mercoledì 8 gennaio 2014

I media, la politica e lo show della Cannabis

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Dopo aver riportato nei minimi particolari le condizioni di salute Schumacher e Bersani finché quest'ultime non si sono stabilizzate, dopo che le dimissioni di Fassina sono finite nel dimenticatoio e si sono esaurite le riflessioni sulle battute di Renzi - badate che è passata forse meno di una settimana - ora i media hanno trovato un nuovo dibattito da proporvi: La legalizzazione della Marijuana e le droghe leggere.

Dopotutto si tratta di intrattenere l'opinione pubblica con qualcosa di nuovo, ed essendo i Mass Media gestiti come delle vere e proprie "aziende" che devono sfornare e produrre informazione per i suoi lettori/spettatori in continuazione, sicuramente hanno capito che i tempi sono maturi perché si stabilisca un dibattito sulla Cannabis in Italia, anche perché abbiamo rischiato che si torni a parlare del fatidico odio in rete a seguito dei commenti imbecilli sul malore di Bersani nella bacheca facebook del Fatto Quotidiano, ma quello è un terreno già calcato in precedenza e l'attenzione della massa sarebbe calata tantissimo. Questo lo sanno benissimo Ezio Mauro, Mario Calabresi, Peter Gomez, De Bortoli, ed altri direttori di giornali.

Inoltre ci sono dei segni premonitori che annunciavano l'imminente dibattito: un mese fa l'Uruguay legalizza la produzione e vendita, qualche settimana fa Le Iene fanno un servizio sulla Cannabis a scopo curativo che desta parecchie attenzione, pochi giorni fa il Colorado legalizza la vendita a scopo ricreativo finché e ieri succede l'imprevisto:

Gianni Fava, l'assessore all'Agricoltura in Regione Lombardia sostiene che "il proibizionismo ha fallito" e rimette in discussione la legge Fini-Giovanardi sostenendo che sia "liberticida".

Ora, Gianni Fava è de La Lega.

Non vorrei sembrare pessimista, ma che debba essere un leghista a proporre di riformare la Fini-Giovanardi la dice lunga su quanto siamo indietro per arrivare a legalizzare la cannabis in Italia. Quale tipo di dibattito potrà mai proporre un partito di destra secessionista che arrivò al potere a colpi di slogan razzisti ottusi e proibizionisti? Sarebbe come se domani il mio gatto mi toccasse la spalla e mi dicesse:
— sai che ti dico? prendi pure quel cucciolo, ci sta bene un cane in casa. 
— Grazie.. sono.. sono sorpreso non me l'aspettavo da te.. 
— scherzavo coglione, fallo e ti graffio le palle mentre dormi.

A proposito, parentesi doverosa sulla faccenda del retweet di Maroni: in pratica l'assessore scrive il suo commento su Twitter, Maroni lo retweetta, e i giornalisti scambiano tutto questo come qualcosa di significante. Scrive il Corriere (i grassetti sono miei): "Pochi minuti dopo è lo stesso Roberto Maroni, ex segretario del Carroccio e presidente del Pirellone, a ritwittare il messaggio del suo assessore. Nel gergo di Twitter significa apprezzamento e soprattutto condivisione. Segnale «politico» che la Lega è pronta a combattere la battaglia per la depenalizzazione delle droghe leggere."
No, in gergo Retweet non significa necessariamente apprezzamento, ma proprio per nulla, e sì, un gran numero di giornalisti italiani sono ossessionati da Twitter.

Ma intanto i "leader" cavalcano l'onda: Vendola se ne esce dicendo che "bisogna legalizzarla", Manconi del PD dice di aver presentato un disegno di legge e Renzi - che si profila sempre più democristiano e quindi ahimè papabile per fare il Premier italiano - se ne esce con veltroniano "non legalizziamola, ma cambiamo la legge", mentre la destra resta ferma su ste stessa, ma non si risparmia di entrare nel "dibattito".

Dibattito che nasce morto però, perché se ad aprirlo è un leghista capisci perfettamente come può andare a finire. Tuttavia a parte il fatto che Vendola faccia una pessima, ma proprio pessima figura, perché è facile rompere gli indugi quando l'ha fatto prima Gianni Fava, a me desta curiosità la posizione del Movimento 5 Stelle. Patrizio Gonella sul Manifesto nota come Grillo non si sia ancora pronunciato, non abbia detto una sola parola sul suo blog. Sì, ha criticato la Fini-Giovanardi ma non ha detto nulla sulla legge sulle droghe e forse dovrebbe sbrigarsi, visto che più di tutti lui sa che i media tra una settimana potrebbero smettere di parlarne.

Foto: tante grazie al caro @ABkualcosa per la foto.

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