lunedì 10 novembre 2014

Quel lunotto posteriore tanto caro a voi democratici

Sabato pomeriggio a Bologna la macchina di Matteo Salvini ha accelerato bruscamente davanti a 4 manifestanti disarmati, che stavano protestando con insulti e colpi sul cofano la sua presenza sul luogo, era lì per fare un'ispezione ad un campo sinti della zona. La macchina di Salvini ha accelerato in modo tale da lanciare in aria i ragazzi e spingerli brutalmente dalla sua strada. Per fortuna non ci sono stati feriti gravi. Dopo l'accaduto i manifestanti l'hanno inseguito e hanno rotto il vetro del lunotto posteriore.

Questa è la mia descrizione dei fatti basata sugli svariati video che potete trovare in rete:



Curiosamente, sabato pomeriggio, la narrazione dei fatti ha preso una piega diversa agli occhi di media e politici. A quanto pare la maggioranza ha smesso di allineare i fatti cronologicamente, generando una ondata di "solidarietà a Matteo Salvini" che anziché comparire come colui che ha accelerato spropositatamente davanti a 4 manifestanti è diventato subito "vittima dei balordi dei centri sociali".

Come se il vetro rotto fosse la causa e non la conseguenza.

giovedì 25 settembre 2014

Quella volta che ho hackerato il Corriere a mia insaputa

Scrivo questo post per quei pochi lettori che hanno una vita (e quindi non usano Twitter, o lo usano con moderazione). So che sarà più autoreferenziale del solito, ma cercherò di essere sintetico e riassumere in modo ordinato il delirio che si è generato, perché intanto là fuori c'è un articolo del Corriere di Mezzogiorno che mi collega a dei fatti di mafia [primo wtf] e c'è pure una "giornalista" ancora convinta del fatto che io sia un hacker massone di origini indiane che dirotta le pagine del Corriere.it [secondo wtf]. Non sto scherzando.



lunedì 15 settembre 2014

Sono stato alla #festadellarete e non c'era un cane

Non fraintendetemi, i blogger, le twitstar e gli stand pubblicitari c'erano. Sopratutto gli stand pubblicitari. Ma le 20.000 persone dichiarate dagli organizzatori saranno rimaste nel comunicato di ANSA che, a proposito, ha vinto come miglior testata online.

Probabilmente Ansa è così contenta di aver vinto che ieri ha cambiato l'articolo pubblicato giorni fa (tenendo lo stesso url). Ora c'è scritto soltanto "partecipazione da record".


Al di là di tutto, mi ha fatto molto piacere incontrare persone che conoscevo e altre che volevo conoscere. Questi tipi di eventi sono senz'altro una bella occasione per incontrare persone con cui spesso ci si sente solo in rete per problemi logistici, ma se dovessi trovare un aggettivo per la manifestazione e sopratutto la premiazione direi che è stata imbarazzante. Lo dico senza cattiveria, vi elencherò i motivi (anche perché ho già cercato di spiegarne le cause e le dinamiche nel post scorso).

giovedì 28 agosto 2014

#MIA14 Se un premio vale l'altro

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L'anno scorso ho fatto un salto al il Macchianera Awards, quello che oggi si chiama La Festa della Rete. La prima cosa che mi colpì è stato l'incredibile numero di gadgets e pubblicità con cui ti riempiono ovunque vai, ti regalano una borsa piena di quadernetti targati, penne e tanto altro merchandising di quello che ti offrono le aziende affinché tu porti il marchio con te. Mi è venuto in mente un po' il Meeting di Rimini, dove lo sponsor lo trovi nelle magliette dei volontari, sulle braccia e sulla schiena.

