questo punto è così difficile far ritornare il genio dell'open source nella lampada che la domanda sorge spontanea: come controlli un progetto open source?
[...] Meno codice open source significa più fatica per i concorrenti di Google. Mentre non si può uccidere un'applicazione open source, la si può fare diventare abandonware spostando lo sviluppo verso un modello closed. Ogni volta che Google cambia un app o rilascia un nuovo pezzo di Android sul Play Store è un segno che quel sorgente è stato chiuso e che la versione di Android open (AOSP) è morta.
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Nota Legale: non esiste nessun Normo Zerbino, e sinceramente dubito che esista un posto vicino a Ferrara chiamato Vigarano Mainarda, nome degno della prossima versione di Ubuntu.

32 commenti:

  1. Marco Chiodo22/10/13, 16:02

    Articoli volgari come questo sul mondo dell'Open Source non sono una bella cosa. Canonical ha creato Unity per il grande pubblico. Gli altri ambienti sono ottimi ma non adatti ai chi usa un computer come puro mezzo di utilità.
    Mir sostituisce Wayland per un preciso motivo. Creare un fork di W non sarebbe stato conveniente data la differenza strutturale che sta alla base dei due server.

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  2. "Gli altri ambienti sono ottimi ma non adatti ai chi usa un computer come puro mezzo di utilità"


    ottima battuta.

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  3. quindi non è una battuta. naturalmente ti credo, ma resto basito. chiunque è mai venuto a casa mia se trovava unity (perché è successo, lo ammetto) mi mandava a quel paese anche solo per chiudere una finestra (o per capire dov'era quella ridotta ad icona) o per chiudere il sistema. che un utente che venga da windows non si trovi megli con kde faccio proprio difficoltà a crederlo, ma sarò io....


    PS: io personalmente una debian con unity me la prenderei anche....

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  4. PPS: ma poi che c'entra Unity coi post di shuttlworth prima e di santiago poi, la sostanza mi sembra altra.

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  5. Abbastanza d'accordo nella prima parte.
    Riguardo Google hai ragione, ciò che volevo dire, specifico meglio, è che Google si è trovato davanti allo stesso problema, ma è riuscito a "risolverlo" grazie alla sua influenza e potere. Mi restano comunque molti dubbi sul fatto che Canonical, volendo, riesca a monopolizzare l'ecosistema in cui si trova. Secondo me c'è molta "varietà" di scelta, o almeno non è l'unica distro out of the box, per cui per me anche volendo non riuscirebbe. A meno che non avvii una politica veramente grossa di sistemi preinstallati per assicurarsi una bella fetta di marketshare. Ma per il momento quella iniziativa è ridotta a pochi esemplari.


    Attenzione comunque, le promesse che Canonical fa a livello marketing (e quindi promesse comunicative) vanno a ricadere pure sulle "promesse tecniche" di cui parli, che non mi sono ben chiare ma sono sicuramente collegate. Esempio: "Tra un anno Canonical passerà a Wayland" è finito in: Canonical non sviluppa quasi per nulla Wayland (promessa tecnica infranta) e anzi si lancia su Mir.


    Sì, tutti possiamo cambiare opinione e parere, è legittimo. Ma una promessa è una promessa. Se io ti dicessi: prometto che tra pochi giorni chiudo i commenti, e poi non li chiudo, significa che sia tecnicamente sia comunicativamente ho infranto la mia promessa.


    Sulla competitività di mercato e la condivisione della conoscenza: Dio no! ne abbiamo discusso e ridiscusso in passato su altri thread di questo blog! Potremo scrivere un libro lunghissimo con quello che abbiamo già scritto! :D


    Comunque l'esempio sul kernel e la comunità FOSS ci sta. Però proprio appunto il kernel ha quelle regole lì, mentre la "filosofia del FOSS" non ha delle regole preimpostate. Nel FOSS non si può fare come Walter (allego immagine di Walter)

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  6. Ti correggo solo in una cosa: Srl inglese, per l'esattezza con sede nell'isola di Man (che così non paga tante tasse)

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  7. Gianluca Sforna22/10/13, 19:43

    Con tutto che nelle conferenze tecniche a cui ho partecipato posso testimoniare un rapporto 1:10 tra installazioni Fedora e Ubuntu (cito Fedora perchè è quella a cui contribuisco) trovo i numeri di wikipedia fortemente sospetti.

