Linux è per tutti?

Cari lettori, Coniglio si chiede e vi domanda, è utile chiedersi Perché Linux non sfonda? No. Non è la domanda giusta.

La domanda iniziale dovrebbe essere, Linux è per tutti? , Gnu/linux è per tutti, qui non si parla di nicchie di persone che sanno usare i computer, figuriamoci, io non so neanche programmare. 

Tuttavia, il quesito è ancora un'altro: l'obiettivo primario è la massima diffusione?

Ecco, ci siamo
Mi sono reso conto che una cosa è cercare di promuovere il software libero/aperto nelle scuole e nella PA e un'altra è cercare di raggiungere la sua massima diffusione in tutte le sfere. Di quest'ultima questione me ne frega ben poco.

È sbagliato leggere o addirittura questionarsi sul "perché linux non sfonda" ..sono stronzate. E se ci pensate, è innegabile che le prime interessate a fare in modo che linux "sfondi" son le aziende. 

Allora visto che io neppure ci guadagno niente - e non è detto che se lo facessi mi comporterei così - perché devo prendere le parti dell'azienda? Perché c'è il bisogno di volere che linux "sfondi"?

Critica alla ragion ubuntiana:
Ecco la loro risposta: hey qui c'è un mercato! qui possiamo farci i soldi! Perché non portiamo linux a tutti? Facciamolo diventare alla portata di tutti così poi possiamo vendere dei servizi, guadagniamo noi e guadagnano gli utenti, perché più gente usa il sistema più supporto hardware ci sarà per loro.

Ok, condivido l'idea, ma a quali condizioni?
RedHat, Novell, Canonical sono aziende, e come tali devono avere un verso. Il problema col mondo GNU/Linux è che esso non ha un verso, la sua natura libera lo rende dinamico. Nascono e muoiono distribuzioni, progetti, programmi che si fusionano con altri che si separano, one day Alice came to a fork diceva Lewis Carrol.

E questo, per un'azienda è un male. Bisogna avere una rotta. Ma per avere questa rotta, è necessario che gli utilizzatori finali cedano un po' di libertà.

Ecco perché Shuttleworth specifica che la sua distro non è una democrazia
Ecco perché vorrebbe proporre uno standard che limiti, in un certo senso, lo sviluppo libero delle altre distro.
Ma si vede anche nelle piccole cose, perché Unity non sarà così facile da personalizzare.


Allora cosa proponi
Dunque io propongo questo, smettere di diffonderlo in ogni casa, smettere di fare pubblicità gratuita ad Ubuntu e iniziare invece a cercare di diffonderlo nella PA e nelle scuole.

C'è una differenza tra cercare di diffonderlo nelle istituzioni, scuole e PA anziché cercare di farlo "in ogni casa". Perché la prima è molto più produttiva, propedeutica e utile ai fini di diffusione della conoscenza. La seconda non tanto, cercare di diffonderlo "in ogni casa" interessa ad una azienda.

il problema è che nella mente di molti si crea il legame Più persone lo usano => più verrà presso in considerazione per le scuole e/o posti pubblici.

Quando invece è proprio il contrario, Più te lo fanno vedere a scuola => più verrà presso in considerazione dalle aziende in futuro => meno computer con windows installato di default.

Finché ci vederanno un PC con windows installato sopra, Linux rimarrà SEMPRE in secondo piano. E ancora una volta il problema non è questo, il problema è che questo succede in ambienti pubblici. Perché a casa sua ognuno può usare il sistema che vuole, ma uno stato che si dichiari democratico deve usare software libero e non fare da "corso privato per office" favorendo le aziende, che poi si ritroveranno impiegati che sanno già usare i software chiusi per i quali pagano la licenza.