[EDIT (una settimana dopo): Anche quest'anno ho fatto un salto ai MIA ed è nato questo post: Sono stato alla #festadellarete e non c'era un cane]

giovedì 21 agosto 2014

La Storia di Aaron Swartz


«Insomma, sin da piccolo, la mia relazione con le parole, con la scrittura, non era diversa dalla mia relazione col mondo in generale. Si direbbe che sono nato per non accettare le cose così come mi sono date.»
- Julio Cortázar

Avete un'ora e mezza libera? Un bel modo per impiegarla è vedere questo film (ci sono anche i sottotitoli in italiano).


martedì 29 luglio 2014

Gaza, Riotta e Costa: il giornalismo italiano, spiegato bene (tipo)

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In questa foto potete ammirare Francesco Costa, firma di punta de Il Post, mentre assaggia un Double Mc Riotta al sangue in un lussuoso ristorante a Gaza, prima di accingersi a scrivere i suoi meravigliosi status su Facebook, per poi farci la schermata e condividerli su Twitter perché "in 140 caratteri non ci sta"


Al che uno prima si domanda perché se in 140 caratteri non ti sta scegli di condividerla su Twitter, visto che se non puoi semplificare un concetto complesso — e cazzo se il conflitto Israelo-Palestinese è complesso — in un social network che fa della semplificazione il suo leitmotiv, allora stai comunicando in modo sbagliato.

Ma poi ci soffermiamo sui contenuti di tale ragionamento, e ci vuole poco a capire che chiunque sia convinto di riuscire a semplificare e accostare due conflitti diversi tra di loro, come quello della Syria e quello della Palestina, in uno status su Facebook, molto probabilmente sarà anche convinto di poter discutere di tali tematiche su Twitter. Quindi restiamo tutti abbastanza allibiti che una delle firme di punta de Il Post ragioni in modo così banale e poco competente da essere, appunto, una delle firme di punta de Il Post.

Tuttavia a questo punto scopriamo che esistono altre firme de Il Post ancora più impreparate di Francesco Costa. E così troviamo che forse l'errore è strutturale, e si svela l'intero sistema del giornalismo italiano 2.0.

Ora, anche il più stolto di voi si sarà reso conto che non sono ancora entrato nel merito e non ho confutato i contenuti di Costa. Vi domando scusa, ma per farlo dovrete arrivare fino alla fine, perché saranno necessarie alcune premesse, rotture di cazzo e perddio Costa, mettici un po' di salsa BBQ in quel panino che a Riotta piace al sangue. (remember remember Libera Nos a Riotta)

sabato 31 maggio 2014

io non sono razzista, è lui che è negro - Grillo, Farage e la realtà distorta

Pochi giorni fa mia moglie tornò in anticipo dal lavoro. Avendo staccato prima decise di prendere del gelato per farmi una sorpresa. A me piace Cookies e gusto Puffo. È stata molto carina, e mi dispiace che abbia dovuto trovarsi davanti ad un episodio spiacevole che non avrebbe dovuto vedere: il sottoscritto a letto con gli attributi di Giorgio, il suo istruttore di spinning, in mano.

— Amore, non è come sembra, posso spiegarlo..
— figlio di puttana.. pezzo di merda ecco perché ti piace il gusto Puffo!!
— Asco.. calmati, senti calmati.
— Sei Frocio cazzo sei frocio non ci posso credere sei gay..
— NO AMORE! ASCOLTAMI, mettiamo le cose in chiaro: io non sono gay, se mai gay è il mio istruttore di spinning, ma io no.

Vi sembra convincente? Per un cazzo. 
Eppure è la stessa scusa che usa Grillo su Farage al Telegraph:
Grillo-Farage-lega-nord-manifestiTutti scrivono che quello di Farage è un partito xenofobo, il nostro no. Ricordo che è grazie a noi che è stato abolito il reato di immigrazione clandestina e ne siamo felici. Noi dobbiamo andare a confrontarci sui temi, ovviamente non su idee diverse dalle nostre. Noi non siamo xenofobi. [...]
Io non sono razzista, è il mio socio che è razzista, ma io no. Tuttavia Grillo punta più in alto e rivaluta, anzi difende Farage:

giovedì 8 maggio 2014

un troll al #ijf14 - Slide e video

I festival mi piacciono perché, se vissuti dall'interno, riescono a creare un mondo a parte. Ti isoli per un po' dall'ambiente in cui vivi tutti giorni e vieni preso da quello del festival. Parlo con cognizione di causa, anche in passato ho fatto il volontario o lavorato per alcuni eventi, come quello di Santarcangelo dei Teatri e ricordo tutti come una bella esperienza. Si fa fatica poi a tornare alla quotidianità.

giovedì 1 maggio 2014

Panel al #IJF14 - Cospirazionisti, Troll e debunker

É una vergogna inaccettabile che io stia pubblicando questo post oggi, a quest'ora indegna e con cotanto ritardo. Ma dovrete scusarmi, sono stato rapito dai rettiliani che mi hanno fatto lavorare un botto.