    Le "grandi" (Fedora, Suse, Mint) stanno sui 10M. Debian 5M (pensavo meglio) come Mandriva.
    Ubuntu 1033M, un miliardo: 100 volte tanto le altre. O gli utenti sono davvero 100 volte tanto quelli delle altre (ma se fosse dubito non sarebe sbandierato ai quattro venti da Mark&c) e stanno tutto il giorno su wikipedia oppure c'è qualcosa che falsa le misurazioni.
    Forse una delle lens che fa continuamente richieste quando si usa Unity?

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  8. Stefanauss22/10/13, 19:44

    Non sono al 100% sicuro di averti interpretato bene, provo a risponderti in base a quello che ho estrapolato ma potrei aver frainteso.

    Non c'è niente di "non-FOSS" nel modo in cui viene sviluppato il kernel Linux. Il fatto che sia al 95% scritto da colossi dell'informatica e non da hobbysti geniali e volontari non è incoerente con le "premesse implicite" del FOSS, perché tali premesse non esistono. Come detto in un altro commento, neanche Stallman le ha mai previste. Per dirla in termini semplici, il FOSS non è tenuto a produrre conoscenza tutti assieme per considerarsi tale, conta solo che tale conoscenza alla fine sia libera. È quello il contributo geniale e decisivo di Stallman, aver posto tra tutte le libertà possibili da considerare, quelle di coloro che di volta in volta sono "l'utente" come priorità assoluta.



    La tentazione di estendere il significato del FOSS è una di quelle in cui la community (TUTTA) indulge di più. Poi diventa semplice decretarne la non aderenza a criteri che, di fatto, sono in larga misura personali (esempio: "nato per combattere il sistema") .

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  9. hai capito abbastanza bene, e data la chiarezza del mio commento, complimenti! Resto però radicalmente in disaccordo con te. Le premesse erano implicite proprio perché...non erano esplicite! nel movimento che nasceva c'era, in potenza!, la possibilità di creare un prodotto che fosse diverso, per modo di produzione e per finalità, da quel che invece nasceva e si imponeva all'epoca (le corporation col software chiuso). Non puoi dire che le premesse non esistevano, proprio perché esse rappresentano quel potenziale che va al di la delle intenzioni degli autori (non si giudica un uomo sulla base delle idee che ha di se stesso, e nemmeno una società!) . Quelle premesse, peraltro, hanno trovato nel tempo anche manifestazioni concrete, penso ad esempio al manifesto di debian laddove si dice che " Una tale
    distribuzione è essenziale per il successo del sistema operativo Linux sul
    libero mercato e quindi quanto detto dovrà essere realizzato da organizzazioni
    in posizione tale da promuovere e sostenere con successo il software libero
    senza la pressione di profitti o ritorni". Il fatto che Stalmann non abbia saputo affrontare questa questione ha fatto in modo che la sua visione del FOSS (ma anche il manifesto di debian) si scontri oggi col successo di linux (col suo 95 per cento di contributo non comunitario mentre il povero HURD vegeta) di android (con tutte le chiusure evidenti anche dall'articolo citato da santiago) e di ubuntu, che lui stesso si trova ormai a boicottare. Per me questo è un difetto.

    La tendenza di limitare il FOSS alle poche cose esplicitate dalle 4 libertà è chiaramente legittima ma poi ci si trova di fronte a contraddizioni palesi, perché se è vero, ed è vero, che "Non c'è niente di "non-FOSS" nel modo in cui viene sviluppato il kernel Linux" è anche vero che da nessuna parte sta scritto che inserire la ricerca in amazon nella dash o svilupparsi una propria shell o un server grafico sia in contraddizione col FOSS (come fanno molti, da Stalmann per la prima questione ai vari Grasslin e Seigo per MIR)

    è pure tardi e quindi concludo cona postilla: c'è in generale accordo sul fatto che gnu nasca nel 1980 per la stampante che stalmann non poteva far funzionare come diceva lui. se uno decide di mettere su un sistema operativo che faccia in modo che questo non si verifichi più e decida di passare il resto della sua vita a svilupparlo e a propagandare i principi su cui si base, questo E' "nascere per combattere un sistema", è nascere crescere e alla fine morire combattendo un sistema; ridurre tutto ciò ad una opinione personale è, quantomeno, limitativo.


    Buonanotte

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  10. Ciao.

    Volevo porti una domanda, perchè onestamente non ho compreso il punto del tuo intervento, anche avendolo riletto più volte.

    In particolare:

    << Lì Canonical ha i numeri per monopolizzare/cannibalizzare e per dirla
    meglio, "irrilevantizzare* ...cut.. tutte le tecnologie
    alternative sviluppate in seno al panorama comunitario FOSS. >>

    Ma non è proprio questo il problema della CLA che accompagna MIR?

    la CLA che viene accostata alla GPL è una nuova forma di "Tivoization" software.


    Ubuntu (che ha l'enorme diffusioni che dici) può rendere MIR lo standard de facto e con quella licenza è pericolossissimo a livello FOSS.


    A livello aziendale nessuna azienda (RH o Intel) accetterebbe di migliorare un software cedendo i diritti ad una concorrente.



    Comunque la tua analisi in generale è imho impropria.
    Canonical fa tutto questo per il semplice fatto che vuole gareggiare nel mercato mobile.
    Gli è crollato il mercato desktop sbriciolato dai tablet.
    Non sa come correre ai ripari e applica il modello Google di android citato nell'articolo, chiude più pezzi possibile.


    La cosa che più mi "infastidisce" (anche essendo un signor nessuno) è che mark critica il panorama decisionale FLOSS ma non ne vuole fare parte, vuole usarlo.


    I fanboy (non gli utenti) Ubuntu sono una razza nuova del panorama GNU non perchè non ci siano mai stati fanboy in GNU (GNOME vs KDE ecc ecc) ma perchè sono i primi fanboy che non sono fan del FreeSoftware, imho


    Ciao

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  11. Stefanauss23/10/13, 02:26

    Ciao Gianluca,


    come dicevo, tutto è opinabile.
    Ad ogni modo, le lens non sono un fattore perché la scope di Wikipedia è stata attivata di default solo nella 13.10 con le smart scope, e precedentemente era da installare a parte attraverso PPA (e ovviamente è da vedere con che user agent operasse, se Ubuntu o meno).
    Ubuntu si aggira sul miliardo di request (e 20x le altre distro) a partire da Novembre 2011 circa. In precedenza era comunque sempre tra 3x e 5x di tutte le altre distro sommate tra loro.
    Se persino alle conferenze tecniche il rapporto è quello, questi numeri più orizzontali potrebbero facilmente non mentire, specie per la loro consistenza nel tempo.
    Aneddoticamente: io tutti i non-nerd, non-informatici, non-tecnici con GNU/Linux che ho visto negli ultimi 5 anni, era Ubuntu. Senza eccezioni.

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  12. Ehm... Mir è un "fork" di Wayland.

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  13. Oddio, ste statistiche lasciano il tempo che trovano visto che gli user agent sono facilmente manipolabili e Ubuntu è una di quelle che li modifica per far risultare il suo SO. Basta prendere gli user agent predefiniti di Firefox o Epiphany di Fedora e Ubuntu e vedere la differenza. Oltretutto, seguendo quelle statistiche, una persona su 5 usa una ubuntu o derivata, e non mi sembra sto gran strapotere.

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  14. "a me non me ne frega niente di quello che hai scritto, a me interessa che Ubuntu sia installato nel mio pc"



    Scusa ma quindi la nostra relazione finisce così?
    Te ne vai così senza un bacio, un abbraccio, niente?
    :(

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  15. Avevo capito che parlavi di quel fatidico 1%. Però continuo a credere che tu sia troppo ottimista al riguardo. Anche perché lo dici tu stesso, di statistiche certe non ce ne sono e quelle su cui ti basi sono molto discutibili per i motivi che elenca Janvitus nel commento prima di me.