Sarò veloce e indolore (o meglio, "breve e circonciso".cit):

1° Maggio 2014 (cioè oggi), ore 14:00 parteciperò ad un Panel - con gente molto più brava del sottoscritto - al Festival del Giornalismo di Perugia:

Cospirazionisti, troll e debunker. La guerra dei mondi nel web 2.0L'informazione online è una guerra di posizione. In trincea, blog di economia e di analisi politica, post scientifici e "strilli" di medicina alternativa. Propaganda, bufale e teorie del complotto, certo; ma anche verifica di dati e fonti, smentite e testimonianze dirette. Perché il "debunking" ha sempre un'eco minore rispetto alla bufala? E quali sono le differenze che dividono un "watchdog" da uno "stalker", la critica dal trolling?

Se ti stai chiedendo "cosa ci fa questo al Festival Del Giornalismo?" bravo, ti stai facendo le domande giuste. Se vuoi le risposte vieni al panel. Altrimenti resta col dubbio.  Cosa? non te l'ho detto con un minimo di preavviso? Ah vaglielo a dire a Renzi quando ti chiederà un rene per salvare Questo Paese, vai vai a rosicare altrove.

Qualora ci siano foto e/o videoregistrazione le pubblicherò su questo post e/o sul tuider. Altrimenti dopo il ritorno da Perugia farò magari un post coi contenuti e le slide che ho portato al panel.

Insomma se fate un salto fatevi riconoscere, dovrei essere a Perugia fino a domenica quindi se vi va un caffè o volete condividere le vostre droghe con me io volentieri e figuratevi percarità. Scrivetelo qui nei commenti o per messaggio personale (nell'angolo di coniglio).

Saluti.

lunedì 31 marzo 2014

L'industria del porno ha più valori del M5S

Questa notizia della pornostar neonazista che viene scaricata sia dai suoi camerati, "perché si è scopata un negro", sia dall'industria del porno, "perché è neonazista", ha dell'incredibile. Dico, ci pensate? L'industria del porno hard ha più valori del Movimento Cinque Stelle.

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Non è che io sia un bigotto e pensi che gli attori porno non abbiano valori, ma ho ragione di credere che tra i simpatizzanti del Movimento Cinque Stelle ci siano un sacco di bigotti. E che sia proprio il porno a fargli capire che non devi giudicare una persona dal colore della pelle o dalla nazionalità è bellissimo.

mercoledì 26 marzo 2014

Cosa succederà ora che Facebook ha acquistato Tua Madre™?

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É con immenso piacere che posso annunciare l'imminente acquisto per parte di Facebook di Tua Madre™.

Perché tutto ciò che facciamo su Facebook è incentrato su di voi: le personcine dentro al nostro, ma che dico nostro, vostro social. Per noi siete sempre rimasti piccoli.

In questo senso, e in tanti altri, siamo simili a Tua Madre™, ed è per questo che abbiamo deciso di acquistarla per unire le forze e procurare una "user experience" che ti faccia sentire come a casa propria.

Vogliamo sapere tutto di te e, dopo WhatsApp, chi meglio di Tua Madre™ per raccontarcelo?

Certo, le vostre preoccupazioni sono comprensibili ma noi vogliamo rassicurarvi che niente cambierà, e cercheremo di effettuare la transizione il più indolore possibile.

giovedì 20 marzo 2014

Whatsapp, Telegram e sul perché troviamo innovativo reinventare la ruota

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«La pubblicità non è solo un’interruzione dell’estetica, è un insulto alla vostra intelligenza e un’interruzione dei vostri pensieri. In ogni azienda che vende pubblicità, una porzione significativa del team ingegneristico trascorre la giornata perfezionando i sistemi di estrazione dati, scrivendo codici più accurati per raccogliere i vostri dati personali, aggiornando i server che contengono tutti i dati e verificando che tutto sia registrato, riunito, suddiviso, confezionato e spedito… Il risultato? Un banner pubblicitario leggermente diverso, più mirato, nei vostri browser o sugli schermi dei vostri cellulari.
Ricordate: quando si parla di pubblicità, il prodotto siete voi, gli utenti...»
Jan Koum, Fondatore e CEO di WhatsApp, 18 Giugno 2012.
Ironicamente 2 anni dopo Facebook acquista Whatsapp per 19 miliardi di dollari.