    Riguardo le promesse infrante, questo non ha molto senso:

    Mi sembra una palese forzatura. Lo confondi col fatto che Canonical, quello si, tende a rendere ogni scelta tecnica un'opportunità di marketing a buon mercato. Ma una volta passato il marketing, ogni scelta tecnica deve stare in piedi in ragione. A Canonical saranno quello che vuoi, ma neanche la comunità che ora li attacca da ai dev Canonical degli incompetenti e degli stupidi (Lennart di SystemD ha detto chiaramente che la qualità del codice di upstart, di cui non apprezza il concetto di base, è comunque altissima), e nessuno si mette a fare un display server se non crede di avere possibilità e sopratutto se la ritiene la scelta tecnicamente migliore. Quindi no, le "promesse tecniche" non sono tali, perché nessuno mantiene "promesse tecniche" se ritiene che non siano più quelle tecnicamente più valido per l'unico "beneficio" di dire "ah, abbiamo mantenuto la promessa!"



    Ti ho già fatto l'esempio di Wayland. Se io ti prometto che svilupperò o aiuterò nello sviluppo di una cosa e poi non lo faccio è una promessa infranta. Sia tecnica sia di marketing. Non esiste una distinzione tra una promessa di marketing e una promessa tecnica. Cioe chiariamoci.
    Cosa chiami una "promessa tecnica" allora?
    Non metto certo in dubbio le capacità dei dev di Canonical, ma se Canonical dice "farò X, Y e Z" e poi X, Y e Z non le fa allora sta infrangendo la sua promessa, che è fatta da una "dichiarazione" (comunicazione) a cui segue una "azione" (tecnica)


    Una promessa, di per sé, rientra in ciò che in linguistica si chiama un "atto performativo". Sì compie una azione col solo pronunciarla, quindi scindere il linguaggio dall'azione non è possibile.

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  16. Ciao.

    Ancora una volta non mi è chiaro lo scopo del uo intervento.

    Il tuo intervento è corretto, esemplare epreciso.

    E rappresenta la realtà.

    delinea le motivazioni delle scelte e il perchè sono state fatte dall'azienda alle spalle di Ubuntu.

    Ma il punto in discussione (l'argomento del post del nostro ospite) non è rapresentato dal fatto che il fondatore di Ubuntu, il signor mark shuttleworth continua a "indispettire" il resto delle comunità attribuendo la fredezza che lui chiama "astio" verso il progetto MIR come qualcosa di immotivato, di "politico"?


    La realtà so bene anche io qual'è.
    Canonical è una azienda e fa scelte in base a questo. punto.


    è liberissima, meno invece è il Sig.Mark di buttarla in caciara.
    Non sei in accordo con me?


    ps
    il discorso dei fanboy era a parte.

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  17. Stefanauss23/10/13, 15:14

    Se hai statistiche migliori, ti chiedo la gentilezza di condividerle. Stessa gentilezza ti chiedo per fonti/testimonianze/whatever che Ubuntu personalizzi effettivamente gli user agent in maniera tale da alterare le statistiche.
    Infine, non riesco onestamente a capire dove hai estrapolato che per ogni Ubuntu ci sono 4 non-Ubuntu quando quel che leggo io è che ce ne sono 20 di Ubuntu per ogni non-Ubuntu.

    Fino ad ulteriori riscontri, continuo a reputare queste statistiche le migliori disponibili, per quanto tutt'altro che perfette.
    Giusto per il gusto di fare un confronto di parvenza oggettiva, che a me l'esperienza aneddotica sul predominio di Ubuntu basterebbe e avanzerebbe.
    Che anche a stare conservativi, 5 Ubuntu ogni non-Ubuntu significa 83% di market share tra le distro Linux. Siamo a livelli di Windows, all'interno dell'1%.

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  18. Stefanauss23/10/13, 15:43

    Sulle stats ho risposto altrove.

    "Cosa chiami una "promessa tecnica" allora?"

    Ok, ho capito il tuo punto. Chiarisco il mio.
    Dal mio punto di vista, se Red Hat mi dice "grazie a SystemD ridurremo i tempi di boot" la "promessa tecnica" che mi sta facendo non è "useremo SystemD" ma "ridurremo i tempi di boot". Se 3 mesi nello sviluppo si accorge che per ridurre i tempi di boot deve usare upstart o rifarsi il sistema di Init da 0, e riduce i tempi di boot, per me ha rispettato la promessa, anche se non ha usato SystemD, persino se per me SystemD sarebbe comunque stato la scelta migliore e reputo che RH si sia persa qualche pezzo.
    Allo stesso modo se Firefox mi dice "non implementeremo mai il DRM del W3C" (questo è tratto dalla vita vera) e poi ne implementa uno custom, tutto suo, vaffanculo Firefox che fai 2 pesi e 2 misure, anche se la lettera della promessa tecnica è stata rispettata.
    Quindi se Canonical mi dice "Supereremo le limitazioni di X con Wayland" e 2 anni dopo risulta chiaro (secondo un'opinione loro che condivido) che adottare Wayland comporterebbe arrivare alla convergenza nel 2082, e decide di superare X con Mir, per me la promessa è mantenuta (quando e se arriverà, chiaramente).
    Quindi per me (l'aderenza alla) "promessa tecnica" non dipende nè dalla lettera nè dai passi fatti per soddisfarla, ma unicamente da quanto (chiaramente a titolo personale) la sostanza dietro alla promessa sia stata raggiunta.
    È chiaro che se una persona dietro la stessa promessa vede la sostanza "finalmente contribuiremo in upstream ad un componente fondamentale dello stack Linux", arriverà a conclusioni diametralmente opposte alle mie.

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  19. Ho quasi 9 anni di esperienza con Ubuntu e sono cosa modificano e cosa no, visto che mi intendo molto di impacchettamento e patch.


    Vuoi un esempio di manipolazione di user agent: http://www.useragentstring.com/pages/Firefox/
    Capiamoci, non che sia scorretto, anzi...



    Per le statistiche ti potrei riportare quelle del forum non di Canonical più visitato al mondo su Ubuntu, ma vorrei evitare.


    Per quanto riguarda i dati di wikipedia:
    Linux Other4,421 M1.94%Linux Ubuntu1,033 M0.45%


    Che si riallaccia al discorso sopra, cioè che le altre distro non modificano lo user agent.

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  20. Stefanauss23/10/13, 16:04

    "è liberissima, meno invece è il Sig.Mark di buttarla in caciara.
    Non sei in accordo con me?"

    Totalmente, senza se e ma. È la prima cosa che ho detto nel mio primo post sul thread.

    Non capisco a pieno le tue esortazioni sul mio punto. Non ho molto altro da dire sulla questione di cui sopra, non penso ci sia molto altro da dire sulle modalità infime dell'intervento di MS. Non so, dovevo essere più incisivo, qualcosa del genere? xD
    Ho quasi il sospetto che tu mi stia dicendo che sono andato off topic, o qualcosa del genere. Non è la prima volta che commento qui e penso che se la cosa non fosse consentita l'avrei notato, o che anonimo me l'avrebbe detto.

    Io trovo interessante analizzare le conseguenze che avrà quanto sta succedendo (fatto nel primo post, essenzialmente) e soprattutto le dinamiche che hanno portato a questa situazione (sparse nel resto dei commenti). Se le accuse di ostracismo politico a Mir mosse da Shuttleworth sono ridicole e da frustrato, le dinamiche in cui Mir si trova a esistere sono invece senza dubbio un prodotto politico di un'operato quindicinale della community FOSS. Come tale, la community ne condividerà la responsabilità delle conseguenze: un aspetto questo che le attuali legittime rimostranze di gente come Seigo, Grasslin, Pottering può far passare in secondo piano.