Spesso nel mondo tecnologico i prodotti popolari non sono sempre i migliori. Ho appena scritto una banalità e potrei fare l'esempio di Windows come sistema operativo più utilizzato al mondo, ma la norma è proprio questa e vale anche per qualunque programma, applicazione o dispositivo. Per capire i motivi dietro al successo di un prodotto tecnologico è importante ricordare che "famoso" non significa migliore. Quando si parla di tecnologia e innovazione si parla in fondo di questioni sociologiche.

Non lo dico per auto-esonerarmi del non aver studiato informatica. Ma il problema è che questo ambiente è permeato da tecnici, sviluppatori informatici o persone che semplicemente si occupano di tecnologia con la convinzione del tutto sbagliata — da collegare non a caso alla propria formazione accademica — che il successo o il fallimento di un prodotto tecnologico dipenda soltanto dal punto di vista tecnico e non sociale.

giovedì 13 marzo 2014

Buon NON compleanno Web

Era un lunedì. Dopo aver finito la scorta di metadone utilizzata per sopperire la mancanza delle puntate di Violetta che tanto ci piace guardare e cantare insieme nel pomeriggio, Altair_Ita e il sottoscritto rischiarono una grave malattia mentale collegandosi a Twitter e scoprendo che l’intero internet ha torto. Non è facile, sapete. Scoprire che tutti si stanno sbagliando in Rete provoca un senso di smarrimento, non sapere da dove iniziare, troppe persone da convincere e portare sulla retta via. Sì, l’utilizzo di internet come sinonimo di web è sbagliato1 e se ve ne siete resi conto siete già a buon punto. Ora dovremmo solo convincervi che il web non ha compiuto davvero 25 anni. E per farlo abbiamo scritto questo post a quattro mani:

mercoledì 26 febbraio 2014

Renzi il "parresiasta"

Renzi-parresia-satira-democrazia-cristiana-stafetta-dalemismo-critiche

Non appena ho sentito la parola "parresia" uscire dalle labbra di Matteo Renzi ho avuto quella sensazione che provi quando senti dire ad un politico "io non sarò premier senza elezioni" e il giorno dopo lo vedi salire al Quirinale per prendere la carica. Senza elezioni. Ecco, quando disse "parresia", due settimane fa, mi sono sentito così. Avevo intenzione di scriverci qualcosa al riguardo ma Christian Raimo è stato più veloce di me. Mi ha "fottuto" l'idea sì, ma l'ha scritto meglio di come avessi potuto fare io. Quindi Christian sei salvo, altrimenti pubblicavo un post con la tua faccia e il titolo "cosa ne pensate di questo qui?", lasciando il giudizio all'espressione webpopolare e cacciandoti da questo reality.

Parresia e Phronesis

Sostiene Umberto Galimberti che non è un caso se la cultura occidentale ha perso le tracce della parola parresia:

domenica 2 febbraio 2014

Consenso a 5 Stelle

Ecco qualche riflessione che ho scritto al volo in questi giorni. Ve le sottopongo sotto forma di appunti. Se avete qualcosa da aggiungere preferirei che lo facciate nei commenti qui sotto e non sui social network, specialmente non in scarsi 140 caratteri. Vi chiedo scuse di già se non riceverete una risposta subito.

sabato 11 gennaio 2014

mercoledì 8 gennaio 2014

I media, la politica e lo show della Cannabis

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Dopo aver riportato nei minimi particolari le condizioni di salute Schumacher e Bersani finché quest'ultime non si sono stabilizzate, dopo che le dimissioni di Fassina sono finite nel dimenticatoio e si sono esaurite le riflessioni sulle battute di Renzi - badate che è passata forse meno di una settimana - ora i media hanno trovato un nuovo dibattito da proporvi: La legalizzazione della Marijuana e le droghe leggere.