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  21. Stefanauss23/10/13, 16:54

    Ok, ho indagato un po'. Sembra che le ultime statistiche utili in termini di user agent siano quelle di Marzo 2011, prima di Firefox 4.0, la versione che ha reso il cambio di user-agent deliberato da parte delle distro Linux.
    A quella data (dove infatti Linux Other non esisteva), siamo sempre Ubuntu 5x di tutte le altre distro combinate (ovvero 83% di marketshare Linux).
    Successivamente quasi tutte le distro hanno anonimizzato l'user-agent, tra cui OpenSUSE. Quindi oltre quel punto i dati perdono di valore.

    Ad ogni modo ancora non ho capito come sei arrivato da 5x a 0,16x.
    Riportarmi le statistiche di Ubuntu-it è di una inutilità estrema: qualsiasi utente Linux sa perfettamente che per ricercare una soluzione ad un problema, conviene googlare con la parola chiave "Ubuntu" anzichè la propria derivata o distro. Quel che può risultare dalle visite è facilmente deducibile.

    Siccome questi dati sono troppo vecchi, e sebbene non riesca a pensare a nulla che possa averli alterati sostanzialmente nelle proporzioni, in assenza di stats più nuove tornerò all'aneddotistica :)

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  22. Credo che la questione di Mir (e di qualunque iniziativa di Canonical da tre anni a questa parte) sia affrontata da un punto di vista più politico che tecnico in prima battuta da chi critica, e poi dallo stesso Shuttleworth. Credo che Mark non debba alimentare polemiche, ma proseguire per la strada scelta senza sollevare polveroni. E' presto per giudicare fallimenti o successi ed è inutile mettersi a litigare sul nulla.

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  23. Sono due discorsi separati, a mio avviso.


    Uno è il discorso pratico del funzionamento del software. Anche io uso per i miei sistemi di produzione solo derivate di Ubuntu ormai dal 2006 (Kubuntu, Ubuntu, Mint, poi ancora Kubuntu..), perché credo che siano sistemi GNU/Linux piuttosto stabili, con ottima compatibilità hardware e ottimo supporto della comunità in caso di problemi.


    L'altro discorso è quello della filosofia che sta dietro Ubuntu come qualunque altro software open source. Al di là del giudizio nel merito, le distro linux sono diverse concettualmente da Windows o Mac perché, anche quando prodotte o sponsorizzate da aziende private - come Ubuntu da Canonical - non ne sono monopolio. Il loro codice sorgente è aperto e chiunque può prenderlo, modificarlo e redistribuirlo.


    Le polemiche e il dibattito nascono e si alimentano tra i conflitti d'interesse veri o presunti, avvenuti o potenziali, tra gli interessi legittimi di un'azienda privata e il rispetto dei princìpi open source.

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  24. Cinnamon è un form di gnome nn diciamolo in giro... Nemo è un form di Nautilus.... Shhhh nn diciamolo in giro eh così passa sotto sotto. Ha un senso parlare fork in senso negativo quando Di esempi di fork ce ne sono una forkata? Che facciamo quando ci piace lo accettiamo il forte quando nn ci piace diamo dello stronzo a Mark?

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  25. Mah... Tu al posto di Mark saresti profumato?

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  26. L'INETTITUDINE... Coniglio ma che fai rosichi? Ahahaha

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  27. ihaveadrin03/11/13, 22:54

    Il software libero è per gente che puzza, qui si domanda ad una persona lurida di non ballare anche la samba. No, non è che se l'aria sta già appestata per sè, tu sia assolto, nell'appestarla ancora peggio coi tuoi miasmi.

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  28. Te in un posto come questo mi sa che caschi male eh.. è la prima volta che ci vieni?

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  29. POtrebbe essere anche il prezzemolo

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  30. No lo visito spesso, sei anche nei link preferiti del mio sito ma non sempre commento. Mi piace come scrivi i tuoi articoli e ti reputo una persona molto intelligente anche se a volte dissento da qualche tua idea.

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Caro troll. Se proprio devi trollare, fallo con stile: Niente insulti personali, niente giudizi sugli altri, niente ordini. La critica è bene accetta, la merda invece verrà moderata. E ricorda, non bestemmiare, fa come Coniglio: miscredi.